Allegato A
Seduta n. 425 del 17/2/2004


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(A.C. 4645 - Sezione 5)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai fini del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili,


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è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:

impegna il Governo

a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore.
9/4645/1.Bogi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai finì del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili, è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:

impegna il Governo

a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore, nonché a riferire costantemente tali dati al Parlamento con apposite relazioni bimestrali.
9/4645/2.Agostini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la soluzione normativa prospettata non sembra sufficiente a determinare una disciplina puntuale che possa tempestivamente ricondurre a legalità la situazione del sistema radiotelevisivo;
elemento determinate ai fini del perseguimento delle condizioni perché il pluralismo informativo possa esplicarsi, stante la limitatezza delle frequenze disponibili, è rappresentato da una dettagliata e aggiornata conoscenza dell'uso delle radiofrequenze:

impegna il Governo

a procedere, per quanto di sua competenza, ad una tempestiva e particolareggiata verifica dei dati relativi all'uso ottimale delle radiofrequenze da parte di


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ciascun operatore, esplicitando quindi numero e qualità delle frequenze ridondanti detenute da ogni operatore, nonché a riferire costantemente tali dati al Parlamento con apposite relazioni quadrimestrali.
9/4645/3.Innocenti.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori.
9/4645/4.Panattoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori


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e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a ventimila euro lordi annui.
9/4645/5.Montecchi, Grignaffini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a 25.000 euro lordi annui.
9/4645/6.Calzolaio.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all' accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e


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comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a trentamila euro lordi annui.
9/4645/7.Magnolfi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, prevedendo modalità progressivamente decrescenti per i redditi maggiori e comunque riservando le suddette agevolazioni ai contribuenti con redditi inferiori a quarantamila euro lordi annui.
9/4645/8.Nicola Rossi, Giulietti.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno delle famiglie italiane per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale.
9/4645/9.Ruzzante.


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La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell' acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale, raggiungendo una soglia minima di famiglie pari ad almeno il 10 per cento.
9/4645/10.Adduce, Battaglia.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la diffusione su tutto il territorio nazionale, raggiungendo una soglia minima di famiglie pari ad almeno il 20 per cento.
9/4645/11.Benvenuto, Bielli.


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La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale.
9/4645/12.Bolognesi, Bonito.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente.
9/4645/13.Bova, Burlando.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale


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di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente, da determinare d'intesa con la Conferenza Stato-regioni.
9/4645/14.Cennamo, Cordoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;
a presentare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
9/4645/15.Crisci, Crucianelli.


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La Camera,
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;

a presentare una relazione trimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
9/4645/16.Labate, Leoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
elemento indispensabile per l'espletarsi del diritto all'accesso all'informazione per il tramite delle nuove tecnologie digitali, è la reale disponibilità di decoder sul mercato nazionale a prezzi accessibili, indicatori che il decreto non definisce puntualmente, lasciando spazi di indeterminatezza ingiustificati;
l'intervento dello Stato, per il sostegno finanziario dell'acquisto di detti dispositivi decodificatori, risulta indispensabile per consentire l'utilizzo della nuova tecnologia con gli apparecchi televisivi in disponibilità alle famiglie italiane e, pertanto, per rendere concreta la fruizione dell'auspicato ampliamento dell'informazione radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad adottare misure finanziarie di sostegno per l'acquisto di decoder, stanziando risorse economiche che rendano significativa la loro diffusione e garantendo una distribuzione omogenea di detti


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stanziamenti su tutto il territorio nazionale, in ragione della percentuale di popolazione residente;
a presentare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di erogazione delle suddette risorse e dello stato di diffusione dei decoder tra le famiglie.
9/4645/17.Lucidi, Lulli.

La Camera,
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo o della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini dì una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione in tecnica digitale della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005.
9/4645/18.Grignaffini, Montecchi.

La Camera,
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all' individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti,


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tali da ricomprendere almeno il settanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005;
a presentare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/19.Melandri, Minniti, Battaglia.

La Camera,
premesso che:
il decreto legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell' informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il lo gennaio 2005;
a presentare una relazione trimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/20.Ottone, Pennacchi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente relativamente all'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo parti significative del territorio nazionale e intere regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di


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diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione nazionale entro il 1o gennaio 2005;
a presentare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di diffusione della trasmissione in tecnica digitale terrestre sul territorio nazionale.
9/4645/21.Rava.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell' informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente per quanto concerne l'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo intere aree e regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione e tutti, capoluoghi di regione, entro il 1o gennaio 2005.
9/4645/22.Albonetti.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
la previsione della copertura di una popolazione nazionale pari alla soglia del 50 per cento, risulta difforme, in termini riduttivi, rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente per quanto concerne l'individuazione dei requisiti per la qualifica di operatore nazionale;
tale soglia di popolazione rischia di risultare non significativa ai fini di una reale garanzia di diffusione di valore nazionale, potendosi esplicare anche solo con riferimento a singole aree sovraregionali, escludendo intere aree e regioni:

impegna il Governo

ad individuare misure di sostegno finanziario per favorire un programma di diffusione della programmazione della concessionaria pubblica che raggiunga quote


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di popolazione sempre più crescenti, tali da ricomprendere almeno l'ottanta per cento della popolazione e tutti capoluoghi di provincia, entro il 1o gennaio 2005.
9/4645/23.Raffaldini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:

impegna il Governo

ad assumere iniziative per favorire occasioni di cooperazione culturale ed imprenditoriale a livello europeo o con i singoli Stati dell'Unione per la ideazione e la produzione di programmi televisivi volti specificamente ad i nuovi canali trasmessivi digitali.
9/4645/24.Giulietti, Nicola Rossi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:

impegna il Governo

ad assumere iniziative per favorire occasioni di cooperazione culturale ed imprenditoriale a livello europeo o con i singoli Stati dell'Unione per la ideazione e la produzione di programmi televisivi per i nuovi canali trasmessivi digitali, volti a valorizzare la cultura e la tradizione italiana ed europea.
9/4645/25.Sasso.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire


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la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
che tra i requisiti fattuali per l'accertamento dell'esistenza di una innovativa offerta di nuovi canali informativi sulla tecnologia digitale terrestre, lo stesso decreto indica la produzione di programmi originali:

impegna il Governo

a favorire, per quanto di sua competenza, l'ideazione e la realizzazione di una programmazione specifica volta al pubblico dei minori, nel rispetto dei principi e delle finalità del codice di autoregolamentazione Tv e minori approvato il 29 novembre 2002.
9/4645/26.Capitelli.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
lo stesso decreto prevede la possibilità che tale accertamento possa concludersi anche con un esito negativo e che pertanto si debbano adottare le misure per dare attuazione a quanto disposto nella nota giurisprudenza costituzionale;
nell'immediato, le suddette misure, possano produrre effetti sull'occupazione delle imprese interessate e che sui lavoratori non grava nessuna responsabilità circa la indebita ed illegittima situazione ormai consolidatasi da anni nel nostro sistema radiotelevisivo:

impegna il Governo

ad individuare e predisporre tempestivamente, d'intesa con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori del settore radiotelevisivo, le misure di ammortizzazione sociale e di integrazione salariale che si dovessero rivelare necessarie.
9/4645/27.Duca.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
condizione indispensabile per il conseguimento del nuovo assetto radiotelevisivo e per l'accesso di nuovi operatori, a cominciare dalla fase di sperimentazione, nel nuovo sistema trasmissione digitale, è rappresentata dalla possibilità di acquisire impianti e rami d'azienda;
tale possibilità risulta ora preclusa, essendo venuto a scadenza il termine all'uopo previsto dall'articolo 2-bis del decreto legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 20 marzo 2001, n. 66:


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impegna il Governo

ad adottare, tempestivamente - a cominciare dalla ripresa dell'esame del disegno di legge di riforma del sistema radiotelevisivo - le misure necessarie per riprendere tale delicatissima e imprenscindibile fase di riallocazione delle strutture e delle imprese nel nuovo sistema digitale.
9/4645/28.Mazzarello.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una pletora di impianti che deturpano il paesaggio e producono conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della collocazione degli impianti di diffusione e distribuzione del segnale sul territorio nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio.
9/4645/29.Vigni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento.
9/4645/30.Rognoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato


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nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree insulari.
9/4645/31.Rossiello, Quartiani.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree montane.
9/4645/32.Soda, Ranieri.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un


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elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree metropolitane.
9/4645/33.Spini, Rotundo.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Valle d'Aosta.
9/4645/34.Michele Ventura, Rugghia.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo


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la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Lombardia.
9/4645/35.Visco, Sabatini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Trentino-Alto Adige.
9/4645/36.Zani, Sandi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Veneto.
9/4645/37.Zanotti, Sandri.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale


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di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Friuli-Venezia Giulia.
9/4645/38.Abbondanzieri, Sciacca.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Liguria.
9/4645/39.Amici, Sedioli.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire


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la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Emilia-Romagna.
9/4645/40. Angioni, Sereni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Toscana.
9/4645/41.Roberto Barbieri, Siniscalchi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali


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proposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Umbria.
9/4645/42.Bellini, Stramaccioni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Marche.
9/4645/43.Bersani, Susini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Lazio.
9/4645/44.Bettini, Tidei.


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La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a dame immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Abruzzi.
9/4645/45.Borrelli, Tucci.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Molise.
9/4645/46. Buffo, Tolotti.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta


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a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Campania.
9/4645/47. Buglio, Trupia.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Puglia.
9/4645/48. Cabras, Caldarola.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto,


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il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Basilicata.
9/4645/49. Carboni, Carli.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Calabria.
9/4645/50. Cazzaro, Chianale.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisiva in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne


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immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aeree della regione Sicilia.
9/4645/51. Chiaromonte, Zunino.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aree della regione Sardegna.
9/4645/52. Chiti, Grandi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata e periodica informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con particolare riguardo alle aree della regione Piemonte.
9/4645/53. Cialente.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della


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concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con apposite relazioni da redigere ogni tre mesi.
9/4645/54. Coluccini, Turco.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
ai fini della effettiva ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale, il tema della qualità del segnale rappresenta un elemento dirimente per quanto attiene l'effettiva copertura del territorio e, pertanto, il reale riconoscimento del diritto all'accesso ad una pluralità di offerta informativa radiotelevisiva:

impegna il Governo

ad effettuare, per quanto di sua competenza - avvalendosi delle strutture ministeriali preposte - le necessarie verifiche ed ispezioni volte ad accertare che i segnali televisivi irradiati in tecnica digitale siano classificabili di qualità buona, secondo la codificazione vigente, e a darne immediata informazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Parlamento, con apposite relazioni da redigere ogni sei mesi.
9/4645/55. Dameri, Vianello.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;


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nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio; nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio.
9/4645/56.De Brasi, Zunino, Pennacchi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutèla del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva.
9/4645/57.De Luca.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al


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Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva.
9/4645/58.De Simone Alberta.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da alta densità abitativa.
9/4645/59.Di Serio D'Antona.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da alta densità abitativa.
9/4645/60.Filippeschi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di


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riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore ambientale.
9/4645/61.Finocchiaro.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore ambientale.
9/4645/62.Fluvi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire


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la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore paesaggistico.
9/4645/63.Folena.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione quadrimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo alle aree caratterizzate da riconosciuto valore paesaggistico.
9/4645/64.Fumagalli.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il


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paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Piemonte.
9/4645/65.Galeazzi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Valle d'Aosta.
9/4645/66.Gasperoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul


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territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Lombardia.
9/4645/67.Giacco.

La Camera,
premesso che:
il decreto logge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Trentino-Alto Adige.
9/4645/68.Grillini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Veneto.
9/4645/69.Guerzoni.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della


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concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Friuli-Venezia Giulia.
9/4645/70.Kessler.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Liguria.
9/4645/71.Lucà.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;


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nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Emilia-Romagna.
9/4645/72.Lulli.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Toscana.
9/4645/73.Lumia.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamentò della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti


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sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Umbria.
9/4645/74.Luongo, Mancini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Marche.
9/4645/75.Manzini, Maran.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Lazio.
9/4645/76.Paola Mariani, Raffaella Mariani.


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La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Abruzzi.
9/4645/77.Mariotti, Marone.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Molise.
9/4645/78.Martella, Maurandi.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta


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a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza dì una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Campania.
9/4645/79.Motta, Nannicini.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Puglia.
9/4645/80.Nieddu, Nigra.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il


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paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Basilicata.
9/4645/81. Oliverio, Olivieri.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Calabria.
9/4645/82. Petrella, Piglionica.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul


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territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Sicilia.
9/4645/83. Pinotti, Pisa.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in questione, emanato a seguito del messaggio presidenziale di rinvio al Parlamento della legge di riforma del sistema radiotelevisivo e della concomitante scadenza del termine indicato nella sentenza della Corte costituzionale per porre fine alla situazione di indebita concentrazione delle frequenze radiotelevisive e di conseguente limitazione del pluralismo nel sistema dell'informazione, prevede una procedura volta a verificare se le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali possano consentire la coesistenza di un numero crescente di operatori nazionali, superando l'ormai anacronistico duopolio italiano;
nel nuovo sistema di trasmissione radiotelevisiva offerto dall'avvento delle tecnologie digitali si profila la possibilità di un programma di razionalizzazione e risanamento del territorio dalla presenza di una miriade di impianti che deturpano il paesaggio e soprattutto rischiano di produrre conseguenze negative sulla salute delle popolazioni:

impegna il Governo

a favorire e sostenere iniziative di razionalizzazione della diffusione degli impianti sul territorio, nell'interesse prioritario della salvaguardia della salute delle popolazioni e della tutela del paesaggio, nonché ad inviare una relazione bimestrale al Parlamento sullo stato di distribuzione sul territorio degli impianti di trasmissione radiotelevisiva, con particolare riguardo al territorio della regione Sardegna.
9/4645/84. Pollastrini, Preda.

La Camera,
premesso che è in corso di esame presso le Commissioni riunite VII e IX della Camera, la proposta di legge per il riassetto del sistema radiotelevisivo, cosiddetta «legge Gasparri», nella quale sono state predisposte dal Governo le modalità e gli strumenti agevolativi al passaggio alla tecnica digitale;
considerato che l'evoluzione della tecnica dall'analogico al digitale aprirà il mercato ad una pluralità di nuovi operatori, nella finalità di creare le condizioni per un reale pluralismo informativo dei mezzi di comunicazione;
atteso che il settore radiofonico, capillarmente diffuso sul territorio e spesso connaturato ad una funzione di servizio pubblico, contribuisce in misura determinante ad arricchire tale pluralismo informativo, pur senza avere beneficiato fino ad oggi di particolari politiche agevolative;
visto che l'A.C. 4645, conversione in legge del decreto-legge n. 352 del 2003, all'esame dell'aula persegue la finalità, nell'attesa dell'approvazione della legge di riassetto del sistema radiotelevisivo, di verificare l'offerta effettivamente portata dal digitale terrestre sul mercato radiotelevisivo nazionale:

impegna il Governo

a prevedere sostegni, anche economici, in favore delle concessionarie private per la diffusione sonora in ambito nazionale, legati al raggiungimento di progressive aree di copertura della popolazione nazionale delle trasmissioni in tecnica digitale;
ad estendere le agevolazioni tariffarie in materia di servizi di comunicazione, già previste per le imprese radiofoniche di informazione, anche ai servizi per le diffusioni radiofoniche in tecnica DAB.
9/4645/85. Bianchi Clerici, Caparini, Gibelli.


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La Camera,
in sede di esame del disegno di legge AC 4645, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
l'articolo 21 della Costituzione che definisce e sancisce la libertà di espressione tramite la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione e considerato che per quanto attiene al sistema radiotelevisivo tali principi hanno trovato una specifica formazione con la legge n. 249 del 1997, che ha stabilito, allo scopo di garantire il principio del pluralismo informativo mediante la pluralità delle voci, dei precisi limiti antitrust atti a garantire una precisa conformazione competitiva del mercato radiotelevisivo;
tali norme sono finalizzate alla tutela della libertà di manifestazione del pensiero e riguardano la singola persona, le famiglie nonché direttamente la totalità della popolazione italiana; si tratta di elementi costitutivi e fondativi per il libero formarsi di un'opinione pubblica, un prerequisito per il delinearsi di una compiuta democrazia competitiva;
atteso che con il comma 3 dell'articolo 1 si deroga, pur se in un periodo transitorio, a tali principi costituzionali, e atteso che tale deroga e i successi provvedimenti in tale materia implicano degli effetti che incidono sull'articolo 21 della Costituzione;
tutto ciò, d'altro canto, è stato ampiamente riconosciuto dal Presidente della Repubblica, dalla Corte costituzionale e dallo stesso Presidente della Camera che ha ammesso su numerose votazioni il voto segreto, proprio in virtù del fatto che alcuni articoli con i relativi emendamenti andavano ad incidere direttamente sui valori e i principi direttamente tutelati dall'articolo 21 della Costituzione;
la deroga recata dal comma 3, dal provvedimento in oggetto rappresenta, se pure per un periodo transitorio, un vulnus grave che evidentemente non può scaturire da automatismi né può essere esercitata ad libitum, tra l'altro affidata a mera applicazione amministrativa;
si rende, pertanto, necessario che anzitutto direttamente il Governo e poi l'Autorità di garanzia «consentano» la deroga in un quadro di garanzie e di rigorosi indirizzi:

impegna il Governo

a far sì che i termini previsti dai commi 1 e 2 siano intesi assolutamente come perentori e non meramente ordinativi, proprio in considerazione che l'interesse primario da tutelarsi è quello previsto dall'articolo 21 della Costituzione senza limitazioni, eccezioni e deroghe;
a fare in modo che a dare il consenso alle emittenti, come previsto dal comma 3 del provvedimento in esame, provveda la competente autorità previa presentazione di una documentata e motivata domanda da parte delle emittenti interessate, nella quale vengano addotte le argomentazioni che giustifichino la richiesta di applicazione di una deroga rispetto a regole di tanto spessore costituzionale;
a consentire l'accesso alla deroga, di cui al comma 3, previa verifica dell'esistenza di determinate condizioni, che giustifichino così rilevante trasgressione dei principi e dei valori sanciti, conseguenti ad un monitoraggio di eventuali abusi di posizioni dominanti, di disponibilità a predisporre i percorsi di adeguamento alla legge 249 del 1997 e di collaborazione nella effettuazione dei controlli idonei a contenere entro limiti di tollerabilità comportamenti distorsivi rispetto alla tutela del pluralismo informativo.
9/4645/86. Boccia, Reduzzi.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che, il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Lazio.
9/4645/87. Ciani, Pasetto.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che, il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente il 60 per cento della popolazione della regione Toscana.
9/4645/88. Bimbi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricettività da parte del pubblico di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche purché diretti ad un reale ampliamento del pluralismo informativo e culturale.
9/4645/89. Merlo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri


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precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bolzano.
9/4645/90. Bressa.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Roma.
9/4645/91. Pasetto.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Milano.
9/4645/92. Santino Adamo Loddo, Frigato.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Torino.
9/4645/93. Morgando.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Genova.
9/4645/94. Rusconi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del


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digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Venezia.
9/4645/95. Bindi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bologna.
9/4645/96. Papini.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che:
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Trieste.
9/4645/97. Tonino Loddo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Firenze.
9/4645/98. Pistelli.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Ancona.
9/4645/99. Gerardo Bianco.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, considerato che;
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertate l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria:

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di L'Aquila.
9/4645/100. Marini.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Campobasso.
9/4645/101.Fusillo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Napoli.
9/4645/102.Tuccillo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Marche.
9/4645/103.Giovanni Bianchi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,


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impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Umbria.
9/4645/104.Frigato.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Emilia Romagna.
9/4645/105.Santagata.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Liguria.
9/4645/106.Bottino.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Veneto.
9/4645/107.Stradiotto.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Lombardia.
9/4645/108.Delbono.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Piemonte.
9/4645/109.Vernetti.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Valle d'Aosta.
9/4645/110.Marcora.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Friuli-Venezia Giulia.
9/4645/111.Rosato.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Trento.
9/4645/112.Mattarella.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il settore televisivo, come tutti i settori della comunicazione e della multimedialità, sarà interessato da forti e costanti riorganizzazioni produttive;


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oggi questo settore non dispone dileggi di tutela che garantiscono ammortizzatori sociali adeguati, né per le aziende pubbliche ne per le aziende private;
il rallentamento generalizzato degli introiti pubblicitari lascia prevedere la possibilità di forti riorganizzazioni produttive e dell'organizzazione del lavoro, con possibili conseguenze negative per la tenuta complessiva dell'occupazione;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che consente la cessione di rami di azienda della RAI;
in tale proposta di legge è possibile inserire forme di tutela dei lavoratori in grado di garantire che prima di ogni cessione sia previsto un confronto fra le parti sociali e che comunque tale cessione venga fatta nel rispetto delle condizioni sindacali esistenti e nel rispetto della sfera di applicazione del contratto di settore;

impegna il Governo

a prevedere meccanismi che garantiscano adeguati ammortizzatori sociali nei settori produttivi della comunicazione, nonché sufficienti garanzie per i lavoratori in caso di cessione di azienda da parte della RAI.
9/4645/113.Reduzzi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, fa seguito al rinvio alle Camere della cosiddetta «legge Gasparri» (A.C. 31 0-D), disposto dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, con messaggio motivato del 15 dicembre 2003;
secondo il messaggio presidenziale, per poter considerare realizzate le condizioni in grado di giustificare il superamento del termine del 31 dicembre 2003 «deve necessariamente ricorrere la condizione che sia intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo» derivante dall'espansione della tecnica di trasmissione digitale terrestre;
la concorrenza è un presupposto essenziale dello stesso pluralismo;
dai dati dell'Autorità per la concorrenza e per il mercato si nota invece che il mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo è caratterizzato dal più elevato livello di concentrazione in Europa. A fine 2001, la quota dei primi due operatori televisivi nazionali, espressa in termini di audience share 2001, era pari a circa il 90 per cento, a fronte del 74 per cento in Francia, del 66 per cento in Germania, del 65 per cento in Gran Bretagna e del 54 per cento in Spagna;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, tra le altre cose, dispone norme per le emittenti locali;

impegna il Governo

ad attivarsi affinché le emittenti locali possano ricevere forme di contribuzioni tali da assicurarne uno sviluppo in grado di contribuire in maniera sostanziale all'abbattimento del tasso di concentrazione televisivo nazionale del mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo.
9/4645/114.Pinza.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E)


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e che in tale proposta di legge vengono individuati i principi che dovrebbero essere posti a garanzia degli utenti del sistema radiotelevisivo, salvaguardando valori e diritti fondamentali dei singoli cittadini;

impegna il Governo

ad attivarsi e a favorire l'adozione di un codice di autoregolamentazione delle trasmissioni pubblicitarie e di televendita, redatto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d'intesa con l'autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Autorità garante per il trattamento dei dati personali, sentite le associazione dei consumatori e utenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese.
9/4645/115.Rutelli.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella riunione del 29 maggio 2003, ha deliberato l'avvio di un'indagine conoscitiva relativa al settore della televisione.
Il mercato italiano della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo è caratterizzato dal più elevato livello di concentrazione in Europa. A fine 2001, la quota dei primi due operatori televisivi nazionali, espressa in termini di audience share 2001, era pari a circa il 90 per cento, a fronte del 74 per cento in Francia, del 66 per cento in Germania, del 65 per cento in Gran Bretagna e del 54 per cento in Spagna. In particolare, in questi ultimi dieci anni si è andata consolidando una struttura di mercato duopolistica, in cui la presenza di elevate barriere all'ingresso ha sostanzialmente limitato, se non impedito, il dispiegarsi di una pressione concorrenziale che conducesse ad un esito di mercato meno squilibrato.
In tale contesto di mercato, il passaggio delle trasmissioni televisive terrestri dallo standard analogico a quello digitale, previsto per il 2006 dalla legge n. 66/01, costituisce un'opportunità per assicurare una maggiore apertura del settore televisivo, in quanto, a parità di risorse frequenziali, consentirà un incremento della quantità di canali disponibili, aumentando in tal modo il numero di fornitori di contenuti televisivi (ossia di eminenti).

impegna il Governo

ad attivarsi affinché ai risultati dell'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato seguano interventi finanziari e regolamentari in grado di ridurre sostanzialmente il tasso di concentrazione televisivo e di portarlo almeno al livello medio europeo.
9/4645/116.Maccanico.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;


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è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della diffusione del digitale terrestre l'effettiva offerta al pubblico su tali reti di programmi informativi e telegiornali diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche.
9/4645/117.Parisi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricezione da parte del pubblico, tramite tali reti, di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche e che comunque non devono essere inferiori al 20 per cento dei programmi trasmessi dall'intero sistema televisivo.
9/4645/118.Mosella.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,


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impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la presenza su tali reti di una percentuale di messaggi pubblicitari non inferiore al 15 per cento del totale dei messaggi del mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo.
9/4645/119.Milana.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (A.C. 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre il tasso di concentrazione televisivo nazionale, calcolato come la somma tra le quote di mercato, in termini di audience annuale, dei primi due gruppi televisivi, che deve comunque essere almeno pari al tasso di concentrazione medio europeo.
9/4645/120.Micheli.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Potenza.
9/4645/121.Lettieri.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Catanzaro.
9/4645/122.Franceschini.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Bari.
9/4645/123.Sinisi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Palermo.
9/4645/124.Piscitello.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Cagliari.
9/4645/125.Ladu.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Salerno.
9/4645/126.Iannuzzi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,


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il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Matera.
9/4645/127.Rocchi.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Catania.
9/4645/128.Burtone.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Avellino.
9/4645/129.Annunziata.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Viterbo.
9/4645/130.Fioroni, Boccia.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Belluno.
9/4645/131.Fistarol.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Padova.
9/4645/132.Duilio.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Arezzo.
9/4645/133.Fanfani.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Ascoli Piceno.
9/4645/134.Ruggieri.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Brindisi.
9/4645/135.Carbonella.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del


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digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Mantova.
9/4645/136.Ruggeri.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di La Spezia.
9/4645/137.Banti.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Caserta.
9/4645/138.Squeglia.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Reggio Calabria.
9/4645/139.Meduri.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Enna.
9/4645/140.Enzo Bianco.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Nuoro.
9/4645/141. Realacci, Colasio, Santino Adamo Loddo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della provincia di Latina.
9/4645/142. Giachetti.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricettività da parte del pubblico anche di programmi diversi da quélli diffusi dalle reti analogiche.
9/4645/143. Letta.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il


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compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il numero di decoder venduto sia almeno pari al 20 per cento del numero degli abbonati RAI.
9/4645/144. Gentiloni Silveri.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il numero di decoder installato sia almeno pari al 30 per cento del numero degli abbonati RAI.
9/4645/145. Gambale.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;


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è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione cosi come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre una reale ricezione da parte del pubblico di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche.
9/4645/146. De Mita.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione cosi come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la presenza sul mercato nazionale di decoder a prezzi accessibili per la media della popolazione secondo i dati ufficiali ISTAT.
9/4645/147. Carra.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del


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digitale terrestre la diffusione, in almeno il 60 per cento delle famiglie italiane, di ricevitori-decodificatori idonei a consentire la ricezione dei segnali radiotelevisivi in tecnica digitale da satellite o via cavo anche in fibra ottica e la conseguente interattività.
9/4645/148. Colasio.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che il prezzo unitario dei decoder sia accessibile e, comunque, non superiore del 20 per cento rispetto al canone annuale di abbonamento alle radiodiffusioni.
9/4645/149. Cardinale.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la quota di popolazione effettivamente in possesso di un decoder.
9/4645/150. Castagnetti.


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La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre i programmi irradiati dalle reti digitali terrestri per una quota pari ad almeno l'80 per cento.
9/4645/151. Tanoni.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;
la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre la quota di popolazione effettivamente raggiunta dalle nuove reti digitali terrestri in modo tale da comprendere almeno l'80 per cento della popolazione.
9/4645/152. Monaco.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi l'istruttoria, in modo tale da non permettere di verificare se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo;


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la mancanza di chiari parametri rende complicato all'Autorità la formulazione di proposte di interventi diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai medesimi;
è ancora in discussione la proposta di legge di «Riassetto del sistema radiotelevisivo» (AC 310-E) che, con adeguate modifiche, può agevolare i lavori dell'Autorità competente e pertanto contribuire alla costruzione del pluralismo nel settore dell'informazione, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 466 del 2002,

impegna il Governo

a considerare la possibilità di inserire tra i parametri della effettiva diffusione del digitale terrestre che la quota del territorio nazionale raggiunto sia almeno pari all'80 per cento della popolazione e che sia comprensiva di tutti i capoluoghi di provincia.
9/4645/153. Lusetti.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Sicilia.
9/4645/154. Camo.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Sardegna.
9/4645/155. Soro.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Calabria.
9/4645/156. Loiero.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,


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il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Puglia.
9/4645/157. Volpini.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito dì accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Campania.
9/4645/158. Villari.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Basilicata.
9/4645/159. Molinari.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Molise.
9/4645/160. Ruta.

La Camera,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352,
considerato che,
il decreto-legge affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di accertare l'effettivo avvio del digitale terrestre senza stabilire parametri precisi sui quali dovrà basarsi tale istruttoria,

impegna il Governo

ad operare affinché nella quota di popolazione raggiunta dal digitale terrestre sia presente almeno il 60 per cento della popolazione della regione Abruzzo.
9/4645/161.Mantini.


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La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,

impegna il Governo

a recepire pienamente i rilievi espressi dal Capo dello Stato nel messaggio di rinvio alle Camere della legge concernente il riassetto del sistema radiotelevisivo in ordine all'effettivo «arricchimento del pluralismo televisivo» che deve essere considerato condizione necessaria cui l'Autorità per le garanzie dovrà fare riferimento in ordine alla definitiva cessazione dei regime transitorio previsto dalla presente legge.
9/4645/162.Rizzo, Sgobio, Bellillo.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,

impegna il Governo

a recepire in maniera compiuta i rilievi espressi dal Capo dello Stato nel messaggio di trasmissione alle Camere della legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo in ordine all'effettiva realizzazione dei pluralismo televisivo, accertando che la quota di popolazione pari al 50 per cento, prevista dalla presente legge, si riferisca alla popolazione effettivamente raggiunta dalle previste nuove reti digitali terrestri al fine di definire in maniera certa la porzione di cittadini che usufruisce del servizio in oggetto.
9/4645/163.Diliberto, Rizzo, Pistone, Maura Cossutta.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,
premesso che:
la legge 249 del 1997, definisce «nazionale» una rete televisiva che copra l'80 per cento del territorio nazionale, e che dunque sia in grado di raggiungere almeno il 90 per cento della popolazione italiana,

impegna il Governo

a prevedere, in sede di applicazione della legge, che la quota di popolazione effettivamente raggiunta dalle reti digitali terrestri sia analoga a quanto previsto dalla suddetta legge.
9/4645/164.Armando Cossutta, Rizzo, Sgobio.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge 352/2003,

impegna il Governo

a recepire in maniera compiuta i rilievi espressi in sede di esame del presente decreto del presidente dell'Autorità per le garanzie per le comunicazioni in ordine alla determinazione di criteri certi cui l'Autorità debba attenersi in sede di verifica prevista dalla presente legge, considerando la presenza effettiva sul mercato di decoder a prezzi accessibili al fine di favorire la loro massima diffusione tra la popolazione italiana.
9/4645/165.Pistone, Maura Cossutta, Bellillo, Rizzo.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a prevedere che i programmi effettivamente offerti al pubblico siano irradiati anche da soggetti diversi da quelli che diffondono programmi su reti analogiche.
9/4645/166.Bellillo, Sgobio, Pistone.


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La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a prevedere che i programmi effettivamente trasmessi su tecnica digitale terrestre dallo stesso soggetto avente concessione analogiche siano anche diversi da quelli trasmessi dallo stesso sulle frequenze analogiche.
9/4645/167.Sgobio, Maura Cossutta, Pistone.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a prevedere che nelle trasmissioni irradiate tramite tecnica digitale terrestre da parte di soggetti operanti su rete nazionale analogica sia consentito l'accesso facilitato, anche per brevi periodi a fornitore di contenuti diversi dal soggetto detentore della concessione.
9/4645/168.Nesi, Rizzo.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a garantire che il tasso di concentrazione televisivo nazionale, calcolato come la somma tra le quote di mercato, in termini di audience annuale, dei primi due gruppi televisivi, deve comunque essere almeno pari al tasso di concentrazione medio europeo.
9/4645/169.Vertone, Armando Cossutta, Pistone.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a prevedere che almeno il 60 per cento delle famiglie italiane disponga di ricevitori-decodificatori idonei a consentire la ricezione dei segnali radiotelevisivi in tecnica digitale da satellite o via cavo anche in fibra ottica e la conseguente interattività.
9/4645/170.Maura Cossutta, Rizzo, Sgobio.

La Camera,
in sede di conversione del decreto-legge n. 352 del 2003,

impegna il Governo

a vigilare che il numero del decoder installato sia almeno pari al 30 per cento del numero degli abbonati RAI.
9/4645/171.Franci, Rizzo, Sgobio.

La Camera,
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera b) del provvedimento si prevede che fra i criteri che debbano quantificare la «complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri» sia compito dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni accertare «la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili»;
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio, dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed


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indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la comunicazione dovrà effettuare;

impegna il Governo

a stabilire con più chiarezza la definizione di prezzi accessibili, tenuto conto delle riconosciute difficoltà economiche che stanno attraversando le famiglie italiane in merito all'aumento complessivo del costo della vita.
9/4645/172.Albertini, Boselli, Buemi, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.

La Camera,
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera c) del provvedimento si stabilisce che l'offerta delle reti digitali terrestri debba prevedere anche «programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche»;
lo sviluppo del digitale terrestre è correlato ad una produzione di programmi, di contenuti, di servizi interattivi, del tutto innovativi rispetto al sistema analogico;
il quadro normativo comunitario e le conclusioni dei diversi consigli europei in ordine al sistema dell'informazione ed allo sviluppo delle diverse tecnologie hanno ritenuto essenziale tutelare, nella definizione delle regole, e promuovere, nelle linee di indirizzo adottate e nei programmi di ricerca finanziati, contenuti digitali di elevata qualità;

impegna il Governo

a operare in conformità ai principi ed alle linee di indirizzo comunitarie, promuovendo ogni opportuna sinergia e iniziativa dl cooperazione fra i diversi paesi membri, in particolare ai fini della competitività dell'industria europea dei contenuti nell'era digitale.
9/4645/173.Di Gioia, Albertini, Boselli, Buemi, Ceremigna, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.

La Camera,
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;

impegna il Governo

a definire con chiarezza, qualora non si verifichino le condizioni previste dal comma i lettera a), b) e c) dell'articolo 1, i tempi e le misure dirette a imporre alle reti private eccedenti di trasferirsi sul satellite, restituendo allo Stato le frequenze analogiche abusivamente occupate.
9/4645/174.Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.


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La Camera,
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;

impegna il Governo

a stabilire il limite certo, in ordine di tempo, entro il quale l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dovrà adottare i provvedimenti indicati dal comma 7 dell'articolo 2 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
9/4645/175.Boselli, Albertini, Buemi, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.

La Camera,
premesso che:
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la comunicazione dovrà effettuare;

impegna il Governo

a stabilire con chiarezza la percentuale di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche e satellitari che il pubblico dovrà ricevere dalle reti digitali alla data del 30 aprile 2004.
9/4645/176.Ceremigna, Albertini, Boselli, Buemi, Di Gioia, Grotto, Intini, Pappaterra, Villetti.

La Camera,
premesso che:
le motivazione per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva dì definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto-legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;


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impegna il Governo

a definire con chiarezza i provvedimenti e i tempi necessari, qualora non siano rispettate le condizioni previste dall'articolo 1 comma 1 lettere a), b) e c) del presente decreto, per il rispetto di quanto disposto dalla Corte costituzionale n. 466 del 2002.
9/4645/177.Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Pappaterra, Villetti.

La Camera,
premesso che:
il presidente dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, Cheli, al pari di altri soggetti istituzionali o operatori di mercato, ha affermato come lo sviluppo del sistema del digitale terrestre debba necessariamente determinare un nuovo modello dl regolazione, fondato essenzialmente sulla tutela della libera concorrenza tra gli operatori di rete e il diritto di accesso alle reti per chi produce contenuti;
secondo l'Autorità di garanzia la transizione e lo sviluppo del digitale terrestre richiedono necessariamente interventi regolatori differenziati a livello nazionale, flessibili nelle loro modalità, nel contempo fortemente coordinati e connessi agli indirizzi generali espressi in sede comunitaria;
in Italia, ciò impone elevate responsabilità in ordine al rapporto fra principi del mercato che regolano le telecomunicazioni e principi del servizio pubblico che ispirano il sistema radiotelevisivo;

impegna il Governo

a recepire gli indirizzi e le direttive comunitarie e in particolare ad operare - con riferimento al contratto di servizio - affinché sia pienamente ed effettivamente sostenuto il ruolo del servizio pubblico.
9/4645/178.Cento, Cima, Lion, Pecoraro Scanio, Zanella, Boato, Bulgarelli.

La Camera,
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione dei regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
la programmazione televisiva prevede numerose interruzioni pubblicitarie anche delle opere dell'ingegno come le pellicole cinematografiche d'autore;
l'incerto confine tra la promozione di un prodotto commerciale e il contenuto artistico e culturale di un'opera appare di dubbio gusto e rischia di compromettere il valore dell'opera stessa;
il combinato disposto della nuova legge sull'assetto radiotelevisivo e del provvedimento attualmente all'esame rischia - oltre a mettere in discussione i valori del pluralismo dell'informazione - di svilire tutta la produzione artistica di qualità, troppo spesso banalizzata e ridicolizzata dalla forzata convivenza con operazioni commerciali legittime, ma quantomeno inopportune;
l'utente televisivo sprovvisto di sufficiente capacità critica - in particolare i minori - rischia di subirne le conseguenze più preoccupanti;

impegna il Governo:

a ipotizzare il varo di un provvedimento che segni un confine netto tra la fruizione dell'opera cinematografica o dello spettacolo televisivo e i messaggi pubblicitari, valutando l'opportunità di proibire le cosiddette «telepromozioni» che rappresentano un'inaccettabile ed ambigua forma di promiscuità tra intrattenimento e propaganda pubblicitaria.
9/4645/179.Mazzuca Poggiolini, Cima, Bulgarelli, Boato, Pecoraro Scanio, Cento, Lion, Zanella.


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La Camera,
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera a) del provvedimento, fra gli obiettivi sottoposti all'esame dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, si stabilisce che la quota di popolazione che deve essere «coperta dalle nuove reti digitali terrestri» non debba essere inferiore al 50 per cento;
tale riferimento non necessariamente può garantire una diffusione omogenea sul territorio nazionale;
ai fini di una corretta valutazione dell'Autorità dl garanzia, sia in relazione alle leggi vigenti che alle direttive comunitarie in materia, occorra far riferimento ad effettive condizioni di sviluppo delle trasmissioni in tecnica digitale e dunque di fruizione del programmi da parte degli utenti;
all'articolo 3, comma 5, della legge n. 249 del 1997, quali requisiti essenziali alle concessioni relative alle emittenti radiotelevisive in ambito nazionale si prevede «l'irradiazione del segnale in un'area geografica che comprenda almeno l'80 per cento del territorio»;
in un sistema televisivo in cui lo sviluppo delle reti digitali terrestri sia in termini di mercato adeguati, anche rispetto ad altre modalità dl trasmissione di programmi e di servizi interattivi tramite tecnologia digitale, come la tv via cavo o di tv digitale via Adsl, è necessario acquisire livelli di diffusione non inferiori a quanto previsto per le concessioni nazionali delle reti in analogico;

impegna il Governo

ad adottare le iniziative necessarie a consentire che la quota di popolazione in grado dl essere raggiunta dalle reti digitali terrestri corrisponda a livelli di diffusione non inferiori a quanto previsto per le concessioni nazionali delle reti in analogico e in modo omogeneo sul territorio nazionale.
9/4645/180.Zanella, Boato, Bulgarelli, Cento, Cima, Lion, Pecoraro Scanio.

La Camera,
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
ritiene importante dare attuazione reale ai valori della libera manifestazione del pensiero e del pluralismo nell'informazione sanciti dalla Costituzione, anche con un'effettiva e concreta possibilità di libera iniziativa senza vincoli inutili alla possibilità di trasmettere per le piccole televisioni;
una serie di piccole emittenti, cosiddette «di strada», da tempo trasmette, pur in assenza di concessione, su frequenze assegnate formalmente ad altre emittenti, ma inutilizzate e inutilizzabili da parte delle concessionarie, svolgendo comunque un ruolo sociale, culturale e civico importante senza ledere di fatto diritti altrui, e soprattutto senza alcun fine economico,

impegna il Governo

a consentire, in via provvisoria, alle emittenti di strada di continuare a trasmettere nei cosiddetti coni d'ombra, con l'obbligo di non disturbare in alcun modo le frequenze utilizzate dai concessionari originali;
a disporre, al momento della stesura del codice della radiotelevisione, strumenti atti a garantire, per quelle realtà sociali senza fini di lucro, la possibilità di utilizzare i coni d'ombra delle frequenze concesse, nel rispetto anche formale della normativa.
9/4645/181.Lion, Bulgarelli, Zanella, Pecoraro Scanio, Boato, Cento, Cima.


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La Camera,
in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 352, recante disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249;
premesso che:
il 20 novembre 2002 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla concentrazione nel mezzi di informazione nella quale afferma la necessità di creare un mercato europeo dei media per far fronte a una crescente disparità tra le regolamentazioni nazionali e salvaguardare la libertà e il pluralismo dell'informazione;
in tema di pluralismo dell'informazione, il 4 settembre 2003, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sui diritti umani nel mondo nel 2002 e la politica dell'Unione europea in materia di diritti umani e, al punto 37 di tale risoluzione, il Parlamento europeo deplora che nell'Unione europea il problema della concentrazione del potere mediatico nelle mani di alcuni gruppi non abbia ancora trovato una soluzione legislativa;
il Parlamento europeo ha in più circostanze espresso la propria preoccupazione relativamente ai fatto che in Italia permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto di interessi;
il 4 dicembre 2003, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in relazione alla comunicazione della Commissione sulla politica globale dell'UE contro la corruzione; il Parlamento europeo ritiene che il pluralismo dei mezzi di comunicazione e la libertà di informazione siano fattori essenziali di una efficace strategia anticorruzione, sia a livello nazionale sia a livello europeo, ed esorta pertanto la Commissione a verificare che tali principi, ripresi anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal progetto di Costituzione europea, siano correttamente rispettati dagli Stati membri;
il 4 dicembre 2003 la Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo è stata autorizzata dalla Conferenza dei Presidenti, ad elaborare una relazione di iniziativa «sui rischi di violazione delle libertà fondamentali nell'Unione europea e in particolare in Italia, in materia di libertà d'espressione e d'informazione come definita in particolare dall'articolo 11, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea»;
il problema del pluralismo dei media in Italia è oggetto di specifiche considerazioni anche nel progetto di relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea nei 2003, presentato il 15 gennaio 2003 e attualmente in discussione presso la Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni;
il provvedimento in esame conferma le preoccupazioni espresse in sede comunitaria in materia di mancanza di pluralismo di informazione e del rischio della concentrazione del potere mediatico;

impegna il Governo

a tenere conto di quanto emergerà dalle relazioni della Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni dei Parlamento europeo e a valutare l'opportunità di rivedere l'intero impianto normativo sull'assetto radiotelevisivo sulla base delle reali esigenze di pluralismo dell'informazione.
9/4645/182.Bulgarelli, Lion, Zanella, Pecoraro Scanio, Boato, Cento, Cima.

La Camera,
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera b) del provvedimento si prevede che fra i


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criteri che debbano qualificare la «complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri» sia compito dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni accertare «la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili»;
le soluzioni tecniche e di regolamentazione ad esempio individuate dal Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali costituito nell'ambito dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, recepite nella direttiva 216 del 2000 con il parere positivo della Commissione europea e del Ministero delle comunicazioni, individuano in un modello di decoder unico, con tecnologia accessibile e costi contenuti la base oggi commercialmente più rilevante rispetto allo sviluppo di decoder con moduli multi standard - in grado cioè di ricevere con lo stesso decoder la televisione digitale terrestre, via cavo e via satellite - che richiederebbero investimenti e presenterebbero attualmente costi elevati;
gli indirizzi normativi adottati negli altri Paesi europei hanno privilegiato profili minimi i cui obiettivi essenziali è stato rendere compatibili l'innovazione tecnologica con la difesa degli interessi dei consumatori, con il progressivo abbattimento delle barriere di accesso costituita, o percepita come tale dall'utente, del costo del ricevitore;
in relazione alla direttiva comunitaria 95/47 - alla base della regolamentazione in materia di accesso condizionato - tali criteri sono stati recepiti nella determinazione dei costi e delle tipologie di licenza dai diversi enti regolatori nazionali;
la definizione, dunque, di «prezzi accessibili» corrisponde, in termini effettivi di diffusione e competitività economica delle offerte di programmi e servizi interattivi, non soltanto alla presenza ma, sostanzialmente, all'acquisto dei decoder;

impegna il Governo

a favorire le condizioni necessarie ad una effettiva diffusione fra gli utenti dei decoder per la ricezione del segnale digitale, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
9/4645/183.Pecoraro Scanio, Lion, Bulgarelli, Zanella, Boato, Cento, Cima.

La Camera,
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;

impegna il Governo

a far sì che in sede europea siano defluiti quanto prima gli standard tecnologici dei decoder da adottare nei Paesi della Unione Europea.
9/4645/184.Titti De Simone.


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La Camera,
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;

impegna il Governo

a dotare l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni degli adeguati strumenti per rilevare la reale diffusione dei decoder nella famiglie italiane.
9/4645/185.Russo Spena.

La Camera,
considerato che:
la legge «Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI - radio televisione italiana Spa nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione» approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica in data 2 dicembre 2003;
tenuto conto che
in data 15 dicembre 2003 il Presidente della Repubblica ha chiesto alle Camere, con messaggio motivato, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla predetta legge;
rilevato che:
nelle considerazioni espresse dalla Corte costituzionale con sentenza 466/2002 è fondamentale perché siano rispettati i princìpi di democrazia nel settore delle comunicazioni che sia necessariamente intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante dalla diffusione delle trasmissioni in digitale terrestre;

impegna il Governo

a dotare l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni degli adeguati strumenti per rilevare la reale diffusione dei decoder nella famiglie italiane;
che la reale diffusione sia elemento di giudizio sull'esistenza del pluralismo informativo come richiamato nelle sentente della Corte costituzionale in materia.
9/4645/186.Giordano.

La Camera,
premesso che:
all'articolo 1, comma 1, lettera c) del provvedimento si stabilisce che l'offerta delle reti digitali terrestri debba prevedere anche «programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche»;
nel corso delle audizioni sul disegno di legge A.C. 310 in materia di assetto radiotelevisivo, all'esame delta Camera dei deputati, il Presidente della Rai ha richiamato lo sviluppo del digitale terrestre come opportunità «di un reale ampliamento del pluralismo» ed ha affermato che, in questi termini, «offre alla Rai la possibilità di consolidare e rilanciare il suo ruolo di leadership nella produzione dei contenuti»;


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le attuali offerte di programmi e contenuti, attraverso i multiplex accesi dalla concessionaria pubblica e da Mediaset, presentano forti profili di continuità con i programmi e contenuti trasmessi in analogico o in via satellitare;
in Europa, il digitale terrestre ha avuto effettivi livelli di crescita nei Paesi in cui si è affermata un'offerta di contenuti e di canali innovativi e di opportunità di uso interattivo - la cosiddetta «televisione free» - e non la riproposizione, attraverso un diverso mezzo trasmissivo, di modelli produttivi e contenuti già presenti sul mercato e nel sistema televisivo;

impegna il Governo

ad operare affinché sia adottato un quadro organico, sotto il profilo normativo e giuridico, in grado di assicurare condizioni certe agli operatori e dunque tali da favorire le azioni necessarie alla sperimentazione e all'offerta di canali e contenuti innovativi ed all'accesso, nel digitale terrestre, di nuovi soggetti rispetto al sistema analogico.
9/4645/187.Boato, Lion, Bulgarelli, Zanella, Pecoraro Scanio, Cento, Cima.

La Camera,
premesso che:
le motivazione per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;

impegna il Governo

a stabilire con chiarezza una percentuale di previsione di presenza di decoder che sia pari perlomeno al 30 per cento di quello degli abbonati alla RAI.
9/4645/188.Grotto, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Pappaterra.

La Camera,
premesso che:
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in ordine alla definitiva cessazione del regime transitorio dovrà accertare l'effettivo arricchimento del pluralismo televisivo;
è necessario per il legislatore definire con chiarezza parametri oggettivi ed indicatori empirici per la verifica che l'Autorità garante per la Comunicazione dovrà effettuare;

impegna il Governo

a stabilire, data la necessità di raggiungere un effettivo pluralismo, alla data del 30


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aprile 2004 che gli utenti dovranno ricevere programmi diversi da quelli attualmente ricevuti sui canali analogici.
9/4645/189.Pappaterra, Villetti, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto.

La Camera,
premesso che:
le motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, con messaggio motivato, il progetto di legge in materia di riassetto del sistema radiotelevisivo tenevano conto dei contenuti della sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale in particolare nella parte in cui si chiedeva di definire in modo certo e improrogabile il momento della cessazione del cosiddetto regime transitorio;
sia nel rinvio al Parlamento del testo in oggetto che nel messaggio inviato nel luglio 2002 alle Camere, da parte del Presidente della Repubblica, si faceva esplicito riferimento alla necessità di raggiungere un effettivo pluralismo nell'informazione;
è necessario, a questo scopo, superare l'attuale anomalia italiana, consistente nella cristallizzazione del duopolio Rai-Mediaset;
è indispensabile, per il raggiungimento di una compiuta democrazia liberale, realizzare in materia di pluralismo quanto previsto dall'articolo 21 della Costituzione;
il presente decreto legge impegna l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 2004, a svolgere un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi in digitale terrestre;

impegna il Governo

a stabilire con chiarezza una percentuale di previsione di presenza di decoder che sia pari perlomeno al 20 per cento di quello degli abbonati alla RAI.
9/4645/190.Villetti, Intini, Buemi, Albertini, Boselli, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Pappaterra.