Allegato A
Seduta n. 433 del 4/3/2004


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(Sezione 9 - Iniziative per la nomina del presidente dell'autorità portuale di Ancona)

I)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
il mandato quadriennale del presidente dell'autorità portuale di Ancona è venuto a scadenza alla fine del mese di agosto 2003;
il Ministro interpellato ha scelto, nell'ambito della terna proposta dagli enti competenti, il ragionier Giorgio Castaldi, sul quale non si è raggiunta la prescritta intesa con la regione Marche, che ha ritenuto «non idonea» la scelta ministeriale;
il Ministro interpellato, con decreto del 15 ottobre 2003, ha nominato un commissario all'autorità portuale di Ancona e, con nota del 20 ottobre 2003, è tornato a rivolgere agli enti competenti la richiesta finalizzata a nuove designazioni;


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la reiterazione dell'atto di impulso del procedimento di nomina ha prodotto la convergenza dei comuni di Ancona e Falconara Marittima, la provincia di Ancona e la camera di commercio, industria e artigianato di Ancona sulla designazione del signor Giovanni Montanari, che lo stesso ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha ritenuto valido, tanto che ha scritto: «dall'esame del cui curriculum professionale risulta indiscutibilmente evidente l'alta qualifica professionale nel settore dell'economia dei trasporti e nel settore portuale»;
il Ministro interpellato, con nota del 18 dicembre 2003, ha effettuato una richiesta di parere al Consiglio di Stato, II sezione consultiva, su eventuali profili di incompatibilità del signor Giovanni Montanari tra gli incarichi di presidente della Confederazione italiana armatori (Confitarma) e di presidente dell'autorità portuale di Ancona;
il Consiglio di Stato, II sezione consultiva, si è pronunciato con parere espresso nell'adunanza del 18 febbraio 2004 non solo sul caso concreto, bensì sulla soluzione di una delicata questione che può presentare caratteri di generalità: «il tema delle incompatibilità e del conflitto di interessi riguarderebbero non tanto la carica del presidente di Confitarma, ma proprio il ruolo di armatore (discorso analogo viene svolto per gli appartenenti alle altre categorie contemplate nella lettera i) del comma 1 dell'articolo 9 della legge n. 84 del 1994»: rappresentanti degli armatori, degli imprenditori di cui agli articoli 16 e 18, degli spedizionieri, degli agenti marittimi e raccomandatari e degli autotrasportatori operanti nell'ambito del porto, unitamente designati dalle organizzazioni di categoria);
inoltre, il parere, sempre a sostegno dell'esistenza del conflitto d'interessi e dell'incompatibilità cita:
a) l'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, «ai sensi del quale non possono ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale l'amministratore o il dirigente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza rispettivamente da parte del comune o della provincia (situazione di intensa analogia con quella dell'armatore, soggetto, nell'ambito delle operazioni portuali, alla vigilanza dell'autorità portuale)»;
b) l'articolo 2 della legge 13 febbraio 1953, n. 60, secondo il quale i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni a carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente;
c) l'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in virtù del quale non sono eleggibili coloro che, in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private, risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o l'autorizzazione è sottoposta;
si tratta, come è evidente, di fattispecie nelle quali secondo gli interpellanti rientrano lo stesso Ministro interpellato con le proprie aziende e ancor più lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri per le concessioni statali televisive alle proprie aziende;
inoltre, è probabile che anche in altri porti vi siano situazioni di incompatibilità e di conflitto di interessi, ad esempio il commissario, nominato dal Ministro interpellato, al porto di Livorno, quello in designazione a Venezia e lo stesso designato in precedenza proprio all'autorità


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portuale di Ancona, gia componente del comitato portuale: nel caso dell'autorità portuale di Ancona retto per due mandati dal dottor Alessandro Pavlidi, anch'esso incompatibile, in quanto già appartenente alle forze armate, il divieto è stato rimosso dallo stesso con le dimissioni dalla marina militare italiana;
la gestione commissariale si sta protraendo da troppi mesi ed il porto internazionale di Ancona sta già subendo una profonda crisi, tanto da aver perso nel 2003 il 20 per cento del traffico container ed ha registrato una contrazione su tutte le tipologie di merci ad eccezione dei prodotti petroliferi;
le istituzioni marchigiane e le forze sociali ed imprenditoriali auspicano la rapida conclusione della nomina del presidente dell'autorità portuale di Ancona -:
se siano stati avviati i doverosi contatti con la regione Marche per procedere alla nomina del presidente dell'autorità portuale dorica e se il designato abbia risolto i profili di incompatibilità e di conflitto di interessi, così come evidenziati dal suddetto parere;
se tali profili siano presenti in altre autorità portuali, a partire dal porto di Livorno, e come intendano risolverli;
se i medesimi profili di incompatibilità e di conflitto di interessi in capo al Ministro interpellato, al Presidente del Consiglio dei ministri e a responsabili di enti pubblici e società per azioni a prevalente capitale pubblico siano stati esaminati e come intendano porvi rimedio.
(2-01096) «Duca, Raffaldini, Adduce, Albonetti, De Luca, Mazzarello, Panattoni, Rognoni, Susini, Tidei, Abbondanzieri, Agostini, Bolognesi, Bonito, Capitelli, Cennamo, Fumagalli, Gasperoni, Grignaffini, Kessler, Labate, Lolli, Lucà, Paola Mariani, Martella, Rotundo, Sandi, Sandri, Siniscalchi, Soda, Stramaccioni, Tocci, Tolotti, Zani, Calzolaio, Carli, Cialente, Dameri, Folena, Franci, Giacco, Grandi, Lulli, Motta, Mussi, Pinotti, Ruzzante, Spini, Vigni».
(2 marzo 2004)