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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per la difesa, onorevole Cicu.
Governo.
SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ritiene che sulla questione in oggetto, correttamente e legittimamente, ci debba essere trasparenza, chiarezza, ma soprattutto serietà.
Le troppe strumentalizzazioni che attorno al caso de La Maddalena e dell'uranio impoverito si stanno montando certamente non aiutano il conseguimento di questo obiettivo, sollevando anzi interrogativi pesanti circa la veridicità di ricostruzioni che rappresentano oggi la Sardegna come una regione che versa in una situazione catastrofica, in una specie di disastro ambientale e nel caos totale, alle prese con danni ed effetti collaterali di qualsiasi tipo.
Per fortuna, e su questo fornisco personali garanzie anche all'onorevole Tonino Loddo, non è così. Vi è invece attenzione, controllo e disponibilità totale perché venga salvaguardata e garantita la salute dei cittadini sardi e soprattutto la risorsa più importante per questi ultimi e per la Sardegna, ovvero una condizione ambientale che non ha eguali in tutto il mondo.
L'onorevole Deiana sa che il Governo, rispetto agli atti di sindacato ispettivo presentati in aula ed in Commissione, si è sempre reso disponibile e ha sempre fornito risposte esaustive garantendo, rassicurando, approfondendo, valutando e prospettando ulteriori verifiche. Il problema è che quando tutto è sovraordinato esclusivamente dall'uso strumentale politico, qualsiasi risposta venga data a tali questioni non trova alcun esito positivo. Per
fortuna, ciò non avviene nei confronti dell'opinione pubblica sarda e dei cittadini sardi.
Sono peraltro convinto che da parte degli onorevoli intervenuti sia stata fatta una certa confusione. Vorrei precisare che non esiste una base americana: esiste un comprensorio militare dell'isola di Santo Stefano, che è una base italiana, di cui solo una parte, sempre sotto il comando italiano, è concessa in uso quale area di supporto logistico navale alla marina militare degli Stati Uniti. Ho voluto dare tale spiegazione logica perché sento parlare di occupazione militare, subordinata, arrogante, che quasi fuoriesce dai canoni di legittimità piena.
Peraltro, come giustamente ricordato dall'onorevole Porcu, a livello di accordi bisogna fare riferimento a ben altri Governi. Questo Governo è l'unico, invece, che sta dando piena attenzione ad un aspetto, onorevole Loddo, trascurato fino a due anni fa. Mi riferisco al fatto che da circa trent'anni, su tale territorio - oggi, per fortuna, vi si sta mettendo mano in termini paesaggistici - esisteva un degrado ambientale vergognoso. Vi erano casette, casupole, detriti e quant'altro che, certamente, non davano sicurezza alle persone interessate. Centocinquanta lavoratori italiani operano in quel territorio concesso: tali lavoratori non erano messi in condizione di avere alcuna minima garanzia di sicurezza rispetto al lavoro che svolgevano. Di questo, onorevole Loddo, non si è mai occupato nessuno in Parlamento. Nessuno ha mai sollevato tali questioni sollecitando chiarezza, approfondimento o verifica.
Oggi, finalmente, viene rispettata la piena autonomia dell'ente locale. Tutti abbiamo parlato della regione Sardegna, ed il rappresentante del Governo ritornerà su tale aspetto. Tuttavia, nessuno parla dell'ente locale di riferimento del territorio. Guarda caso, quell'ente locale, quel sindaco e quell'amministrazione comunale non vengono citati. Tutti si occupano delle questioni che attengono a La Maddalena, ma l'unica voce autenticamente rappresentativa del volere di quella popolazione è l'amministrazione comunale de La Maddalena.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Quando fa comodo...
SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Tale amministrazione comunale si è espressa attraverso le parole del sindaco, e sottolineo che si tratta di parole non pronunciate a livello individuale, ma rappresentative dell'intera amministrazione comunale de La Maddalena. Il sindaco ha detto di essere d'accordo sulla distruzione e sulla ricostruzione delle strutture logistiche dell'area concessa agli americani affinché chi vi opera, compresi centocinquanta lavoratori sardi, non abbia a patire condizioni igienico-sanitarie da terzo mondo. Non si può accettare, del resto, che l'impatto visivo offerto all'imponente diportistica estiva dal lato orientale di Santo Stefano debba essere ancora quello vergognoso dell'accozzaglia di baracche più o meno mimetizzate, di palazzine stile popolare, di strutture cresciute al di fuori di ogni logica razionale e legate tra loro in maniera improvvisata.
Questo dicono il sindaco e l'amministrazione de La Maddalena! Vogliamo rispettare le autonomie locali, così come la dignità e la rappresentatività delle popolazioni che vivono quel tipo di situazioni? Oppure vogliamo calpestare in pieno questo tipo di identità e progettualità, che guarda alla conservazione del territorio in modo più obiettivo e rispondente alle esigenze di quella comunità, che da decenni convive con la presenza americana (che non è stata voluta dall'attuale Governo, bensì risale appunto a decenni orsono)?
Ho ascoltato con la doverosa attenzione tutte le mistificazioni che sono state in gran parte rappresentate per cercare di far emergere una responsabilità. Si dice che tale progetto consentirebbe un'invadenza di tipo edilizio, non legittima né legittimata, né attinente ad alcuna regola o normativa giuridica; sembrerebbe, quindi, che gli americani stiano ancora una volta
imponendo la loro presenza, con questo progetto urbanistico di così notevoli dimensioni. Ma vogliamo vedere di cosa si tratta? Si tratta di migliorie infrastrutturali, che non prevedono alcun potenziamento dell'occupazione preesistente, sia in termini di ampliamento dell'area attualmente in uso, sia (e soprattutto) in termini di incremento di personale americano. Non vi sarà, dunque, nessun ampliamento né in termini di area occupata, né in termini di impiego di personale americano. Vorrei peraltro ricordare che la presenza del personale americano a La Maddalena - così come ricordava giustamente l'onorevole Porcu - significa sostegno per l'economia locale, cioè possibilità di vivere quando le vetrine estive (che hanno un limitato periodo di attività) si spengono. La comunità maddalenina, dunque, non solo convive in maniera serena, pacifica ed importante con la presenza del personale americano, ma trae da quella stessa presenza giovamento e sostegno economico, per gli immobili in affitto, per i ristoranti, le pizzerie, i luoghi di svago e così via, con la conseguenza che quegli uomini lì presenti riescono a sopperire ad una grave carenza occupazionale.
Tutto ciò è avvenuto con un'aggiudicazione urgente dell'esecuzione dei lavori, perché era ormai improcrastinabile la necessità di un adeguamento dei manufatti alle norme in vigore in materia di sicurezza e di protezione fisica del personale militare e civile, salvaguardando comunque (ciò in maniera preminente) gli aspetti ambientali. L'onorevole Loddo, che è così attento e che vive in maniera così dedicata le situazioni, forse non è a conoscenza che la sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Sassari ha espresso parere favorevole al progetto sotto tutti i punti di vista, sia dal punto di vista paesistico, sia dal punto di vista architettonico. A meno che non vogliamo dire che anche la sovrintendenza per i beni architettonici e paesistici della provincia di Sassari sia stata corrotta dagli americani! Ma non arriviamo a questo.
A tali benefici, comunque, si aggiungono quelli occupazionali a favore dell'indotto economico locale, che dallo stanziamento di circa 50 milioni di euro trarrà sicuro vantaggio anche per la partecipazione delle imprese locali.
L'onorevole Porcu ha ricordato, con riferimento all'iter del procedimento, la definizione di un'intesa importantissima in seguito al confronto con il Comitato paritetico e la regione Sardegna; un'intesa culminata con la sigla di un accordo tra Stato e regione, sulla base del quale la stessa regione sarda, alla fine, ha preso atto della legittimità delle opere compiute (è una legittimazione che esisteva ed ancora esiste), ma ha chiesto ciò che questo Governo è fortemente disponibile a avere: un'attenzione particolare ed incessante al problema ed un monitoraggio continuo ed adeguato sull'impatto ambientale. Il Governo fruisce ampie rassicurazioni circa una presenza costante relativamente a tali approfondimenti, non sottraendosi in alcun modo ad alcuna ulteriore disponibilità a verificare, chiedere trasparenza e certezza di percorso.
Si è parlato, anche giustamente, delle problematiche che storicamente attanagliano gli arsenali della difesa, perché, per la prima volta, finalmente vi è un Governo attento e sensibile che sta mettendo mano a questi problemi, attraverso l'agenzia che sta predisponendo un progetto di ristrutturazione, al fine di individuare in particolare il personale che dovrà transitare alle dipendenze della stessa agenzia. Naturalmente, si tratta di un progetto in itinere che, una volta definito, dovrà essere sottoposto ad un confronto preliminare con le organizzazioni sindacali, con il coinvolgimento dell'amministrazione comunale de La Maddalena e degli enti provinciali e regionali.
Occorre sottolineare - di ciò ne sono convinto - che il parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena riesce a convivere in pieno con la presenza di insediamenti militari. Per esempio, la navigazione verso la base di Santo Stefano è interdetta completamente nel tratto dalla Punta Sassu a nord alla punta Guardia Moro a sud. L'interdizione della zona per motivi di sicurezza è stata estesa. Certamente, il
parco nazionale è una zona fruibile, mentre la presenza militare americana nell'isola riguarda uffici collocati in costruzioni preesistenti appartenenti a privati, nonché abitazioni di famiglie di militari, anch'essi di proprietà privata.
Con riferimento all'incidente verificatosi il 25 ottobre scorso, vorrei ricordare che lo stesso non ha riguardato un sommergibile dotato di testata nucleare (ciò è escluso categoricamente), ma sommergibili dotati di energia nucleare per il loro transito (è una cosa completamente diversa). Affermare che quei sommergibili siano dotati di testate nucleari è un procurato danno e timore di pericolo.
Infatti, non è possibile insidiare in questo modo la buona fede dei cittadini, non si può affermare in libertà che esistono testate nucleari, sapendo benissimo che ciò non è vero. Bisogna stare attenti, perché la Sardegna non può essere così inopportunamente danneggiata da tali affermazioni.
Parlando di un livello altissimo di radiazioni, di danno ambientale, di testate nucleari non vorrei che qualche altro paese concorrente rispetto all'attrazione o alla destinazione turistica volesse in qualche modo turbare la grande attrazione che la Sardegna rappresenta ancora in tutto il mondo, a dispetto di sollecitazioni che vorrebbero catastrofi da tutte le parti.
Onorevole Loddo, quel livello di radiazioni non è stato accertato dal CISAM - vale a dire da quell'organismo che fa riferimento all'organizzazione militare e che collabora attraverso diverse università, il quale da un proprio monitoraggio ha evidenziato l'inesistenza livelli anomali di radiazioni -, ma dalla ASL. Ho citato quest'ultimo organismo in quanto ritenevo che una struttura indipendente, autonoma, civile potesse essere riferimento di garanzia, pur sottolineando un aspetto sul quale concordo perfettamente con lei, onorevole Loddo, cioè il fatto che non ci si può fermare a quegli accertamenti, essendo necessario effettuare tutte le verifiche - anche da parte di esperti e di scienziati - utili ad individuare gli interventi da adottare.
Concludendo, ritengo che in ordine alle mozioni presentate il Governo debba assumere una serie di impegni: il mantenimento dei livelli occupazionali già garantiti al personale civile dell'arsenale militare, anche nell'attuazione del progetto di riconversione presentato nel luglio del 2003; la piena fruibilità e la conservazione paesaggistico-naturale del Parco nazionale dell'Arcipelago de La Maddalena; la predisposizione e la pubblicazione del piano di emergenza per la salvaguardia e la tutela delle persone residenti nell'Arcipelago de La Maddalena e del conseguente piano di evacuazione specificamente adatto alle condizioni di un'isola; l'adozione di iniziative dirette a tutelare gli interessi e il diritto alla salute della popolazione locale nell'Arcipelago de La Maddalena e in qualsiasi altro territorio della Sardegna sottoposto a servitù militare, attuando e potenziando l'attuale sistema di monitoraggio e di controllo a tempo continuo e di allarme; il rispetto, come nel passato, degli accordi internazionali finalizzati alla salvaguardia della pace e della guerra.
Credo di avere nel cuore Valery Melis quanto gli altri! Onorevole Loddo, vorrei ricordarle che, quando lei non c'era, io - essendo un amico di famiglia - ero vicino a Valery Melis e, quando il ragazzo si è ammalato, è stato con me per cercare di individuare un percorso che potesse fornire risposte. Non si può strumentalizzare tutto!
Onorevole Loddo, lei sa benissimo che le normative non possono essere attuate in mancanza di risposte certe e il professor Mandelli non ha mai fornito tali risposte. Quindi, non enfatizziamo la strumentalizzazione delle situazioni. Ricordo quando sono stato dal maresciallo di Villamassargia, che sta morendo di cancro e mi sono adoperato per fargli ottenere quello che i Governi precedenti non gli hanno riconosciuto, ma nessuno ne ha parlato e neanch'io voglio parlarne.
Ma voglio dire che casi come quello di Valery Melis ed altri servono a ricondurre questo tipo di situazioni ad una maggiore serietà e, sicuramente, ad un maggiore
impegno. È giusto, infatti, che Valery Melis sia ricordato ed è altrettanto giusto che dal quel caso scaturiscano effetti che finora non sono stati prodotti.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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