Allegato B
Seduta n. 406 del 14/1/2004


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GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta scritta:

GIBELLI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
Goigo Mirkanovic, persona considerata socialmente pericolosa dal Sindaco di Gerre (Cremona) essendo soggetto incline a commettere reati contro il patrimonio, in data 11 luglio 2003, mentre si trovava a Cremona, a bordo di un'autovettura rubata, perdeva il controllo della stessa e travolgeva il motociclista Andrea Tranquillo Picciotti, cagionandone il decesso;
in relazione a tale fatto, Mirkanovic è stato arrestato immediatamente dalla polizia giudiziaria e l'arresto è stato convalidato dal GIP di Cremona, il quale gli ha applicato la misura cautelare della custodia cautelare in carcere sia in relazione al reato di omicidio colposo, sia in relazione al furto d'auto nella quale si trovava il Mirkanovic al momento dell'investimento;
a causa di un errore materiale sulle generalità riportate nel precedente verbale di arresto, il certificato del Casellario giudiziario e quello dei carichi pendenti del Mirkanovic attestavano l'assenza di precedenti a carico dello stesso;
per tali motivi il PM di Cremona, ritenendo che non sussistessero le condizioni per richiedere una misura cautelare, disponeva l'immediata liberazione del Mirkanovic;
in base ad ulteriori notizie acquisite presso il tribunale per i minorenni di Brescia era emerso che Mirkanovic era stato arrestato nella notte tra il 3 e il 4 aprile 2003, per furto di tre autoveicoli commesso a Cremona e Bonemerse;
il PM di Brescia, alla luce dei nuovi fatti aveva richiesto ed ottenuto dal GIP sia la convalida dell'arresto che l'applicazione della misura cautelare in carcere;
i termini di custodia cautelare scadevano in data 4 luglio 2003 e il GUP si trovava nell'impossibilità di fissare l'udienza preliminare prima di tale data, il 24 luglio 2003, per lo spirare dei termini cautelari, il predetto giudice disponeva la scarcerazione del Mirkanovic;
ad avviso dell'interrogante si tratta di un caso di mala amministrazione della


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giustizia che produce, come tale, risvolti sociali che non devono essere sottovalutati visto che alimentano nei cittadini una mancanza di fiducia nelle istituzioni e soprattutto nella Magistratura -:
se alla luce di ulteriori valutazioni sul caso sia stata accertata la sussistenza di eventuali errori commessi da parte del GUP presso il Tribunale dei Minori di Brescia e del PM presso il tribunale di Cremona, ed in caso affermativo, se sia stata adottata l'iniziativa disciplinare e quale esito abbia eventualmente avuto.
(4-08501)

ONNIS. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che, sarebbe intendimento del ministero della Giustizia procedere alla soppressione dell'ufficio del giudice di pace di Muravera (Cagliari) ed al conseguente, accorpamento con altro ufficio;
siffatta evenienza sta suscitando giustificato allarme e vivissima preoccupazione presso le comunità locali e l'opinione pubblica interessate;
gli enti territoriali, attraverso i loro organi, hanno già assunto, od intendono assumere, forti e decise iniziative di contrasto nel presupposto che la paventata cancellazione del delicato ufficio giudiziario allontani ancora di più lo Stato dai cittadini in un settore, quello dell'amministrazione della giustizia che, soprattutto in Sardegna e nelle zone interne, ha necessità di essere potenziato piuttosto che indebolito;
nel territorio rientrante nella giurisdizione dell'ufficio del giudice di pace del quale si teme la cancellazione, abitano circa trentamila cittadini, prevalentemente nei comuni di Muravera, San Vito, Villaputzu, Castiadas e Villasimius;
il «carico» di abitanti supera le centomila unità nel periodo estivo, tra giugno e settembre, lungo gli oltre sessanta chilometri di area costiera interessata, a forte vocazione turistica;
Muravera, già sede della soppressa Pretura Mandamentale, dista da Cagliari oltre sessanta chilometri e tale distanza, attraverso una strada tortuosa su un percorso di montagna, è percorribile in non meno di novanta minuti;
a Muravera, importante centro turistico con rilevanti attività industriali e artigianali, esiste la stazione dei carabinieri, il distaccamento della polizia stradale, la brigata della guardia di finanza, la stazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale; sono presenti, con oltre quattrocento dipendenti, un presidio ospedaliero e la sede del distretto sanitario nonché un istituto tecnico commerciale e per geometri; un istituto professionale statale per l'agricoltura; operano inoltre attività ricettive con oltre dodicimila posti-letto (più del 60 per cento di tutti i posti-letto della provincia di Cagliari);
d'altro canto a San Vito (a 3 Km da Muravera) ha sede sia la compagnia carabinieri sia il distaccamento dei vigili del fuoco ed a Villaputzu opera il distaccamento del poligono interforze del Salto di Quirra;
idati geografici e socio-economici appena segnalati suggeriscono, impongono e legittimano la permanenza dell'ufficio del giudice di pace la cui scomparsa, minando la fiducia nello Stato, comprometterebbe irrimediabilmente il corso della giustizia e la stessa pace sociale meritoriamente conquistata dalla laboriosa popolazione del Sarrabus, regione della Sardegna della quale Muravera è il centro più importante -:
se, qualora l'intendimento di cancellare l'ufficio del giudice di pace effettivamente sussista, non ritenga di assumere le più opportune ed immediate iniziative al fine di scongiurare tale pericolosa, ingiusta e inopportuna evenienza.
(4-08504)


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GHIGLIA, GIANNI MANCUSO e DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il Presidente della Giunta piemontese dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, Franco Giordana, avrebbe predisposto un dossier sulla crisi della giustizia torinese;
l'organico del personale amministrativo previsto per gli uffici giudiziari torinesi è di 1.110 unità previste contro i 744 dipendenti effettivamente presenti fra cancellieri, operatori giudiziari, esperti informatici ed ausiliari;
la maggiore conseguenza di una simile carenza è stata la limitazione delle udienze dibattimentali (12 a settimana per sezione di tribunale) e quindi l'incremento a dismisura di arretrati che determina una strozzatura tra il primo e il secondo grado di giudizio;
secondo il Presidente regionale una simile situazione violerebbe il «principio di ragionevole durata di processo» così come determinato dalla legge;
nel dossier si denunciano come cause di tale problemi i mancati stanziamenti ministeriali -:
se alla luce dei dati statistici a disposizione del Ministero trovino conferma i dati segnalati dal Presidente della Giunta piemontese dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, Franco Giordana;
quali siano state le iniziative prese in atto dal Governo per porre rimedio a tale preoccupante situazione;
quali urgenti provvedimenti di competenza del Ministro si intendano adottare per risolvere la crisi del sistema giudiziario torinese evitando così che la lunghezza spropositata dei processi danneggi ulteriormente i cittadini.
(4-08518)