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GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, intervengo per una richiesta di chiarimento. Ho presentato, alcune settimane fa, un'interrogazione sulla base di un'intuizione, a mio avviso fulminante, del Presidente del Consiglio, il quale, nel corso di una trasmissione televisiva, aveva osservato che il problema dell'aumento dei prezzi è legato al fatto che le massaie non girano a sufficienza fra i banchi della spesa. Con l'interrogazione che ho presentato chiedo di sapere se nell'ambito della lotta all'inflazione il ministro dell'economia e delle finanze non intenda sollecitare le massaie a girare, indifferentemente da destra a sinistra, fra i vari banchi per trovare la merce con il prezzo migliore e la migliore qualità.
Ho inoltre presentato un'ulteriore interrogazione sul problema dell'odio e dell'amore nella politica italiana, che tuttavia, al contrario della precedente, non è stata ancora pubblicata: desidero conoscere, signor Presidente, le ragioni di tale mancata pubblicazione.
Ritengo sia importante vedere come tale fulminante intuizione del Presidente del Consiglio possa tradursi in una concreta iniziativa politica.
PRESIDENTE. Onorevole Bianco, lei sa che il Presidente del Consiglio è dotato di uno spiccato senso dell'umorismo. Tuttavia, in questo caso sono stato io a non ammettere l'interrogazione: essa mi è sembrata simpatica, ma trattandosi di una barzelletta piuttosto che di un'interrogazione,
avendo un chiaro contenuto ironico, ho ritenuto che non fosse consona con la finalità degli strumenti del sindacato ispettivo. Le chiedo scusa per averla censurata, ma l'ho fatto consapevolmente.
GERARDO BIANCO. La ringrazio, signor Presidente, ma il mio intento era ovviamente serio, perché ritengo che dal Presidente del Consiglio non possano che venire proposte serie.
CARLO CARLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO CARLI. Signor Presidente, intervengo per chiederle di sollecitare il Governo a rispondere alla mia interpellanza n. 2-01086, rivolta al ministro della difesa. La mia sollecitazione deriva anche dal fatto che il procuratore generale militare presso la Corte militare di appello Vindicio Bonagura, nella sua relazione del 17 febbraio 2004 in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, ha ricordato che sono tuttora pendenti in diverse fasi 46 procedimenti per crimini nazifascisti, fra cui presso il Tribunale militare di Torino, con dibattimento fissato per il prossimo 8 marzo, il processo a carico di un imputato per i fatti di Chiusa Pesio. Un particolare riferimento va fatto altresì alla procura militare di La Spezia, particolarmente impegnata nella celebrazione di numerosi processi per crimini nazifascisti.
Le chiedo pertanto, signor Presidente, di intervenire presso il Governo affinché doti gli uffici giudiziari militari, e in particolare quelli impegnati nella celebrazione dei processi in questione, del personale necessario, per quanto riguarda sia i magistrati sia il personale amministrativo.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Carli, provvederò nel senso da lei richiesto.
ALFONSO GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Gerardo Bianco mi ha sollecitato una riflessione. Anch'io ho presentato una interrogazione tempo addietro, dopo la messa in onda di una trasmissione televisiva che non vede nessuno, Porta a Porta, su un canale «secondario» del Presidente del Consiglio. Mi aveva stupito il resoconto giornalistico del giorno dopo, che attribuiva al Presidente del Consiglio valutazioni in merito allo stato dell'economia che non corrispondevano ai dati di nessun istituto statistico. La mia interrogazione era diretta a sapere se quel servizio giornalistico, che attribuiva al Presidente del Consiglio interpretazioni rosee e non corrispondenti alla realtà, fosse una macchinazione massmediatica nei suoi confronti per far credere al cittadino che egli non avesse contezza di ciò che accade, o invece corrispondesse effettivamente al suo punto di vista.
L'interrogazione non è stata ammessa all'esame in quanto considerata ironica. La categoria dell'ironia, però, dovrebbe essere accettata in una società linguistica. Per i filosofi l'ironia è il linguaggio che interroga se stesso. Perciò, la invito, signor Presidente, a fare in modo che l'ironia, nei rari casi in cui si esprime e non riguarda argomenti indicibili, abbia corso anche nelle aule del Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, si trattava di una questione non di ironia, ma di competenza. Come lei sa, tutte le questioni che riguardano la RAI sono sottoposte alla competente Commissione parlamentare di vigilanza.
GABRIELE FRIGATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, intervengo brevemente affinché resti traccia di un'interrogazione che ho presentato insieme ad alcuni colleghi delle province di Rovigo, Ferrara e Padova, riguardante la straordinaria nevicata della settimana passata, che ha creato gravi disagi.
Mentre stiamo parlando, in queste province diversi comuni si trovano ancora al buio e molte famiglie al freddo. Ricordo che siamo nel 2004: sarebbe opportuno approfondire le responsabilità dell'Enel e discuterne in altra sede.
Richiamo comunque l'attenzione del Governo sulla situazione di molte famiglie con bambini piccoli ed anziani, che in una situazione di tale disagio non possono essere lasciate sole.
PRESIDENTE. La Presidenza terrà conto della sua sollecitazione, alla quale interesserà il Governo.
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