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G)
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
martedì 10 febbraio 2004 nel municipio di Civitavecchia (Roma) si è svolta una seduta del consiglio comunale, avente ad oggetto la revisione dell'accordo tra Enel e comune per la conversione a carbone della centrale di Tor Valdaliga Nord;
secondo gli interpellanti, la presenza devastante su migliaia di ettari di territorio comunale di una simile struttura e le pesantissime servitù di elettrodotto che comporterà avranno un impatto rovinoso sullo sviluppo economico del territorio, sull'agricoltura, sull'attività portuale, sul paesaggio, sul turismo e sulla qualità dell'aria e delle acque costiere;
l'inquinamento della nuova centrale a carbone non riguarderà, dunque, solo la popolazione limitrofa, ma, secondo valutazioni scientifiche, sarebbe in grado ad arrivare fino a 300 chilometri di distanza, provocando un impatto gravissimo sulla salute pubblica degli abitanti di una vasta zona dell'alto Lazio, già provata da decine di anni di inquinamento. Ricerche mediche territoriali hanno, infatti, mostrato come le condizioni sanitarie dei cittadini e del comprensorio, causa l'inquinamento, sono progressivamente peggiorate, tanto da collocare Civitavecchia al primo posto nella regione, per morbilità e mortalità;
alla seduta del consiglio comunale hanno partecipato numerosi cittadini, oltre ad associazioni contrarie alla riconversione della centrale a carbone, che nel corso della seduta hanno espresso il loro dissenso contro le decisioni del sindaco e della giunta di confermare l'accordo già stipulato con l'Enel;
questa protesta democratica dei cittadini e delle cittadine, oltre che delle associazioni e dei comitati no-coke, è stata volutamente strumentalizzata da alcuni consiglieri e da una parte della stampa locale come un'aggressione al consiglio comunale stesso, mentre non risulta nessun comportamento, né atto intimidatorio, da parte di alcuno dei presenti, né nell'aula consiliare e tanto meno nel corso del corteo, che, pur svolgendosi in un clima sicuramente teso, è stato pacifico e non violento, come dimostrato dalle numerose forze dell'ordine presenti, che non hanno, in alcun momento, ritenuto di dover intervenire -:
se il Ministro interpellato abbia una conoscenza precisa dei fatti;
in che modo intenda continuare a garantire la libera manifestazione del dissenso anche verso le istituzioni, al fine di non alimentare motivi di tensione dovuti all'interpretazione del dissenso stesso come fatto illegale e pericoloso.
(2-01073) «Giordano».
(17 febbraio 2004)