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PRESIDENTE. L'onorevole Buontempo ha facoltà di
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, ritengo che la presenza del ministro per i rapporti con il Parlamento sia estremamente utile perché la questione posta riguarda proprio questo aspetto: se il Parlamento approva una legge, non solo tutti i cittadini, ma, a maggior ragione, gli enti pubblici che sono sotto la vigilanza del Governo debbono applicarla.
PIERO RUZZANTE. Lo dice anche la maggioranza!
TEODORO BUONTEMPO. Questo punto costituì oggetto, onorevole ministro, di un emendamento da me presentato in materia nel 2001, che fu accolto. Gli enti non hanno applicato la norma, che in seguito fu cancellata dal «maxidecreto» e, infine, fu reinserita nel disegno di legge finanziaria. Il Governo sa con quanta determinazione e continuità di azione abbiano agito a tal fine non solo il sottoscritto, ma anche Alleanza nazionale, con l'impegno del suo massimo vertice.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buontempo; la sua illustrazione è stata chiara.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, io tento di dare risposte serie ed anche chiare, ma rifiuto la demagogia di coloro che dicono: «Noi dell'Ulivo avevamo fissato i prezzi».
AUGUSTO BATTAGLIA. Certo!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Quelli erano i prezzi del 2000.
MARCELLA LUCIDI. Li avete cambiati?
AUGUSTO BATTAGLIA. Ma cosa stai dicendo?
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Mi rivolgo a tutti quelli che ci ascoltano: chiedete a chi ha comprato una casa quattro anni fa e a chi compra, oggi, la stessa casa o quella accanto! Chiedete loro qual era il prezzo quattro anni fa e qual è il prezzo oggi; e chiedete a chi vende una casa quanto incassava quattro anni fa e quanto incassa oggi! Quindi, vi sono problemi di mercato e di lievitazione dei prezzi degli immobili che non c'entrano nulla con la questione di cui stiamo parlando. Esistono problemi generali di mercato.
ALDO CENNAMO. Cosa fa il Governo? Lo dica! Non ci spieghi la legge, perché la conosciamo!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Questo ha deciso il Parlamento e a questa decisione il Governo vuole essere fedele. Non vorremmo, inoltre, che venisse proposta una visione un po' rozza della situazione. Non basta che il Parlamento ed il Governo decidano perché, nel nostro ordinamento, gli enti...
GABRIELLA PISTONE. Stanno vendendo!
PRESIDENTE. Colleghi, il ministro sta rispondendo!
AUGUSTO BATTAGLIA. Ma non risponde!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ma come? No, scusate, se volete fare demagogia... Io ho risposto chiaramente: se non capite quello che dico, non è colpa mia!
ALDO CENNAMO. Perché sei tu che lo spieghi!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo intende rispettare ciò che il Parlamento ha deciso.
ALDO CENNAMO. Ma cosa fa il Governo per far rispettare la legge?
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo interpreta ed avalla ciò che il Parlamento ha approvato, quindi agisce in modo conseguente rispetto alle decisioni del Parlamento. Più di questo il Governo non può fare, perché non può sostituirsi all'autorità giudiziaria, o al TAR...
MAURA COSSUTTA. Alla Scip si deve rivolgere!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo non può far altro che indicare agli enti la strada per il conseguimento puntuale di quella che è stata la volontà parlamentare, tradotta in un emendamento approvato dallo stesso Parlamento. In questo paese, su tutto, anche su altre questioni, io difendo il Parlamento: ritengo che ciò che il Parlamento decide debba essere perseguito e che la sovranità popolare sia importante.
MAURA COSSUTTA. Quindi, bloccate le vendite della Scip?
PRESIDENTE. Onorevole Cossutta, le domande si pongono con le interrogazioni, alle quali Governo risponde; poi, se non si è contenti, pazienza!
MAURA COSSUTTA. Risponda con le parole, ministro!
PRESIDENTE. L'onorevole Buontempo, al quale ricordo che dispone di due minuti, ha facoltà di
TEODORO BUONTEMPO. Onorevole ministro, la ringrazio per essere venuto a rispondere. Tuttavia, mentre stiamo parlando (è indecoroso che il Parlamento discuta se una norma debba o no essere applicata), migliaia di famiglie stanno vivendo la tragedia del ricatto, delle vessazioni degli amministratori degli enti, che minacciano di far decadere dal diritto di opzione gli inquilini se non comprano ai prezzi da loro stabiliti!
GABRIELLA PISTONE. Non degli enti, ma del Governo, eventualmente!
TEODORO BUONTEMPO. In primo luogo, quindi, si chiede il differimento dei termini del contratto (anche lei, signor ministro, ha bisogno di un mese di tempo per intervenire con determinazione). In secondo luogo, giacché il Governo, presso il Ministero del lavoro, dispone di un organo che controlla le attività degli enti pubblici, si chiede all'esecutivo di adottare una circolare interpretativa della legge e di convocare i presidenti degli enti per far rispettare loro ciò che devono fare. Un avvocato ha guadagnato 90 milioni di lire in queste ore, mentre queste famiglie non possono ricorrere agli avvocati per tutelare i propri diritti. Il Governo ha il dovere di far rispettare la legge (Applausi di deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PIERO RUZZANTE. È la dimostrazione che anche la maggioranza...
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, ora non date la colpa agli avvocati!
Ebbene, in questo caso, la legge è molto chiara: chiunque abbia presentato domanda entro il 31 ottobre 2001 ha il diritto di acquistare la casa al prezzo vigente nel momento della presentazione della stessa.
Se non avessimo chiesto e preteso che la norma fosse reinserita nella legge finanziaria, adesso potremmo parlare quanto ci pare!
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
Noi stiamo parlando, invece, del rispetto di una norma con la quale il Parlamento, modificando il decreto-legge in materia, ha stabilito che, in alcuni casi specifici, agli inquilini degli immobili degli enti previdenziali che abbiano fatto domanda entro la data più volte indicata vengano praticate le stesse condizioni di cui hanno beneficiato coloro che a suo tempo acquistarono, e non i prezzi maggiorati a seguito della lievitazione dei prezzi di mercato.
Certo, in un ordinamento nel quale gli enti hanno una loro autonomia ed un loro consiglio di amministrazione, se, come spesso accade, questi enti vogliono rivolgersi all'autorità giudiziaria...
Peraltro, il nostro, è un sistema complesso in cui, oltre al Parlamento, operano tanti altri organismi, i quali, talvolta, ritengono che quello che ha fatto il Parlamento non vada bene. Per quanto riguarda il Governo, esso si inchina alla volontà del Parlamento.
Ho con me centinaia di lettere, e le sto raccogliendo per denunciare gli amministratori, i funzionari, gli impiegati degli enti che stanno ricattando i cittadini che chiedono il rispetto della legge. In tali lettere, gli enti affermano che venderanno gli immobili rispettando il diritto di opzione, senza alcuna riserva. Ciò significa che l'inquilino compra alle condizioni offerte dagli enti, nel rispetto della norma contenuta nella legge finanziaria.
Onorevole ministro, a mio avviso il Governo - e lo dichiara un membro di questa maggioranza; il mio gruppo ha svolto un ruolo importante per l'inserimento di tale norma nella legge finanziaria - deve immediatamente chiedere agli enti di differire le date dei contratti. Infatti, possiamo dire tutto o il contrario di tutto, ma in queste ore alcune famiglie hanno chiesto di contrarre un mutuo e non possono concludere il contratto perché una «banda» di persone poco oneste è al vertice di questi enti!


