Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 436 del 10/3/2004
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La seduta, sospesa alle 13,10, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro del lavoro e delle politiche sociali, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro per i rapporti con il Parlamento.


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(Modalità attuative delle norme sul contributo di solidarietà a carico delle pensioni di elevato importo - n. 3-03158)

PRESIDENTE. L'onorevole Sergio Rossi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-03158 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1), di cui è cofirmatario.

SERGIO ROSSI. Signor Presidente, signor ministro, questo Governo ha deciso di tagliare per il triennio 2004-2006 le cosiddette «pensioni d'oro» e di ridistribuirne i proventi ai redditi bassi.
La legge finanziaria per il 2004 stabilisce il prelievo del 3 per cento sulle «pensioni d'oro» quale contributo di solidarietà. Poiché la stessa legge finanziaria demanda il prelievo di questo contributo all'adozione di uno più decreti del ministro del lavoro, chiediamo quali siano le modalità di applicazione del contributo e come verranno utilizzate le risorse finanziarie così introitate. Si parla, ad esempio, di corrispondere il reddito di ultima istanza ai nuclei bisognosi.

PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, la legge finanziaria ha previsto questo contributo di solidarietà che verrà attuato sulla base di un provvedimento, adottato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, che è già in corso di registrazione. Con tale provvedimento si prevede l'assoggettamento al contributo del 3 per cento di tutte le pensioni che, considerando il trattamento complessivo lordo e quindi non solo la base imponibile, superano il limite posto dalla legge finanziaria.
Tale disposizione avrà vigore a partire dal 1o gennaio 2004 e gli importi che saranno ricavati attraverso questo contributo di solidarietà verranno messi a disposizione di un fondo che finanzierà gli interventi regionali sul reddito di ultima istanza. Si tratta di un istituto previsto dal Patto per l'Italia del 5 luglio 2002 che, come stabilisce la legge finanziaria (che riporta il contenuto del Patto per l'Italia), prevede il finanziamento delle regioni che istituiscono il reddito di ultima istanza quale strumento di accompagnamento economico ai programmi di reinserimento sociale destinato ai nuclei familiari a rischio di esclusione sociale ed i cui componenti non siano beneficiari di ammortizzatori sociali destinati a soggetti privi di lavoro.
La differenza tra questo istituto e quello precedente (ossia il reddito minimo di inserimento) è evidente. In questo caso, vi è un cofinanziamento dello Stato alle regioni che finanziano questo intervento da loro stesse deciso, mentre in precedenza le regioni decidevano a chi dare il reddito minimo di inserimento e lo Stato pagava a piè di lista.
Questo è il nuovo approccio che abbiamo assunto: cofinanziamo gli interventi delle regioni nel campo del sociale (reddito di ultima istanza); quindi, le regioni sono responsabilizzate perché ci mettono del proprio e lo Stato concorre solo sulla base dei requisiti indicati dalla legge finanziaria. Ad oggi, non vi è alcuna regione che abbia adottato provvedimenti con riferimento al reddito di ultima istanza, mentre noi abbiamo già cominciato ad applicare il contributo di solidarietà dal 1o gennaio 2004.

PRESIDENTE. L'onorevole Sergio Rossi ha facoltà di replicare.

SERGIO ROSSI. Signor Presidente, signor ministro, è certamente evidente lo spirito federalista dell'iniziativa. Vorrei, però, anche ricordare che gli interventi volti a favorire le famiglie ed i pensionati non si esauriscono con quanto da lei illustrato.
Ricordo che il Governo ha già attuato altri punti che fanno parte del Patto per l'Italia da lei citato: ad esempio, la riduzione delle tasse sui redditi bassi (provvedimento


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già attuato), l'aumento delle pensioni minime, il raddoppio delle detrazioni fiscali a favore delle famiglie per i figli a carico, un contributo per i nuovi nati ed anche la politica degli asili aziendali volti a favorire le madri lavoratrici.
Tornando alle «pensioni d'oro», vorremo suggerire di rendere permanente il prelievo del 3 per cento come contributo di solidarietà, possibilmente elevando tale percentuale in quanto è noto che la gran parte delle pensioni pubbliche sono maturate ricoprendo cariche pubbliche, pagate quindi prevalentemente con i soldi dei cittadini.
Vorrei concludere evidenziando la necessità di modificare la legge relativa al cosiddetto redditometro, correttamente detto indicatore socio-economico, introducendo la voce relativa al costo della vita; infatti, come abbiamo già evidenziato, la vita per un pensionato o per un lavoratore è molto più costosa nelle metropoli del nord d'Italia che in altre aree del paese. Cominciano infatti ad essere molti i nuclei familiari costretti a pagare onerosamente i servizi sociali, in particolare quelli relativi alla sanità, ai trasporti, all'istruzione (le università), soltanto perché hanno superato nominalmente il valore dell'indicatore socio-economico, mentre in realtà si trovano nella stessa situazione di povertà dei nuclei residenti in altre parti d'Italia.

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