Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 418 del 4/2/2004
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(Iniziative per garantire la sicurezza degli utenti ed una più efficace gestione della rete autostradale - n. 3-03013)

PRESIDENTE. L'onorevole Migliori ha facoltà di illustrare l'interrogazione Anedda n. 3-03013 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5), di cui è cofirmatario.

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, nel pomeriggio del 29 gennaio scorso una bufera di neve si è abbattuta sull'Italia centro-settentrionale, in modo particolare sulla Toscana. Ciò ha determinato il collasso della viabilità minore e, in modo preoccupante, anche delle maggiori reti autostradali, di fatto bloccando i collegamenti tra il nord ed il sud del nostro paese.
Con l'interrogazione in titolo il gruppo di Alleanza nazionale pone al Governo l'esigenza di una verifica della funzionalità e della tempestività dei sistemi di prevenzione, di allarme, di emergenza e di informazione nei confronti degli automobilisti utenti anche per quanto riguarda le previsioni meteorologiche. Pensiamo siano necessarie maggiori sicurezza e prevenzione affinché quanto accaduto, soprattutto nelle autostrade, giovedì scorso non abbia a ripetersi.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Dividerò la risposta, onorevole Migliori, in due parti: la prima è sui fatti, perché la Protezione civile, con una direttiva della Presidenza del Consiglio, ha il compito di monitorare la situazione. Alle ore 14 del 29 gennaio la Protezione civile aveva integrato un avviso del giorno prima, diramandolo, nel quale si diceva che ci sarebbero state nevicate a quote basse, localmente anche in pianura, su Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e zone interne del Lazio. Tale avviso è stato inviato al responsabile della Protezione civile delle regioni e degli uffici territoriali di Governo esposti al maltempo, a tutte le province della Toscana, all'ANAS, alla Società Autostrade, alle Ferrovie dello Stato e alla Polstrada.
A partire dalla mattina del 28 gennaio, dopo la diramazione dell'avviso di allerta, la Protezione civile e le sale operative dell'ANAS e della Società Autostrade hanno attivato una stretta collaborazione, provvedendo a convocare i rappresentanti delle due società, che hanno operato presso il Centro situazioni del dipartimento stesso ininterrottamente fino alle ore 20 del 30 gennaio. In particolare, notizie relative ad una sopraggiunta congestione del traffico, a causa della nevicata sul tratto dell'autostrada A1, fra Roncobilaccio e Firenze nord, è stata segnalata alle ore 13,45 del 29 gennaio al Dipartimento della Polstrada. Immediatamente, il Centro situazioni ha provveduto a contattare gli uffici territoriali di Governo della Toscana.
Alle ore 16 la Società Autostrade ha comunicato la chiusura del tratto autostradale in questione. Alle ore 16,50 la regione Toscana ha informato il dipartimento della Protezione civile di aver ri


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chiesto alla Società Autostrade l'invio di squadre di volontari ai caselli di Firenze sud, Calenzano e Barberino del Mugello, per l'assistenza agli automobilisti rimasti bloccati sul tratto autostradale. Successivamente, alle ore 18,30, la regione Toscana ha inviato una colonna mobile composta da 13 fuoristrada, 2 autoambulanze e 45 volontari, mentre la sala operativa della regione Emilia Romagna comunicava di aver mandato squadre di volontari con generi di conforto presso la direzione del terzo tronco autostradale. Alle ore 21,45 il traffico ha finalmente iniziato a defluire e alle ore 22,30 è stato riaperto il tratto autostradale interessato dal blocco.
Fin qui, ciò che ha fatto il dipartimento della Protezione civile, in collaborazione con l'ANAS e con le regioni interessate. Resta, dunque, da vedere cosa sia successo sul terreno, i motivi per i quali si è giunti a tale situazione, malgrado le segnalazioni tempestive, la mobilitazione e la sala in cui è stata seguita la situazione. Da questo punto di vista, già venerdì mattina 30 gennaio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha chiesto, nell'ambito dei suoi poteri di vigilanza, un rapporto dettagliato all'ANAS, per vedere se ci siano eventuali responsabilità. Siamo, pertanto, in attesa di avere questo rapporto dettagliato, al fine di verificare - si potrà approfondire la questione eventualmente in occasione della presentazione di un ulteriore atto ispettivo (sempre in occasione del question time o in altra occasione) - per quali motivi e per quali responsabilità, a fronte di un'organizzazione che è stata efficiente e tempestiva, si siano poi registrati, sul terreno, disguidi e blocchi stradali.

PRESIDENTE. L'onorevole Bellotti ha facoltà di replicare per l'interrogazione Anedda n. 3-03013, di cui è cofirmatario.

LUCA BELLOTTI. Signor ministro, sono una di quelle persone che potrebbe raccontarle in diretta la cronaca di quanto è accaduto in quelle ore.
Chiaramente prendiamo atto, in maniera positiva, dell'intervento da parte del ministro, volto a conoscere i fatti. Tuttavia, credo che, in un paese importante come il nostro, una nevicata non possa bloccare le attività economiche, nonché quegli aspetti legati alla vita dei tanti cittadini, che in quel momento si sono sentiti veramente in una sorta di incapacità, anche ad avere delle informazioni. L'informazione pubblica ha funzionato fino ad un certo orario, perché dove serviva non è più arrivata (nemmeno i soccorsi di fronte alle più importanti necessità).
Penso che dovremmo ricordare - il ministro lo ricorderà di certo - a chi ha le responsabilità importanti, di carattere pubblico che chi sbaglia dovrebbe pagare, specie per gli errori che si producono nell'ambito pubblico. Sembra che siamo di fronte quasi ad una sorta di incapacità «addestrata», perché questi fatti avvengono ripetutamente; credo, quindi, che sarà veramente necessario andare in fondo.
Non voglio parlare di dimissioni incoraggiate; sicuramente, occorre verificare gli errori commessi per evitarli nel futuro. Diventa infatti difficile pretendere o pensare di chiedere aumenti delle tariffe pubbliche quando non si riesce ad offrire un servizio di pubblica utilità all'altezza di un paese civile qual è il nostro (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

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