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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Butti.
ALESSIO BUTTI, Relatore. Signor Presidente, i colleghi sono perfettamente a conoscenza del dibattito approfondito svoltosi nel corso di questi mesi in Commissione. Ritengo, quindi, di non avere nulla da aggiungere anche perché dal tono degli interventi dei colleghi, della maggioranza e soprattutto dell'opposizione, ho registrato una certa disponibilità.
Il merito del proficuo lavoro svolto va equamente attribuito a tutti i gruppi parlamentari che hanno partecipato alla stesura del testo del provvedimento. Conseguentemente, ai colleghi dell'opposizione rivolgo l'invito a non rovinare un lavoro nel corso del quale si é avuto modo di porre attenzione alle realtà economiche, imprenditoriali, culturali e storiche del nostro territorio. Non roviniamo, quindi, con un atteggiamento pregiudiziale, il rapporto di reciproca disponibilità che si è instaurato.
Una parte degli emendamenti presentati potrà essere sicuramente accolta; un'altra parte, quelli che appartengono più alla logica dello scontro dialettico, non potrà essere accolta perché, se ciò avvenisse, si svilirebbe la ratio del provvedimento.
In conclusione, ribadisco l'invito ai colleghi a manifestare la massima disponibilità, auspicando che tale invito possa essere accolto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
NICOLA BONO, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare tutti i colleghi intervenuti oggi nella discussione sulle linee generali, che ha ripreso i temi trattati durante la discussione in Commissione e che ha fatto registrare una sostanziale convergenza delle forze politiche.
All'onorevole Spini dico che il Governo non è stato silente ma, al contrario, è stato rispettoso delle volontà e delle prerogative proprie del Parlamento: non si può invocare l'attenzione del Governo su determinate richieste parlamentari per poi lamentarsene quando ciò effettivamente avviene (eventualità questa che, fra l'altro, non ricorre frequentemente).
Su questa materia il Governo, trovandosi di fronte a diverse iniziative parlamentari, ha volutamente evitato di legiferare predisponendo un suo disegno di legge; si è infatti limitato ad esprimere più volte in Commissione le proprie valutazioni che, però, non sempre sono state recepite, come ad esempio é avvenuto in ordine alle collocazioni delle varie realtà prese in considerazione, che chiedevamo di non inserire nel testo perché ciò avrebbe comportato il rischio di prevedere un'elencazione difficilmente riconducibile ad una generale condivisione. Nonostante ciò, il Governo non poteva non prendere atto della volontà emersa in Commissione.
Sul testo unificato delle proposte di legge al nostro esame il Governo esprime, comunque, il proprio consenso. Si tratta di un testo aperto che, come ha detto il relatore, onorevole Butti, contiene già in sé l'accoglimento di una serie di richieste.
Nel corso del dibattito mi è parso di individuare osservazioni condivisibili, che possono essere recepite. Ribadisco la disponibilità del Governo a valutare gli emendamenti e a individuare un percorso che consenta di raggiungere il risultato della realizzazione nel nostro paese del Sistema museale della moda e del costume, di cui si avverte il bisogno e la cui necessità è stata ampiamente motivata nelle sue ragioni fondanti.
Si pone certamente il problema del bilanciamento delle spinte di vario tipo, la cui soluzione, per quanto concerne la ripartizione delle risorse, comporta la necessità di chiarimenti, ma anche di scelte sulla base di una valutazione politica che la Camera certamente non mancherà di effettuare.
Ribadisco il ringraziamento del Governo per il contributo dato all'elaborazione del testo in esame, e ritengo che vi saranno sedi e modi per manifestare un'ulteriore apertura.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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