Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 423 del 12/2/2004
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Rinvio del seguito della discussione della proposta di legge: Boato ed altri: Norme di attuazione dell'articolo 87 della Costituzione, in materia di concessione della grazia (4237) e dell'abbinata proposta di legge: Perrotta (4590) (ore 10,37).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge d'iniziativa del deputato Boato ed altri: Norme di attuazione dell'articolo 87 della Costituzione, in materia di concessione della grazia e dell'abbinata proposta di legge d'iniziativa del deputato Perrotta.
Ricordo che nella seduta di ieri è stata respinta una questione sospensiva e il relatore ed il Governo hanno espresso il parere sulle proposte emendative presentate.

DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, intervengo brevemente solo per chiederle un rinvio della discussione del provvedimento, atteso che il Comitato dei nove ha registrato la possibilità di pervenire forse ad un'ulteriore riflessione ai fini di una modifica del testo. Pertanto, all'unanimità è stato chiesto che la seduta su questo argomento possa essere aggiornata ad una data che eventualmente lei, insieme alla Conferenza dei presidenti di gruppo, riterrà di fissare.

CARLO LEONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Leoni, la invito anche ad esprimere eventuali obiezioni sulla proposta avanzata dal presidente Bruno.

CARLO LEONI. Non ci sono obiezioni. In ogni caso, signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo motivare la disponibilità del nostro gruppo su quanto propone il Presidente della Commissione, ove ci fosse uno spiraglio e la possibilità che dalla Camera esca una legge che sia effettivamente di buona e limpida attuazione dell'articolo 87 della Costituzione, affinché si facciano dei passi avanti e non dei passi indietro rispetto alla normativa vigente. Noi davvero non ci chiudiamo di fronte alla esplorazione di questa possibilità, seppure minima.
Di cosa ci rammarichiamo? Non torno alla valutazione su quanto è accaduto ieri perché il mio gruppo lo ha già fatto in quest'aula. Ci rammarichiamo del fatto che vi era una proposta di legge che non era di parte, perché è stata sottoscritta da parlamentari di entrambi gli schieramenti politici e da parlamentari di tutti i gruppi, ad eccezione di quello della Lega Nord Federazione Padana, che è stata esaminata con spirito costruttivo e sereno nella Commissione, anche in questo caso al di là della logica di maggioranza e opposizione, perché, come ha ricordato spesso il collega Boato, questo tema non rientra nei programmi della maggioranza o dell'opposizione. Oggi su questo tema è intervenuta invece una esigenza di chiarimento politico nella maggioranza di Governo, il che è del tutto improprio rispetto al percorso fin qui seguito.
Ripeto, qualora ci fosse anche un sottile spiraglio per andare avanti rispetto alla normativa esistente, noi non ci chiuderemo all'esigenza di percorrerlo e quindi siamo disponibili ad acconsentire ad un rinvio breve.
Ci sentiremmo rammaricati qualora, a questa volontà e allo stile che è stato seguito fin ad ora, dovesse sovrapporsi una logica maggioranza-opposizione che è stata, fin ad oggi, del tutto estranea ai lavori della nostra Commissione.

GIANCLAUDIO BRESSA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, il gruppo della Margherita ritiene che il lavoro svolto in Commissione e che ieri è stato, in maniera molto precisa,


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corretta e puntuale rappresentato dal relatore - che nel suo intervento non esprimeva posizioni personali, bensì il risultato di alcune settimane di attività dell'intera Commissione - sia un punto di equilibrio molto importante. Ci rendiamo conto, tuttavia, che quanto è successo ieri - e che io mi astengo dal commentare perché non è commentabile - ha comunque creato delle difficoltà che, probabilmente, questa mattina non potrebbero essere utilmente risolte.
Il gruppo della Margherita, pertanto, accede all'ipotesi del rinvio dell'esame, ma con una sottolineatura. Poiché riteniamo che il testo giunto in Assemblea rappresenti un punto di equilibrio vero, non tra una maggioranza ed una opposizione, ma rispetto all'attuazione della Costituzione e ad una legge che si inserisce nel nostro ordinamento senza scardinarlo o introducendo elementi che non potrebbero essere accettabili, reputiamo che questo rinvio sia utile, ma dichiariamo anche che non siamo disponibili ad arretramenti rispetto ai punti di equilibrio importanti che sono stati raggiunti. Soprattutto, non siamo disposti a fare passi indietro rispetto alla legislazione vigente. Pertanto, la Margherita accoglie la proposta del presidente Bruno, ma con questo spirito.

GRAZIELLA MASCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, sul merito della questione ci siamo confrontati anche stamani, all'interno del Comitato dei nove, ed abbiamo ribadito che, non essendovi elementi di novità nelle proposte avanzate dai colleghi di Alleanza nazionale, il merito, in realtà, era stato già lungamente discusso e approfondito nel corso dei lavori della Commissione. Siamo sempre disponibili a cercare di trovare una soluzione ai problemi e, quindi, siamo assolutamente d'accordo con la proposta avanzata dal presidente Bruno, ma anche noi vogliamo sottolineare il fatto che i temi proposti erano stati lungamente discussi e che non è possibile pensare ad un arretramento. Quindi, se un altro equilibrio va trovato, deve essere comunque in avanti o, semmai, all'interno dell'impianto che fin qui è stato concordato.
Tuttavia, anch'io vorrei sottolineare la gravità di ciò che è avvenuto ieri in aula, dove si sono manifestate forme di intimidazione a mio avviso senza precedenti. Questo aspetto ormai è stato lungamente discusso, ma credo non abbastanza rispetto alla gravità del problema: ci troviamo in questa situazione dopo i fatti gravissimi di ieri in aula, quando abbiamo assistito - lo ripeto - ad atti di vera e propria intimidazione nei confronti del relatore, della Commissione, del presidente Bruno, e di tutti coloro che hanno svolto un lavoro in ambito parlamentare. Questa è la cosa grave e la critica che noi esprimiamo, Presidente, è proprio questa: qui non siamo in presenza di qualche parlamentare che mette la maschera o espone un cartello o urla qualcosa; siamo di fronte a qualcosa di molto più grave! Per questa ragione, noi pensiamo che quel livello di gravità, che può avere una ricaduta perfino sulle modalità di lavoro del Parlamento e sulla credibilità del suo operato - in questo caso, di una Commissione - debba essere seriamente valutato, poiché penso non abbia precedenti (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

NUCCIO CARRARA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, anche noi siamo favorevoli alla proposta di rinvio; anzi, ci riteniamo soddisfatti e ci auguriamo che una pausa di riflessione possa consentire ai colleghi di accettare le richieste avanzate dal nostro gruppo, perché, come è noto, già da mesi Alleanza nazionale si batte per affermare almeno un principio inderogabile, vale a dire che la grazia venga concessa soltanto se richiesta, quindi che non vi siano casi di grazia concessa d'ufficio.


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Abbiamo sostenuto queste posizioni in I Commissione e abbiamo tentato di farle valere, ma la maggioranza della Commissione, con il voto contrario del nostro gruppo e di quello della Lega Nord Federazione Padana, ha cercato di seguire altre strade. Ci auguriamo che la riflessione possa far prevalere, alla fine, il buonsenso.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, sono d'accordo con le riflessioni svolte dai colleghi Leoni, Mascia e Bressa sulla proposta avanzata dal presidente della I Commissione, onorevole Donato Bruno. Forse si tratta di un tema un po' delicato e vorrei che riuscissimo ad ascoltarci reciprocamente. Non le avrei neppure chiesto la parola, signor Presidente, se poco fa non fosse stato accennato dal collega Carrara un problema non di metodo, quale quello posto correttamente dal presidente Bruno, bensì di merito.
Ieri abbiamo assistito (mi trovavo a pochi centimetri dal presidente e dal relatore) ad una vera e propria provocazione «scientificamente» organizzata dal leader di un partito politico nei confronti del relatore, del presidente della Commissione e dell'intera Commissione.
Ciò che lei ha detto ieri, che ha ripetuto oggi e che hanno ribadito i colleghi mi esime dall'andare oltre su questo punto; tuttavia, credo che costituirebbe un precedente parlamentare di una gravità istituzionale enorme se una provocazione organizzata in aula da un leader di un partito nei confronti della Commissione e dei suoi principali esponenti, il presidente ed il relatore, avesse come esito lo stravolgimento del provvedimento, sul quale la stessa Commissione si è pronunciata, dopo aver lavorato per settimane, e che l'Assemblea ieri si accingeva, dopo aver respinto la questione sospensiva, ad approvare nel merito.
Ho chiesto la parola perché il collega Carrara non si è limitato a convenire con la proposta avanzata dal presidente Bruno, ma ha riproposto una questione di merito - che intendo solamente accennare -, che stravolgerebbe totalmente il testo della proposta di legge, così come approvato dalla Commissione e così come il relatore ha sostenuto, anche durante l'espressione del parere sulle proposte emendative ad esso presentate.
Attualmente, il codice di procedura penale prevede, al comma 4 dell'articolo 681, il principio - oggi già vigente, collega Carrara - che la grazia possa essere concessa anche in assenza di domanda o proposta. Il gruppo di Alleanza nazionale, legittimamente ma con la contrapposizione degli altri gruppi - e, su questo punto, anche del gruppo della Lega Nord Federazione Padana -, sta riproponendo di tornare al codice fascista rispetto al codice Vassalli del 1988.
Questo non sarà mai accettabile e comporterebbe un totale stravolgimento della proposta di legge in esame: si tratterebbe di ritornare da una norma dello Stato di diritto, dello Stato laico e dello Stato costituzionale ad una norma del codice fascista. Con tutti i revisionismi o i ripensamenti cui ieri quest'aula ha dato ascolto, questo è l'unico punto insormontabile (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

LUCIANO DUSSIN. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, la proposta di rinvio avanzata oggi dal presidente della I Commissione giustifica un po' a posteriori il senso della questione sospensiva presentata ieri dal gruppo della Lega Nord Federazione Padana, che è stata votata praticamente solo dal gruppo di Alleanza nazionale.
Noi avevamo registrato un clima rovente, ed insistere sulla proposta di legge al nostro esame - come avevo già avuto modo di ricordare anche in Commissione - poteva senz'altro peggiorare la situazione esistente. Vorrei ricordare a tutti che il presente provvedimento ha l'unico scopo


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di far uscire dalla galera una persona che non vuole chiedere la grazia, e che al riguardo vi sono posizioni estremamente contrastanti.
Ricordo, peraltro, che la persona in questione era a capo di un movimento che voleva cambiare le istituzioni del paese in maniera non democratica (si parlava di insurrezione armata!). Quindi, è anche logico che vi siano prese di posizione molto distanti al riguardo. Pertanto, martedì, mercoledì o tra due settimane, le posizioni difficilmente cambieranno, perché il contenuto è questo.
Si rischiava - ed è ciò che, probabilmente, si verificherà - di compromettere le prospettive future. Noi chiedevamo di aspettare che fosse approvato il disegno di legge di riforma della seconda parte della Costituzione, che attribuisce al solo presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia. Considerato che il clima si sta arroventando ancora di più, alla fine, a Costituzione modificata, si rischierà che qualcuno pretenda di mettere mano al codice penale allo scopo di prescrivere che vi sia la richiesta dell'interessato. Questi comportamenti complicano ulteriormente la praticabilità di eventuali previsioni future che, in qualche modo, potrebbero risolvere la questione sollevata dai proponenti. Stiamo percorrendo, ahimè, proprio questa via!
Per quanto attiene al nostro movimento, effettivamente sono state presentate proposte emendative volte a prevedere la necessità della richiesta ai fini della concessione della grazia. Tuttavia, come ho ricordato in Commissione, tali proposte esprimono il tentativo di fermare un progetto di legge che, per le motivazioni riferite, non condividiamo. Intendevamo limitare l'eventuale danno: solo per questo motivo la Lega ha presentato quelle proposte emendative.
Ad ogni modo, mi associo alla richiesta di rinvio.

MICHELE SAPONARA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, innanzitutto, desidero esprimere, a nome mio e del gruppo di Forza Italia, piena solidarietà all'onorevole Taormina per quanto è successo ieri in quest'aula (Applausi del deputato Biondi). Anzi, gli esprimo l'apprezzamento per la sua correttezza, per il suo equilibrio e per la professionalità con la quale ha svolto l'incarico di relatore.
Ovviamente, aderisco all'istanza di rinvio avanzata dal presidente Bruno. Il gruppo di Forza Italia si impegna, attraverso l'opera del relatore, a tentare di dare soluzione all'unico problema veramente importante: quello di risolvere il dualismo tra Capo dello Stato e ministro della giustizia.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendo atto che tutti i gruppi parlamentari, motivando diversamente e dando giudizi anche radicalmente diversi sulla situazione concernente il provvedimento al nostro esame, non si sono opposti e, anzi, hanno aderito alla proposta di rinvio avanzata dal presidente Bruno.
Sarà la Conferenza dei capigruppo, nella prossima settimana, a dare al provvedimento una nuova collocazione all'interno della programmazione dei nostri lavori. A tale scopo, convocherò la Conferenza dei presidenti di gruppo per i primi giorni della prossima settimana.

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