Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 436 del 10/3/2004
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(Realizzazione degli interventi compresi nel programma delle opere strategiche - n. 3-03156)

PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03156 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, l'interrogazione in esame riguarda le grandi opere previste dalla legge obiettivo. Chiedo al ministro di dire al Parlamento come stanno davvero le cose, perché i numeri forniti dal Governo non tornano. Faccio solo un esempio: il 25 febbraio Berlusconi ha dichiarato che il CIPE avrebbe già stanziato 43 miliardi di euro


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per le grandi opere. Tuttavia, basta collegarsi al sito del CIPE per vedere dati molto diversi, secondo i quali sono stati stanziati, ad oggi, solo 3,619 miliardi di euro. Chi dice bugie: il Capo del Governo o il CIPE, che è sempre un organo del Governo? Io penso siano corretti i dati del CIPE, ma chiedo al ministro di dirci, per favore, quali siano i cantieri già aperti con la legge obiettivo e quante le risorse finanziarie davvero stanziate.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Vigni, la delibera del CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, che costituisce il primo programma delle opere strategiche di interesse nazionale, quantifica in 125 miliardi di euro il costo di tutte le opere da effettuare nel decennio 2001-2010. Il quadro normativo della legge obiettivo è divenuto operativo nell'ottobre 2002 con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 190.
Da allora e sino al 31 dicembre 2003, quindi in soli 14 mesi, sono state approvate dal CIPE le istruttorie predisposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, relative a 40 opere, in parte a livello preliminare, in parte a livello definitivo. Di queste, ritengo sia importante evidenziare le più significative, non tanto per riportare una fredda lista di opere, quanto perché la rilevanza nazionale e sovranazionale degli interventi fa immediatamente risaltare come il Governo abbia saputo individuare concrete e reali esigenze, dando a queste la giusta risposta. Credo valga la pena, quindi, ricordare le opere per la salvaguardia di Venezia, in esecuzione già da un anno; il passante di Mestre, che è in fase di assegnazione; il completamento del Grande raccordo anulare di Roma, in esecuzione già da un anno; il progetto del primo maxi lotto dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, già in fase di esecuzione; il progetto Grandi stazioni; la realizzazione del sistema metropolitano campano; il progetto preliminare della Torino-Lione; importanti opere acquedottistiche in Sicilia, Sardegna, Basilicata, Molise e Puglia; in ultimo, ma considerata di vitale importanza, la linea C della metropolitana di Roma.
Il costo complessivo delle 40 opere approvate supera complessivamente i 30 miliardi di euro. Di tale cifra, la quota già finanziata è di circa 10 miliardi di euro, di cui 6,3 miliardi di euro attraverso autofinanziamenti ed altre fonti e 3,4 miliardi di euro attraverso le annualità 2002-2003-2004, previste dalla legge n. 166 del 2002. A questi interventi occorre sommare un'ulteriore serie di opere, che attendevano da tempo di essere approvate e che il Governo ha ritenuto essenziale inserire nel programma delle opere strategiche, proprio con lo specifico intento di ottenerne l'avvio, dopo ingiustificabili ritardi e le gravi omissioni del passato. Tra queste opere, trovano posto il potenziamento dell'Autostrada A1 nel tratto Modena-Firenze-Incisa, compresa la ormai famosa variante di valico Bologna-Firenze; l'alta velocità ferroviaria Torino-Novara-Milano e l'intero potenziamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
In definitiva, si tratta di un ulteriore complesso di opere, che erano già finanziate ma risultavano bloccate, il cui valore finale ammonta a 17,9 miliardi di euro.
Nel complesso, pertanto, nel periodo che va dal luglio 2001 al 31 dicembre 2003 sono effettivamente stati attivati interventi per un valore finale di circa 47,9 miliardi di euro (circa 96 mila miliardi di lire). Tra questi - confermo questo dato agli onorevoli interroganti -, i cantieri già aperti riguardano opere il cui valore è di 20,6 miliardi di euro (circa 41 mila miliardi di lire), di cui nove con risorse specificatamente attivate attraverso il meccanismo della legge obiettivo ed il resto attraverso altre fonti di finanziamento, quali l'ANAS, la Rete ferroviaria italiana e Autostrade Spa.

PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di replicare.


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FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, non sono soddisfatto, perché il Governo continua a giocare con i numeri e con le parole. Ci sono alcuni dati che sono incontestabili.
In primo luogo, il Governo Berlusconi ha ridotto gli investimenti per le opere pubbliche, che erano cresciuti con il Governo dell'Ulivo del 10 per cento, in media, ogni anno; voi li avete invece ridotti, quest'anno, del 13 per cento. Ciò significa meno soldi non solo per ferrovie e strade, ma anche per le città, per il trasporto urbano, per gli acquedotti, per prevenire frane ed alluvioni, per l'edilizia scolastica, e così via.
In secondo luogo, se vogliamo parlare delle grandi opere, al riguardo lei ha detto, signor ministro, che con la legge obiettivo sarebbero già stati aperti cantieri per 20 miliardi di euro. Quali? Dove?
Sa cos'è questo documento che ho a disposizione, signor ministro? È il rapporto dell'Associazione nazionale dei costruttori, che raggruppa le imprese di costruzione. Vogliamo fidarci? Spero di sì. Ebbene, in questo rapporto si afferma che, per quanto riguarda le grandi opere strategiche, ad oggi sono state assegnate solo quattro gare e, relativamente a queste, solo un cantiere è stato aperto, quello che riguarda la terza corsia, di 18 chilometri, del Grande raccordo anulare di Roma.
Per quanto riguarda il MOSE, lei sa meglio di me, ministro, che non sono ancora iniziati i lavori, perché non c'è neppure il progetto esecutivo. Il Presidente del Consiglio ha detto che visiterà 35 cantieri in giro per l'Italia: ne siamo contenti, ma abbia l'onestà di ammettere che, in gran parte, sono cantieri finanziati ed avviati dal precedente Governo, a partire dal cantiere relativo all'alta velocità ferroviaria.
Infine, quando dite che sono state attivate opere per 48 miliardi di euro, chi ascolta pensa: caspita, quanti soldi! Attenzione, però, alla parolina «attivati» perché, per fare un paragone, è come se una persona, desiderando tanto la Ferrari e non avendo i soldi per comprarla, acquista lo specchietto e va al bar per vantarsi con gli amici di aver «attivato» l'acquisto della Ferrari. A voi servirebbero 125 miliardi di euro per le grandi opere, ma finora ne avete stanziati 5: avete lo specchietto, ma manca tutto il resto!
Di questo passo, terminerete nel 2050! Quindi, ministro, smettetela di raccontare agli italiani ...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Vigni!

FABRIZIO VIGNI. ...che pagano meno tasse e che state compiendo miracoli sul versante delle grandi opere!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, ma bisogna rispettare i tempi imposti dalla diretta televisiva.

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