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è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:
a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore.
a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore, nonché a riferire costantemente tali dati al Parlamento con apposite relazioni bimestrali.
a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di
ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore, nonché a riferire costantemente tali dati al Parlamento con apposite relazioni quadrimestrali.
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori.
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori
e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a ventimila euro lordi annui.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a 25.000 euro lordi annui.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e
comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a trentamila euro lordi annui.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a quarantamila euro lordi annui.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale.
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale, raggiungendo una soglia minima di famiglie pari ad almeno il 10 per cento.
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale, raggiungendo una soglia minima di famiglie pari ad almeno il 20 per cento.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente.
La Camera,
di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente, da determinare d'intesa con la Conferenza Stato-regioni.
La Camera,
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;
a presentare una relazione trimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
La Camera,
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti
stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione in tecnica digitale della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005.
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti,
tali da ricomprendere almeno il settanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005;
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il lo gennaio 2005;
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di
diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005;
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione e tutti, capoluoghi di regione, entro il 1o gennaio 2005.
La Camera,
ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote
di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione e tutti capoluoghi di provincia, entro il 1o gennaio 2005.
La Camera,
ad assumere iniziative per favorire occasioni di cooperazione culturale ed imprenditoriale a livello europeo o con i singoli Stati dell'Unione per la ideazione e la produzione di programmi televisivi volti specificamente ad i nuovi canali trasmessivi digitali.
La Camera,
ad assumere iniziative per favorire occasioni di cooperazione culturale ed imprenditoriale a livello europeo o con i singoli Stati dell'Unione per la ideazione e la produzione di programmi televisivi per i nuovi canali trasmessivi digitali, volti a valorizzare la cultura e la tradizione italiana ed europea.
La Camera,
la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
a favorire, per quanto di sua competenza, l'ideazione e la realizzazione di una programmazione specifica volta al pubblico dei minori, nel rispetto dei principi e delle finalità del codice di autoregolamentazione Tv e minori approvato il 29 novembre 2002.
La Camera,
ad individuare e predisporre tempestivamente, d'intesa con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori del settore radiotelevisivo, le misure di ammortizzazione sociale e di integrazione salariale che si dovessero rivelare necessarie.
La Camera,
ad adottare, tempestivamente - a cominciare dalla ripresa dell'esame del disegno di legge di riforma del sistema radiotelevisivo - le misure necessarie per riprendere tale delicatissima e imprenscindibile fase di riallocazione delle strutture e delle imprese nel nuovo sistema digitale.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della collocazione degli impianti di diffusione e distribuzione del segnale sul territorio nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento.
La Camera,
nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
La Camera,
La Camera,
elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Lombardia.
di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Emilia-Romagna.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Toscana.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali
proposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Umbria.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Marche.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Lazio.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a dame immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Abruzzi.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Molise.
La Camera,
a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Campania.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Puglia.
La Camera,
il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Basilicata.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Calabria.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne
immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Sicilia.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aree della regione Sardegna.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aree della regione Piemonte.
La Camera,
concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con apposite relazioni da redigere ogni tre mesi.
La Camera,
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con apposite relazioni da redigere ogni sei mesi.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio; nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutèla del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al
Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da alta densità abitativa.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da alta densità abitativa.
riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore ambientale.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore ambientale.
La Camera,
la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore paesaggistico.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore paesaggistico.
La Camera,
paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Piemonte.
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Valle d'Aosta.
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul
territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Lombardia.
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Trentino-Alto Adige.
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Veneto.
concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Friuli-Venezia Giulia.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Liguria.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Emilia-Romagna.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Toscana.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti
sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Umbria.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Marche.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Lazio.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Abruzzi.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Molise.
La Camera,
a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Campania.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Puglia.
La Camera,
paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Basilicata.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Calabria.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul
territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Sicilia.
La Camera,
a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Sardegna.
La Camera,
La Camera,
a far sì che i termini previsti dai commi 1 e 2 siano intesi assolutamente come perentori e non meramente ordinativi, proprio in considerazione che l'interesse primario da tutelarsi è quello previsto dall'articolo 21 della Costituzione senza limitazioni, eccezioni e deroghe;
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Lazio.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente il 60 per cento della popolazione della regione Toscana.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricettività da parte del pubblico di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche purché diretti ad un reale ampliamento del pluralismo informativo e culturale.
La Camera,
precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bolzano.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Roma.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Milano.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Torino.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Genova.
La Camera,
digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Venezia.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bologna.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Trieste.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Firenze.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Ancona.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di L'Aquila.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Campobasso.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Napoli.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Marche.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Umbria.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Emilia Romagna.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Liguria.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Veneto.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Lombardia.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Piemonte.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Valle d'Aosta.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Friuli-Venezia Giulia.
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Trento.
a prevedere meccanismi che garantiscano adeguati ammortizzatori sociali nei settori produttivi della comunicazione, nonché sufficienti garanzie per i lavoratori in caso di cessione di azienda da parte della RAI.
ad attivarsi affinché le emittenti locali possano ricevere forme di contribuzioni tali da assicurarne uno sviluppo in grado di contribuire in maniera sostanziale all'abbattimento del tasso di concentrazione televisivo nazionale del mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo.
ad attivarsi e a favorire l'adozione di un codice di autoregolamentazione delle trasmissioni pubblicitarie e di televendita, redatto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d'intesa con l'autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Autorità garante per il trattamento dei dati personali, sentite le associazione dei consumatori e utenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese.
ad attivarsi affinché ai risultati dell'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato seguano interventi finanziari e regolamentari in grado di ridurre sostanzialmente il tasso di concentrazione televisivo e di portarlo almeno al livello medio europeo.
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della diffusione del digitale terrestre l'effettiva offerta al pubblico su tali reti di programmi informativi e telegiornali diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche.
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricezione da parte del pubblico, tramite tali reti, di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche e che comunque non devono essere inferiori al 20 per cento dei programmi trasmessi dall'intero sistema televisivo.
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la presenza su tali reti di una percentuale di messaggi pubblicitari non inferiore al 15 per cento del totale dei messaggi del mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo.
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre il tasso di concentrazione televisivo nazionale, calcolato come la somma tra le quote di mercato, in termini di audience annuale, dei primi due gruppi televisivi, che deve comunque essere almeno pari al tasso di concentrazione medio europeo.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Potenza.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Catanzaro.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bari.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Palermo.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Cagliari.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Salerno.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Matera.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Catania.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Avellino.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Viterbo.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Belluno.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Padova.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Arezzo.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Ascoli Piceno.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Brindisi.
La Camera,
digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Mantova.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di La Spezia.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Caserta.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Reggio Calabria.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Enna.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Nuoro.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Latina.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricettività da parte del pubblico anche di programmi diversi da quélli diffusi dalle reti analogiche.
La Camera,
compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il numero di decoder venduto sia almeno pari al 20 per cento del numero degli abbonati RAI.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il numero di decoder installato sia almeno pari al 30 per cento del numero degli abbonati RAI.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricezione da parte del pubblico di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la presenza sul mercato nazionale di decoder a prezzi accessibili per la media della popolazione secondo i dati ufficiali ISTAT.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del
digitale terrestre la diffusione, in almeno il 60 per cento delle famiglie italiane, di ricevitori-decodificatori idonei a consentire la ricezione dei segnali radiotelevisivi in tecnica digitale da satellite o via cavo anche in fibra ottica e la conseguente interattività.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il prezzo unitario dei decoder sia accessibile e, comunque, non superiore del 20 per cento rispetto al canone annuale di abbonamento alle radiodiffusioni.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la quota di popolazione effettivamente in possesso di un decoder.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre i programmi irradiati dalle reti digitali terrestri per una quota pari ad almeno l'80 per cento.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la quota di popolazione effettivamente raggiunta dalle nuove reti digitali terrestri in modo tale da comprendere almeno l'80 per cento della popolazione.
La Camera,
a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che la quota del territorio nazionale raggiunto sia almeno pari all'80 per cento della popolazione e che sia comprensiva di tutti i capoluoghi di provincia.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Sicilia.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Sardegna.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Calabria.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Puglia.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Campania.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Basilicata.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Molise.
La Camera,
ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Abruzzo.
La Camera,
a recepire pienamente i rilievi espressi dal Capo dello Stato nel messaggio di rinvio alle Camere della legge concernente il riassetto del sistema radiotelevisivo in ordine all'effettivo «arricchimento del pluralismo televisivo» che deve essere considerato condizione necessaria cui l'Autorità per le garanzie dovrà fare riferimento in ordine alla definitiva cessazione dei regime transitorio previsto dalla presente legge.
La Camera,
a recepire in maniera compiuta i rilievi espressi dal Capo dello Stato nel messaggio di trasmissione alle Camere della legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo in ordine all'effettiva realizzazione dei pluralismo televisivo, accertando che la quota di popolazione pari al 50 per cento, prevista dalla presente legge, si riferisca alla popolazione effettivamente raggiunta dalle previste nuove reti digitali terrestri al fine di definire in maniera certa la porzione di cittadini che usufruisce del servizio in oggetto.
La Camera,
a prevedere, in sede di applicazione della legge, che la quota di popolazione effettivamente raggiunta dalle reti digitali terrestri sia analoga a quanto previsto dalla suddetta legge.
La Camera,
a recepire in maniera compiuta i rilievi espressi in sede di esame del presente decreto del presidente dell'Autorità per le garanzie per le comunicazioni in ordine alla determinazione di criteri certi cui l'Autorità debba attenersi in sede di verifica prevista dalla presente legge, considerando la presenza effettiva sul mercato di decoder a prezzi accessibili al fine di favorire la loro massima diffusione tra la popolazione italiana.
La Camera,
a prevedere che i programmi effettivamente offerti al pubblico siano irradiati anche da soggetti diversi da quelli che diffondono programmi su reti analogiche.
La Camera,
a prevedere che i programmi effettivamente trasmessi su tecnica digitale terrestre dallo stesso soggetto avente concessione analogiche siano anche diversi da quelli trasmessi dallo stesso sulle frequenze analogiche.
La Camera,
a prevedere che nelle trasmissioni irradiate tramite tecnica digitale terrestre da parte di soggetti operanti su rete nazionale analogica sia consentito l'accesso facilitato, anche per brevi periodi a fornitore di contenuti diversi dal soggetto detentore della concessione.
La Camera,
a garantire che il tasso di concentrazione televisivo nazionale, calcolato come la somma tra le quote di mercato, in termini di audience annuale, dei primi due gruppi televisivi, deve comunque essere almeno pari al tasso di concentrazione medio europeo.
La Camera,
a prevedere che almeno il 60 per cento delle famiglie italiane disponga di ricevitori-decodificatori idonei a consentire la ricezione dei segnali radiotelevisivi in tecnica digitale da satellite o via cavo anche in fibra ottica e la conseguente interattività.
La Camera,
a vigilare che il numero del decoder installato sia almeno pari al 30 per cento del numero degli abbonati RAI.
La Camera,
indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la comunicazione dovrà effettuare;
a stabilire con più chiarezza la definizione di prezzi accessibili, tenuto conto delle riconosciute difficoltà economiche che stanno attraversando le famiglie italiane in merito all'aumento complessivo del costo della vita.
La Camera,
a operare in conformità ai principi ed alle linee di indirizzo comunitarie, promuovendo ogni opportuna sinergia e iniziativa dl cooperazione fra i diversi paesi membri, in particolare ai fini della competitività dell'industria europea dei contenuti nell'era digitale.
La Camera,
a definire con chiarezza, qualora non si verifichino le condizioni previste dal comma i lettera a), b) e c) dell'articolo 1, i tempi e le misure dirette a imporre alle reti private eccedenti di trasferirsi sul satellite, restituendo allo Stato le frequenze analogiche abusivamente occupate.
La Camera,
a stabilire il limite certo, in ordine di tempo, entro il quale l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dovrà adottare i provvedimenti indicati dal comma 7 dell'articolo 2 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
La Camera,
a stabilire con chiarezza la percentuale di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche e satellitari che il pubblico dovrà ricevere dalle reti digitali alla data del 30 aprile 2004.
La Camera,
a definire con chiarezza i provvedimenti e i tempi necessari, qualora non siano rispettate le condizioni previste dall'articolo 1 comma 1 lettere a), b) e c) del presente decreto, per il rispetto di quanto disposto dalla Corte costituzionale n. 466 del 2002.
La Camera,
a recepire gli indirizzi e le direttive comunitarie e in particolare ad operare - con riferimento al contratto di servizio - affinché sia pienamente ed effettivamente sostenuto il ruolo del servizio pubblico.
La Camera,
a ipotizzare il varo di un provvedimento che segni un confine netto tra la fruizione dell'opera cinematografica o dello spettacolo televisivo e i messaggi pubblicitari, valutando l'opportunità di proibire le cosiddette «telepromozioni» che rappresentano un'inaccettabile ed ambigua forma di promiscuità tra intrattenimento e propaganda pubblicitaria.
La Camera,
ad adottare le iniziative necessarie a consentire che la quota di popolazione in grado dl essere raggiunta dalle reti digitali terrestri corrisponda a livelli di diffusione non inferiori a quanto previsto per le concessioni nazionali delle reti in analogico e in modo omogeneo sul territorio nazionale.
a tenere conto di quanto emergerà dalle relazioni della Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni dei Parlamento europeo e a valutare l'opportunità di rivedere l'intero impianto normativo sull'assetto radiotelevisivo sulla base delle reali esigenze di pluralismo dell'informazione.
criteri che debbano qualificare la «complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri» sia compito dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni accertare «la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili»;
a favorire le condizioni necessarie ad una effettiva diffusione fra gli utenti dei decoder per la ricezione del segnale digitale, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
a far sì che in sede europea siano defluiti quanto prima gli standard tecnologici dei decoder da adottare nei Paesi della Unione Europea.
a dotare l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni degli adeguati strumenti per rilevare la reale diffusione dei decoder nella famiglie italiane.
ad operare affinché sia adottato un quadro organico, sotto il profilo normativo e giuridico, in grado di assicurare condizioni certe agli operatori e dunque tali da favorire le azioni necessarie alla sperimentazione e all'offerta di canali e contenuti innovativi ed all'accesso, nel digitale terrestre, di nuovi soggetti rispetto al sistema analogico.
a stabilire con chiarezza una percentuale di previsione di presenza di decoder che sia pari perlomeno al 30 per cento di quello degli abbonati alla RAI.
a stabilire, data la necessità di raggiungere un effettivo pluralismo, alla data del 30
aprile 2004 che gli utenti dovranno ricevere programmi diversi da quelli attualmente ricevuti sui canali analogici.
a stabilire con chiarezza una percentuale di previsione di presenza di decoder che sia pari perlomeno al 20 per cento di quello degli abbonati alla RAI.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai fini del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili,
9/4645/1.Bogi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai finì del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili, è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:
9/4645/2.Agostini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai fini del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili, è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:
9/4645/3.Innocenti.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/4.Panattoni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/5.Montecchi, Grignaffini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/6.Calzolaio.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all' accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/7.Magnolfi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/8.Nicola Rossi, Giulietti.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/9.Ruzzante.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell' acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/10.Adduce, Battaglia.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/11.Benvenuto, Bielli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/12.Bolognesi, Bonito.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/13.Bova, Burlando.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/14.Cennamo, Cordoni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;
a presentare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
9/4645/15.Crisci, Crucianelli.
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
9/4645/16.Labate, Leoni.
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:
a presentare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
9/4645/17.Lucidi, Lulli.
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo o della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini dì una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:
9/4645/18.Grignaffini, Montecchi.
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all' individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:
a presentare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/19.Melandri, Minniti, Battaglia.
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell' informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:
a presentare una relazione trimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/20.Ottone, Pennacchi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:
a presentare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/21.Rava.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell' informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente per quanto concerne l'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo intere aree e regioni:
9/4645/22.Albonetti.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente per quanto concerne l'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo intere aree e regioni:
9/4645/23.Raffaldini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:
9/4645/24.Giulietti, Nicola Rossi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:
9/4645/25.Sasso.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:
9/4645/26.Capitelli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
lo stesso decreto prevede la possibilità che tale accertamento possa concludersi anche con un esito negativo e che pertanto si debbano adottare le misure per dare attuazione a quanto disposto nella nota giurisprudenza costituzionale;
nell'immediato, le suddette misure, possano produrre effetti sull'occupazione delle imprese interessate e che sui lavoratori non grava nessuna responsabilità circa la indebita ed illegittima situazione ormai consolidatasi da anni nel nostro sistema radiotelevisivo:
9/4645/27.Duca.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
condizione indispensabile per il conseguimento del nuovo assetto radiotelevisivo e per l'accesso di nuovi operatori, a cominciare dalla fase di sperimentazione, nel nuovo sistema trasmissione digitale, è rappresentata dalla possibilità di acquisire impianti e rami d'azienda;
tale possibilità risulta ora preclusa, essendo venuto a scadenza il termine all'uopo previsto dall'articolo 2-bis del decreto legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 20 marzo 2001, n. 66:
9/4645/28.Mazzarello.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una pletora di impianti che deturpano il paesaggio e producono conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/29.Vigni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/30.Rognoni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree insulari.
9/4645/31.Rossiello, Quartiani.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree montane.
9/4645/32.Soda, Ranieri.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree metropolitane.
9/4645/33.Spini, Rotundo.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Valle d'Aosta.
9/4645/34.Michele Ventura, Rugghia.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo
9/4645/35.Visco, Sabatini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Trentino-Alto Adige.
9/4645/36.Zani, Sandi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Veneto.
9/4645/37.Zanotti, Sandri.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Friuli-Venezia Giulia.
9/4645/38.Abbondanzieri, Sciacca.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Liguria.
9/4645/39.Amici, Sedioli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/40. Angioni, Sereni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/41.Roberto Barbieri, Siniscalchi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/42.Bellini, Stramaccioni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/43.Bersani, Susini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/44.Bettini, Tidei.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/45.Borrelli, Tucci.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/46. Buffo, Tolotti.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/47. Buglio, Trupia.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/48. Cabras, Caldarola.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto,
9/4645/49. Carboni, Carli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/50. Cazzaro, Chianale.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/51. Chiaromonte, Zunino.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/52. Chiti, Grandi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/53. Cialente.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/54. Coluccini, Turco.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:
9/4645/55. Dameri, Vianello.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/56.De Brasi, Zunino, Pennacchi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/57.De Luca.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/58.De Simone Alberta.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/59.Di Serio D'Antona.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/60.Filippeschi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/61.Finocchiaro.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/62.Fluvi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/63.Folena.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/64.Fumagalli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il
9/4645/65.Galeazzi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/66.Gasperoni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/67.Giacco.
premesso che:
il decreto logge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/68.Grillini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/69.Guerzoni.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/70.Kessler.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/71.Lucà.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/72.Lulli.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/73.Lumia.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamentò della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/74.Luongo, Mancini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/75.Manzini, Maran.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/76.Paola Mariani, Raffaella Mariani.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/77.Mariotti, Marone.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/78.Martella, Maurandi.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza dì una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/79.Motta, Nannicini.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/80.Nieddu, Nigra.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il
9/4645/81. Oliverio, Olivieri.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/82. Petrella, Piglionica.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/83. Pinotti, Pisa.
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:
9/4645/84. Pollastrini, Preda.
premesso che è in corso di esame presso le Commissioni riunite VII e IX della Camera, la proposta di legge per il riassetto del sistema radiotelevisivo, cosiddetta «legge Gasparri», nella quale sono state predisposte dal Governo le modalità e gli strumenti agevolativi al passaggio alla tecnica digitale;
considerato che l'evoluzione della tecnica dall'analogico al digitale aprirà il mercato ad una pluralità di nuovi operatori, nella finalità di creare le condizioni per un reale pluralismo informativo dei mezzi di comunicazione;
atteso che il settore radiofonico, capillarmente diffuso sul territorio e spesso connaturato ad una funzione di servizio pubblico, contribuisce in misura determinante ad arricchire tale pluralismo informativo, pur senza avere beneficiato fino ad oggi di particolari politiche agevolative;
visto che l'A.C. 4645, conversione in legge del decreto-legge n. 352 del 2003, all'esame dell'aula persegue la finalità, nell'attesa dell'approvazione della legge di riassetto del sistema radiotelevisivo, di verificare l'offerta effettivamente portata dal digitale terrestre sul mercato radiotelevisivo nazionale:
a prevedere sostegni, anche economici, in favore delle concessionarie private per la diffusione sonora in ambito nazionale, legati al raggiungimento di progressive aree di copertura della popolazione nazionale delle trasmissioni in tecnica digitale;
ad estendere le agevolazioni tariffarie in materia di servizi di comunicazione, già previste per le imprese radiofoniche di informazione, anche ai servizi per le diffusioni radiofoniche in tecnica DAB.
9/4645/85. Bianchi Clerici, Caparini, Gibelli.
in sede di esame del disegno di legge AC 4645, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
l'articolo 21 della Costituzione che definisce e sancisce la libertà di espressione tramite la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione e considerato che per quanto attiene al sistema radiotelevisivo tali principi hanno trovato una specifica formazione con la legge n. 249 del 1997, che ha stabilito, allo scopo di garantire il principio del pluralismo informativo mediante la pluralità delle voci, dei precisi limiti antitrust atti a garantire una precisa conformazione competitiva del mercato radiotelevisivo;
tali norme sono finalizzate alla tutela della libertà di manifestazione del pensiero e riguardano la singola persona, le famiglie nonché direttamente la totalità della popolazione italiana; si tratta di elementi costitutivi e fondativi per il libero formarsi di un'opinione pubblica, un prerequisito per il delinearsi di una compiuta democrazia competitiva;
atteso che con il comma 3 dell'articolo 1 si deroga, pur se in un periodo transitorio, a tali principi costituzionali, e atteso che tale deroga e i successi provvedimenti in tale materia implicano degli effetti che incidono sull'articolo 21 della Costituzione;
tutto ciò, d'altro canto, è stato ampiamente riconosciuto dal Presidente della Repubblica, dalla Corte costituzionale e dallo stesso Presidente della Camera che ha ammesso su numerose votazioni il voto segreto, proprio in virtù del fatto che alcuni articoli con i relativi emendamenti andavano ad incidere direttamente sui valori e i principi direttamente tutelati dall'articolo 21 della Costituzione;
la deroga recata dal comma 3, dal provvedimento in oggetto rappresenta, se pure per un periodo transitorio, un vulnus grave che evidentemente non può scaturire da automatismi né può essere esercitata ad libitum, tra l'altro affidata a mera applicazione amministrativa;
si rende, pertanto, necessario che anzitutto direttamente il Governo e poi l'Autorità di garanzia «consentano» la deroga in un quadro di garanzie e di rigorosi indirizzi:
a fare in modo che a dare il consenso alle emittenti, come previsto dal comma 3 del provvedimento in esame, provveda la competente autorità previa presentazione di una documentata e motivata domanda da parte delle emittenti interessate, nella quale vengano addotte le argomentazioni che giustifichino la richiesta di applicazione di una deroga rispetto a regole di tanto spessore costituzionale;
a consentire l'accesso alla deroga, di cui al comma 3, previa verifica dell'esistenza di determinate condizioni, che giustifichino così rilevante trasgressione dei principi e dei valori sanciti, conseguenti ad un monitoraggio di eventuali abusi di posizioni dominanti, di disponibilità a predisporre i percorsi di adeguamento alla legge 249 del 1997 e di collaborazione nella effettuazione dei controlli idonei a contenere entro limiti di tollerabilità comportamenti distorsivi rispetto alla tutela del pluralismo informativo.
9/4645/86. Boccia, Reduzzi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che, il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/87. Ciani, Pasetto.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che, il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/88. Bimbi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/89. Merlo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri
9/4645/90. Bressa.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/91. Pasetto.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/92. Santino Adamo Loddo, Frigato.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/93. Morgando.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/94. Rusconi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del
9/4645/95. Bindi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/96. Papini.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/97. Tonino Loddo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/98. Pistelli.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/99. Gerardo Bianco.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertate l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:
9/4645/100. Marini.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/101.Fusillo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/102.Tuccillo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/103.Giovanni Bianchi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/104.Frigato.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/105.Santagata.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/106.Bottino.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/107.Stradiotto.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/108.Delbono.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/109.Vernetti.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/110.Marcora.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/111.Rosato.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/112.Mattarella.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il settore televisivo, come tutti i settori della comunicazione e della multimedialità, sarà interessato da forti e costanti riorganizzazioni produttive;
oggi questo settore non dispone dileggi di tutela che garantiscono ammortizzatori sociali adeguati, né per le aziende pubbliche ne per le aziende private;
il rallentamento generalizzato degli introiti pubblicitari lascia prevedere la possibilità di forti riorganizzazioni produttive e dell'organizzazione del lavoro, con possibili conseguenze negative per la tenuta complessiva dell'occupazione;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che consente la cessione di rami di azienda della RAI;
in tale proposta di legge è possibile inserire forme di tutela dei lavoratori in grado di garantire che prima di ogni cessione sia previsto un confronto fra le parti sociali e che comunque tale cessione venga fatta nel rispetto delle condizioni sindacali esistenti e nel rispetto della sfera di applicazione del contratto di settore;
9/4645/113.Reduzzi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, fa seguito al rinvio alle Camere della cosiddetta «legge Gasparri» (A.C. 31 0-D), disposto dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, con messaggio motivato del 15 dicembre 2003;
secondo il messaggio presidenziale, per poter considerare realizzate le condizioni in grado di giustificare il superamento del termine del 31 dicembre 2003 «deve necessariamente ricorrere la condizione che sia intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo» derivante dall'espansione della tecnica di trasmissione digitale terrestre;
la concorrenza è un presupposto essenziale dello stesso pluralismo;
dai dati dell'Autorità per la concorrenza e per il mercato si nota invece che il mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo è caratterizzato dal più elevato livello di concentrazione in Europa. A fine 2001, la quota dei primi due operatori televisivi nazionali, espressa in termini di audience share 2001, era pari a circa il 90 per cento, a fronte del 74 per cento in Francia, del 66 per cento in Germania, del 65 per cento in Gran Bretagna e del 54 per cento in Spagna;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, tra le altre cose, dispone norme per le emittenti locali;
9/4645/114.Pinza.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E)
e che in tale proposta di legge vengono individuati i principi che dovrebbero essere posti a garanzia degli utenti del sistema radiotelevisivo, salvaguardando valori e diritti fondamentali dei singoli cittadini;
9/4645/115.Rutelli.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella riunione del 29 maggio 2003, ha deliberato l'avvio di un'indagine conoscitiva relativa al settore della televisione.
Il mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo è caratterizzato dal più elevato livello di concentrazione in Europa. A fine 2001, la quota dei primi due operatori televisivi nazionali, espressa in termini di audience share 2001, era pari a circa il 90 per cento, a fronte del 74 per cento in Francia, del 66 per cento in Germania, del 65 per cento in Gran Bretagna e del 54 per cento in Spagna. In particolare, in questi ultimi dieci anni si è andata consolidando una struttura di mercato duopolistica, in cui la presenza di elevate barriere all'ingresso ha sostanzialmente limitato, se non impedito, il dispiegarsi di una pressione concorrenziale che conducesse ad un esito di mercato meno squilibrato.
In tale contesto di mercato, il passaggio delle trasmissioni televisive terrestri dallo standard analogico a quello digitale, previsto per il 2006 dalla legge n. 66/01, costituisce un'opportunità per assicurare una maggiore apertura del settore televisivo, in quanto, a parità di risorse frequenziali, consentirà un incremento della quantità di canali disponibili, aumentando in tal modo il numero di fornitori di contenuti televisivi (ossia di eminenti).
9/4645/116.Maccanico.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/117.Parisi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/118.Mosella.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/119.Milana.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/120.Micheli.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/121.Lettieri.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/122.Franceschini.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/123.Sinisi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/124.Piscitello.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/125.Ladu.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/126.Iannuzzi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/127.Rocchi.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/128.Burtone.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/129.Annunziata.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/130.Fioroni, Boccia.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/131.Fistarol.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/132.Duilio.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/133.Fanfani.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/134.Ruggieri.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/135.Carbonella.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del
9/4645/136.Ruggeri.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/137.Banti.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/138.Squeglia.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/139.Meduri.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/140.Enzo Bianco.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/141. Realacci, Colasio, Santino Adamo Loddo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/142. Giachetti.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/143. Letta.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/144. Gentiloni Silveri.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/145. Gambale.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione cosi come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/146. De Mita.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione cosi come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/147. Carra.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/148. Colasio.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/149. Cardinale.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/150. Castagnetti.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/151. Tanoni.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/152. Monaco.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,
9/4645/153. Lusetti.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/154. Camo.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/155. Soro.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/156. Loiero.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/157. Volpini.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito dì accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/158. Villari.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/159. Molinari.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/160. Ruta.
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,
9/4645/161.Mantini.
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,
9/4645/162.Rizzo, Sgobio, Bellillo.
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,
9/4645/163.Diliberto, Rizzo, Pistone, Maura Cossutta.
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,
premesso che:
la legge 249 del 1997, definisce «nazionale» una rete televisiva che copra l'80 per cento del territorio nazionale, e che dunque sia in grado di raggiungere almeno il 90 per cento della popolazione italiana,
9/4645/164.Armando Cossutta, Rizzo, Sgobio.
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,
9/4645/165.Pistone, Maura Cossutta, Bellillo, Rizzo.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/166.Bellillo, Sgobio, Pistone.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/167.Sgobio, Maura Cossutta, Pistone.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/168.Nesi, Rizzo.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/169.Vertone, Armando Cossutta, Pistone.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/170.Maura Cossutta, Rizzo, Sgobio.
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,
9/4645/171.Franci, Rizzo, Sgobio.
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera b) del provvedimento si prevede che fra i criteri che debbano quantificare la «complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri» sia compito dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni accertare «la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili»;
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio, dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed
9/4645/172.Albertini, Boselli, Buemi, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera c) del provvedimento si stabilisce che l'offerta delle reti digitali terrestri debba prevedere anche «programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche»;
lo sviluppo del digitale terrestre è correlato ad una produzione di programmi, di contenuti, di servizi interattivi, del tutto innovativi rispetto al sistema analogico;
il quadro normativo comunitario e le conclusioni dei diversi consigli europei in ordine al sistema dell'informazione ed allo sviluppo delle diverse tecnologie hanno ritenuto essenziale tutelare, nella definizione delle regole, e promuovere, nelle linee di indirizzo adottate e nei programmi di ricerca finanziati, contenuti digitali di elevata qualità;
9/4645/173.Di Gioia, Albertini, Boselli, Buemi, Ceremigna, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;
9/4645/174.Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;
9/4645/175.Boselli, Albertini, Buemi, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la comunicazione dovrà effettuare;
9/4645/176.Ceremigna, Albertini, Boselli, Buemi, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
le motivazione per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva dì definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;
9/4645/177.Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Pappaterra, Villetti.
premesso che:
il presidente dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, Cheli, al pari di altri soggetti istituzionali o operatori di mercato, ha affermato come lo sviluppo del sistema del digitale terrestre debba necessariamente determinare un nuovo modello dl regolazione, fondato essenzialmente sulla tutela della libera concorrenza tra gli operatori di rete e il diritto di accesso alle reti per chi produce contenuti;
secondo l'Autorità di garanzia la transizione e lo sviluppo del digitale terrestre richiedono necessariamente interventi regolatori differenziati a livello nazionale, flessibili nelle loro modalità, nel contempo fortemente coordinati e connessi agli indirizzi generali espressi in sede comunitaria;
in Italia, ciò impone elevate responsabilità in ordine al rapporto fra principi del mercato che regolano le telecomunicazioni e principi del servizio pubblico che ispirano il sistema radiotelevisivo;
9/4645/178.Cento, Cima, Lion, Pecoraro Scanio, Zanella, Boato, Bulgarelli.
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione dei regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
la programmazione televisiva prevede numerose interruzioni pubblicitarie anche delle opere dell'ingegno come le pellicole cinematografiche d'autore;
l'incerto confine tra la promozione di un prodotto commerciale e il contenuto artistico e culturale di un'opera appare di dubbio gusto e rischia di compromettere il valore dell'opera stessa;
il combinato disposto della nuova legge sull'assetto radiotelevisivo e del provvedimento attualmente all'esame rischia - oltre a mettere in discussione i valori del pluralismo dell'informazione - di svilire tutta la produzione artistica di qualità, troppo spesso banalizzata e ridicolizzata dalla forzata convivenza con operazioni commerciali legittime, ma quantomeno inopportune;
l'utente televisivo sprovvisto di sufficiente capacità critica - in particolare i minori - rischia di subirne le conseguenze più preoccupanti;
9/4645/179.Mazzuca Poggiolini, Cima, Bulgarelli, Boato, Pecoraro Scanio, Cento, Lion, Zanella.
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera a) del provvedimento, fra gli obiettivi sottoposti all'esame dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, si stabilisce che la quota di popolazione che deve essere «coperta dalle nuove reti digitali terrestri» non debba essere inferiore al 50 per cento;
tale riferimento non necessariamente può garantire una diffusione omogenea sul territorio nazionale;
ai fini di una corretta valutazione dell'Autorità dl garanzia, sia in relazione alle leggi vigenti che alle direttive comunitarie in materia, occorra far riferimento ad effettive condizioni di sviluppo delle trasmissioni in tecnica digitale e dunque di fruizione del programmi da parte degli utenti;
all'articolo 3, comma 5, della legge n. 249 del 1997, quali requisiti essenziali alle concessioni relative alle emittenti radiotelevisive in ambito nazionale si prevede «l'irradiazione del segnale in un'area geografica che comprenda almeno l'80 per cento del territorio»;
in un sistema televisivo in cui lo sviluppo delle reti digitali terrestri sia in termini di mercato adeguati, anche rispetto ad altre modalità dl trasmissione di programmi e di servizi interattivi tramite tecnologia digitale, come la tv via cavo o di tv digitale via Adsl, è necessario acquisire livelli di diffusione non inferiori a quanto previsto per le concessioni nazionali delle reti in analogico;
9/4645/180.Zanella, Boato, Bulgarelli, Cento, Cima, Lion, Pecoraro Scanio.
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
ritiene importante dare attuazione reale ai valori della libera manifestazione del pensiero e del pluralismo nell'informazione sanciti dalla Costituzione, anche con un'effettiva e concreta possibilità di libera iniziativa senza vincoli inutili alla possibilità di trasmettere per le piccole televisioni;
una serie di piccole emittenti, cosiddette «di strada», da tempo trasmette, pur in assenza di concessione, su frequenze assegnate formalmente ad altre emittenti, ma inutilizzate e inutilizzabili da parte delle concessionarie, svolgendo comunque un ruolo sociale, culturale e civico importante senza ledere di fatto diritti altrui, e soprattutto senza alcun fine economico,
a consentire, in via provvisoria, alle emittenti di strada di continuare a trasmettere nei cosiddetti coni d'ombra, con l'obbligo di non disturbare in alcun modo le frequenze utilizzate dai concessionari originali;
a disporre, al momento della stesura del codice della radiotelevisione, strumenti atti a garantire, per quelle realtà sociali senza fini di lucro, la possibilità di utilizzare i coni d'ombra delle frequenze concesse, nel rispetto anche formale della normativa.
9/4645/181.Lion, Bulgarelli, Zanella, Pecoraro Scanio, Boato, Cento, Cima.
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
il 20 novembre 2002 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla concentrazione nel mezzi di informazione nella quale afferma la necessità di creare un mercato europeo dei media per far fronte a una crescente disparità tra le regolamentazioni nazionali e salvaguardare la libertà e il pluralismo dell'informazione;
in tema di pluralismo dell'informazione, il 4 settembre 2003, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sui diritti umani nel mondo nel 2002 e la politica dell'Unione europea in materia di diritti umani e, al punto 37 di tale risoluzione, il Parlamento europeo deplora che nell'Unione europea il problema della concentrazione del potere mediatico nelle mani di alcuni gruppi non abbia ancora trovato una soluzione legislativa;
il Parlamento europeo ha in più circostanze espresso la propria preoccupazione relativamente ai fatto che in Italia permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto di interessi;
il 4 dicembre 2003, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in relazione alla comunicazione della Commissione sulla politica globale dell'UE contro la corruzione; il Parlamento europeo ritiene che il pluralismo dei mezzi di comunicazione e la libertà di informazione siano fattori essenziali di una efficace strategia anticorruzione, sia a livello nazionale sia a livello europeo, ed esorta pertanto la Commissione a verificare che tali principi, ripresi anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal progetto di Costituzione europea, siano correttamente rispettati dagli Stati membri;
il 4 dicembre 2003 la Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo è stata autorizzata dalla Conferenza dei Presidenti, ad elaborare una relazione di iniziativa «sui rischi di violazione delle libertà fondamentali nell'Unione europea e in particolare in Italia, in materia di libertà d'espressione e d'informazione come definita in particolare dall'articolo 11, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea»;
il problema del pluralismo dei media in Italia è oggetto di specifiche considerazioni anche nel progetto di relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea nei 2003, presentato il 15 gennaio 2003 e attualmente in discussione presso la Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni;
il provvedimento in esame conferma le preoccupazioni espresse in sede comunitaria in materia di mancanza di pluralismo di informazione e del rischio della concentrazione del potere mediatico;
9/4645/182.Bulgarelli, Lion, Zanella, Pecoraro Scanio, Boato, Cento, Cima.
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera b) del provvedimento si prevede che fra i
le soluzioni tecniche e di regolamentazione ad esempio individuate dal Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali costituito nell'ambito dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, recepite nella direttiva 216 del 2000 con il parere positivo della Commissione europea e del Ministero delle comunicazioni, individuano in un modello di decoder unico, con tecnologia accessibile e costi contenuti la base oggi commercialmente più rilevante rispetto allo sviluppo di decoder con moduli multi standard - in grado cioè di ricevere con lo stesso decoder la televisione digitale terrestre, via cavo e via satellite - che richiederebbero investimenti e presenterebbero attualmente costi elevati;
gli indirizzi normativi adottati negli altri Paesi europei hanno privilegiato profili minimi i cui obiettivi essenziali è stato rendere compatibili l'innovazione tecnologica con la difesa degli interessi dei consumatori, con il progressivo abbattimento delle barriere di accesso costituita, o percepita come tale dall'utente, del costo del ricevitore;
in relazione alla direttiva comunitaria 95/47 - alla base della regolamentazione in materia di accesso condizionato - tali criteri sono stati recepiti nella determinazione dei costi e delle tipologie di licenza dai diversi enti regolatori nazionali;
la definizione, dunque, di «prezzi accessibili» corrisponde, in termini effettivi di diffusione e competitività economica delle offerte di programmi e servizi interattivi, non soltanto alla presenza ma, sostanzialmente, all'acquisto dei decoder;
9/4645/183.Pecoraro Scanio, Lion, Bulgarelli, Zanella, Boato, Cento, Cima.
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;
9/4645/184.Titti De Simone.
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;
9/4645/185.Russo Spena.
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;
a dotare l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni degli adeguati strumenti per rilevare la reale diffusione dei decoder nella famiglie italiane;
che la reale diffusione sia elemento di giudizio sull'esistenza del pluralismo informativo come richiamato nelle sentente della Corte costituzionale in materia.
9/4645/186.Giordano.
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera c) del provvedimento si stabilisce che l'offerta delle reti digitali terrestri debba prevedere anche «programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche»;
nel corso delle audizioni sul disegno di legge A.C. 310 in materia di assetto radiotelevisivo, all'esame delta Camera dei deputati, il Presidente della Rai ha richiamato lo sviluppo del digitale terrestre come opportunità «di un reale ampliamento del pluralismo» ed ha affermato che, in questi termini, «offre alla Rai la possibilità di consolidare e rilanciare il suo ruolo di leadership nella produzione dei contenuti»;
le attuali offerte di programmi e contenuti, attraverso i multiplex accesi dalla concessionaria pubblica e da Mediaset, presentano forti profili di continuità con i programmi e contenuti trasmessi in analogico o in via satellitare;
in Europa, il digitale terrestre ha avuto effettivi livelli di crescita nei Paesi in cui si è affermata un'offerta di contenuti e di canali innovativi e di opportunità di uso interattivo - la cosiddetta «televisione free» - e non la riproposizione, attraverso un diverso mezzo trasmissivo, di modelli produttivi e contenuti già presenti sul mercato e nel sistema televisivo;
9/4645/187.Boato, Lion, Bulgarelli, Zanella, Pecoraro Scanio, Cento, Cima.
premesso che:
le motivazione per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;
9/4645/188.Grotto, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Pappaterra.
premesso che:
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la Comunicazione dovrà effettuare;
9/4645/189.Pappaterra, Villetti, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto.
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;
9/4645/190.Villetti, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Pappaterra.