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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione della Convenzione consolare tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista, fatta a Roma il 4 luglio 1998, che la III Commissione (Affari esteri) ha approvato ai sensi dell'articolo 79, comma 15, del regolamento.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Paoletti Tangheroni.
PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente dal momento che, per quanto riguarda la disamina dei 25 articoli si può richiamare il resoconto della discussione in Commissione.
Si tratta di una convenzione importante perché è tesa a tutelare gli interessi dei nostri cittadini che lavorano o che visitano come turisti la Libia. È particolarmente importante se si ricorda che la Libia non aderisce alla Convenzione di Vienna del 1963. Questa convenzione integra tale atto per quanto riguarda la tutela nei riguardi dei nostri cittadini.
Prima di concludere, vorrei anche ricordare che la convenzione prevede che l'Italia, in base al trattato di Maastricht, possa rappresentare in Libia i paesi europei che non hanno autorità consolare. Per il resto, rinvio alla discussione svoltasi in Commissione.
PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo si riserva di intervenire in sede di replica.
È iscritto a parlare l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, mi associo a quanto detto dalla relatrice. Faccio presente che in Commissione è stata sottolineata l'opportunità di approvare la ratifica in esame ma, nello stesso tempo, di trattare le problematiche connesse ai rapporti con la Libia. Infatti, sé è vero che la ratifica in esame si riferisce soprattutto agli italiani in visita in Libia, è altrettanto vero che ha una certa importanza per i diritti delle imprese italiane che operano in quello Stato.
Tuttora, vi è una situazione di sofferenza da parte di molte imprese italiane nei confronti dei loro crediti verso la Libia. Permane poi la difficoltà di rapportarsi con le autorità libiche che, pur avendo sicuramente compiuto passi in avanti rispetto al passato, ancora non danno applicazione integrale agli accordi che, pur se non ratificati, sono di fatto operanti. Inoltre, vi sono ancora dubbi sulla volontà di tali autorità di comportarsi nei confronti delle nostre imprese nel rispetto dei trattati e degli accordi commerciali.
Dunque, anche dopo l'approvazione della ratifica in esame, non bisogna abbassare la guardia nei confronti della Libia in merito al rispetto degli accordi sottoscritti.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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