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PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, colgo l'occasione della presenza del ministro Giovanardi per chiedere alla Presidenza, per l'ennesima volta, il rispetto del nostro regolamento.
Signor Presidente, secondo l'articolo 135-bis, che lei conosce perfettamente, alle sedute dedicate allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata intervengono per due volte il Presidente o il Vicepresidente del Consiglio dei ministri e per una volta il ministro o i ministri competenti per le materie sulle quali vertono le interrogazioni presentate. Il collega Rizzo ha prima ricordato che dall'inizio della legislatura il question time si è svolto 72 volte e non abbiamo mai avuto il piacere di avere la presenza del Presidente del Consiglio. Ricordo che nella passata legislatura ciò non è accaduto: per ben 50 volte su 100 alle sedute dedicate al question time sono stati presenti il premier o il vicepremier, con numerose presenze dei Presidenti del Consiglio dei Governi dell'Ulivo. In questa legislatura non solo non si è mai visto il Presidente del Consiglio, ma il Vicepresidente, onorevole Fini, è stato presente solo cinque-sei volte, mentre insieme
avrebbero dovuto garantire la loro presenza almeno 48 volte. Dunque, credo che questa parte dell'articolo 135-bis non sia assolutamente rispettata dal premier e dal vicepremier.
Vorrei sottolineare un secondo aspetto: anche oggi il ministro Giovanardi ci ha consentito di svolgere il question time, che avviene in diretta televisiva, e ha consentito ai cittadini di ascoltare le risposte del Governo a quesiti della maggioranza e dell'opposizione. Ringrazio il ministro, non essendo la mia critica, ovviamente, rivolta a lui. Il ministro Giovanardi oggi ha risposto a sei interrogazioni a risposta immediata su otto: ha sostituito il ministro delle infrastrutture Lunardi, il ministro dell'economia Tremonti, il ministro del welfare Maroni, il ministro delle attività produttive Marzano. Il semestre europeo è finito, quindi anche i ministri sono meno oberati di incarichi extranazionali rispetto ai mesi passati.
Vorrei anche sottolineare, dato che conosco le argomentazioni del ministro Giovanardi, che non avveniva così nella passata legislatura. Sa quante volte, nella passata legislatura, il ministro per i rapporti con il Parlamento ha sostituito un collega durante il question time? Una sola volta! In una sola interrogazione il ministro per i rapporti con il Parlamento ha sostituito un altro ministro dei Governi dell'Ulivo.
In primo luogo, si tratta di rispetto del Parlamento e credo che il ministro Giovanardi, per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe essere particolarmente attento a tale questione. Dovrebbe richiedere la presenza dei colleghi ministri al question time proprio in quanto ministro per i rapporti con il Parlamento: mantenere la centralità del Parlamento nei rapporti con il Governo è un elemento che gli compete.
In secondo luogo, si tratta di rispetto del nostro regolamento. Finché il regolamento non viene modificato - e non mi pare che vi siano, al momento, proposte concrete in tal senso - esso va rispettato.
Poiché oggi, giustamente, la Presidenza ha richiamato i rappresentanti dell'opposizione al rispetto dei tempi, dato che ci siamo dotati di un regolamento che prevede il contingentamento dei tempi, chiedo alla Presidenza il motivo per cui alcune parti del regolamento devono essere rispettate, mentre altre possono non esserlo.
Concludo, ricordando al ministro Giovanardi che quando egli era all'opposizione, cioè nella passata legislatura, giustamente pretendeva, insieme ai colleghi Vito e agli altri colleghi capigruppo dei partiti che erano all'opposizione, il rispetto del tempo del question time.
Mi rivolgo quindi alla Presidenza - sperando che sia l'ultima volta che debba intervenire su questo punto -, perché credo che il regolamento vada semplicemente rispettato.
PRESIDENTE. Vorrei dire che la Presidenza può far rispettare il regolamento per quanto di sua competenza, ma non può certo invadere il terreno che compete agli altri, del quale gli altri possono disporre.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Spero anch'io che questa sia l'ultima volta in cui viene sollevato questo problema sul question time. Anzitutto, vorrei ricordare che il Vicepresidente Fini ha partecipato all'ultimo question time; dunque l'osservazione che riguarda la Presidenza mi sembra veramente fuori luogo, perché l'onorevole Fini è venuto, in Parlamento, lo scorso mese di dicembre dando un buon segnale sulla volontà di partecipare, in futuro, alla sede del question time.
Per quanto riguarda invece il rapporto fra il Governo e i parlamentari e la possibilità del Governo di rispondere in dodici ore ad interrogazioni, qualche volta anche di grande complessità, che vengono presentate a trecentosessanta gradi, ricordo
anzitutto che il regolamento è nato quando non c'erano dodici ministri e non c'era stata la riforma Bassanini...
PIERO RUZZANTE. C'erano 27 ore!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. C'era il ministro dei trasporti, il ministro delle finanze, il ministro del tesoro, tantissime figure, che oggi invece non esistono più. Il solo ministro Tremonti, ad esempio, concentra competenze che una volta erano di più dicasteri. D'altronde, i viceministri non possono venire a rispondere al question time, così come i sottosegretari.
Avevamo già detto - ma io sono dispostissimo a modificare questa prassi - che se i parlamentari vogliono presentare interrogazioni ed avere una risposta in dodici ore in modo ufficiale, il Governo è in grado di farlo attraverso un ministro, spesse volte il ministro per i rapporti con il Parlamento, il quale è portavoce della risposta del Governo in quanto tale. Se invece i parlamentari sono interessati non alla risposta del Governo, ma alla presenza fisica di quel determinato ministro, allora devono avere la pazienza se il ministro (dodici ore dopo) quel mercoledì non può venire in Parlamento, perché ha impegni istituzionali all'estero, come succede spessissimo (e non solo nel semestre europeo). Poiché siamo nell'ambito dell'Unione europea, può accadere che il ministro dell'economia e delle finanze sia spesso all'estero, così come il ministro delle politiche agricole e forestali. In tal caso, dunque, i parlamentari dovranno avere la pazienza di aspettare dieci giorni. Il gentleman agreement su cui si era convenuti prevedeva che, se la risposta deve avvenire in diretta televisiva impegnando il Governo entro dodici ore, allora in aula sarà presente uno dei ministri competenti. Se, invece, si vuole specificatamente quel ministro, allora bisogna anche dire con chiarezza che non si accetta una risposta da parte del ministro per i rapporti con il Parlamento o da parte di un altro ministro, e che si rimanda la questione a dieci o quindici giorni dopo, quando quel determinato ministro potrà essere presente di mercoledì.
Per la mia esperienza parlamentare, anche quando sono stato all'opposizione per tantissimi anni, ritengo che la cosa più importante, per gli interroganti e per i cittadini, sia quella di avere la risposta del Governo, cioè una risposta che impegni il Governo e che approfondisca il tema che è stato proposto, senza essere banale o dilatoria.
Da questo punto di vista, credo che nell'attuale legislatura lo strumento delle interrogazioni a risposta immediata non sia stato un qualcosa di formale; il confronto in questi due anni è sempre avvenuto nel merito delle domande poste, anche se, molte volte, non è facile, considerata la complessità degli argomenti, fornire in poche ore risposte a questioni complesse (sostanzialmente il mercoledì mattina gli uffici legislativi dei ministeri interessati vengono messi sotto pressione per la raccolta delle informazioni e la preparazione della risposta).
Tuttavia, questo sforzo è sempre stato compiuto. Al di là del fatto che gli interpellanti o gli interroganti si dichiarino soddisfatti o meno, credo che il dialogo si sia sempre svolto nell'ambito di un confronto serio e vero sulle questioni avanzate.
PRESIDENTE. La ringrazio, ministro Giovanardi. Mi pare che il ragionamento sia, dal punto di vista della reciprocità, interessante. Credo sia importante affrontare in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo questi aspetti problematici, che sono oggettivi e non riguardano la negligenza, ma la possibilità di rispondere delle proprie azioni (credo sia la prima cosa importante per un uomo politico), stabilendo una modalità tale da evitare che vi siano incomprensioni e, soprattutto, incomunicabilità.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
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