Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 418 del 4/2/2004
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(Discussione - Doc. IV-quater, n. 85)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento: Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta relativa all'applicabilità dell'articolo 68, prima comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del deputato Umberto Bossi (Doc. IV-quater, n. 85).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Umberto Bossi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Faccio presente che dopo la deliberazione della Giunta è pervenuta alla Presidenza anche una richiesta di deliberazione da parte del giudice procedente, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Deodato.


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GIOVANNI DEODATO, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Umberto Bossi, con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Como, sezione distaccata di Desio.
Il procedimento trae origine da dichiarazioni che sono state rese dall'onorevole Bossi nel corso di una intervista rilasciata a Giuseppe Baiocchi pubblicata sul quotidiano la Padania del 16 febbraio 2002. Per quelle affermazioni Vittorio Feltri citava in giudizio il deputato Bossi.
Rinviando per brevità alla relazione circa le altre dichiarazioni rese, per quanto risulta dall'atto di citazione l'onorevole Bossi, rispondendo alle domande del cronista, aveva tra l'altro affermato: «Quel giornale, Libero, lavora per la sinistra (...). Quel quotidiano svolge un ruolo funzionale ad un disegno politico (...). Se ha chiesto come giornale politico i finanziamenti per l'editoria, è davvero una vergogna. È uno scandalo che soldi pubblici vadano a finanziare forze strane che non sono rappresentate in Parlamento». Queste sono le frasi più significative.
Feltri si duole anche di un medaglione apparso in precedenza sul medesimo quotidiano (la Padania del 3-4 febbraio 2002) dal seguente contenuto: «Bergamasco, ex-pci, ex-psi, ex-radicale, ex-filoleghista, ex-dipietrista, ora non si sa, forse solo cossighiano (...). Adesso guida Libero, giornale del Movimento monarchico italiano, che ha da poco trovato un editore non lontano da D'Alema».
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 22 gennaio, nel corso della quale era stato rinviato al fine di acquisire documentazione rilevante, e nelle sedute del 16 e del 24 luglio 2003.
Nel corso di tale esame è emerso che le parole attribuite all'onorevole Bossi, per quel che qui rileva, sono legate da uno stretto nesso all'esercizio della sua attività di parlamentare. L'intervista per cui egli è citato, infatti, si inserisce in una polemica relativa a quella che egli riteneva una campagna di delegittimazione della sua attività politico-parlamentare sui temi della collocazione politica della Lega Nord, sia nella vicenda della guerra nel Kosovo, sia nello sviluppo legislativo delle riforme istituzionali.
A queste congetture l'onorevole Bossi ha inteso reagire con le frasi che gli vengono oggi contestate.
Ad unanime avviso dei componenti intervenuti nel dibattito è apparso chiaramente che tutto ciò sia intimamente legato con il dibattito parlamentare svoltosi sia nella XIII legislatura sull'intervento armato nel Kosovo e nei confronti della Serbia, sia nel corso della XIV legislatura sui rapporti che intercorsero tra il Governo italiano e quello di Belgrado, i quali - come sappiamo - sono oggi oggetto dell'inchiesta parlamentare sull'affare Telekom-Serbia.
Per questi motivi, la Giunta, all'unanimità, ha deliberato nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento rientrano nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.

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