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PRESIDENTE. Sulle proposte del presidente della I Commissione, onorevole Bruno, di rinviare in Commissione il provvedimento al nostro esame ha chiesto la parola l'onorevole Bielli, il quale è primo firmatario della proposta di legge n. 3105. Prego, onorevole Bielli.
VALTER BIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei provare, in pochi minuti, a far conoscere all'Assemblea quale sia stato l'iter di questo provvedimento.
Esso era giunto in aula in un testo unificato e - aspetto ancora più importante e significativo - con il voto favorevole espresso all'unanimità della Commissione. Nessun gruppo aveva espresso un voto contrario o una posizione di astensione sul testo unificato pronto per l'esame e l'approvazione da parte dell'Assemblea.
Era un atto politico rilevante, doveroso, per i destinatari del provvedimento, vale a dire le vittime ed i familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi. Lo ripeto: un atto dovuto e sicuramente doveroso. Tanto dovuto e tanto doveroso che in Commissione, tutti, avevamo convenuto sulla possibilità di accelerare l'iter del provvedimento attraverso l'esame in sede legislativa. Eravamo tutti convinti di ciò.
Il Governo, per bocca del sottosegretario Mantovano, ha fatto sapere che avrebbe avuto bisogno di tempo al fine di quantificare la spesa per la copertura del provvedimento e di inserirla nella legge finanziaria per il 2004. In maniera seria e responsabile abbiamo accettato che il Governo ci desse indicazioni circa la copertura finanziaria. Ciò è accaduto nel luglio dello scorso anno. Siamo a febbraio, credo quindi che il Governo abbia avuto il tempo per quantificare gli oneri finanziari.
Il provvedimento è stato esaminato dalle competenti Commissioni per l'espressione del parere. In Commissione bilancio si è verificato un fatto che deve far riflettere su cosa sta accadendo tra i vari Ministeri di questo Governo di cui qualcuno canta tanto le lodi. Io, di lodi, non ne vanto; anzi, rilevo un fatto più grave: ci troviamo in una situazione in cui un ministro non sa cosa faccia l'altro ministro. Perché?
In Commissione bilancio il sottosegretario per l'economia e le finanze, onorevole Molgora (credo sia ancora sottosegretario di questo Governo), ha espresso parere negativo sulla copertura finanziaria che ci è stata proposta, chiedendo alla Commissione Bilancio di fare altrettanto.
Cari colleghi, caro Presidente, siamo di fronte ad un fatto abbastanza particolare: il Governo, che aveva promesso di reperire la copertura finanziaria, non è stato in grado di indicarla.
A questo punto abbiamo accettato - il mio gruppo tra gli altri - di tornare in Commissione e mettere d'accordo i ministri che, a quanto pare, nella Casa delle
libertà, sono tanto liberi da non sapere cosa faccia l'uno o cosa faccia l'altro. Abbiamo detto: «Ritorniamo in Commissione». E ritorneremo in Commissione, ma per fare cosa e con quali tempi? Mi appello anche a lei, Presidente Casini, a lei che ha incontrato le associazioni dei familiari e che ha assicurato l'iter più veloce possibile per un provvedimento di questo tipo: le chiedo che questo rinvio in Commissione non sia sine die.
Ieri, il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, a margine della conferenza stampa dell'associazione dei familiari ha dichiarato: non preoccupatevi, per la copertura finanziaria, ci penso io. Ma intendeva dire: lo porteremo alla Presidenza del Consiglio dei ministri e sarà la Presidenza a trovare, in qualche modo, la copertura finanziaria.
È un'affermazione che credo possa indicare una volontà; ma se così stanno le cose, poiché il Governo assicura per bocca di un suo ministro che ci sarà la copertura finanziaria, allora martedì prossimo si vada in Commissione e il provvedimento venga inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea per il pomeriggio dello stesso giorno. Allora, sì, che alle parole seguiranno i fatti; altrimenti, rischieremmo di recare un danno grave alle aspettative di coloro che sono stati colpiti da atti così tragici, come il terrorismo e le stragi. Martedì prossimo, quindi, si potrebbe votare il provvedimento in Assemblea.
Ho una preoccupazione. Mi rivolgo ad una parte dell'Assemblea, a coloro che, anche durante la discussione sulle linee generali, hanno dichiarato di essere ben disposti nei confronti di questo provvedimento purché sia abbinato a quello in tema di grazia. Cari colleghi, questo è non solo inaccettabile e grave, ma scorretto dal punto di vista istituzionale. È scorretto perché il provvedimento in esame è una cosa seria - tutti abbiamo detto che è positivo e che, per questo, il suo iter va portato avanti in modo celere - e non si può adesso pensare che debba seguire la logica applicata ad altri provvedimenti. Sarebbe sbagliato, scorretto e - lo dico con molta forza - farebbe vergognare di fronte a coloro che si attendono invece un atto responsabile da parte di tutti.
Ecco perché mi appello a lei, Presidente, al presidente della I Commissione, a tutti i gruppi parlamentari che in Commissione hanno detto di andare avanti, di dimostrare che siamo persone serie e responsabili, perché, nonostante alcuni scontri avuti su alcune materie, esistono delle tematiche che possono e debbono unire tutti. Sul terrorismo e sulle stragi non sono ammesse divisioni, cari colleghi; su temi di questo tipo dobbiamo dimostrare che siamo persone responsabili, che conoscono le regole democratiche.
Per questo, noi saremo favorevoli al rinvio in Commissione del provvedimento purché martedì pomeriggio si venga in Assemblea e si voti in modo unanime, in quanto si tratta di soddisfare un'aspettativa del paese e quindi di un atto doveroso per tutti noi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, provo molto imbarazzo, e anche un po' di vergogna, come deputato di un Parlamento che sceglie la strada della corsia preferenziale per concedere la grazia ad una persona condannata in tre gradi di giudizio e che rinvia in maniera indecorosa un provvedimento di risarcimento alle famiglie delle vittime del terrorismo. Io mi vergogno, onorevole Presidente, di fronte ai cittadini. Come posso spiegare che abbiamo istituito tre nuove province con un costo incredibile e che non si trovano pochi spiccioli per risarcire le vittime del terrorismo (Applausi di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)? Non si tratta solo di un risarcimento materiale, Presidente; queste famiglie vogliono un risarcimento innanzitutto morale. Si tratta di vittime del terrorismo ignorate dal Parlamento, ignorate dalla politica. Perché questo ritardo?
C'è anche un altro problema, Presidente. Mi viene il sospetto che qualcuno abbia predisposto dei lunghi elenchi e, sulla base di questo numero infinito di elenchi, dica che il costo non è sopportabile. Sant'Iddio! Ci sarà pure qualche ministro che dice ai funzionari: noi dobbiamo fare solo l'elenco delle vittime del terrorismo, e non di altri delitti di diversa natura!
Si tratta di questo, onorevoli colleghi: di vittime del terrorismo! Certo, se ci mettiamo la mafia, la 'ndrangheta, attentati vari di altra natura e il racket, allora diventa un'altra cosa.
Prego i ministri e i sottosegretari, sollecitati dal ministro per i rapporti con il Parlamento, di leggere le carte dell'iter di questa proposta di legge. Infatti, ogni volta che essa approda in Commissione o in Assemblea in una condizione ottimale, sopraggiunge qualche evento che ne determina il rinvio.
Se permettete, questo è un altro senso di vergogna che deve provare un parlamentare: come si può esercitare un abbinamento, un condizionamento o un ricatto, stabilendo che o viene approvato il provvedimento di grazia per Sofri oppure la proposta di legge sul risarcimento alle vittime del terrorismo non potrà essere approvata?
Onorevoli colleghi, tra l'altro, questo è un provvedimento bipartisan: è firmato dagli onorevoli Bielli, Bornacin e da molti altri di noi. Io, in particolare, ho aggiunto la firma quasi per ultimo, perché su tali questioni non è bello voler apparire. Tuttavia, quando ho approfondito questa materia, quando ho letto gli atti e i verbali, mi sono reso conto che vi è una precisa volontà di boicottare questa proposta di legge! Qualcuno ne deve rispondere...
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo...
TEODORO BUONTEMPO. Sto concludendo, signor Presidente. Pur rispettando e conoscendo la serenità anche morale del presidente della Commissione, la richiesta di rinvio mi puzza lontano un miglio come un ennesimo tentativo per affossare questa proposta di legge.
O il presidente della Commissione bilancio interviene in questa sede per illustrare i termini del problema, indicando il tetto di spesa, oppure, entro la giornata di oggi, il ministro competente in materia deve venire in Assemblea per svolgere una relazione. Infatti, il Parlamento non può sopportare oltre che si perda nei meandri della burocrazia...
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, si avvii alla conclusione.
TEODORO BUONTEMPO. ...e dei veti incrociati una proposta di legge che è un atto morale molto importante ed un segnale significativo anche per fare arretrare il terrorismo, che nel nostro paese sta rialzando la testa (Applausi di deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
GIANCLAUDIO BRESSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, intervengo per cercare di restituire l'esatta dimensione alle cose. La vis provocatoria dell'onorevole Buontempo ha offuscato la sua capacità di comprensione di quanto sta avvenendo. Qui non è in atto alcun ricatto e nessuno ha posto in relazione l'approvazione di questo provvedimento con quella di altri.
La I Commissione affari costituzionali, all'unanimità, ha verificato che esiste un problema all'interno del Governo, quel Governo che lei sostiene, onorevole Buontempo. Infatti, tra i Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze non vi è accordo su come finanziare questo provvedimento. Non è nemmeno un problema della Commissione bilancio, la quale ha semplicemente certificato che non vi è la copertura finanziaria, perché il Governo non ha saputo fornire una risposta al riguardo.
Per tutti questi motivi, la I Commissione, all'unanimità, ha chiesto di convocare i ministri dell'interno e dell'economia
e delle finanze la prossima settimana, per trovare un punto di incontro e risolvere la questione.
Pertanto, non vi è alcuna provocazione politica e non vi è alcun ricatto: c'è solo una grande confusione nella sua testa, onorevole Buontempo!
ALFIERO GRANDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Grandi, le do la parola per un minuto a titolo personale. Prego, onorevole Grandi, ha facoltà di parlare.
ALFIERO GRANDI. L'onorevole Buontempo prova vergogna. Mi fa piacere che abbia vergogna del fatto che dobbiamo rinviare la legge in Commissione. Però, sia ben chiaro che la vergogna dipende da un ministro dell'interno che non sa indicare le cifre delle vittime, da un ministro dell'economia e delle finanze che ritiene che non ci sia la copertura, e quindi non l'ha trovata, e da una Presidenza del Consiglio che ha l'obbligo, peraltro non attuato fino a questo momento, di garantire la collegialità del Governo nella risposta. Quindi, la vergogna innanzitutto è quella di chi, con responsabilità politiche di Governo, non ha, fino a questo momento, consentito l'approvazione di questa legge.
Dopo di che, bisogna ricordare che qualcuno ha rinunciato ad emendare il provvedimento, che può essere migliorato, proprio per accelerarne l'iter, ma questo oggi non ci ha portato alla sua conclusione.
Questa è la ragione per cui, se di rinvio si deve parlare oggi, questo deve essere a data certa. Pertanto, chiedo al Presidente di fissare fin da ora, con l'accordo dei gruppi, all'ordine del giorno l'iscrizione del disegno di legge in modo tale che, nonostante non siano venute le risposte del ministro dell'interno, del ministro dell'economia e delle finanze e della Presidenza del Consiglio, saremo comunque in grado di varare questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Grazie, Presidente.
Credo che il problema di cui stiamo parlando sia di estrema importanza, innanzitutto sotto il profilo morale. Questo paese ha conosciuto stagioni nelle quali, purtroppo, anche dal punto di vista quantitativo, centinaia e centinaia di persone hanno perso la vita nell'ambito di stragi o di esecuzioni, di azioni terroristiche delle Brigate rosse, di gruppi eversivi dell'estrema sinistra o dell'estrema destra.
Proprio nella giornata di ieri il Governo, da me rappresentato, ha ricevuto le associazioni delle vittime dei familiari. Mi sono intrattenuto con loro per ascoltare le giuste rivendicazioni dei familiari e per verificare se c'era coincidenza fra questa tristissima contabilità di caduti, di familiari dei caduti e di persone che ancora oggi portano sulla loro pelle i segni degli attentati subiti e che hanno bisogno di assistenza e di cure mediche.
Finalmente, si è riusciti a concordare fra il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero dell'interno e le associazioni dei familiari - lo dico all'onorevole Buontempo - l'esatto numero dei beneficiari. Questo è un fatto estremamente importante, perché aver determinato con precisione la platea dei beneficiari di un provvedimento che cerca di dare un sollievo alle vittime del terrorismo, vuol dire anche poter quantificare esattamente l'onere finanziario. È vero che nel momento in cui si è identificata con precisione la platea dei beneficiari, il problema è solo quello della copertura.
Credo che il Governo non possa che essere sensibile a quella che è sicuramente una priorità. Tra le tante priorità di un paese civile, infatti, vi è quella di dare un riconoscimento non soltanto morale, ma anche economico, a chi, senza nessuna colpa, è rimasto vittima di attentati terroristici.
Questo è un segno di civiltà al quale il Governo sicuramente non si può sottrarre.
Quindi, sarà mia cura, come ho fatto ieri con le associazioni delle vittime dei familiari, far sì che questo problema, sin dal Consiglio dei ministri di domani mattina, sia iscritto nelle priorità del Governo per trovare una copertura finanziaria soddisfacente per risolverlo (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi, poiché l'onorevole Bielli ha chiamato in causa anche il Presidente della Camera, se mi consente, in modo irrituale, mi associo alle preoccupazioni manifestate dai colleghi. Credo infatti si tratti di provvedimento importante da portare alla sollecita decisione finale, sperando che sia positiva.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione la proposta formulata dal Presidente della I Commissione di rinviare in Commissione il testo unificato delle proposte di legge nn. 2725, 3105 e 4148.
(È approvata)
Il provvedimento, pertanto, è rinviato in Commissione.
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