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PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, la ringrazio, ma sappia che non sono solo: non solo i ventinove colleghi che hanno sottoscritto l'interpellanza in esame, ma anche alcune decine di migliaia di cittadini lucani e l'intera regione Basilicata come istituzione sono interessati direttamente a questo provvedimento.
PRESIDENTE. Conosceva anche l'italiano, uno dei pochi a quell'epoca!
MARIO LETTIERI. Conosceva l'italiano e sapeva essere tanto moderno da prefigurare, con le succitate Costitutiones, le basi di uno Stato moderno, che può definirsi tale soltanto se riesce a tutelare ed a conciliare i vari interessi, tra cui quello della salute e della tutela dell'ambiente, che riguardano, in questo caso una parte notevole della collettività lucana.
non della famosa piccola variante proposta dalla società Terna, ma della grande variante (la differenza tra la piccola e la grande sarebbe di appena 8 chilometri).
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le attività produttive, onorevole Dell'Elce, ha facoltà di
GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. In occasione della discussione di altra interpellanza urgente dell'onorevole Lettieri sul medesimo argomento, il 16 ottobre dello scorso anno, si avuto modo, in quest'aula, di illustrare le attività svolte dalle amministrazioni competenti per il completamento della linea nel tratto di circa 7 chilometri che interessa le aree dei comuni di Rapolla, Melfi e Barile, fino alla convocazione della Conferenza di servizi del 20 ottobre 2003.
in esercizio; all'attivazione contemporanea da parte di Terna Spa delle procedure per la realizzazione di una soluzione alternativa per il tracciato dell'elettrodotto, cioè una variante al tracciato di circa 20 chilometri, che avrebbe dovuto portare la linea elettrica al di fuori delle zone urbanizzate dei comuni interessati.
PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di replicare.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, mi dichiaro del tutto insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo e mi auguro ardentemente che il Presidente della Repubblica non firmi questo decreto, perché ciò rappresenterebbe un atto scellerato e tale da avallare la politica che questo Governo sta portando avanti, soprattutto nei confronti della regione Basilicata. Il Governo ci ha provato prima con il decreto-legge n. 314 del 2003, che prevedeva la creazione a Scanzano del deposito nazionale delle scorie radioattive, ed ora non ha voluto sentire alcuna ragione in ordine al completamento dell'elettrodotto Matera-Santa Sofia.
ha approvato uno specifico ordine del giorno, sottoscritto da me e da altri colleghi della regione Basilicata, con il quale il Governo s'impegnava ad attivarsi presso gli enti locali interessati e la regione Basilicata al fine di trovare una soluzione condivisa in ordine a questa vicenda. Che il Governo faccia quasi sempre degli ordini del giorno un uso distorto non può che gettare discredito sullo stesso; nonostante ciò, chiedo al sottosegretario Dell'Elce di rivolgere al Presidente del Consiglio dei ministri l'invito a ritirare quel decreto, perché esso è in contrasto con il suddetto ordine del giorno.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza urgente all'ordine del giorno.
Gli altri firmatari non sono presenti in aula e mi fa piacere che vi sia lei, onorevole Lettieri.
La scelta della regione Basilicata è quella di perseguire, con tenacia e costanza, uno sviluppo eco-compatibile, messo in seria discussione dall'eventuale realizzazione (mi auguro che ciò non accada) di un elettrodotto che arrecherebbe danni enormi ad una delle aree più belle della Basilicata, quella del monte Vulture.
In particolare, è interessata l'area di Melfi (lei conosce la regione Basilicata), nella quale Federico II, nel 1231, promulgò le cosiddette Costitutiones federiciane.
L'interpellanza presentata, che reca la mia come prima firma, ma che è sottoscritta da altri 29 colleghi, ripropone una questione che si sta trascinando da troppo tempo e che deve trovare una soluzione condivisa, senza diktat alcuno. Le popolazioni interessate dei comuni di Rapolla, di Barile e di Melfi sono pacifiche e consapevoli della necessità di completare questa importante infrastruttura energetica. Il Mezzogiorno ha infatti bisogno di energia per il proprio sviluppo (vi è questa consapevolezza).
Allo stesso tempo, esse ritengono, a mio avviso in maniera condivisibile, che la tutela della salute e dell'ambiente sia preminente rispetto ad una piccola spesa aggiuntiva che si richiede per la realizzazione,
Di fronte a questa consapevolezza ed all'atteggiamento di grande disponibilità degli amministratori locali, vi è stata una richiesta da parte della regione ed è stato emesso un certo parere da parte della sovrintendenza che ha condizionato la progettazione ad alcuni provvedimenti da rispettare.
Occorre, al riguardo, che intervengano i tre ministeri competenti, vale a dire il Ministero delle attività produttive, quello dell'ambiente e della tutela del territorio e quello delle infrastrutture, il quale, mi pare, abbia già fatto ricorso all'articolo 81 del decreto del Presidente del Repubblica n. 616 del 1977 per tentare di imporre la realizzazione della piccola variante, assai contestata.
Si dia luogo ad un ulteriore incontro, rispettando anche il ruolo della regione e non si facciano colpi di mano che, ripeto, sarebbero considerati atti offensivi e provocatori verso chi invece ritiene che in uno Stato moderno le provocazioni - soprattutto quando si tratta di relazioni tra istituzioni centrali e periferiche - non debbano esserci. Altrimenti, lo Stato moderno non sarebbe più tale, in quanto sarebbe basato su un conflitto continuo.
Sottosegretario Dell'Elce, so che lei ha seguito la questione dall'inizio, ma probabilmente i suoi colleghi del Ministero dell'ambiente e del Ministero delle attività produttive, non conoscendo esattamente i termini della stessa, finiscono per usare il pugno di ferro, mentre per trovare una soluzione condivisa occorre grande saggezza.
Voglio ricordare - probabilmente sfugge anche a lei, signor sottosegretario - che nel frattempo vi è stata una pronuncia della corte d'appello di Potenza, sezione civile, che ha dato ragione ad un certo numero di cittadini che avevano presentato ricorso. Dunque, di fronte ad una pronuncia che ha riconosciuto la priorità della tutela della salute, ritengo sarebbe saggio affrontare questa piccola spesa aggiuntiva per non dar luogo ad un continuo contenzioso, che mortificherebbe da un lato lo Stato, e dall'altro i cittadini che vogliono vivere in pace e in assoluta sicurezza.
In detta riunione è stata definita, anche con il concorso dei comuni interessati, la piccola variante al tracciato che tiene conto, soprattutto, dell'abitato di Rapolla. Tale proposta risultava attuabile oltre che per le amministrazioni statali competenti anche per i comuni di Melfi e Barili, mentre rimaneva la contrarietà al tracciato del comune di Rapolla. In occasione dell'ultima riunione presso la Presidenza del consiglio del 29 ottobre 2003, il Ministero delle attività produttive ha offerto soluzioni per un accordo tra tutti gli enti coinvolti.
La proposta prevedeva la stipula di un protocollo di intesa tra Terna Spa, la regione Basilicata ed i comuni interessati di Melfi, Barile e Rapolla, finalizzato: al rilascio immediato, da parte della regione Basilicata, di tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione della cosiddetta «piccola variante», il cui tracciato era stato leggermente modificato per ridurre ulteriormente l'impatto su alcuni nuclei abitativi nel comune di Rapolla, permettendo in questo modo, in circa 4 mesi, il completamento, in via provvisoria, della linea Matera-Santa Sofia e relativa messa
La regione Basilicata si era impegnata a sottoscrivere il protocollo d'intesa entro il successivo 5 novembre, ma poi non ha ritenuto di concludere l'accordo con la firma del protocollo.
Svanita la proposta presentata dal Ministero delle attività produttive, in data 5 dicembre 2003, come è noto, veniva approvata da parte del Presidente del Consiglio dei ministri la soluzione della «piccola variante» per il completamento del tracciato dell'elettrodotto, ritenuto urgente e indispensabile per la rete elettrica nazionale.
Ai sensi dell'articolo 81, comma 4, del decreto del Presidente Repubblica n. 616 del 1977, veniva richiesto all'apposita Commissione parlamentare per i rapporti con le regioni il parere sullo schema di decreto del Presidente Repubblica per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio della suddetta «piccola variante». Pervenuto il parere favorevole da parte della suddetta Commissione, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica è stato trasmesso alla firma del Presidente della Repubblica.
Sottosegretario Dell'Elce, la regione Basilicata (che è composta da persone di grande prestigio e di grande saggezza, quali il vicepresidente Restaino, assessore all'ambiente, e il presidente Bubbico, che godono di grande prestigio in seno alla Conferenza Stato-regioni) aveva dato la propria disponibilità a firmare un accordo con la società Terna e con il Governo sulla base della sottoscrizione, da parte della suddetta società e dell'esecutivo, di un impegno per la realizzazione, nei prossimi due anni, della «grande variante». Più precisamente, la disponibilità data concerneva la realizzazione temporanea della «piccola variante», però con l'impegno, assunto per iscritto, a realizzare la «grande variante» entro due anni. Dinanzi alla mancata disponibilità della società Terna e del Governo, è evidente che la regione Basilicata, a mio parere, ha fatto bene a non firmare quell'accordo. Questo è un fatto molto grave! Se il Governo vuole svolgere il ruolo di Attila sul territorio lucano, sappia che troverà una fermissima e legittima opposizione da parte delle popolazioni. A me non piacciono le guerre né di campanile né di territorio, ma, al contrario, ritengo opportuno governare il paese tenendo conto delle varie esigenze; tra queste, sicuramente rientra quella dell'energia, tenuto conto che il nostro paese sta attraversando un periodo di deindustrializzazione e di impoverimento.
Al sottosegretario Dell'Elce desidero anche ricordare che non solo c'è la legge n. 36 del 2001 (poi è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 80 del luglio del 2003), concernente la tutela dalle emissioni provenienti dai campi magnetici (che non credo sia stata rispettata concedendo l'autorizzazione alla realizzazione della «piccola variante»), ma questa Camera - e dico ciò rivolgendomi in particolare al Presidente Biondi che, in questa veste, svolge un ruolo di tutore delle funzioni parlamentari - durante l'esame dell'ultima legge finanziaria
Inoltre ci si dovrebbe fare carico di promuovere un'ulteriore riunione con la regione Basilicata, i comuni interessati e la società Terna. Quest'ultima, onorevole sottosegretario, ha presentato, in data 24 ottobre 2003, un progetto per la realizzazione di una «grande variante». Dunque, tale opzione era stata proposta dalla stessa società Terna: per quale motivo non se ne è tenuto conto?
Ritengo vi sia stata, purtroppo, una sottovalutazione del problema. Si sono sposate ciecamente le ragioni addotte dalla società, anziché compiere una valutazione complessiva. Gli enti pubblici - il discorso sarebbe lungo - non possono, a mio avviso, affidare la redazione dei progetti a professionisti che si siedono al tavolino nei loro lindi studi e progettano senza conoscere il territorio e senza avere alcun confronto con i rappresentanti delle popolazioni.
La invito pertanto, onorevole sottosegretario, a non dare corso al decreto e a promuovere nel frattempo un ultimo incontro operativo con la regione Basilicata e con i comuni interessati.


