Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 418 del 4/2/2004
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4351)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, voteremo a favore del disegno di legge di ratifica dell'Accordo tra Italia e Nigeria sulla reciproca promozione e protezione degli investimenti e ci associamo anche alle considerazioni contenute nella relazione, seppure breve, richiamando il lavoro già svolto in Commissione e il testo scritto dell'onorevole Zacchera.
È questo il settimo disegno di legge di ratifica che la Camera si appresta a votare oggi. In due casi si tratta di ratifiche definitive, visto che sono provvedimenti già approvati dal Senato. Ciò vuol dire che, in meno di sei mesi, abbiamo completato l'iter parlamentare.
Anche per le altre cinque ratifiche si profila un iter rapido al Senato, che consentirà di ratificare accordi internazionali nel giro di pochi mesi. Tuttavia, per sei di queste sette ratifiche si tratta di accordi che furono firmati nella precedente legislatura, dal precedente Governo, e il tempo medio per giungere all'esame del Parlamento è stato di cinque anni!
Quindi, alla fine di questa breve, agile e unitaria «sessione di ratifiche», ci permettiamo di sottolineare che sarebbe importante giungere ad una normativa quadro, ma sarebbe utile altresì che, nel frattempo, il Governo realizzasse ciò che ha dichiarato di voler fare in Commissione.
Ricordo all'Assemblea che c'è una nota molto dettagliata del Ministero degli affari esteri - come rammentano anche i colleghi della Commissione - in cui si dice che molte cose il Governo può già farle fin da ora e che forse non c'è neppure bisogno di una normativa quadro.
Gli accordi oggetto di ratifica di questa breve sessione riguardavano la protezione degli investimenti: ci sono 50 accordi internazionali volti a proteggere gli investimenti, oggi ne abbiamo ratificati altri due; sarebbe utile sapere quanti ne mancano, quanti sono in corso di negoziato e per quale ragione non si esaminano tutti insieme. Tra gli accordi oggetto delle ratifiche che oggi abbiamo esaminato, c'è la questione delle doppie imposizioni: ci sono 70 accordi internazionali e bilaterali per l'eliminazione delle doppie imposizioni; sarebbe utile sapere quanti ne mancano, come stanno andando e via discorrendo.
Il Governo ha detto, ripeto, di poter già fare alcune cose. Ora, forse questi disegni di legge che erano stati presentati tra luglio e settembre erano prematuri rispetto all'impegno preso dal Governo in Commissione, tuttavia chiederei al sottosegretario Ventucci, che sta seguendo in Commissione l'iter di quella normativa, e al sottosegretario Boniver, che è responsabile di questi provvedimenti, di valutare,


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per le successive ratifiche, la possibilità di mettere in pratica gli indirizzi che il Governo ha dichiarato di voler attuare in attesa di una normativa quadro.
Per quanto riguarda invece il Parlamento, mi pare che anche questa breve sessione confermi l'utilità di giungere ad un riordino delle procedure in materia, che possa restringere i tempi e facilitare il lavoro, sia del Governo che del Parlamento. Il Parlamento non vuole interferire su un insieme di atti che sono di esclusiva competenza del Governo, ma certo vorremmo che, in occasione della ratifica di questi atti, si possa svolgere un dibattito di politica estera più intenso, più approfondito e più concentrato, così da consentire al Parlamento di svolgere efficacemente la funzione di controllo che gli è propria.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.

GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, intervengo brevemente per annunciare che anche il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo voterà a favore della ratifica dell'Accordo in esame.
Pur non volendo togliere nulla all'importanza e al contenuto di tale Accordo, che riguarda la promozione e la protezione degli investimenti in Italia e in Nigeria, vorrei rilevare - rivolgendomi, in particolare, al Governo -, l'importanza dell'attività diplomatica nei confronti delle nazioni del continente africano.
È vero, infatti, che negli ultimi anni ci siamo impegnati - e mi sembra a buona ragione - nella costruzione dell'Unione europea, ma è altrettanto vero che oggi, qualora si presenti un'emergenza sociale o politica (mi sembra che i flussi migratori provengano in larga misura da quell'area, e vi sarà pure qualche motivo), la maggiore attenzione verso il continente africano può riguardare un contenuto specifico, come nel caso del presente accordo, ma può rappresentare anche un'azione politica ben più importante, che abbia orizzonti più ampi.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Signor Presidente, so di non raccogliere certamente le simpatie di quanti hanno desiderio di andare - come è giusto, a quest'ora - a consumare un breve pasto, ma vorrei sottolineare l'importanza della seduta odierna, che finalmente ha visto, data l'ora in cui è stata fissata, un «pubblico» un po' più numeroso di quello che, solitamente partecipa ai nostri lavori, soprattutto in occasione delle discussioni sulle linee generali, che si svolgono il lunedì pomeriggio. In tali sedute, infatti, potremmo riunirci dentro una cabina telefonica, perché ci ritroviamo in pochissimi!
Affermo ciò non per amor di ruolo, ma soltanto perché ritengo che tutto quanto attenga alla politica internazionale abbia un rilievo piuttosto significativo per il nostro paese; probabilmente mi illudo, ma credo che debba essere così per i parlamentari, quali noi siamo.
L'occasione è buona per associarmi a quanto sostenuto dall'onorevole Calzolaio, in ordine ad una maggiore semplificazione che nulla deve togliere, peraltro, all'importanza delle discussioni di carattere generale ed alla responsabilità del Parlamento per quanto concerne la ratifica dei trattati internazionali. Pertanto, convengo anch'io sulla necessità che, esaurite tutte le possibili indagini sui concetti costituzionali e politici, si presti un'attenzione maggiore ai contenuti dei trattati, in modo da giungere ad un voto informato, poiché ho l'impressione che talvolta si proceda in maniera fideistica e non consapevole nell'approvazione dei disegni di legge di ratifica (Applausi).

PRESIDENTE. Vorrei precisare, presidente Selva, che le discussioni sulle linee generali si svolgono spesso il lunedì pomeriggio anche quando riguardano temi


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quali le riforme costituzionali. Lei non è un parlamentare di ultimissima generazione, e quindi è esperto al riguardo.

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