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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese, fatto a Torino il 29 gennaio 2001.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che la III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Landi di Chiavenna, ha facoltà di svolgere la relazione.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in campo scientifico e tecnologico la collaborazione con la Francia è, senza dubbio, la più fertile ed è quella che l'Italia, nell'ambito delle relazioni bilaterali, ha sviluppato con maggiore intensità.
Si tratta, peraltro, di una collaborazione molto frazionata e non facilmente censibile a causa del consistente numero e della relativa autonomia dei soggetti operanti nei due paesi che si identificano negli organismi scientifici omologhi, nelle università e nelle industrie a tecnologia avanzata.
Si tratta di una cooperazione nei settori scientifico, economico e industriale di altissimo livello che, tuttavia, per la disomogeneità delle relazioni nell'ambito del Trattato bilaterale, aveva creato effettivamente alcuni problemi per quanto riguarda l'omogeneizzazione delle relazioni.
Per superare queste difficoltà, è apparso opportuno potenziare sia la fase di concertazione a monte, per la selezione di temi di cooperazione che rientrino per quanto possibile nelle priorità che i due paesi si sono date, sia la fase a valle, per la valutazione dei risultati di tale cooperazione.
Vorrei soprattutto sottolineare l'efficacia della valutazione a valle, volta ad accertare se questi trattati di cooperazione bilaterale, che hanno effettivamente una finalità di grande importanza, poi producano - com'è auspicabile - risultati obiettivamente coerenti anche con l'impegno di carattere economico che questi protocolli di intesa e di cooperazione comportano. Ciò anche per valutare gli effetti che gli accordi devono produrre nell'ambito dei comuni interessi dei paesi che li hanno sottoscritti.
Il crescente rilievo delle tematiche scientifiche, il moltiplicarsi dei rapporti di cui si è fatto cenno e l'esigenza di ottimizzare le risorse per il conseguimento di risultati competitivi in un sempre più concorrenziale sistema internazionale hanno suggerito di pervenire a questo specifico Accordo fra i due paesi che sia circoscritto alle tematiche scientifiche e tecnologiche.
Altra particolarità di tale Accordo è quella di essere dotato di adeguata agilità e flessibilità, onde essere in grado di adattarsi con prontezza alle rapide evoluzioni che caratterizzano il mondo scientifico e tecnologico.
Rinvio alla relazione scritta per quanto riguarda l'illustrazione dell'articolato. Siamo convinti che questo Accordo bilaterale possa dare dei risultati ed implementare le relazioni bilaterali.
Evidentemente, con riferimento a questo Accordo, effettueremo un monitoraggio, per verificare sul campo se effettivamente ciò che è stato scritto in questo disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo potrà trovare esplicita applicazione concreta e - come dicevo prima - produrre effetti utili e proficui nei settori di cui si occupa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MARGHERITA BONIVER, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo si associa alle considerazioni svolte dal relatore.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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