Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 436 del 10/3/2004
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 4725)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4725 sezione 5).
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibili i seguenti ordini del giorno: Cima n. 9/4725/1, limitatamente al primo capoverso, e Diliberto n. 9/4725/4, limitatamente al primo capoverso, in quanto volti a chiedere l'immediato ritiro del contingente italiano dall'area irachena, in contrasto con quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, del provvedimento; Bertinotti n. 9/4725/6, limitatamente alla parola «immediato»; Realacci n. 9/4725/7, volto ad impegnare il Governo a promuovere l'inserimento del contenuto dell'articolo 11 della nostra Costituzione nel Trattato costituzionale europeo, in quanto relativo ad un argomento estraneo al contenuto del provvedimento; Rotundo n. 9/4725/16, limitatamente ai capoversi primo, secondo, quarto e quinto, in quanto riproduttivi di emendamenti respinti.
Qual è il parere del Governo?

ALFREDO LUIGI MANTICA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo non accetta gli ordini del giorno Cima n. 9/4725/1, nella parte ammissibile, Pecoraro Scanio n. 9/4725/2, Zanella n. 9/4725/3, Diliberto n. 9/4725/4, nella parte ammissibile, e Bertinotti n. 9/4725/6, nella parte ammissibile. Il Governo accetta invece gli ordini del giorno Pisicchio n. 9/4725/5 (Nuova formulazione), Fioroni n. 9/4725/8 e Calzolaio n. 9/4725/11.
Inoltre, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Fontana n. 9/4725/9. Per quanto riguarda l'ordine del giorno dell'onorevole Bricolo n. 9/4725/10, il Governo lo accetta a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «impegna il Governo ad adoperarsi in tutte le sedi opportune, affinché nel quadro degli sforzi della comunità internazionale per la ricostruzione politico-istituzionale dell'Afghanistan venga posta in essere ogni iniziativa possibile diretta alla distruzione delle coltivazioni degli oppiacei».

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno Polledri n. 9/4725/12 è stato ritirato.

FILIPPO BERSELLI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Per quanto concerne l'ordine del giorno Violante n. 9/4725/13, il Governo invita i presentatori a ritirarlo, in quanto al Senato è stato approvato un ordine del giorno vertente su analoga materia, che ha registrato la disponibilità del Governo.
Non so se l'onorevole Violante abbia presente questo ordine del giorno. Comunque, il Governo invita l'onorevole Violante a ritirare il suo ordine del giorno o a riformularlo nel senso dell'ordine del giorno G6, presentato al Senato e accettato dal Governo.
L'ordine del giorno Ruzzante n. 9/4725/14 è accolto come raccomandazione.
Quanto all'ordine del giorno Minniti n. 9/4725/15, invito il presentatore a riformulare il dispositivo nel seguente modo: «impegna il Governo a continuare a valutare con la massima attenzione (...)». Inserendo le parole «a continuare» il Governo sarebbe disponibile ad accogliere tale ordine del giorno. In questo senso, posso dire all'onorevole Minniti che l'onorevole Ascierto ha presentato un identico ordine del giorno, che contiene le suddette parole. In altri termini, il Governo è assolutamente d'accordo, ma vuole evitare che, con questo ordine del giorno, rientri surrettiziamente dalla finestra quanto affermato dall'onorevole Minniti in precedenza con riferimento agli elicotteri e su cui ha già risposto il sottosegretario Bosi.
Se mi consente, signor Presidente, a quest'ultimo proposito, poiché l'onorevole Minniti ha lamentato che la sua interrogazione


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non ha ricevuto ancora una risposta da parte del Governo, voglio precisare che ciò è dovuto semplicemente al fatto che il suo esame non è stato ancora calendarizzato: quindi, si tratta di una questione che non riguarda il Governo. Nel merito, per quanto riguarda l'intervento svolto prima dall'onorevole Minniti, che si ricollega a questo ordine del giorno, voglio ricordare che il Governo e il Ministero della difesa hanno garantito e garantiscono la massima sicurezza ai militari italiani all'estero, sia che volino sia che non volino. In riferimento, però, alla domanda formulata dall'onorevole Minniti in ordine alle dotazioni e alle caratteristiche dei velivoli, voglio ricordare che tale quesito attiene a informazioni classificate, che non possono essere divulgate in questa sede.
In merito all'ordine del giorno Rotundo n. 9/4725/16, nella parte ammissibile, il Governo chiede ai presentatori di ritirarlo, in quanto il tema è già stato affrontato al Senato con l'ordine del giorno G2, a firma dei senatori Forcieri, Bedin, Bettini e Brandani. Quindi, valgono per esso le medesime ragioni esposte in riferimento all'ordine del giorno Violante n. 9/4725/13. Poiché, ripeto, il tema ha già formato oggetto di un ordine del giorno approvato dal Senato, per questo motivo chiediamo che il l'onorevole Rotundo ritiri il suo ordine del giorno o lo riformuli in senso identico all'ordine del giorno G2, presentato al Senato e accolto dal Governo.
L'ordine del giorno Pinotti n. 9/4725/17 è accolto come raccomandazione. Infine, il Governo accoglie l'ordine del giorno Ascierto n. 9/4725/18.

PRESIDENTE. Onorevole Cima, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/1, nella parte ammissibile, non accettato dal Governo?

LAURA CIMA. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, chiedo che il mio ordine del giorno n. 9/4725/1 sia posto in votazione, per la parte dichiarata ammissibile, anche se il Governo non l'ha accolto.
Credo che il decreto-legge in esame abbia visto lo sforzo di tutta l'opposizione, peraltro, direi articolato, perché l'opposizione è stata accusata di non avere una posizione univoca. Voglio sottolineare che è proprio questo il vantaggio di essere opposizione: si possono articolare liberamente le varie posizioni, a differenza di quando si è al Governo. In questo caso, infatti, si deve avere una posizione unitaria che, peraltro, più volte in questa legislatura non abbiamo registrato nelle forze di maggioranza che sostengono il Governo, anche su argomenti molto importanti.
In ogni caso, è stato compiuto uno sforzo da parte di tutti che per cercare di dare un contributo che migliorasse il decreto-legge e lo rendesse compatibile con l'articolo 11 della nostra Costituzione.
È stato fatto con molta attenzione e il Governo ha risposto picche su tutto, anche su alcuni aspetti che forse condivideva, come articoli relativi alla salute dei militari e all'uranio impoverito, con la scusa che non si poteva modificare il testo licenziato dal Senato. Mi chiedo: per quale motivo, allora, esaminiamo un provvedimento, se non possiamo modificarlo? Fino a prova contraria, non è stata fatta alcuna riforma nel senso del monocameralismo! I tempi peraltro ci sono, quindi tutte queste motivazioni sono poco convincenti.
Nel corso del dibattito è stato detto molto chiaramente che la richiesta di votare separatamente sulle varie missioni non sarà accettata dal Governo, né lo sarà la richiesta di una differenziazione e tanto meno lo stralcio della parte relativa all'Iraq. In particolare, la missione Antica Babilonia, che il ministro Martino descriveva come una missione umanitaria, in realtà, come abbiamo detto, è tutt'altro, e dal dibattito è emerso molto bene. Le conseguenze drammatiche del nostro intervento si sono viste sia rispetto al nostro contingente sia - purtroppo - rispetto alla popolazione civile e allo sviluppo delle


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contraddizioni della guerra civile già in corso sul territorio iracheno. Si è aperta una ferita con una politica internazionale sbagliatissima, quella dell'amministrazione Bush improntata alla guerra preventiva globale, che difficilmente si rimarginerà; e di sicuro - temo di essere una buona Cassandra, come lo sono stata precedentemente, pur non volendolo - quando ci ritroveremo, tra sei mesi, a dover deliberare di nuovo su questo tema, la situazione sarà ulteriormente peggiorata.
Il nostro ordine del giorno, nella parte dichiarata ammissibile, impegna il Governo ad attivarsi in ambito europeo affinché si porti alle Nazioni Unite una proposta unitaria che chieda il ritiro delle forze occupanti - il cui intervento non ha ottenuto consenso ed ha creato molti danni - e l'attribuzione all'ONU del compito di guidare questa fase transitoria prima della formazione di un governo eletto dagli iracheni che, come sappiamo benissimo e come lo stesso Kofi Annan ha detto più volte, difficilmente riuscirà anche solo ad ipotizzarsi prima del 2005.
Quindi, questo è un periodo delicatissimo, in cui è in vigore una Costituzione che non è condivisa dal popolo iracheno e la situazione è sempre più tesa, non solo a causa degli atti terroristici, come abbiamo visto nel recente episodio di Nassiriya. Invito, pertanto, i colleghi a votare a favore del mio ordine del giorno n. 9/4725/1, perché credo non si possa negare la necessità che l'ONU intervenga al più presto in Iraq.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cima n. 9/4725/1 nella parte ammissibile, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 430
Astenuti 9
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 39
Hanno votato
no 391).

Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Pecoraro Scanio n. 9/4725/2, non accettato dal Governo.

LAURA CIMA. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto, poiché sono cofirmataria di questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ne ha (Commenti)... Scusate, colleghi, per cortesia...

LAURA CIMA. Signor Presidente, chiedo di parlare per dichiarazione di voto perché - ripeto - anch'io sono firmataria di questo ordine del giorno!

PRESIDENTE. Onorevole Cima, purtroppo ciascun deputato può dichiarare il proprio voto con un unico intervento sul complesso degli ordini del giorno.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pecoraro Scanio n. 9/4725/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 285
Astenuti 183
Maggioranza 143
Hanno votato
sì 19
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Zanella n. 9/4725/3, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 291
Astenuti 181
Maggioranza 146
Hanno votato sì 32
Hanno votato no 259).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Diliberto n. 9/4725/4, nella parte ammissibile, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 469
Votanti 447
Astenuti 22
Maggioranza 224
Hanno votato sì 27
Hanno votato no 420).

Prendo atto che l'onorevole Pisicchio non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/5 (Nuova formulazione), accettato dal Governo.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bertinotti n. 9/4725/6 nella parte ammissibile, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 471
Votanti 453
Astenuti 18
Maggioranza 227
Hanno votato sì 27
Hanno votato no 426).

Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito a votare e che l'onorevole Milanese si è astenuto mentre avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno Fioroni n. 9/4725/8, accettato dal Governo, e Fontana n. 9/4725/9, accolto come raccomandazione.
Prendo atto che l'onorevole Bricolo accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/10 e non insiste per la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Calzolaio non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/11, accettato dal Governo.
Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Violante n. 9/4725/13 se accettino la riformulazione proposta dal Governo.

LUCIANO VIOLANTE. Il sottosegretario ha proposto di modificare profondamente questo ordine del giorno e di riproporre qui l'ordine del giorno presentato dai colleghi al Senato. Devo dire che quell'ordine del giorno che il Governo ha accolto impegnava ad espletare una serie di compiti che non è qui il caso di replicare. Qui noi poniamo un'altra questione, quella del ritiro del contingente italiano in Iraq se, entro il 30 giugno, non si siano realizzati atti visibili ed inequivoci di effettivo coinvolgimento dell'ONU.
Si tratta quindi di una questione nettamente distinta che è maturata sulla base del dibattito che si è svolto nel frattempo. Abbiamo votato contro la missione in Iraq, lo sappiamo bene. Alcuni colleghi, anche del mio gruppo, sostengono legittimamente che, sulla base del principio di coerenza, le truppe andrebbero ritirate immediatamente. Noi, sulla base di un altro principio, quello di responsabilità, ci rendiamo conto che è sostanzialmente difficile proporre il ritiro immediato di truppe (si tratta di 3 mila uomini) con tutti gli effetti che possono aversi nella zona.
Però, poniamo la seguente questione: se entro il 30 giugno, data nella quale le consegne devono passare dall'amministrazione Bremer al Governo provvisorio iracheno,


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non intervengono le Nazioni Unite, con pieno mandato, evidentemente a quel punto non ha più senso che le truppe italiane rimangano lì. Oggi, come sappiamo, la risoluzione n. 1511 non ha ancora trovato attuazione perché non sono ancora state realizzate le circostanze che ne rendono possibile la piena attuazione.
Qui noi chiediamo quindi una cosa distinta: che, ove non vi sia, entro il 30 giugno, la copertura ONU, vengano ritirate le truppe italiane. Fermo restando questo, intendo cogliere l'occasione per sottolineare un punto: i colleghi della maggioranza e qualche volta anche qualche esponente del Governo hanno più volte sottolineato la mancanza di unità del centrosinistra su tale questione. Voglio richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Germania, in Francia ed in Spagna tutte le forze democratiche su questo punto si sono distinte. Faccio anche riferimento ai milioni di persone che hanno marciato contro la guerra e, per questo motivo (Commenti del deputato Selva)... No, onorevole Selva, mi ascolti, io lo faccio sempre con interesse. Qui la preoccupazione non riguarda la guerra in generale, cioè una generica posizione per la pace, qui la nostra contestazione riguarda questa guerra, che è stata un modello nuovo e terribile di risoluzione delle controversie internazionali, senza e contro l'uomo, senza e contro la Nato, senza e contro l'Unione europea, con l'ambizione di creare un nuovo ordine internazionale che si fondasse non sull'equilibrio ma sullo squilibrio. Questa è stata la questione drammatica che ha dato adito all'incrementarsi della risposta terroristica, come è stato più volte sottolineato anche dal candidato democratico Kerry alla Casa Bianca. Ciò dipende dal fatto che l'amministrazione americana non ha colto una cosa.
Ricordo - e forse anche i colleghi la ricorderanno - una dichiarazione al riguardo di Condoleezza Rice. Bisogna fare, in Afghanistan e in Iraq - ella ebbe a dire -, quello che è accaduto in Germania ed in Francia: abbattuto il totalitarismo, abbattuto il fascismo ed il nazismo, si costruì la democrazia. Il consigliere per la sicurezza nazionale non aveva compreso che in Afghanistan e in Iraq non ci sono stati i secoli di tradizione democratica e di discussione liberale sui contenuti del parlamentarismo e della democrazia che si sono avuti nel continente europeo. Oggi, ci troviamo ad amministrare una situazione di enorme insicurezza proprio per queste ragioni. È stato eliminato un dittatore - e questo è un fatto positivo -, ma non si sta dimostrando la capacità di costruire la pace! Noi ci stiamo misurando su grandi questioni che riguardano il futuro, il futuro del nostro mondo!
Debbo dire ai colleghi della Casa delle libertà che non possiamo accettare lezioni di unità da chi si è diviso, ieri, su tutte le più importanti missioni militari. Come hanno già dimostrato i colleghi Ruzzante e Minniti, nella scorsa legislatura l'attuale Casa delle libertà si è divisa in occasione del voto su tutte le più importanti missioni militari! I colleghi della Lega hanno votato contro tutte le missioni in Albania e, su altre, vi sono state astensioni o votazioni contrarie.
Sappiamo bene che le responsabilità dell'opposizione sono diverse: non si possono confondere con le responsabilità di chi è maggioranza. Comunque, a proposito dell'unità, debbo dirvi, cari colleghi della Casa delle libertà, che voi non riuscite neanche a convocare una vostra iniziativa comune: avete dovuto disdire una manifestazione comune perché alcuni di voi non vogliono che partecipi la Lega! Questa la vostra unità: siete profondamente divisi!

ANTONIO LEONE. Non è proprio il caso di dirlo!

GUSTAVO SELVA. Cosa c'entra l'ordine del giorno con Bologna!

LUCIANO VIOLANTE. Siete divisi sulle pensioni e siete divisi sulla sanità, mentre il ministro dell'economia (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)...


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PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, consentite ad ognuno di esprimersi!

LUCIANO VIOLANTE. Lo so che questo è il vostro problema!

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, è fuori tema!

PRESIDENTE. Onorevole Selva, sia gentile! Dopo parleranno gli altri (Commenti del deputato Ramponi)!

LUCIANO VIOLANTE. Onorevole Ramponi, non siamo in una caserma: siamo in un Parlamento e lei deve ascoltare, capisce? Lei deve ascoltare (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

LUIGI RAMPONI. Lascia stare le caserme!

LUCIANO VIOLANTE. Quando sarà in una caserma, si comporterà diversamente (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia!

LUIGI RAMPONI. Abbia più rispetto per chi sta nelle caserme!

LUCIANO VIOLANTE. Non siamo in una caserma, ripeto!

PRESIDENTE. Onorevole Violante, mi scusi se la interrompo. Non sto chiedendo alla maggioranza di condividere quello che pensa un leader dell'opposizione, ma le sto chiedendo di ascoltarlo: è una cosa diversa!
Prosegua pure, onorevole Violante.

LUCIANO VIOLANTE. Certo, signor Presidente.
Questa maggioranza è divisa sulle pensioni e sulla sanità ed ha un ministro dell'economia che ritira gli emendamenti presentati da altri ministri (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale) o presenta progetti senza copertura: questa è la situazione nella quale ci troviamo!
Capisco che enfatizziate le distinzioni presenti da questa parte per coprire le vostre, ma c'è un punto di fondo sul quale desidero seriamente richiamare l'attenzione di tutti. Cari colleghi, qui c'è un problema di sistema politico! Qui c'è un problema di capacità di risposta ai problemi reali dell'Italia! Voi che avete la responsabilità primaria di dare risposte, e non siete riusciti a darle!
Allora, non potete utilizzare la questione delle missioni all'estero come «foglia di fico» per mascherare i vostri contrasti, i vostri conflitti, le vostre divisioni. Ecco la questione che qui vogliamo porre con grande forza! Noi non ci stiamo dividendo sull'otto per mille o sulla secessione, ancora una volta minacciata da Bossi nei vostri confronti; non ci stiamo dividendo su questioni fondamentali per questo paese, ma stiamo discutendo tra noi su problemi che riguardano il futuro del mondo: sulla guerra preventiva e su come si costruisca un nuovo ordine internazionale (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Violante n. 9/4725/13, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 450
Votanti 440
Astenuti 10
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 266).

Chiedo all'onorevole Ruzzante se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/14, accolto dal Governo come raccomandazione.


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PIERO RUZZANTE. Non insisto, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo all'onorevole Minniti se accetti la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/15 proposta dal Governo.

MARCO MINNITI. Signor Presidente, poiché è in discussione la sicurezza dei militari, può andare bene anche la riformulazione proposta: non mi convince del tutto, ma la accetto e pertanto non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo all'onorevole Rotundo se acceda all'invito al ritiro del suo ordine del giorno n. 9/4725/16.

ANTONIO ROTUNDO. No, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rotundo n. 9/4725/16, nella parte ammissibile, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 455
Votanti 449
Astenuti 6
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 207
Hanno votato
no 242).

Prendo atto che l'onorevole Pinotti non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/17, accolto come raccomandazione dal Governo.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Ascierto non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/4725/18, accettato dal Governo.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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