Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 423 del 12/2/2004
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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

La seduta comincia alle 10,25.

ALBERTA DE SIMONE, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

Sul processo verbale (ore 10,30).

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare sul processo verbale.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, intervengo sul processo verbale e ne approfitto anche per un richiamo agli articoli 59 e 60 del regolamento perché la questione è congiunta. Signor Presidente, ovviamente mi rendo conto della situazione, tuttavia intervengo per chiedere una rettifica e, se possibile, un'integrazione al processo verbale. Mi rendo conto che la necessità di sintesi da parte degli uffici, che lavorano sempre con grande attenzione e sensibilità, porta a ridimensionare ciò che è accaduto ieri in aula. Tuttavia, mi pare che mettere a verbale semplicemente: «vibrate proteste» da parte dei deputati di Alleanza nazionale e, in seguito a questo, la decisione del Presidente di sospendere la seduta, ancorché per necessità di sintesi, sia un pochino riduttivo di quello che è accaduto.
Lei sa - ed è a verbale - che il relatore è stato apostrofato dal coordinatore di Alleanza nazionale, ex presidente del gruppo di Alleanza nazionale, con epiteti tra i quali «buffone», «mascalzone» e cose del genere.
Signor Presidente, questa è la prima cosa che vorrei dirle. Forse sarebbe utile che, a verbale, queste «vibrate proteste» fossero - magari - più stigmatizzate, per la portata che hanno.
In riferimento agli articoli 59, 60 e seguenti del regolamento, signor Presidente lei sa - e mi associo alle parole pronunciate ieri dalla collega di Rifondazione comunista - quale rispetto ho nei suoi confronti e nei confronti della gestione della Presidenza. Signor Presidente, la pregherei di concedermi un secondo di attenzione. L'articolo 59 del nostro regolamento al primo comma, recita: «Se un deputato pronunzia parole sconvenienti oppure turba col suo contegno la libertà delle discussioni» - e la pregherei di fare attenzione anche a questo secondo aspetto dell'articolo - «o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama nominandolo».
Signor Presidente, il successivo articolo 60, al primo comma, recita: «Dopo un secondo richiamo all'ordine avvenuto nello stesso giorno, ovvero, nei casi più gravi, anche indipendentemente da un precedente richiamo, il Presidente può disporre l'esclusione dall'aula per il resto della seduta, se un deputato ingiuria uno o più colleghi o membri del Governo».
Signor Presidente, è la configurazione plastica di quello che è successo ieri. Lei, l'altro ieri, ha espulso dall'aula alcune colleghe che avevano indossato una maschera perché, evidentemente, ha ritenuto che abbiano creato turbativa ai lavori dell'Assemblea. Credo che lei, Presidente, dovrebbe dare a quest'Assemblea una


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spiegazione, chiarendo per quale ragione adotti provvedimenti e atteggiamenti diversi a seconda che si tratti di una protesta dell'opposizione ovvero di ingiurie e tumulti causati dalla maggioranza, tanto più perché - come sa - io la rispetto e credo che lei si stia comportando molto bene come Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, anzitutto le voglio dire questo con molta lealtà: il Presidente non ha il dono dell'infallibilità, per cui può darsi anche che io abbia sbagliato nella conduzione della seduta di ieri. Di questo, se è successo, me ne dispiaccio. D'altronde, nel resoconto stenografico sono contenute tutte le cose a cui lei ha fatto riferimento e, in particolare, il richiamo che ho rivolto all'onorevole La Russa. Debbo anche dire che, vedendo le cose da questo angolo visuale, forse a volte si ha una visione diversa: è molto difficile percepire le parole e le situazioni in un clima surriscaldato come quello che ieri si è determinato in aula. Ciò che ho constatato è stato un inaccettabile tentativo di intimidazione ai danni del relatore, con il quale ho solidarizzato prima della sospensione dei lavori dell'Assemblea e dopo. Le anticipo anche che ho scritto questa mattina - penso che arriverà nel pomeriggio - una lettera al presidente del gruppo di Alleanza nazionale perché sono profondamente rammaricato di quanto ieri è successo. Le assicuro che le sue considerazioni di questa mattina, onorevole Giachetti, saranno riprodotte negli atti parlamentari, ai fini del processo verbale.

CESARE RIZZI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo? Sempre sul processo verbale?

CESARE RIZZI. Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Rizzi, ma il processo verbale non può rimanere, per così dire, «appeso».
Se non vi sono obiezioni, il processo verbale si intende approvato.
(È approvato).

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