Allegato A
Seduta n. 433 del 4/3/2004


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(Sezione 2 - Entità dei saldi finanziari dell'anno 2001)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:
l'Alta commissione per la verifica dei dati, composta dal governatore della Banca d'Italia, dal presidente dell'Istat, dal ragioniere generale dello Stato, dal direttore generale del ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministro interpellato, dopo due anni di indagini approfondite, ha riscontrato che lo squilibrio finanziario ereditato dal precedente Governo ammonta a circa 30.600 miliardi di vecchie lire (per un totale di 15,8 miliardi di euro);
dei menzionati 30.600 miliardi di vecchie lire, almeno 5.100 sarebbero direttamente riconducibili ad una serie di errori materiali, quali: la comunicazione sbagliata di un istituto di credito (cioè un pagamento conteggiato male) per circa 1.700 miliardi di vecchie lire ed errate contabilizzazioni per 1.600 miliardi di vecchie lire, rilevandosi, altresì, che 2.100 miliardi di vecchie lire, sotto forma di prestiti a favore di enti esterni con rimborso a carico dello Stato, non sarebbero mai stati conteggiati;
circa 4.100 miliardi di vecchie lire risulterebbero misteriosamente «non spiegati» e tuttora sarebbero oggetto di investigazione;
la commissione tecnica impegnata nelle valutazioni è lungi dall'avere terminato il proprio compito, data la difficoltà di districarsi negli intricati meandri della contabilità di Stato;
l'abnorme e macroscopico divario venutosi a creare tra il fabbisogno e l'indebitamento dello Stato, unicamente attribuibile alla gestione finanziaria del precedente Esecutivo, ha prodotto un impatto negativo sui conti del Paese, al punto da rappresentarne un serio freno allo sviluppo;
l'impossibilità da parte dell'attuale Esecutivo di ridurre la pressione fiscale e di intraprendere importanti misure a favore dell'economia è direttamente riconducibile al menzionato «vuoto finanziario», che per taluni aspetti, soprattutto per l'entità delle cifre, ricorda il crac Parmalat;
in presenza di dati contabili poco affidabili, ereditati dal precedente Governo, è stata pesantemente condizionata la stesura delle ultime leggi finanziarie -:
se quanto esposto nella premessa corrisponda a verità;
se il Governo intenda procedere ad un ulteriore approfondimento della materia, al fine di accertare eventuali responsabilità a carico degli organi contabili, riconducibili sia a negligenza che, eventualmente, ad una scelta volontaria;
se, stante la presente situazione congiunturale, il Governo non ritenga prioritaria


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una riduzione dell'attuale carico fiscale allo scopo di rilanciare l'economia del Paese.
(2-01080) «Polledri, Cè».
(23 febbraio 2004)