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italiana, che prevedono lo «stordimento dell'animale» e un abbattimento il più possibile indolore;
domenica 1o febbraio 2003 abbiamo assistito ancora una volta alla barbara festa mussulmana del «sacrificio del montone»: in parole povere, ricordando l'omaggio di Abramo a Dio, ogni capo famiglia musulmano immola un montone in questa giornata;
il «sacrificio» avviene in maniera estremamente crudele: il povero animale viene appeso per le zampe, gli viene recisa la vena giugulare e viene lasciato morire dissanguato tra atroci sofferenze;
è evidente che, per quanto si possa essere comprensivi nei confronti delle tradizioni di altre religioni, risulta veramente incomprensibile come «uomini» normali possano anche solo pensare di proseguire nel XXI secolo in una consuetudine veramente inqualificabile;
inoltre, tale pratica contrasta in maniera evidente con le regole di macellazione
è attualmente all'esame del Parlamento una riforma che inasprisce le sanzioni previste per il maltrattamento degli animali -:
come sia possibile che questo rito continui a svolgersi nel nostro Paese e cosa s'intenda fare per porvi definitivamente fine.
(3-03011)
(3 febbraio 2004)