Allegato B
Seduta n. 406 del 14/1/2004


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INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
il recente disastro aereo nel quale sono morti 150 francesi mette in mostra anche nel nostro paese situazioni che richiedono interventi correttivi per adeguare il sistema nazionale a quello europeo, avendo l'Europa assunto un ruolo unico che, nel trasporto aereo, trova la più congeniale espressione;
è in questo contesto che occorre analizzare le situazioni dl rischio che hanno preceduto tale incidente di Sharm el Sheik, che avrebbe potuto coinvolgere cittadini italiani, ignorate dagli Organi nazionali dell'Aviazione Civile, benché l'Ecac (European Civil Aviation Conference) avesse fornito I mezzi per prevenire questo disastro;
l'Ecac dal 1996 ha, Infatti, varato il programma Safa (Safety Assessment of Foreign Aircraft) che consente ad ogni Stato di disporre ispezioni sul proprio territorio a velivoli appartenenti a Stati terzi per accertarne i requisiti di sicurezza;
ad ottobre 2002, in applicazione del predetto programma, l'Ente svizzero per l'aviazione civile ha eseguito, presso l'aeroporto di Zurigo, una ispezione ad un velivolo B737 della Compagnia aerea egiziana Flash Air (coinvolta nel recente disastro aereo di Sharm el Sheik) e, per il mancato rispetto degli standard di sicurezza, ha vietato alla Compagnia l'ingresso nel proprio spazio aereo, segnalando la sanzione a tutti i Paesi Ecac, Italia compresa, come prescrive il programma Safa);
sempre nel 2002 un velivolo B737 della stessa Compagnia (la cui flotta era composta da due soli velivoli) In un volo charter Egitto-Italia con passeggeri italiani subisce una avaria al motore ed è costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza sull'aeroporto di Atene;


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il giorno 4 gennaio 2003 il velivolo B737 del volo charter Roma-Parigi, con passeggeri italiani, della stessa compagnia aerea subisce una avaria al motore durante l'attraversamento delle Alpi ed è costretto ad un atterraggio di emergenza sull'aeroporto di Ginevra, autorizzato dalle Autorità svizzere, malgrado il divieto operante, per la grave situazione in atto che avrebbe potuto determinare un disastro, questa è in sintesi la descrizione dei fatti;
una compagnia aerea che dispone di due velivoli subisce, in due anni, tre emergenze, l'ultima delle quali ha causato la tragedia di Sharm el Sheik;
l'Ente svizzero per l'aviazione civile segnala a tutti i paesi Ecac, Italia compresa, i provvedimenti adottati nei confronti della Compagnia fin dal mese di ottobre 2002; l'Enac viene pertanto posto a conoscenza delle sanzioni adottate dall'ente elvetico;
nessuna ispezione è stata disposta dall'Ente italiano sui velivoli della Compagnia che operava normalmente in Italia, neanche quando due gravi emergenze hanno coinvolto cittadini italiani;
dal rapporto SAFA-Ecac 2002 risulta, infatti, che dal 1998, cioè dalla Costituzione dell'Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) l'Italia non ha eseguito ispezioni su velivoli di vettori stranieri in attuazione del programma SAFA ponendosi tra gli Stati inadempienti come Albania, Macedonia, Ucraina, anche se, la Compagnia egiziana veniva normalmente utilizzata da Tour operator italiani;
anche il giorno del disastro aereo di Sharm el Sheik, il velivolo caduto nel Mar Rosso aveva effettuato tre tratte Torino-Sharm el Sheik-Venezia-Sharm el Sheik con passeggeri italiani;
la situazione indicata dimostra che nel nostro paese non è stata data esecuzione al programma Safa-Ecac che ha consentito agli Stati europei di eseguire, nel solo anno 2002, 3.234 ispezioni su 532 operatori stranieri di 115 Stati diversi e 170 differenti velivoli, adottando sanzioni nei confronti di 19 compagnie aeree di divieto di ingresso, rimanendo riservate le motivazioni dei provvedimenti ed i nominativi del vettore -:
se ritenga di attivarsi nei confronti dell'Enac affinché, eseguite le necessarie verifiche, vengano adottate iniziative nei confronti di vettori che non rispettano i necessari standard di sicurezza, come avviene in altri paesi europei.
(2-01030)
«Pezzella, Delmastro Delle Vedove, Villani Miglietta».

Interrogazione a risposta orale:

BUEMI, DI GIOIA, GROTTO, SANDRI, MORGANDO, BUGLIO, CHIANALE, MERLO, ALBERTINI, LUCÀ, PANATTONI, NIGRA e CIMA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la compagnia aerea Alitalia, le cui problematiche economiche e difficili relazioni sindacali sono da tempo all'attenzione della cronaca, ha elaborato e reso pubblico, nel mese di dicembre 2003, il «Piano Industriale 2004-2006»;
detto piano, sottoposto tra l'altro al parere delle competenti Commissioni Parlamentari, prevede, oltre ai già contestati tagli al personale e sotto il titolo «riduzione dei costi commerciali e distributivi», il sostanziale azzeramento delle commissioni riconosciute alle agenzie di viaggi per l'attività di intermediazione relativa alla biglietteria;
tale attività rappresenta al momento attuale il 91 per cento delle vendite di Alitalia nel nostro paese, dal momento che le esperienze maturate attraverso canali alternativi (call center, internet, eccetera), non risultano ancora abbastanza diffuse ed efficienti;
ciononostante la compagnia (analogamente a quanto annunciato da Lufthansa e Air France), alla fine del mese di novembre 2003, ha comunicato a tutte le 4.400 agenzie titolari di biglietteria aerea


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l'unilaterale decisione di ridurre dell'1 per cento il livello delle commissioni, sia sui voli nazionali che sulle tratte intercontinentali, senza peraltro informarne preventivamente le Associazioni di Categoria;
il concretizzarsi di una simile determinazione comporterebbe per le agenzie di viaggi non soltanto una perdita di professionalità (consistente nella ricerca di voli, combinazioni e coincidenze, tariffe convenienti nonché prenotazione ed emissione dei biglietti, eccetera) ma, più in generale, una forte riduzione dell'attività;
al conseguente abbattimento della redditività (si pensi che il costo mediamente sostenuto da una agenzia di viaggi per l'emissione di un biglietto aereo è di 19 euro, costo che non verrebbe in alcun modo recuperato da una commissione all'1 per cento) farebbe inevitabilmente seguito la perdita di almeno 10.500 posti di lavoro sull'intero territorio nazionale (di cui ad esempio 1.500 nel solo Piemonte) come risulta da una stima effettuata sulla base di dati recenti;
l'unica alternativa possibile al drastico ridimensionamento produttivo del comparto dell'intermediazione è rappresentata dall'applicazione del cosiddetto fee, in pratica un sovrapprezzo che le agenzie potrebbero richiedere ai clienti come compenso per il loro lavoro, con un conseguente rincaro dei prezzi dei biglietti stimabile intorno al 6 per cento;
appare opportuno che il Ministro chiarisca la sua posizione in merito alle politiche adottate dal management Alitalia, che risultano di fatto sistematicamente ed unilateralmente imposte come «fatto compiuto» ai partner strategici (le Autorità preposte, i lavoratori, la rete distributiva) senza poter essere preventivamente e ragionevolmente discusse e contrattate;
ad avviso dell'interrogante, è necessaria l'adozione di iniziative affinché si possa arrivare alla sospensione della decisione unilaterale circa i tagli al regime commissionale e si possa procedere quindi ad una trattativa con il canale agenziale per trovare una adeguata soluzione, in grado di soddisfare entrambe le parti -:
quali iniziative di propria competenza intenda adottare in merito alle vicende citate in premessa.
(3-02948)

Interrogazioni a risposta scritta:

MESSA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere:
se non ritenga particolarmente oneroso l'aumento dei pedaggi che ha ultimamente interessato l'autostrada A/24 «Roma-L'Aquila», gestita dalla società Autostrada dei Parchi;
se corrisponda al vero che siano lievitati di oltre il 20 per cento;
se corrisponda al vero che gli stessi, come sostenuto da alcune associazioni di consumatori (Italia Oggi, 6 gennaio 2004), siano nulli «perché sprovvisti dell'autorizzazione ministeriale»;
se l'aumento, come ipotizzato, sia finalizzato ad aumentare gli standard di sicurezza sull'autostrada;
se non ritenga che tale obiettivo non possa essere scaricato sulle tasche degli utenti attraverso l'imposizione di una sorta di nuovo tributo;
se non ritenga che i rincari penalizzino oltremodo le economie locali ed i loro programmi di sviluppo;
quale sia il ruolo dell'Anas in questa vicenda;
se non si ritenga opportuno procedere alla revisione del meccanismo previsto per l'adeguamento delle tariffe;
se l'Anas abbia compiutamente vigilato rispetto al regolare svolgimento dei programmi d'investimento, da parte del gestore dell'A/24, mirati al miglioramento complessivo delle condizioni di sicurezza della rete;


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quali siano le migliorie apportate, in tal senso, negli ultimi tre anni dalla società Autostrada dei Parchi;
quali iniziative urgenti intenda assumere perché siano soppressi gli aumenti in questione.
(4-08503)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
secondo una forte denuncia del Presidente della regione Lazio onorevole Francesco Storace (cfr. Il Giornale - inserto di Roma - di mercoledì 14 gennaio 2004), Alitalia, con decisione unilaterale avrebbe ridotto dal sette per cento all'uno per cento le commissioni riconosciute ai tour operators per l'espletamento dell'attività di biglietteria;
il Presidente della regione Lazio ha segnalato la circostanza al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, paventando i rischi gravissimi che correranno le agenzie interessate;
la questione assume rilevanza ancora maggiore se si pensa al fatto che Air France e Lufthansa si accingono, a loro volta, a ridurre le commissioni riconosciute ai tour operators;
è evidente che si profila l'ipotesi di un accordo di cartello rispetto al quale il Governo non può sentirsi estraneo -:
se la circostanza denunciata dal Presidente della regione Lazio onorevole Francesco Storace risponda a verità;
in caso affermativo, se non si ritenga di dover segnalare alla compagnia di bandiera l'opportunità di un ripensamento, anche per evitare i profili di illegittimità che deriverebbero dall'accordo di cartello con Air France e Lufthansa e per evitare crisi gravissime alle agenzie.
(4-08506)