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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carra. Ne ha facoltà.
ENZO CARRA. Signor Presidente, intervengo perché mi pare che questa fattispecie sia talmente unica da meritare un approfondimento ed una risposta.
Il relatore non mi ha convinto...
PRESIDENTE. Onorevole Adornato, le sarei grato se prendesse posto. Grazie.
ENZO CARRA. Il relatore ha riferito che quelle che in passato sarebbero state considerate frasi non riferibili (lui le ha riferite con grande taglio), precedentemente erano state giustificate da un giudice, tant'è che l'autore dell'offesa ha dichiarato: «Il giudice mi ha detto che si può chiamarlo in questo modo». Ma non gli ha dato mica la licenza di fare ciò tutte le volte che lo incontra! Dall'onorevole Mantini e dagli altri colleghi che si stanno occupando della questione...
PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, la prego...
ENZO CARRA. ...vorrei sapere se la sentenza del giudice, che in relazione ad una vicenda analoga aveva aderito alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero (quest'ultimo, con una doppia negazione che a lei non sarà sfuggita, aveva ritenuto che «Le frasi pronunciate dall'indagato, seppur apparentemente offensive, non possono non essere valutate nell'ambito di un acceso dibattito politico»), giustifichi l'assoluzione della stessa persona in questo caso.
Il giudice - lo ripeto - non ha concesso al soggetto in questione la licenza di offendere, con il medesimo epiteto, la stessa persona ogni volta che la incontra. Non so quale sia la logica di questi signori. Certamente, si può essere garantista, ma non fino al punto di farsi rilasciare dal giudice la licenza di offendere. Poiché non sono convinto, voterò a favore dell'incriminazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.
SERGIO COLA. Signor Presidente, mi permetto di svolgere qualche breve osservazione. Per la verità, non condivido l'impostazione della relazione che, indubbiamente, fa riferimento a fatti importanti che possono rappresentare il necessario supporto per la dichiarazione di insindacabilità. Tuttavia, è evidente che l'assoluzione del deputato Stefani da parte di un giudice non autorizza lo stesso a continuare ad usare quelle espressioni, altrimenti arriveremmo veramente all'assurdo.
A mio avviso, il discorso va impostato sotto tutt'altro profilo. Non dimentichiamoci che Daniele Apolloni aveva lasciato uno schieramento politico, legato ad una determinata aggregazione, per aderire ad altro schieramento politico contrapposto. Nell'ambito di una critica politica anche colorita, vorrei ribadire che l'articolo 68 è il presupposto per dichiarare l'insindacabilità in relazione a reati d'opinione. Se non si utilizzassero espressioni forti, quale quella usata in questo caso, che fa configurare l'ingiuria, o nell'altro caso, che fa configurare la diffamazione, non staremmo in questa sede a discutere di insindacabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Guido Giuseppe Rossi...
SERGIO COLA. È l'errore che molti commettono, affermando che, se vi è il reato, lo stesso deve essere perseguito. Ma se vi è reato, il medesimo non è perseguito se è coperto da insindacabilità. Questa è la premessa che bisogna fare.
Ritengo che, nella fattispecie, rientriamo nell'ambito della denuncia politica che abbiamo normato attraverso la rivisitazione dell'articolo 68 con la legge n. 140. Se un politico non ha possibilità, ancorché nell'ambito di espressioni ingiuriose o diffamatorie, di criticare chi ha compiuto il salto da una parte politica all'altra, allora finisce ogni tipo di garanzia della libertà del parlamentare.
A mio avviso, occorre sviluppare un ulteriore ragionamento. Ritengo si giustifichi l'insindacabilità per questa ragione, non per quelle esposte nella relazione.
PRESIDENTE. Onorevole Perrotta...
SERGIO COLA. Su sollecitazione del presidente della Giunta per le autorizzazioni (ne sono stato il coordinatore, unitamente agli onorevoli Kessler ed Erminia Mazzoni) abbiamo elaborato una proposta di modifica del regolamento, ora all'attenzione della Giunta per il regolamento. Tale proposta, è volta a stabilire che, ancorché sia stata dichiarata l'insindacabilità ma pur tuttavia il deputato abbia usato espressioni ingiuriose o diffamatorie, dopo la pronuncia di insindacabilità, sarà il Presidente della Camera, nell'esercizio dei suoi poteri, a sanzionare...
PRESIDENTE. Onorevole Licastro Scardino...
SERGIO COLA. ...disciplinarmente il deputato che si è comportato in maniera sconcia, incivile, ancorché - ripeto - sia stata deliberata, da parte della Camera, l'insindacabilità.
Allora, la sollecitazione che ritengo di poter fare a nome di tutta la Giunta è che l'onorevole Fiori, che presiede in questo momento l'Assemblea, si faccia portatore di questa nostra richiesta, cioè che la Giunta per il regolamento esamini il prima possibile la nostra proposta e la approvi. Se dovesse essere approvata, molto probabilmente diatribe del genere saranno completamente accantonate, perché, in caso di insindacabilità, sarà il Presidente della Camera a sanzionare disciplinarmente un determinato comportamento.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Cola. Il suo suggerimento verrà segnalato senz'altro all'Ufficio di Presidenza.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
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