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B)
molti vaccini obbligatori in età pediatrica, allo scopo di evitare la formazione di muffe, contengono sali di mercurio (tiomersale), più volte messi sotto accusa per i possibili rischi per la salute;
nel 1999 la Food and drug administration ha accertato che la quantità di mercurio nei vaccini supera la soglia di sicurezza, tanto che gli USA hanno messo al bando i vaccini che lo contengono;
allo stesso modo si sono comportati molti Paesi d'Europa;
per quanto riguarda l'Italia, un decreto ministeriale del 13 novembre 2001 stabiliva che le aziende farmaceutiche avrebbero dovuto ritirarli dal commercio entro il 30 giugno 2003;
sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2003 è stato pubblicato un decreto con cui si invitano le case farmaceutiche ad aggiornare quanto prima i prodotti in questione, ancora ampiamente e pericolosamente presenti negli ambulatori e nelle farmacie;
si tratta, di fatto, di una proroga sine die della possibilità per le case farmaceutiche di adeguarsi alla normativa in vigore, nonostante diversi studi scientifici a livello internazionale mettano in relazione detti vaccini con alcuni gravi rischi, tra cui la paralisi nervosa e muscolare -:
quali siano i motivi che hanno indotto alla proroga;
se non ritenga assolutamente inaccettabile il rischio delle possibili gravi patologie a danno dei bambini forzosamente sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie rispetto agli interessi delle case farmaceutiche, che intendono smaltire le loro scorte prima d'immettere sul «mercato» vaccini meno pericolosi;
come intenda informare la popolazione, in particolare i genitori, circa i rischi connessi per i loro figli all'inoculazione di vaccini contenenti sali di mercurio e metterli nella condizione di scegliere prodotti che ne siano privi. (3-02501)
(9 luglio 2003)