Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 418 del 4/2/2004
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(Proposta di introdurre una pratica rituale alternativa all'infibulazione - n. 3-03015)

PRESIDENTE. L'onorevole Paoletti Tangheroni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03015 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. L'interrogazione riguarda la proposta del centro di prevenzione e cura delle mutilazioni sessuali dell'ospedale di Careggi di Firenze. Il ginecologo che dirige tale centro, dottor Omar Abdulkadir, ha proposto di effettuare, attraverso un rito cosiddetto alternativo, un'infibulazione soft.
In proposito, ritengo sia necessario che le bambine somale che vivono in Italia abbiano «un giudice a Berlino» e noi dobbiamo essere per loro quel giudice. Per tale motivo mi rivolgo al ministro affinché intervenga ai sensi dell'articolo 117, lettera m), della Costituzione, in quanto su tale questione si registra un preoccupante silenzio a fronte di una apertura verso questa pratica da parte del presidente dell'ordine dei medici e, soprattutto, da parte dell'assessore alla salute della regione Toscana, Enrico Rossi.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, occorre determinare con precisione la fattispecie di cui stiamo parlando. Infatti, il Governo è contrario a qualsiasi forma di mutilazione genitale femminile, che deve essere contrastata con fermezza, in quanto non ci sono dosi di riduzione del danno di possibili violazioni dell'integrità fisica della donna che possano essere accettate.
Quindi, qualsiasi pratica realizzata nelle strutture sanitarie del nostro paese, anche se con modalità non invalidanti, non può essere consentita. Infatti, come ho già affermato rispondendo ad un'altra interrogazione, una cosa è comprendere le tradizioni culturali diverse da quelle del nostro paese, un'altra è accettare una tolleranza che, naturalmente, trova un limite nel rispetto dei diritti inviolabili della persona.
In Italia non è possibile effettuare mutilazioni genitali presso strutture del Servizio sanitario nazionale; in tal caso il professionista sanitario, oltre a contravvenire al codice di deontologia medica e all'articolo 5 del codice civile, che vieta atti di disposizione del proprio corpo che cagionino una diminuzione dell'integrità fisica, potrebbe essere perseguito anche ai sensi dell'articolo 582 del codice penale, che prevede il reato di lesione personale.
Per quanto riguarda i fatti denunciati dall'onorevole interrogante si sottolinea


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come il ministero abbia tempestivamente preso i necessari contatti con l'ordine professionale dei medici di Firenze e con gli organi istituzionali regionali, in primis con l'assessore regionale alla sanità, per seguire e monitorare la questione. Il presidente della competente commissione regionale, in merito ad una mozione approvata all'unanimità dal consiglio regionale che impegna la giunta a non autorizzare la pratica della cosiddetta infibulazione dolce, ha comunicato di aver investito della questione anche il comitato etico regionale. Pertanto, al momento la questione è ancora oggetto di dibattito.
Ritengo opportuno che si fissi un discrimine molto chiaro fra le tipologie di mutilazioni. Altra cosa sono, infatti, i riti simbolici o consuetudini come, ad esempio, quello di forarsi l'orecchio per inserire gli orecchini; in quest'ultimo caso la questione è assolutamente diversa. Si tratta, quindi, della possibilità, sulla quale vi è in corso un dibattito, di addivenire a forme rituali e simboliche che non ledano minimamente le persone e possano anche contribuire a combattere questa terribile mutilazione qual è l'infibulazione. Questo, però, ripeto, pone la discussione su un altro piano. Ciò che in questa sede desidero ribadire è che, sia per quanto previsto dal nostro ordinamento sia per quanto intende fare il Governo, non si permetterà mai l'accettazione del concetto di riduzione del danno, inteso come riduzione della mutilazione, che, comunque, comporti una mutilazione per la donna sottoposta a questo tipo di pratiche.

PRESIDENTE. L'onorevole Paoletti Tangheroni ha facoltà di replicare.

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Signor Presidente, sono veramente molto soddisfatta della risposta fornita dal ministro Giovanardi da cui si evince che non è possibile addivenire a possibili riduzioni di danno quando si prende in considerazione il principio fondamentale dell'integrità fisica delle donne. Su questo non si transige!
Colgo l'occasione anche per dire che questa barbara pratica è rifiutata dalla maggioranza delle associazioni delle donne dei paesi in cui esse sono effettuate. Noi ci troveremmo, se mai dovesse passare l'idea di un'infibulazione soft - ma ora ciò non sarà più possibile perché il Governo si è espresso chiaramente al riguardo - di fronte alla paradossale situazione di far passare questa idea, a seguito di una malintesa interpretazione della integrazione culturale, nonostante nei paesi in cui si effettuano tali pratiche, le donne lottino e paghino duramente per contrastarle (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

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