Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 418 del 4/2/2004
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(Dichiarazioni di voto - Doc. IV-quater, n. 86)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Ad ascoltare il relatore di minoranza si corre il rischio di farsi una pessima opinione della materia che stiamo trattando, perché in realtà si corre il rischio di essere fuorviati nel giudizio e di essere trascinati a discutere nel merito di una questione nella quale questo Parlamento non può assolutamente entrare. Sono tantissimi anni, immagino, che il relatore di minoranza si occupa di queste situazioni, dato che ha una conclamata esperienza forense.
Egli sa perfettamente che in questa sede devono essere espresse esclusivamente valutazioni ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione, giudicando se quanto affermato attenga all'ambito di una critica o di una denuncia politica e se sussista una connessione con la funzione parlamentare: il merito deve essere lasciato da parte. Se, infatti, dovessimo discutere nel merito della questione, potremmo ampiamente discettare se queste dichiarazioni integrino gli estremi della diffamazione o meno e, probabilmente, potremmo individuare anche elementi di contiguità.
Limitandoci alle valutazioni che in questa sede dovrebbero essere rese, vorrei sottolineare che le dichiarazioni espresse attengono maggiormente a motivi di impugnazione propri di un avvocato piuttosto che a valutazioni di carattere politico proprie di un parlamentare; esprimo tali considerazioni sia per la sede in cui sono state espresse (una rubrica televisiva che, con il Parlamento, non aveva alcuna contiguità, nemmeno per quanto riguarda la funzione) sia per il loro contenuto, poiché le dichiarazioni contestate attengono al comportamento deontologico di un avvocato nei suoi rapporti con un pubblico ministero, all'interno di un procedimento. Di qui l'impossibilità che determinate affermazioni possano essere ritenute vere.
Esclusa la connessione con la funzione parlamentare, si deve altresì escludere il contenuto di critica o di denuncia politica, perché, con riferimento a tale vicenda, di politico non vi è assolutamente nulla.
Credo che, al di là del contenuto (sul quale, ripeto, potremmo discutere e trovare elementi di affinità, anche intellettuale), considerati i limiti di questa Giunta e di questo Parlamento, non possiamo che rimettere la valutazione del merito della questione alla magistratura, come è suo specifico compito.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

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