Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 426 del 23/2/2004
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 278 ed abbinate)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Massidda.


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PIERGIORGIO MASSIDDA, Relatore. Signor Presidente, non intendo replicare, ma sento il dovere di ringraziare i colleghi che sono intervenuti e che hanno già dato la loro disponibilità al dialogo e al confronto. Quindi, sono ottimista per i prossimi giorni!

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, condivido pienamente lo spirito espresso dal relatore, onorevole Massidda, e, in parte, dagli altri componenti della XII Commissione e da qualche altro deputato dell'Assemblea. Credo che la necessità di chiarezza, che l'onorevole Massidda ha espresso, sia importantissima per evitare quella confusione che in parte potrebbe esserci per la mancanza di una legge così da tanto tempo attesa e in grado di valorizzare le esperienze di persone che, attraverso l'erboristeria, hanno dato un forte contributo, e vogliono darlo ancora di più, a favore di chi ricerca non terapie, ma benessere.
Credo che un giudizio complessivo il Governo potrà darlo alla luce delle votazioni degli emendamenti, che spero siano minimi per non rallentare l'esame di un provvedimento che, di per sé è già buono, ma può essere sottoposto a qualche miglioramento, soprattutto alla luce di direttive comunitarie che forse tengono conto di una necessità europea di omogeneizzazione legislativa, ma non delle necessità e delle potenzialità che l'Italia ha espresso fino a questo momento. Nell'attuazione di talune direttive possono incontrarsi difficoltà o «trabocchetti» che potrebbero ostacolare quella necessità di chiarezza e di valorizzazione di una distribuzione che noi vogliamo trasparente. Quindi, attendiamo l'esame dell'Assemblea e il responso della votazione degli emendamenti, a cui dedicheremo quella stessa massima attenzione che abbiamo prestato nel corso dell'esame del testo legislativo in XII Commissione, con uno spirito di collaborazione fattiva e concreta che in altre occasioni purtroppo non abbiamo avuto.
Credo che questa ricerca del benessere sia indispensabile in un momento in cui tutto va troppo in fretta; certe volte, accorgimenti come quelli che propone l'erboristeria, pur non avendo un indirizzo terapeutico, possono contribuire al benessere a cui tutti noi tendiamo. Il cambiamento della denominazione del Ministero della sanità in Ministero della salute rispecchia non a caso proprio questa difficile ricerca (in un momento così complesso della vita quotidiana) del benessere, che spesso si pone più come un traguardo lontano che come traguardo vicino, facilmente raggiungibile.
Io credo che l'erboristeria possa servire, grazie ad un provvedimento come quello proposto, non solo a valorizzare un settore e a dare all'utenza una possibilità di scelta di prodotti gradevoli, sempre nel principio della precauzione, ma anche a riflettere meglio sul proprio corpo, sulla propria salute, sul proprio stato psicofisico. Io credo che provvedimenti così importanti per il comparto rappresentino anche l'occasione per riflettere culturalmente sulla necessità di dare più spazio, non solo alle terapie e alla cura, che sono essenziali - ci mancherebbe altro! -, ma anche all'obiettivo del raggiungimento del benessere.
Non mi riferisco ad un superbenessere, che ha portato spesso ad errori e pericoli, ma a quel benessere che viene determinato dalla normalità, che spesso rifiutiamo, ma che è il vero obiettivo da raggiungere. Spero che questo provvedimento, così condiviso all'interno di quest'aula, rimanga il più possibile tale.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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