![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Enzo Bianco. Ne ha facoltà.
ENZO BIANCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo della Margherita voterà a favore del disegno di legge che stiamo esaminando e spiegherò in pochi minuti le ragioni, con serenità e pacatezza. Vorrei invitare, in particolare i colleghi dell'opposizione, che hanno opinioni diverse dalla nostra, ad ascoltare le mie riflessioni.
Aumenta nel paese la domanda di sicurezza; aumenta nel senso che da parte dei cittadini vi è una crescente domanda e cambia nel senso che il concetto stesso di sicurezza oggi riguarda settori nuovi. Esso ricomprende, per esempio, il tema della mobilità, in una società che si muove con maggiore rapidità.
C'è domanda di sicurezza, dunque, nel settore della mobilità. In una società in cui una percentuale crescente di cittadini viene da altri paesi e da altre culture, vi è una domanda di sicurezza che riguarda anche il tema dell'integrazione. Nella popolazione italiana cresce l'età media ed anche ciò determina una crescente domanda di sicurezza. La sicurezza non riguarda soltanto la difesa delle nostre frontiere, ma concerne anche i nuovi rischi legati al terrorismo. In tale condizione, dunque, si allarga il concetto qualitativo di sicurezza.
Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in questi anni, ha corrisposto con un impegno straordinario, in termini qualitativi e quantitativi, alla domanda della cittadinanza ed ai compiti affidati dalle istituzioni. Tale impegno è stato, a volte, al limite della vita umana. Vorrei ricordare le decine di appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco rimasti vittime in incidenti di vario tipo, come un'esplosione o la caduta di un aereo, per salvare altre vite umane: in condizioni di altissimo rischio hanno immolato la propria vita per dare il loro contributo in termini di sicurezza.
Tale risposta straordinaria viene fornita nonostante le risorse assolutamente inadeguate ed insufficienti. Anche ai tempi dei Governi di centrosinistra, rispetto a quanto avremmo voluto fare per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, non sempre siamo riusciti a trovare le risorse adeguate. Vorrei ricordare che il paese si trovava in una condizione particolarmente delicata perché l'Italia cercava di entrare nell'euro ed i bilanci erano molto magri. Tuttavia, pur in quella condizione, i Governi dell'Ulivo hanno dato alcune risposte molto importanti. Alla fine della scorsa legislatura furono ben due le leggi per l'incremento della dotazione organica del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Fu accresciuta la quota delle risorse destinate al comparto sicurezza del paese per la dotazione organica, in particolare per quanto riguarda le macchine ed i mezzi di tale Corpo.
Avendo dato tale Corpo, per tanti anni, una risposta così importante alla domanda di sicurezza, oggi vogliamo dare una risposta positiva - questa è la ragione del nostro voto - all'aspettativa della stragrande maggioranza dei vigili del fuoco che è favorevole ad un inserimento nel comparto sicurezza. Naturalmente, tale disegno non si completa oggi.
Grazie al provvedimento in esame potranno essere meglio valutati anche gli aspetti retributivi e salariali. Infatti, è evidente che l'inserimento nel comparto sicurezza darà la possibilità di tenere conto della peculiarità dell'azione portata avanti quotidianamente dai vigili del fuoco. Ecco la ragione per cui siamo a favore, signor Presidente, onorevoli colleghi, del provvedimento in esame. Questo, tuttavia, ha un senso soltanto se seguiranno, da parte del Governo e della maggioranza, altre specifiche iniziative. Da parte del ministro dell'economia non dovrà continuare l'atteggiamento di pregiudiziale ed incomprensibile ostilità nei confronti dei vigili del fuoco manifestato, ad esempio, nella finanziaria dello scorso anno quando ha negato un incremento necessario della dotazione organica. Si è preferito dare tali risorse alla diffusione del tartufo in Italia, come hanno più volte denunciato i sindacati dei vigili del fuoco.
Ripeto, questo provvedimento da solo non basta. Voteremo, dunque, a favore del provvedimento in esame con l'auspicio che ad esso seguano provvedimenti concreti e coerenti da parte del Governo e della maggioranza nel senso della valorizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della sua specifica funzione per la sicurezza del paese (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Giandomenico. Ne ha facoltà.
REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente per annunciare il voto favorevole del gruppo dell'UDC.
Con l'emanazione del decreto legislativo n. 165 del 2001 si è concluso un processo di revisione della legge quadro sul pubblico impiego con il preciso obiettivo di sottoporre la regolamentazione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici alle disposizioni previste dal codice civile ed alle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa. Rientrava in quel dispositivo, tra i rapporti di pubblico impiego interessati da tale riforma, quello relativo al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ad esclusione di quello volontario e del personale ausiliario di leva.
Con il provvedimento che ci accingiamo a votare oggi, si vuole, al contrario, attribuire
al Corpo nazionale dei vigili del fuoco una disciplina autonoma di diritto pubblico, equiparando tale Corpo, dopo una attesa di vari anni, agli altri Corpi dello Stato, chiamati alla difesa dei valori fondamentali della Repubblica, come si legge nella relazione che accompagna il disegno di legge governativo. Non si tratta, pertanto, di un semplice e puro allineamento della natura del rapporto di impiego del personale del Corpo dei vigili del fuoco, ma piuttosto di un riconoscimento sostanziale e non formale, come ha testé sottolineato l'onorevole Ezio Bianco, della funzione svolta da questo tipo di personale, in ordine alla salvaguardia dell'incolumità fisica dei cittadini e della tutela dei loro beni patrimoniali, nonché dei beni culturali e paesaggistici del nostro paese. Il passaggio sarà graduale, perché sarà compito del Governo emanare la nuova disciplina, sulla base della delega che conferiamo, con il voto odierno, al Governo.
Al di là dei contenuti che emergeranno da questa rideterminazione dell'ordinamento del personale, ci preme sottolineare il fatto che questa è anche l'occasione per consentire un progressivo allineamento dell'indennità corrisposta al personale specialista del Corpo dei vigili del fuoco a quella percepita da analogo personale degli altri Corpi e Forze di polizia; pertanto, il Corpo dei vigili del fuoco non sarà più un corpo di serie B. A questo punto non mi permetto di commentare la sentenza della Corte costituzionale del 2000, ma il buonsenso avrebbe dovuto permettere che ciò avvenisse da tempo.
In conclusione, non possiamo non evidenziare la funzione svolta quotidianamente dal Corpo dei vigili del fuoco, la loro presenza, la loro capacità, la loro attività e il loro essere, comunque e sempre, al servizio dei cittadini e il loro trovarsi, in qualsiasi momento e in qualsiasi occasione, pronti alla chiamata, dal più semplice intervento a quello più drammatico (come abbiamo visto anche sulle strade della nostra penisola). Quindi, quella dei vigili del fuoco è una funzione che rientra veramente e certamente a pieno titolo tra quelle svolte per garantire la sicurezza (seppure su un diverso livello) in tutto il paese. Questi sono, brevemente, i motivi per cui il gruppo dell'UDC voterà a favore del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, preciso che intervengo a titolo personale e dunque non intendo assolutamente coinvolgere, nella dichiarazione di voto che farò, il mio gruppo di appartenenza.
Prima dell'esame in Assemblea di questo disegno di legge abbiamo discusso con le organizzazioni sindacali di categoria e con le rappresentanze sindacali aziendali. Con esse abbiamo parlato dei problemi che investono i vigili del fuoco in ambito provinciale, regionale e nazionale. I problemi che ci sono stati sottoposti, riguardano la sicurezza e l'aumento degli organici (tant'è vero che mi sembra di aver colto che lo stesso sottosegretario, nel corso della discussione, per quanto riguarda l'aumento dell'organico abbia stimato che all'interno del comparto dei vigili del fuoco vi sia un deficit di circa 14 mila addetti). Ci hanno posto, inoltre, il problema dell'adeguamento dei mezzi e delle strutture e lo stesso sottosegretario, con molta onestà intellettuale, ha sottolineato che vi è la necessità e l'urgenza di dover definire una migliore qualificazione del personale, nonché un adeguamento, in generale, dei mezzi e delle strutture.
Le organizzazioni sindacali di categoria e le rappresentanze sindacali aziendali non ci hanno posto, invece, la questione di modificare il loro rapporto contrattuale. Anzi, esse ci hanno riaffermato che vi è la necessità di dover confermare questo rapporto contrattuale, che è un rapporto privatistico, ai sensi del decreto legislativo n. 29 del 1993 e poi, successivamente, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che definiva gli aspetti di una contrattazione decentrata.
Perché si è prevista una contrattazione decentrata? Perché - come è naturale -
vi è un rapporto molto stretto tra i vigili del fuoco e la cittadinanza, il territorio sul quale operarono. Vi era, quindi, la necessità di accentuare sempre di più la suddetta contrattualizzazione di carattere privato ed a livello decentrato.
Per quale motivo, dopo che per dieci anni si è mantenuta una contrattazione privatistica e decentrata del rapporto di lavoro, il Governo intende pubblicizzare il regime del rapporto di impiego del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco? Non mi convincono le motivazioni addotte poco fa dai colleghi della maggioranza e dallo stesso collega Bianco, il quale evidenziava che, comunque, la società sta cambiando e vi è la necessità di avere più sicurezza.
Vorrei sollevare, a tale riguardo, una questione: nel nostro paese, si sono verificati tanti eventi e mi riferisco ad interventi di protezione civile, agli incendi boschivi, ai disastri naturali (nemmeno di fronte al rilevante mutamento climatico che si sta verificando il Governo mette in atto iniziative preventive, al fine di evitare il verificarsi di quelle catastrofi naturali che abbiamo vissuto negli anni passati!). Non vi è stata, forse, da parte del Corpo dei vigili del fuoco una mobilitazione, un intervento rapido per offrire alla popolazione il supporto necessario a fronteggiarli? È per questo che la gente sente vicini i vigili del fuoco! La gente ha un rapporto estremamente amichevole con i vigili del fuoco, perché intervengono in qualsiasi momento, andando incontro alle esigenze dei cittadini e della collettività.
Per quanto mi riguarda, preannuncio l'espressione del mio voto contrario sul disegno di legge in esame, perché ritengo non sia possibile eliminare i diritti acquisiti di una contrattualizzazione privatistica che si poneva nell'ottica di prevedere ulteriori possibilità di intervento, sotto il profilo del rapporto con i sindacati aziendali, regionali, nazionali, al fine di ottenere una normativa più corrispondente alle esigenze delle popolazioni di un certo territorio. Non credo si possa ridefinire un quadro di compatibilità, in virtù degli obiettivi definiti da un contratto di lavoro di natura pubblicistica che è stato superato da dieci anni; nel corso di questo periodo sono state fornite risposte significative, a fronte di esigenze delle popolazioni relativamente alla sicurezza, agli interventi dei vigili del fuoco sul territorio provinciale, regionale e nazionale.
Ripeto infine che la mia dichiarazione di voto è a titolo personale, perché nel mio partito vi è libertà di opinione con riferimento alle scelte da assumere; sulla base di tale presupposto, ribadisco il mio voto contrario sul disegno di legge del Governo (Applausi di deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luigi Pepe. Ne ha facoltà.
LUIGI PEPE. Signor Presidente, i deputati dell'UDEUR-Alleanza Popolare ritengono doveroso il riconoscimento che è stato attribuito ai vigili del fuoco con la collocazione nel comparto del diritto pubblico. Tale riconoscimento istituzionale li pone in linea con altri soggetti che svolgono con passione un lavoro di così alto valore sociale; soprattutto, ci auguriamo esso si ponga anche in prospettiva di un progressivo allineamento retributivo.
La richiesta di un comparto di contrattazione autonoma, che non interferisca con la missione istituzionale di altri soggetti, dovrebbe, già di per sé, essere sufficiente a garantire che nessuno ha in mente di stravolgere la missione tradizionale dei vigili del fuoco.
Mi sembra poi, scorrendo il testo dell'articolato, che vi siano tutte le condizioni per mantenere ai vigili del fuoco le garanzie conquistate negli anni per una più ampia democrazia partecipativa. Il riconoscimento di cui stiamo parlando trova pieno fondamento nei valori del servizio sociale, della solidarietà, dell'altruismo e del coraggio che, da sempre, caratterizzano il Corpo nazionale e che, nel passato, sono stati compressi in tavoli di negoziazione non compatibili.
L'attività dei nostri vigili, oggi, si colloca, in maniera professionale, in quella
piattaforma del sistema sicurezza fortemente rivendicato dai cittadini come un diritto, appunto quello all'integrità della vita e dei beni che, assieme ad altre garanzie di libertà e di sicurezza, il Ministro dell'interno ha il dovere di assicurare.
Mi convince questa nuova cultura della sicurezza allargata, che vede protagonista il Corpo nazionale dei vigili del fuoco all'interno del sistema integrato di garanzie e di libertà.
Per tale motivo, non solo non condivido le preoccupazioni per le quali si sarebbe in presenza di una innaturale militarizzazione - di cui non vi è bisogno e che non ci troverebbe certamente concordi -, ma mi spingo ad auspicare che, in una prospettiva di più lungo respiro, si possano trovare le compatibilità e le forme che, rispettando le identità di ciascuno, garantiscano la realizzazione di un comune comparto della sicurezza civile (Applausi dei deputati del gruppo Misto-UDEUR-Alleanza Popolare).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.
ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche nel voto finale ribadiamo la nostra contrarietà a questo provvedimento, nonostante la discussione abbia introdotto alcune modifiche che vanno nella direzione di una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori, com'è avvenuto attraverso l'accoglimento dell'emendamento che fa salvo il rispetto degli articoli 42 e 43 del decreto legislativo n. 165, in materia di partecipazione e di diritti sindacali. Tuttavia, la nostra contrarietà resta, in quanto continuiamo a non condividere questo mutamento di condizione strategica della collocazione della funzione del Corpo dei vigili del fuoco nel comparto pubblico.
Riteniamo che i vigili del fuoco costituiscano un'istituzione di questo paese indispensabile per i cittadini e per il futuro della nostra società. Ne hanno dato prova in tutti questi anni, sono stati il punto di riferimento in momenti difficili e sappiamo benissimo che vi è un rapporto stretto fra la popolazione e il Corpo dei vigili del fuoco.
Tuttavia, questo provvedimento non fornisce alcuna risposta positiva all'esigenza di rinsaldare e di mantenere la specificità di questa funzione. La funzione di tale Corpo, cioè quella realizzata nel corso di una storia ormai decennale di protezione civile, di sicurezza civile, di rapporto con i cittadini, necessita di maggiori risorse e di un maggiore sostegno.
Con la scelta che oggi si propone, si compie un arretramento nel modo di organizzare questa funzione. Invece, occorre affrontare i problemi veri, vale a dire quelli delle risorse, dell'organizzazione del lavoro, del potenziamento del rapporto tra la funzione nazionale e i nuovi poteri sul territorio (enti locali, regioni), anche alla luce di una concezione più ampia e moderna, cresciuta nel paese anche grazie allo spirito di sacrificio degli stessi vigili del fuoco.
Ebbene, a tali questioni non viene fornita risposta, in quanto si riporta nelle vecchie certezze del regime pubblico ciò che, nel corso di questi anni, si è positivamente sperimentato nella contrattazione.
Vedete, questo è un provvedimento in cui si misura la capacità di mantenere costante una direttrice di cambiamento, vale a dire quella che nella pubblica amministrazione si è portata avanti a partire dalle riforme dei primi anni novanta. Mi riferisco al fatto che i cittadini, anche trovandosi in situazioni specifiche come questa dei vigili del fuoco o come quella della scuola, si sentono parte di un rapporto diverso, più trasparente, più semplificato, più delegificato rispetto alla pubblica amministrazione. Dunque, in un rapporto in cui non vi è sudditanza tra politica e amministrazione, i cittadini sentono i loro diritti e le loro funzioni maggiormente tutelate.
E così s'incontrano le esigenze dei lavoratori (in relazione alle modalità privatistiche della contrattazione, dei diritti, dell'equiparazione fra lavoro pubblico e
privato in termini di maggiori diritti) e le esigenze dei cittadini. Questo è l'aspetto che abbiamo voluto evidenziare. Noi pensiamo che la funzione essenziale svolta dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco sia legata alla sua missione storica e, nello stesso tempo, possa essere svolta meglio all'interno di una struttura come quella prodottasi con le riforme della pubblica amministrazione nel corso di questi anni.
Le preoccupazioni sono notevoli. È stato respinto un emendamento che faceva un richiamo anche all'articolo 40 della contrattazione integrativa; ebbene, noi ci chiediamo se d'ora in avanti le questioni che erano demandate alla contrattazione integrativa seguiranno il vecchio iter del rapporto fra politica e amministrazione in camere di compensazione come avveniva nel passato, oppure, laddove si sono sottratte alla contrattazione questioni decisive, come le aree funzionali e la collocazione delle carriere che erano e sono state oggetto di una contrattazione sul territorio e che ora non apparterranno più al meccanismo negoziale, se i lavoratori siano più tutelati e si eserciti meglio la funzione e il ruolo indispensabile dei vigili del fuoco. Noi riteniamo di no. Il problema, quindi, non si pone fra chi vuole riconoscere esigenze sacrosante di questa categoria e chi invece non ne sente l'urgenza e la necessità. La divisione è fra chi pensa di rispondere in modo moderno a queste esigenze e chi, invece, pensa di ritornare al passato.
A noi dispiace che sia fatta questa scelta; certamente, non demorderemo nella nostra battaglia perché le condizioni e le conquiste che i lavoratori hanno ottenuto nel corso di questi anni siano mantenute e si possa continuare su una strada di riforme e di cambiamento della pubblica amministrazione. Oggi, non si va in questa direzione! Per questo motivo voteremo contro questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, credo che se avessimo avuto dei dubbi circa le finalità di questo provvedimento in ordine alla missione svolta dal Corpo dei vigili del fuoco il collega Bianco li ha un po' fugati. Difatti, quello della sicurezza è un concetto molto diverso da quello della protezione civile, e non è, in senso complessivo, legato alle molte esigenze che oggi vivono i cittadini italiani, ad iniziare dalle condizioni materiali minime di sicurezza. Il concetto di sicurezza utilizzato in quest'ambito è un'altra cosa rispetto al compito che noi pensiamo debbano svolgere i vigili del fuoco. Infatti, una cosa è il loro ruolo importante fin qui svolto in occasione di disastri, di calamità o di ogni altra emergenza prodottasi nel corso di questi anni nel paese, altra cosa è il concetto di protezione civile perché esso è programmazione dell'uso del territorio, è capacità di elaborare una politica di protezione civile soprattutto per quanto riguarda il coordinamento delle risorse per la ricerca nel settore. Esso significa, inoltre, formazione delle politiche territoriali di base, dei progetti concernenti gli insediamenti abitativi e industriali; significa, altresì, individuare, proprio nella componente dei vigili del fuoco, la competenza in ordine alle attività complessive svolte nell'ambito delle operazioni di soccorso; significa, infine, anche svolgere una funzione educativa attraverso un'attività di informazione svolta nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei quartieri circa le nozioni di autodifesa nei casi di calamità e di disastri. Si tratta, quindi, di un ruolo complesso che guarda a questo tema in termini di piano progettuale e che pone al centro il territorio, il benessere delle persone, la protezione dell'ambiente e così via.
Altra cosa è parlare, come si fa nel provvedimento in esame, di una nuova missione di difesa civile, di sicurezza delle istituzioni, di capacità di sopravvivenza economica, produttiva e logistica del sistema paese in occasione di crisi interne o internazionali, facendo in particolare riferimento al rischio di tipo non convenzionale derivante dall'impiego, in danno di
persone, di armi di distruzione di massa di tipo nucleare, batteriologico, e via dicendo. Si tratta di concetti molto diversi.
Temo quindi che le nostre preoccupazioni siano fondate. I tentativi di trasformare il Corpo dei vigili del fuoco in un'altra cosa sono stati reiterati nel corso del tempo e partono da lontano. Recentemente abbiamo assistito all'uso della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo Berlusconi quale strumento ordinario nella gestione delle politiche di protezione civile. Si usano dunque i vigili del fuoco nelle emergenze relative ai rifiuti, ai cani, al rischio di attentati. Non è un caso che il concetto di emergenza si accompagni a tale idea della sicurezza. È stato sufficiente dichiarare lo stato di emergenza per pensare di poter utilizzare i vigili del fuoco in occasione dei grandi eventi. Il caso del G8, che ho precedentemente citato, è esemplare al riguardo. C'è il rischio, con l'approvazione del disegno di legge in esame, che tale modo di procedere diventi la gestione ordinaria.
Nell'ambito di tale nuova logica di missione, che uso si farà del Corpo dei vigili del fuoco, in un mondo nel quale non solo proliferano le guerre, ma si arrivano a dichiarare le guerre preventive? I vigili del fuoco sono già stati utilizzati all'estero, nell'ambito di cosiddette missioni di pace. In tale situazione, e con la previsione di un nuovo rapporto di lavoro che disciplinerà anche le modalità di utilizzo del Corpo, ritengo che le preoccupazioni non siano mal riposte e che il rischio sia reale, come ci insegna la storia di questo paese. Aggiungo che con l'approvazione del provvedimento in esame il 64 per cento delle risorse destinate alle assunzioni di personale nella pubblica amministrazione sarà direttamente collegato alla difesa nazionale.
Se intendiamo realmente affrontare il tema della sicurezza, nel senso dei problemi che stanno maggiormente a cuore ai cittadini oggi, dobbiamo parlare di contratti di lavoro, di contratti di lavoro precari, del caro-prezzi che travaglia tutti i cittadini, di cui si parla ogni giorno sui giornali e sul quale vi è addirittura uno scontro sull'interpretazione dei dati. L'insicurezza di molti cittadini risiede nell'enorme problema salariale, e risiede anche nel fatto che non si comprende quale sia, in queste settimane e in questi mesi, la direzione del paese (il lavoro di questo Parlamento ne è l'esempio più drammatico, uso deliberatamente questo termine).
Se problemi di sicurezza esistono, sono quelli che ho descritto, e che peraltro riguardano specificamente i lavoratori interessati dal disegno di legge in esame, i quali non sanno cosa accadrà ai loro contratti di lavoro e nel loro posto di lavoro, che mestiere andranno a fare, che ruolo svolgeranno. È sotto gli occhi di tutti il fatto che il Corpo dei vigili del fuoco sia una delle istituzioni più amate dalla popolazione italiana. Ad esso vengono ora attribuiti compiti di difesa civile, lasciando aperti i problemi che riguardano, ad esempio, la pianta organica. Sappiamo che c'è l'intenzione di aumentare in modo smisurato - si dice fino a 100 mila unità - la pianta organica dei volontari, in presenza di problemi relativi alla loro collocazione e condizione di precarietà e, soprattutto, senza la rideterminazione complessiva della pianta organica stessa.
Devo dire che con questi elementi si aumentano le insicurezze anche con riferimento al rapporto tra questo settore e i cittadini. Oggi ci sentiamo tutelati da un Corpo come questo, e non soltanto perché ci sono le esperienze concrete o perché, nonostante tutti i tentativi posti in esame, li abbiamo sentiti comunque vicini ai nostri problemi quotidiani. Se si pensa - banalmente - ad un incendio o a qualcosa del genere, si sa che c'è il Corpo dei vigili del fuoco che interviene.
Un altro elemento di precarietà riguarda il futuro dei cittadini. Nella finanziaria si è tentato di introdurre la tassa sulle calamità, che si potrebbe definire assicurazione obbligatoria in caso di incendio. Si tratta di esperienze che conosciamo, visto che esistono in altri paesi del mondo, per esempio negli Stati Uniti d'America: sulla base della copertura della carta di credito, si decide quanto recuperare
in caso di incendi o in situazioni di questo tipo. Quindi, con il trasferimento, apparentemente banale, da un regime contrattuale ad un altro aumentano le incertezze: aumentano per i vigili del fuoco, aumentano per i lavoratori già interessati, aumentano per il futuro di questo settore e della protezione civile e, di conseguenza, anche per quanto riguarda la nostra vita di tutti i giorni.
Inoltre, come ho già detto prima, ci sono problemi che oggi assumono una valenza enorme: mi riferisco al salario, alle condizioni normative, ai diritti sul posto di lavoro. Anche in questo caso, il passaggio da un rapporto di lavoro privatistico - che prevede il coinvolgimento di organizzazioni sindacali, di organizzazioni di categoria e via dicendo, nonché un legame con le regioni e gli enti locali - ad un rapporto di lavoro regolato da un decreto del Presidente della Repubblica pone una serie di interrogativi persino sull'intera partita normativa che certamente, almeno per quanto ci riguarda, fa parte non del capitolo sicurezza ma di quello della precarietà. Il nostro voto, dunque, sarà contrario (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrara. Ne ha facoltà.
NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il provvedimento in esame viene istituito un autonomo comparto di negoziazione denominato vigili del fuoco e soccorso pubblico. Sostanzialmente, viene reintrodotta la disciplina di diritto pubblico nel rapporto di impiego dei vigili del fuoco. È un passo indietro? È un passo avanti? Alcuni colleghi della sinistra hanno sostenuto che siamo di fronte ad un passo indietro. Ma non è così, e le loro argomentazioni non sono state convincenti.
Innanzitutto, questo che per noi è un passo avanti va nella direzione di ciò che i vigili del fuoco desideravano e desiderano da parecchio tempo. Hanno anche manifestato apertamente in tal senso. Quindi, possiamo dire che il Governo e il Parlamento, nella sua maggioranza, sono in sintonia con quanto chiedono i vigili del fuoco.
Ma è un passo avanti, anche perché riconosce la nobiltà, la dignità, il forte valore della funzione di vigile del fuoco. I vigili del fuoco non svolgono un servizio pubblico assimilabile al lavoro svolto dalle cooperative di servizi. I vigili del fuoco - bisogna dirlo a voce alta - sono servitori dello Stato, ed è giusto che, dentro lo Stato, venga riconosciuto il regime di diritto pubblico del loro rapporto di lavoro. Inoltre, i vigili del fuoco agiscono ed operano all'interno del più ampio comparto della protezione civile dove, in passato, altri Governi li hanno voluti collocare in posizione subordinata, relegati quasi al ruolo di cenerentola. Oggi, grazie al Governo di centrodestra, sono tornati ad essere la punta di diamante, la forza trainante della protezione civile. Infatti, è nella coscienza e nella memoria di ognuno, l'evidenza che, quando si verifica un'emergenza, una calamità naturale, i vigili del fuoco sono i primi ad accorrere, sono i più visibili e i più impegnati. Ed hanno pagato il più alto contributo di sangue in questa loro attività.
Diciamo, quindi, che il Governo ha fatto bene, ha svolto un buon lavoro, che tra l'altro si coordina con altre misure a vantaggio e a favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. In questo senso, da meridionale, voglio ricordare che questo provvedimento istituisce tre nuove direzioni regionali, nel Meridione e che questo Governo con un decreto-legge ha aumentato di 500 unità il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Da siciliano, infine, mi compiaccio nel ricordare che il Governo con un suo decreto-legge ha previsto un potenziamento della presenza dei vigili del fuoco nelle isole minori, in particolare, in quelle della Sicilia.
Quindi, ci sono molte ragioni per cui noi si possa essere soddisfatti di questo provvedimento, in particolare, e della complessiva politica del Governo, in generale,
nei confronti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bulgarelli. Ne ha facoltà.
MAURO BULGARELLI. Signor Presidente, sono perfettamente conscio che il tempo a disposizione, di fatto, è terminato e quindi, per non porre limiti alla sua benevolenza, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo integrale del mio intervento.
In ogni caso, ribadisco la nostra contrarietà a questo progetto di legge e il voto contrario dei deputati Verdi per le motivazioni già esposte da altri colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Bulgarelli, la Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo integrale della sua dichiarazione di voto, sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, intervengo perché di questo argomento e della categoria dei vigili del fuoco più di una volta mi sono occupata personalmente con numerose interrogazioni, ed anche come partito dei Comunisti italiani ci siamo sempre impegnati per stare al loro fianco. Francamente, non riesco a comprendere perché, per andare incontro alle esigenze reali dei vigili del fuoco, occorra approvare un provvedimento che a nostro avviso, non ha nulla a che vedere con le loro esigenze e con i loro bisogni.
Questi lavoratori, che sicuramente sono molto vicini ai cittadini ed hanno una funzione che è loro cara (mi riferisco fondamentalmente alla funzione di protezione civile, quella centrale nel loro compito e nella loro missione), hanno due enormi problemi. Innanzitutto, vi è un problema di carenza di organico e vi è poi la questione salariale (stipendi troppo bassi per le funzioni che svolgono). Sono questi i due problemi centrali che riguardano questo Corpo.
Ebbene, cosa c'entra il provvedimento in esame con la battaglia che noi abbiamo sposato su questi due problemi? Noi continueremo a batterci anche dopo l'approvazione di questo provvedimento stamattina in aula.
Non capisco neanche la proposta per cui bisogna farli ritornare al regime di diritto pubblico per assicurare certe cose, né quella del collega Enzo Bianco secondo cui occorre aggiungere anche la funzione della sicurezza al Corpo dei vigili del fuoco. Il problema della sicurezza è certamente all'attenzione dello Stato, ed è sicuramente centrale, sotto un certo aspetto, ma è necessario che siano i vigili del fuoco ad assolvere a funzioni di sicurezza, quando non sono neanche in numero sufficiente ad assolvere ai già ben gravosi compiti loro assegnati e sono per giunta sottopagati?
Non pongo queste domande con spirito provocatorio e, peraltro, rivolgo gli stessi interrogativi anche al sindacato, che è diviso su questo fronte (e non riesco a comprenderne il motivo). Di questo si tratta!
Penso sia molto importante discuterne a chiare lettere, senza infingimenti, per capire per quale ragione, su questo punto, vi sia una spaccatura nel paese, vi sia una spaccatura tra i lavoratori, vi sia una spaccatura nel Parlamento, quando sappiamo perfettamente che i problemi sono di natura economica. Lasciatemelo dire: sono entrambi di natura economica, perché maggiori assunzioni, ovviamente, rilevano dal punto di vista dell'investimento e anche maggiori salari, in questo caso, rilevano dal punto di vista dell'investimento.
Se tutto questo è vero, pensiamo davvero di risolvere i problemi con questa riforma? Crediamo si possa riprendere il contratto appena concluso con l'ARAN e modificarlo radicalmente, trasformandolo in contratto pubblico? Allora ciò significherebbe che il contratto pubblico dà garanzie - come noi molte volte abbiamo
detto, ma voi altrettante volte avete negato - di aggancio al sistema salariale! Ma io ritengo che questo non abbia nulla a che vedere con la funzione e con le prerogative dei vigili del fuoco, un Corpo che sicuramente aveva un contratto privatistico, ma una funzione estremamente pubblicistica, e questa va mantenuta! Per questa ragione siamo nettamente contrari, perché riteniamo che le risposte che verranno da questa riforma saranno un bluff, saranno l'ennesimo schiaffo in faccia alla categoria dei vigili del fuoco che, ripeto, ha altre necessità.
Ma vediamo i numeri. Vi sono 27 mila vigili del fuoco in tutta Italia, esattamente quanti ne ha la sola città di Parigi. È evidente che vi è una sproporzione in tutto questo e vi è anche dal punto di vista salariale. Quindi è necessario adeguarsi agli standard europei, ma non era necessario farlo attraverso un ritorno al regime pubblicistico. Semmai, ciò doveva avvenire attraverso una corretta contrattazione tra sindacati, ARAN e Governo (poiché sappiamo che la Protezione civile è alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio).
Oggi, pertanto, ritengo più opportuno occuparmi di altri problemi, di problemi ben più grandi, che sono certamente legati alla sicurezza, ma che derivano dalla precarietà, dai redditi bassi, dall'inflazione reale che è più alta di quella programmata, dalla disoccupazione dilagante... Questi sono i veri problemi che generano insicurezza nel paese e che non possono essere risolti dai vigili del fuoco, che sono già in carenza di organico e che già danno anima e corpo per il nostro paese!
Il nostro gruppo, pertanto, voterà convintamente contro questo provvedimento e, poiché siamo anche molto responsabili, auspichiamo che da esso nascano i fiori e le rose: purtroppo, ne nasceranno ulteriori sofferenze o, quantomeno, una totale insoddisfazione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, il gruppo di Forza Italia voterà a favore di questa importante legge, che provvede alla riorganizzazione del Corpo dei vigili del fuoco riconoscendo loro tutti i diritti sindacali. Si conferisce al Corpo una dignità costituzionale, si prende atto delle esigenze espresse e si cerca di provvedervi in ogni modo, aumentando l'organico e prevedendo, con un decreto-legge a parte, una dislocazione ed un potenziamento dei vigili del fuoco nelle isole minori. La bontà di questa legge, d'altronde, è provata dal fatto che parte dell'opposizione voterà a favore della stessa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.
ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, fare balenare miglioramenti economici per giustificare questo provvedimento è un errore molto grave. È evidente come i vigili del fuoco, per l'opera meritoria riconosciuta da tutti i cittadini, meritino riconoscimenti retributivi ed un inquadramento migliori rispetto a quelli odierni. La risposta, tuttavia, sta nel trovare le risorse, non nel modificarne l'ordinamento.
L'errore, purtroppo, è di fondo, perché con il presente provvedimento, come prevede l'articolo 1, si torna indietro. Infatti, anziché valorizzare la contrattualizzazione in materia di condizioni di lavoro e di diritti, come per tutto il resto del settore del pubblico impiego, oggi si torna indietro: si torna al decreto del Presidente della Repubblica, si torna alla separazione tra lavoratori pubblici e lavoratori privati, per di più essendo chiaro che, mentre il resto del settore pubblico resta pienamente contrattualizzato, i vigili del fuoco verranno inevitabilmente attratti nell'orbita pubblicistica del resto del personale del Ministero dell'interno, più simile alla polizia che agli altri lavoratori pubblici.
Ciò è tanto più grave perché la riforma del 1993 del rapporto di lavoro pubblico aveva visto protagonisti i sindacati, i quali unitariamente avevano chiesto la riforma del rapporto di impiego, mentre adesso,
per questa vera e propria regressione legislativa e per questo rigurgito conservatore, si utilizza una divisione tra i sindacati. I sindacati uniti sono stati, undici anni fa, protagonisti della riforma, ma ora la loro divisione diviene l'occasione di cui si approfitta per varare questa controriforma.
Mi dispiace che anche settori dell'opposizione entrino, con il voto di oggi, in contraddizione con quanto hanno deciso nella precedente legislatura. C'è solo da augurarsi che la «norma Cassese», la quale prevedeva la non modificabilità per legge di quanto previsto dai contratti di lavoro, possa, se non evitare in radice l'errore di questa legge, almeno limitare i danni per questi lavoratori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, vorrei pronunciare solo poche parole, a titolo personale, per sottolineare quanto sia particolarmente soddisfatto per l'approvazione del presente disegno di legge, e ciò non solo perché sono un deputato della maggioranza, ma anche perché ascolto i vigili del fuoco della mia zona, che credono in questo provvedimento.
Ne divento ancora più convinto nel momento in cui ascolto frasi come quelle pronunciate dal collega che mi ha testè preceduto, perché quando egli parla della nuova legge come di un «rigurgito conservatore» e quando si lamenta per la divisione sindacale, o perché settori dell'opposizione votano assieme alla maggioranza, ne deduco, allora, che si tratta di un buon provvedimento.
Ciò perché quando si parla di «rigurgito conservatore» significa che si torna a rendere efficiente un settore, e quando c'è una divisione sindacale, significa che una parte dei sindacati è d'accordo sulla necessità di intervenire, e lascia soltanto alla CGIL la difesa di contrapposizioni politiche su queste tematiche, anziché entrare nel merito dei problemi. Inoltre, quando parte dell'opposizione annuncia una conseguente astensione dal voto su un provvedimento, significa che si abbandonano gli schieramenti per entrare nel merito dei problemi, dunque risolvendoli.
Preannuncio, quindi, il mio convinto voto favorevole, e ringrazio il relatore e gli altri colleghi per il lavoro svolto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, intervengo anch'io a titolo personale per esprimere la mia soddisfazione riguardo all'approvazione del presente provvedimento e per ricordare l'opera meritoria svolta dai vigili del fuoco. Nel corso della mia vita professionale, infatti, li ho sempre trovati al mio fianco nelle esigenze di soccorso al cittadino e nei momenti più pericolosi dell'attività istituzionale.
Essi meritano, dunque, un regime di diritto pubblico del rapporto di impiego al fine di qualificare ancora di più quegli aspetti contrattuali che li hanno visti, negli ultimi tempi, insoddisfatti - e direi anche giustamente - a fronte dell'attività che svolgono quotidianamente.
Vogliamo qualificare di più il settore. Ecco perché non c'è da scandalizzarsi se il Corpo è sempre più vicino e simile, quanto ad organizzazione, alle Forze di polizia, sebbene, in questo momento, non rientri nel comparto della sicurezza. Comunque, l'analisi va fatta in base ai compiti svolti quotidianamente dai vigili del fuoco, al quale va un riconoscimento ed un grazie!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.
DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, non ho ancora sentito parlare dei volontari che operano nel Corpo dei vigili del fuoco. Questi ultimi hanno uguale dignità perché, come gli altri, rendono un importantissimo servizio alla collettività.
Per questo motivo, ricordo al sottosegretario che l'ordine del giorno da lui accettato
nel corso di questa seduta impegna il Governo a risolvere quella situazione di ostracismo nei confronti dei volontari che, purtroppo, è stata ereditata dalla precedente gestione, nella quale i volontari, considerati in concorrenza con i vigili del fuoco in servizio permanente, erano male attrezzati e non disponevano degli strumenti per poter operare al meglio.
Ciò che noi chiediamo al Governo, oggi, è un netto e radicale cambiamento nella gestione del settore. In particolare, chiediamo di eliminare tutte le barriere all'ingresso, al reclutamento volontario, che erano state create negli anni passati e, di conseguenza, di incrementare il numero dei volontari (già sono oltre 6 mila), i quali, com'è stato più volte ricordato, contribuiscono ad offrire un servizio pubblico volto al mantenimento dei requisiti minimi per garantire sicurezza alla nostra società.
In altre parole, va incentivato il reclutamento, vanno incrementati i distaccamenti dei volontari, va implementata la formazione e, soprattutto, va aggiornata la dotazione per conferire al volontario quella dignità che giustamente chiede e che noi necessariamente dobbiamo riconoscergli.
Quando, nel 2001, ci siamo presentati agli elettori, abbiamo sottolineato che uno dei punti del nostro programma era di aiutare chi aiuta. È proprio questo il caso: aiutiamo i volontari a prestare il loro servizio nel miglior modo possibile; lavoriamo per istituire un modello di corpo dei volontari più vicino all'Europa, il cui nome riecheggia spesso in quest'aula ma che, troppo spesso, non viene affatto presa a modello! Nella maggior parte dei paesi europei, è la componente volontaria quella maggioritaria, quella sulla quale poggia il Corpo dei vigili del fuoco.
Per avere migliori servizi, migliori tempi di risposta e maggiore efficienza, non si può pensare di supplire alle carenze con il servizio permanente: bisogna fare esattamente l'opposto. Chiediamo al Governo di aiutare chi aiuta e, quindi, di dare finalmente ai volontari quella dignità che essi chiedono, ormai, da troppo tempo.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
![]() |
![]() |
![]() |