![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Degennaro ha facoltà di
CARMINE DEGENNARO. Signor Presidente, signor ministro, nonostante il Patto per l'Italia abbia confermato l'importanza della programmazione negoziata per lo sviluppo delle aree del Mezzogiorno, caratterizzate da forti crisi e da elevati tassi di disoccupazione, l'attuazione dei patti territoriali e dei contratti d'area già sottoscritti ha subito notevoli rallentamenti e incontrato molti ostacoli burocratici e procedurali. Al rallentamento delle attività e all'incremento dei ritardi hanno contribuito anche il trasferimento di competenze in materia di programmazione negoziata dal Ministero dell'economia e delle finanze al Ministero delle attività produttive e la riorganizzazione della Cassa depositi e prestiti.
con possibili conseguenti contenziosi, di modificare le disposizioni del citato decreto ministeriale, nel senso di consentire un'ulteriore proroga per il completamento delle iniziative imprenditoriali.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il trasferimento delle competenze in materia di programmazione negoziata dal Ministero dell'economia e delle finanze al Ministero delle attività produttive è intervenuto il 25 ottobre 2001. Se è vero che al momento del trasferimento è stato registrato un ritardo nelle procedure di approvazione, in particolare dei patti territoriali, oltre che nel perfezionamento del disciplinare, è altresì vero che il ministero è riuscito poi a sbloccare la situazione pendente, assicurando tutte le condizioni necessarie per la realizzazione ed il buon esito degli investimenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Degennaro ha facoltà di
CARMINE DEGENNARO. Signor Presidente, signor ministro, vedo che vi è sensibilità da parte del Governo rispetto alla soluzione di questo problema. È importante, infatti, non penalizzare le imprese che hanno avuto ed hanno il coraggio di investire nel Mezzogiorno in momenti difficili come questi; e non possiamo permetterci di perdere nemmeno un nuovo posto di lavoro per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno.
Il decreto ministeriale n. 320 del 2000 prescrive in 48 mesi dalla data di inizio dell'istruttoria il termine di ultimazione delle iniziative finanziate. Tuttavia, la situazione attuale rende in molti casi insufficiente la proroga di 11 mesi prevista dal decreto ministeriale per la realizzazione dei programmi di spesa. Pertanto, i progetti imprenditoriali ed infrastrutturali nell'ambito dei patti territoriali e dei contratti d'area registrano notevoli ritardi nel loro stato di avanzamento.
Si chiede, quindi, al fine di evitare l'avvio della procedura di revoca per le iniziative imprenditoriali non ultimate,
È vero, inoltre, che la situazione attuale è tale da rendere in molti casi insufficiente la proroga di 12 mesi che è stata concessa. In numerosi casi, infatti, il ritardo è imputabile all'imprenditore perché le condizioni non erano tali da impedire la realizzazione dei programmi. Tuttavia, per il ritardo che riguardava l'approvazione del disciplinare e per il problema della riorganizzazione della Cassa depositi e prestiti, molte volte la responsabilità non è imputabile all'imprenditore.
Si rileva, comunque, che nei casi in cui è possibile riscontrare la presenza di elementi impeditivi non riconducibili alla volontà dell'imprenditore si è proceduto e si intende procedere ancora a riconoscere un'interruzione del termine di decorrenza di 48 mesi, oltre al riconoscimento dei 12 mesi di proroga. Questo sistema è più efficace rispetto a quello che consente un'ulteriore proroga di 12 mesi, perché, stante il carattere regolamentare del decreto ministeriale, i tempi per rendere effettiva l'ulteriore proroga non sarebbero compatibili con le necessità delle imprese, che hanno bisogno di certezze e di risposte in tempi brevi.
Quindi, invece di intervenire in maniera generalizzata, si dà una risposta concreta, fattiva e puntuale a tutte le imprese che dimostreranno che i ritardi non sono stati imputabili alla loro volontà.
Spero che questa posizione del Governo venga comunicata agli enti periferici, affinché vi sia ampia sensibilità e, quindi, si guardi con molta attenzione e con molto favore, sempre nell'ottica dell'occupazione, a tutti gli investimenti che sono in corso e che devono essere ultimati senza aggravi per le imprese.


