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PRESIDENTE. L'onorevole Grotto ha facoltà di
FRANCO GROTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da troppo tempo l'area dell'alto Adriatico e quella del delta del Po vengono scelte per la realizzazione di impianti energetici. Non ultima è la notizia che, entro il 2004, inizieranno i lavori per la costruzione di un terminal gasifero dell'Edison nello specchio marino prospiciente il delta del Po, a ridosso dell'isola turistica di Albarella e delle spiagge polesane.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Grotto.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il terminale di rigassificazione verrà realizzato a 12 chilometri dalla costa di porto levante nel nord Adriatico. Si tratta di un progetto nei confronti del quale è stato espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale da parte non solo delle autorità competenti ma anche della regione Veneto, la quale ha approvato il progetto, a sua volta approvato anche dal precedente Governo, poiché non si è riscontrato alcun tipo di pericolo.
PRESIDENTE. L'onorevole Grotto ha facoltà di replicare.
FRANCO GROTTO. Signor Presidente, signor ministro, mi dispiace, ma non sono assolutamente soddisfatto; senza nulla togliere alle competenze del ministro Giovanardi, il fatto che non sia stato il ministro competente a fornire la risposta dimostra la scarsa sensibilità del ministro stesso e del Governo nei confronti di questi problemi fondamentali.
possiamo dare di più di quanto abbiamo già dato!
Si tratta di un impianto di stoccaggio e di rigassificazione per 250 mila metri cubi di gas liquido, costruito su una piattaforma marina di 356 metri per 56. Il gas viene trasportato da enormi navi gasiere. È un'isola colma di gas a 162 gradi sotto zero, con un rischio continuo, nel corso della trasformazione dallo stato liquido a quello gassoso (ricordo che il volume aumenta di 600 volte circa), sia per la sicurezza circostante sia per l'ambiente marino, dato il notevole...
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
Sono state espletate, al riguardo, le opportune verifiche di impatto ambientale anche in relazione al luogo in cui è sito l'impianto; il gas, inoltre, contrariamente a quanto si è affermato, è movimentato e stoccato ad una pressione all'incirca pari a quella atmosferica e, pertanto, non vi è alcun impianto in pressione che possa dar luogo a scoppi.
L'impianto è progettato per resistere, con adeguati margini di sicurezza, sia ai carichi di progetto sia ai carichi sismici eccezionali.
Sotto il profilo della sicurezza dell'impianto, è intervenuto il parere favorevole del Ministero dell'ambiente, della regione Veneto, dell'allora ministro dell'industria del Governo di centrosinistra e del Parlamento: la costruzione di nuovi terminali di rigassificazione è infatti indispensabile per il nostro paese sia per consentire la crescita del consumo nazionale di gas (che passerà dagli attuali 76 miliardi di metri cubi a 93 miliardi nel 2010) sia per permettere lo sviluppo di un'offerta concorrenziale sul mercato del gas da parte di nuovi soggetti diversi dagli operatori in posizione dominante.
Rispetto alle forniture via gasdotti, i terminali di GNL consentono di superare il vincolo del rifornimento da un unico paese fornitore: l'utilizzo di navi gasiere, infatti, renderà possibile il rifornimento da una pluralità di soggetti anche sul libero mercato.
La realizzazione dell'impianto, come riconosciuto dal Parlamento, è di interesse strategico ed è stata espressamente inclusa tra le attività soggette al finanziamento dello Stato. Del resto, il nostro paese ha bisogno di energia ed intende ottenerla a basso costo, per essere competitivo con l'estero, ma non vuole le centrali nucleari, quelle a carbone ed a gas e, adesso, nemmeno il gas metano, prezioso dal punto di vista ambientale, ecologico e dei costi che devono subire gli artigiani, i commercianti e le imprese.
Questo impianto si realizzerà a 12 chilometri dalla costa; tutti i sistemi di sicurezza e di impatto ambientale sono stati verificati sia dalla regione sia dallo Stato. Pertanto, non si capisce per quale motivo il nostro paese dovrebbe rinunciare ad approvvigionarsi di energia pulita a costi più bassi, nell'interesse di un paese moderno e civile che di energia non può fare a meno.
D'altra parte, la risposta del ministro Giovanardi dimostra anche la scorsa preparazione in merito a tale problematica. Infatti, occorre mettersi d'accordo sullo sviluppo futuro: se vogliamo creare un polo energetico e, nello stesso tempo, programmiamo un parco naturale, ritengo che in ciò vi sia un'evidente contraddizione.
Del resto, le popolazioni interessate, gli enti locali e le istituzioni sono tutte contrarie a questo tipo di impianto, anche perché quel territorio ha scelto il tipo di sviluppo che intende portare avanti. Non
Occorre inoltre ricordare che il litorale adriatico è pieno di impianti energetici: all'interno del delta del Po esiste una centrale termoelettrica, la più grande d'Italia.
Dunque, la risposta fornita dal ministro è insoddisfacente, in quanto non affronta i veri problemi del territorio. Per quanto ci riguarda, non ci limiteremo a protestare, ma ci attiveremo assumendo tutte le iniziative democratiche, al fine di impedire la realizzazione di un impianto all'interno di un'area particolare, fragile e delicata.


