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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2291 ed abb. sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
ALESSIO BUTTI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.13 della Commissione ed esprime parere contrario sulle restanti proposte emendative riferite all'articolo 4.
PRESIDENTE. Il Governo?
NICOLA BONO, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Spini 4.1, sul quale vi è anche il parere contrario della V Commissione bilancio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, sarebbe interessante conoscere le motivazioni del parere contrario della V Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Spini, i pareri della V Commissione sono distribuiti in fotocopia e non vengono ripetuti dalla Presidenza. Tuttavia, in tal caso, il parere sull'emendamento Spini 4.1 è contrario, in quanto suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura.
VALDO SPINI. È come pensavo: il testo approvato in Commissione prevedeva una spesa di 1 milione di euro per il 2003 ed una spesa di 2 milioni di euro per il 2004, per complessivi 3 milioni di euro. Probabilmente, la Commissione ha qualche dubbio al riguardo.
Semplicemente, propongo di ripartire questi oneri diversamente, ossia con una ripartizione interna che è, a mio parere, più equilibrata. In questo senso, quindi, mi ero rivolto al relatore, affinché prendesse in considerazione tale ripartizione, se non nella sua interezza, magari anche operando delle modifiche. Infatti, è evidente che, se si vuole istituire una fondazione con valenza nazionale, con capacità di fare sistema e di agire in tutto il paese, è contraddittorio che poi la stessa abbia meno soldi dei singoli musei che ne faranno parte.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Spini 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 271
Maggioranza 136
Hanno votato sì 95
Hanno votato no 176
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.13 della Commissione.
Ricordo - l'avevo già detto in precedenza - che la Commissione bilancio ha condizionato il proprio parere favorevole sul testo del provvedimento elaborato dalla Commissione di merito alla condizione che, al fine di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, sia approvato l'emendamento 4.13 della Commissione, ossia quello in esame.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carli. Ne ha facoltà.
CARLO CARLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la Presidenza per la puntuale informazione. Tuttavia, la questione riguarda il merito e non tanto la rispondenza al parere della Commissione. Per quanto riguarda il merito della questione, e mi rivolgo in particolare al relatore, ma anche a chi è intervenuto, come gli onorevoli La Russa e Migliori, è bene sapere che per i due terzi i finanziamenti si concentrano su Milano e su Como. Rispetto ad un sistema che è così diffuso sul territorio nazionale, - da Firenze, Prato, a Roma ed anche a Lecce -, al resto d'Italia saranno destinati soltanto spiccioli. Pertanto, è veramente incongruo ed ingiusto che le risorse finanziarie, peraltro scarse nel loro insieme, siano anche mal distribuite.
Per questa ragione, gli emendamenti da noi presentati e sui quali è stato espresso parere contrario, partivano invece da una valutazione diversa, ovvero che il contributo finanziario dello Stato andasse rapportato al patrimonio che le strutture presenti hanno sul territorio e che portano alla fondazione. In sostanza, quelle realtà territoriali che hanno un certo patrimonio possono avere per quelle strutture un finanziamento che è corrispondente all'entità del patrimonio che portano all'interno della fondazione.
Si trattava di un criterio di equità e di giustizia che non è stato minimamente accolto. Per questa ragione, nonostante la Commissione bilancio abbia formulato quelle raccomandazioni, esprimiamo il voto contrario su questo emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.13 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 269
Votanti 264
Astenuti 5
Maggioranza 133
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 87.
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 4.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colasio. Ne ha facoltà.
ANDREA COLASIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un punto particolarmente delicato e pertanto insisto con il relatore e la maggioranza. Cosa si chiede con questo emendamento? Si richiede che Roma - mi rivolgo anche al collega Buontempo - non sia marginalizzata. Vorrei essere molto chiaro: la storia del made in Italy ha un grande nome fra gli altri: le sorelle Fontana. È il 1949: il vestito di Linda Christian per il suo matrimonio con Tyron Power. Se noi vogliamo misconoscere questo, non diamo una lira all'atelier di Micol Fontana.
L'atelier di Micol Fontana a piazza di Spagna rappresenta una delle realtà più importanti come momento genetico della storia del costume e della moda del nostro paese. Nasce infatti un polo alternativo a Parigi. È possibile che con questa legge noi non diamo una lira a Roma e all'atelier di Micol Fontana? Credo sia metodologicamente sbagliato e contraddice l'idea di rete. Abbiamo ipotizzato giustamente che il sistema moda sia reticolare: non è tuttavia sufficiente evocarlo, ma occorre anche allocare risorse nel sistema.
Il polo romano in tal senso è un polo strutturale di questo sistema. Credo che questo emendamento rappresenti la presa d'atto di una grande realtà del paese (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 4.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 277
Votanti 275
Astenuti 2
Maggioranza 138
Hanno votato sì 101
Hanno votato no 174
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bimbi 4.4 e Magnolfi 4.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Il parere contrario della Commissione sugli emendamenti in esame esplicita quanto è stato detto nell'intervento dell'onorevole Carli. In Commissione abbiamo lavorato identificando alcune strutture che potessero significare i criteri con cui creare il museo a rete. Tuttavia, la fondazione ha un finanziamento assolutamente gracile per poter svolgere le sue funzioni. Inoltre, alcune delle strutture identificate come portanti dell'idea della rete - prima abbiamo parlato di Roma, in questo caso parliamo di Prato: rimando al pregevole intervento in sede di discussione sulle linee generali dell'onorevole Carli - addirittura non hanno finanziamento. Sostanzialmente, si tratta di una scelta localistica che contraddice la razionalità della costruzione di un museo di sistema.
Gli emendamenti in esame non sono tanto volti ad ottenere gli spiccioli dei finanziamenti, ma a difendere la razionalità della nostra proposta.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bimbi 4.4 e Magnolfi 4.14, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 270
Maggioranza 136
Hanno votato sì 86
Hanno votato no 184
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grignaffini 4.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. L'emendamento in esame è volto ad uscire dal localismo e dal campanilismo modificando la ripartizione tra le varie sedi. Proponiamo, in altre parole, di ripartire le risorse tra le strutture in cui si articola il sistema museale in ragione del patrimonio apportato al sistema stesso ed alla fondazione. Con tale emendamento si tenta di fare un discorso equo e che funga da stimolo.
Ad esempio, non ho ancora capito, per quanto riguarda Milano, quale sia il conferimento iniziale. In merito all'istituzione abbiamo già votato: quindi, Milano ha già avuto i suoi 2 milioni di euro. Almeno sul funzionamento proponiamo di dare in proporzione a quanto ciascuno apporta. Chi ha visitato il museo del tessuto di Prato ha visto tante cose e da parte di tale istituto vi sarebbe, dunque, un apporto evidente.
Nessuno dovrebbe avere paura di un emendamento di tal genere, che incentiva le regioni ed i comuni a darsi da fare. Mi sembra un criterio generale logico ed inoppugnabile e mi dispiace che su questo non possiamo confrontarci. Sarebbe opportuno stimolare il sistema ad ulteriori traguardi ed acquisizioni. Infatti, quando la città «x» o la regione «y» sanno che riceveranno in rapporto a quanto conferiscono in termini di patrimonio e dotazione è chiaro che si daranno da fare. In caso contrario, invece, nel funzionamento saranno privilegiate tre realtà: Milano, Como e Lecce. E perché non le altre realtà? Perché, ad esempio, non la Micol Fontana di Roma?
Il criterio oggettivo fornito dall'emendamento in esame sarebbe il modo migliore per risolvere tale situazione. Dunque, raccomando a chiunque abbia a cuore la nascita di un sistema efficiente di votare a favore dell'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 4.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 272
Maggioranza 137
Hanno votato sì 87
Hanno votato no 185
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 4.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 273
Maggioranza 137
Hanno votato sì 89
Hanno votato no 184
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bimbi 4.8 e Magnolfi 4.15, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 275
Maggioranza 138
Hanno votato sì 88
Hanno votato no 187
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Spini 4.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Non cesso di cercare di fornire soluzioni oggettive. Dato che non si è voluto accettare la soluzione dell'apporto, propongo allora che sia il ministero, sentite le regioni, ad attribuire questi fondi di funzionamento. Credo, infatti, che in qualche modo ci voglia un'autorità terza. Che cosa dovrei dire di più? Sono all'opposizione e vi propongo di attribuire tale facoltà al ministero, perché penso che voi possiate essere garantiti da esso; anzi, vi auguro di starci il più a lungo possibile, fino al 2006 (naturalmente a verifica effettuata!)! Cosa dovrei dire di più?
Posso dirlo in forma scherzosa, ma non scherzo su questo, perché mi ricordo maestri come Ernesto Rossi ed altri. Qui si tratta di uscire da una politica che privilegia rapporti di forza momentanei e di far sì che il ministero, sulla base di criteri oggettivi, si assuma la responsabilità di attribuire i fondi di funzionamento. Mi sembra un buon modo di effettuare finanza pubblica e di difendere il reddito dei cittadini che pagano le tasse, siano essi di Belluno o di Agrigento, di Firenze o di Napoli. Questo, infatti, è veramente un criterio oggettivo e, al tempo stesso, di garanzia per voi, che vi trovate in questo momento al Governo.
Altrimenti, certo, c'è la spada di Brenno: in questo momento comandiamo noi e i soldi si danno a Milano, a Como e a Lecce. Lo dico, peraltro, con tutto il rispetto per quelle tre città, alle quali voglio naturalmente molto bene. Non mi sembra però che questo sia il modo giusto di procedere. Vedo fra voi tante persone che so che hanno a cuore il denaro pubblico e un modo di spenderlo improntato ad un criterio di sana efficienza pubblica, a cui veramente faccio appello. In un momento in cui il paese è abbastanza vigile su questi aspetti, vista la situazione non facile, che altro dovrebbe fare un deputato dell'opposizione che propone addirittura il Governo quale garante di un'equa ripartizione delle risorse? Oppure veramente vale la spada di Brenno, il vae victis; però, attenzione, queste cose si possono vincere oggi, ma danneggiano un domani.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Spini 4.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 281
Votanti 280
Astenuti 1
Maggioranza 141
Hanno votato sì 92
Hanno votato no 188
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 4.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 276
Votanti 275
Astenuti 1
Maggioranza 138
Hanno votato sì 89
Hanno votato no 186
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Spini 4.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 278
Votanti 277
Astenuti 1
Maggioranza 139
Hanno votato sì 91
Hanno votato no 186
Sono in missione 66 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benedetti Valentini 4.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Perrotta. Ne ha facoltà.
ALDO PERROTTA. Signor Presidente, credo che, pur con tutta la buona volontà, la Commissione abbia commesso un piccolo errore, perché, senza discutere dei 3 milioni di euro per le tre strutture museali principali, ci sono poi altri 3 milioni e 500 mila euro per il funzionamento delle stesse. Ebbene, noi non possiamo destinare 3 milioni di euro (per il funzionamento) a tre musei che già ne hanno avuti assegnati altri 3 milioni, e prevedere invece solo 500 mila euro, in due anni, per il funzionamento di altri 8 musei (quelli di Busto Arsizio, di Reggio Calabria, di Caserta, di Spoleto, di Lecce e di Venezia).
Allora, con questo emendamento si prevede di destinare ai tre musei principali 2,5 milioni di euro, invece di 3 milioni di euro, mentre si stabilisce di attribuire mezzo milione di euro a quei poveri 8 musei che ne hanno solo 500 mila (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carli. Ne ha facoltà.
CARLO CARLI. Signor Presidente, mi fa piacere che anche alcuni esponenti della maggioranza colgano una certa incongruità nella ripartizione dei fondi. È un'ingiustizia, perché si prevede di attribuire i due terzi dei finanziamenti a Milano ed a Como (non vi è, quindi, equità nella ripartizione delle risorse per il sistema museale). Anche se quanto previsto, a nostro avviso, non è il massimo, l'emendamento si pone nella direzione che, fin dal primo momento, abbiamo sempre sostenuto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, colleghi, non si tratta di un problema di maggioranza o di minoranza, perché il provvedimento è stato condiviso nella sua ratio e nelle sue finalità. Come già affermato dal collega Perrotta, si tratta di un emendamento, se volete, marginale che, tuttavia, ha un significato notevole. Per quanto riguarda l'impianto, le strutture, tutte le risorse sono state dirottate sulle tre strutture museali leader del sistema museale ed al riguardo non abbiamo presentato alcun emendamento. Per quanto riguarda, invece, il loro funzionamento, tutte le risorse sarebbero destinate solo alle tre strutture museali citate, mentre alle altre otto strutture esistenti, le quali chiedono solo di poter funzionare (si tratta di centri che non hanno possibilità di approvvigionamento finanziario locale o capacità di autofinanziamento), andrebbe forse solo un ventesimo delle risorse previste.
Con l'emendamento in esame, pertanto, è stata solo ristretta, e non ribaltata, la forbice; non è stata, inoltre, modificata l'entità del problema, né il saldo complessivo, perché la cifra complessiva è la stessa. Chiediamo che anche le altre strutture si trovino nelle condizioni di funzionare con l'attribuzione di un contributo decente.
Pertanto, senza stravolgere i termini finanziari del problema, le compatibilità o i principi sottesi, ritengo che l'emendamento in esame debba essere senz'altro approvato.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benedetti Valentini 4.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 267
Votanti 264
Astenuti 3
Maggioranza 133
Hanno votato sì 120
Hanno votato no 144
Sono in missione 66 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 272
Votanti 268
Astenuti 4
Maggioranza 135
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 82).
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