Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 428 del 25/2/2004
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Sull'ordine dei lavori (ore 16,12).

GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, questa mattina in Commissione è ricominciato l'esame della cosiddetta legge Gasparri, ma è ripartito con il piede sbagliato, secondo noi. In primo luogo, perché questo provvedimento, rinviato in Commissione, ci è stato riproposto con lo stesso testo, compresi gli stessi errori di stampa; in secondo luogo, perché ci è stato detto che dovevamo ricominciare a discutere dall'articolo 15; infine, perché ci è stato detto che non era possibile rifare un ragionamento complessivo sul provvedimento, come ci saremmo aspettati, visto che queste erano le indicazioni emerse al momento del rinvio.
Questa è, secondo noi, una proposta politicamente del tutto inaccettabile e ci permettiamo di sottoporre alla sua attenzione le seguenti considerazioni.
Innanzitutto, il provvedimento è stato rinviato in Commissione, non al Comitato dei nove, prima dell'esame dell'articolo 8, che è un articolo non compreso tra quelli selezionati per l'esame del provvedimento e sottoposti ad emendamenti, ed è stato rinviato in Commissione dalla stessa maggioranza perché era a rischio di voto contrario.
La seconda questione è che, secondo noi, questo provvedimento richiede un riesame di carattere complessivo, perché gli articoli già votati comportano dei rinvii ad articoli che sono ancora da votare dei quali non si conosce il contenuto, perché il nuovo testo è ignoto a tutti. Vorremmo chiedere formalmente di portare questo argomento all'attenzione della prossima Conferenza dei capigruppo in modo che si possano discutere le modalità, i criteri e i contenuti dell'esame di questo provvedimento sia in Commissione sia in Assemblea. Noi chiediamo che si riesamini tutto il provvedimento nelle sue varie componenti e che si decida anche qual è la modalità più completa e più adatta per rispondere ai rilievi del Presidente della Repubblica.
Ci attendiamo dalla Conferenza dei capigruppo una decisione in merito, sulla scorta della quale decideremo il nostro comportamento futuro, che sarà ovviamente conseguente alle decisioni che la Conferenza dei capigruppo stessa potrà assumere sull'argomento. Sottolineiamo


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solo il fatto che questo modo di procedere, a tre giorni dal salvataggio di Retequattro, con la riproposizione dello stesso testo e magari con il rischio che venga posta un'ulteriore questione di fiducia, è la dimostrazione che, per l'ennesima volta, il Parlamento viene trattato come se fosse veramente un intralcio e un disturbo nel processo decisionale di questa maggioranza.

PRESIDENTE. Onorevole Panattoni, per la verità penso di doverla deludere - tra l'altro questa non è propriamente la sede per sviluppare l'argomentazione che abbiamo ascoltato e che naturalmente riferirò al Presidente per quanto possa attenere alla discussione nell'ambito della Conferenza dei capigruppo - perché nel merito la sua non è una proposta praticabile.
All'atto dell'approvazione della proposta di rinvio in Commissione - chiunque l'abbia avanzata, è una proposta dell'Assemblea che è stata sottoposta all'esame della stessa - il Presidente ha esplicitamente chiarito che «resta fermo che l'esame riprenderà da dove si è interrotto con la limitazione della discussione alle parti oggetto del messaggio del Presidente della Repubblica, come già deliberato dall'Assemblea». Il suddetto rinvio non avrebbe potuto avere del resto un significato diverso, dal momento che esso si innestava su di un procedimento legislativo già limitato ai sensi dell'articolo 71, comma 2, del regolamento, né del resto la decisione dell'Assemblea sulla limitazione della discussione potrebbe ritenersi implicitamente revocata dal voto dell'Assemblea su una diversa questione come quella del rinvio. Diversamente, ci si troverebbe dinanzi ad un procedimento legislativo che si svolge secondo regole differenti, con riferimento a singole parti dello stesso testo.
Comunque, lei ha posto un problema che io riferirò al Presidente della Camera, perché la Conferenza dei capigruppo può sempre riesaminare quello che io modestamente mi sono permesso di esporre. Questa rimane una sua richiesta, vedremo come la Presidenza intenderà darvi seguito nella sede competente.

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