Allegato A
Seduta n. 433 del 4/3/2004


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(Sezione 13 - Misure a favore di coloro che praticano lo sport al di fuori delle federazioni sportive nazionali)

O)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere - premesso che:
in Italia sono ormai oltre 13 milioni i cittadini che praticano lo sport al di fuori delle federazioni sportive nazionali del Coni e questo numero è in costante crescita;
gli atleti tesserati dalle federazioni sportive nazionali sono meno di 4 milioni e questo numero è in costante flessione, al punto che nell'arco di qualche anno il sistema dello sport federale ha perso il 16 per cento dei tesserati;
la «dichiarazione di Nizza» (relativa alle caratteristiche specifiche dello sport e alle sue funzioni sociali di cui tenere conto nell'attuazione delle politiche comuni) e numerosi altri documenti comunitari richiamano all'opportunità di promuovere lo sport per tutti;
lo stesso Cio richiama da 10 anni la necessità che ovunque si promuova e si sostenga lo sport per tutti;
nel novembre 2004 l'Italia ospiterà a Roma, su mandato del Cio medesimo, il decimo congresso mondiale dello sport per tutti;
il sostegno allo sport per tutti rientrava anche tra gli impegni elettorali assunti da Forza Italia nei confronti del mondo dello sport (punto 10: «Sport per tutti - Sostenere lo »sport per tutti«, che rappresenta il settore che più da vicino può coinvolgere la generalità dei cittadini, assicurando per tutte le fasce di età, il pieno diritto ad una pratica motoria anche valorizzando l'attività degli enti di promozione sportiva»);
secondo gli interpellanti, la riforma del Coni varata dal Governo (approvata in Consiglio dei ministri il 23 dicembre 2003) ha riconsegnato al Coni quella funzione esclusiva di «federazione delle federazioni», voluta dal fascismo nel 1942 e abolita dal decreto legislativo n. 242 del 1999;
tale funzione si è esplicata per oltre mezzo secolo nel sostegno esclusivo allo sport orientato alla selezione e alla prestazione, con ciò penalizzando la diffusione dello sport per tutti;
la suddetta riforma ha abolito il «comitato sport per tutti», istituito all'interno del Coni dal decreto legislativo n. 242 del 1999, proprio per far rientrare esplicitamente tra le funzioni del Coni anche la promozione dello sport per tutti;
l'abolizione di tale comitato è stata illustrata dal Sottosegretario Pescante all'associazionismo degli sport per tutti come derivante dalla necessità di farne oggetto di separato e specifico provvedimento;
nella nota di accompagnamento alla riforma del Coni appena varata dal Governo si prefigura ora che lo sport per tutti diventi sic et simpliciter materia di accordi tra le strutture territoriali del Coni e le regioni e gli enti locali, di fatto lavandosene le mani;
la legge costituzionale n. 3 del 2001, che il Governo assume a pretesto per abbandonare nelle mani delle regioni e le


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sedi territoriali del Coni la materia dello sport per tutti, ha sì inserito l'ordinamento sportivo tra le materie di «legislazione concorrente», per le quali spetta alle regioni la potestà legislativa, ma ha riservato alla legislazione dello Stato la determinazione dei principi fondamentali -:
se il Governo non ritenga che lo sviluppo dello sport per tutti debba rientrare tra i compiti del Coni e, in caso affermativo, se intenda adottare le opportune iniziative normative di modifica del decreto legislativo di riordino del Coni varato dal Governo, anche al fine di non lasciare la materia in questione alla mercè di accordi tra strutture territoriali del Coni e istituzioni locali;
in che modo il Governo intenda dare riconoscimento e sostegno all'associazionismo che promuove la pratica sportiva di molti, quella che sta a cuore a 13 milioni di cittadini.
(2-01098) «Mosella, Colasio, Boccia».
(2 marzo 2004)