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PRESIDENTE. L'onorevole Baiamonte ha facoltà di
GIACOMO BAIAMONTE. Signor Presidente, signor ministro, la presentazione della mia interrogazione è stata motivata da un episodio molto grave avvenuto in uno dei principali licei della mia città, il liceo «Cannizzaro».
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, si tratta davvero di un episodio inquietante perché è avvenuto in una scuola e perché il volantino distribuito incita alla violenza e sostanzialmente all'eliminazione fisica degli avversari politici.
competenza - ma credo lo possa fare anche l'interpellante -, nonché di tenere costantemente informato del tutto la direzione regionale medesima.
PRESIDENTE. L'onorevole Baiamonte ha facoltà di
GIACOMO BAIAMONTE. Signor Presidente, signor ministro, mi ritengo soddisfatto per l'opera della direzione del ministero. Ovviamente, non posso accettare che il preside dichiari che nel suo istituto l'episodio non si sia verificato. Signor ministro, sono professore universitario: non accetterei mai che nel mio istituto si verificasse una cosa di questo genere. Ovviamente, ho il dovere di vigilare su quanto avviene nel mio istituto, altrimenti non sarei in grado di mantenere la posizione che occupo. Ecco perché è deplorevole che si permettano cose simili da parte di chi è responsabile della direzione di quell'istituto.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Con l'autorizzazione del preside - a quanto pare - è stato distribuito un volantino firmato da una fantomatica «organizzazione giovanile dei proletari comunisti» denominata Red Block, che incita alla violenza contro le istituzioni e contro gli avversari politici e preannuncia azioni «di violenza rivoluzionaria e di classe» che porterà alla vittoria per conquistare il potere proletario fino al comunismo.
L'amministrazione ha immediatamente interpellato, tramite il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale per la Sicilia, il dirigente scolastico del liceo Cannizzaro, il quale ha dichiarato di non essere a conoscenza dell'episodio. Il medesimo dirigente ha anche precisato che non risulta nulla né a lui, né ai suoi collaboratori rispetto a questo episodio. Il capo del dipartimento presso il ministero ha chiesto all'ufficio scolastico regionale e al responsabile dei centri servizi amministrativi di Palermo di svolgere ulteriori ed approfondite indagini, anche a mezzo di apposita ispezione, e di riferire sugli esiti delle stesse per l'attivazione delle conseguenti iniziative.
In data odierna, il competente direttore per la Sicilia, per fugare ogni dubbio sulla vicenda, ha già disposto che il capo dell'istituto in argomento attivi opportune indagini per accertare se e come sia avvenuto l'episodio all'insaputa del personale della scuola e di trasmettere anche direttamente alla procura della Repubblica il manifestino, perché è certamente di sua
Quanto all'esito delle informazioni acquisite, ove residuassero ulteriori dubbi, il direttore regionale disporrà appositi accertamenti ispettivi e il ministero continuerà a seguire l'episodio con la massima attenzione, perché l'episodio c'è stato, i manifesti sono stati distribuiti nella scuola, sono stati consegnati ai ragazzi e sono poi stati trovati dalle famiglie. Quindi, il problema non è di negare l'evidenza, ma di sapere chi e come ha potuto svolgere questa attività nelle scuole. Ancora oggi, nel 2004, ci sono coloro che continuano ad incentivare la violenza, a pubblicizzare una forma di lotta politica che prevede l'eliminazione fisica dell'avversario, con un linguaggio di una virulenza tale che pensavamo fosse scomparso dalla dialettica politica del nostro paese e, in particolare, quando si tratta di fare attività politica in un luogo così delicato per la formazione e l'educazione dei giovani come la scuola.
Signor ministro, i cittadini non mandano i figlioli a scuola per apprendere atti di violenza, ma per acculturarsi e per formarsi per la vita futura.
La ringrazio ancora, signor ministro.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16.


