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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Giandomenico. Ne ha facoltà.
REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del gruppo dell'UDC ad un atto dovuto. Ci auguriamo che l'attenzione del Governo su tale problema sia sempre maggiore (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bielli. Ne ha facoltà.
VALTER BIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che quello che compiamo oggi sia un atto giusto e doveroso ed il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà un voto favorevole. Quello in esame è un decreto-legge necessario in uno Stato democratico per risarcire, almeno in parte, le vittime di quei barbari attentati di Nassiryia ed Istanbul.
Proprio perché voteremo «sì», avverto la necessità di svolgere alcune considerazione sul fatto che il Parlamento affronti il problema in tempi brevi. Bisognerà riferire in aula senza infingimenti e furbizie e senza nascondere nulla sulle modalità con cui è avvenuto il barbaro attentato di Nassiriya, sulle cause che lo hanno determinato, sulla valutazione delle informazioni che i nostri servizi avevano fatto pervenire in particolare al ministro della difesa ed al comando generale dell'Arma dei carabinieri. Si tratta di informazioni attendibili che venivano da chi, in passato, era stato in grado di sventare ben tre attentati contro i militari americani. Tali informazioni, in passato, hanno permesso di scoprire e sequestrare armi ed esplosivo e, dunque, avrebbero dovuto essere prese nella massima considerazioni.
Altro tema che non posso sottacere riguarda il fatto che la nostra missione definita «per motivi umanitari» avviene in una zona di guerra. Oggi abbiamo accolto con favore e con grande soddisfazione la cattura del dittatore Saddam Hussein. Tuttavia, quella missione per noi doveva avere altre caratteristiche. Si è dimostrata missione di guerra e siamo apparsi come aggressori perché supini agli angloamericani ed abbiamo agito non sotto il comando dell'ONU, ma in altro modo. In un momento in cui a nessuno è concesso di strumentalizzare quella tragedia e quei morti non si può, però, tacere rispetto alle posizioni che abbiamo espresso in quest'aula come gruppo dei Democratici di sinistra.
VALTER BIELLI. Rivolgiamo un accorato appello al nostro Governo perché agisca per modificare l'attuale quadro politico in Iraq che non ci soddisfa. È per questo che da subito sentiamo il bisogno di introdurre una svolta forte in tale paese in cui deve essere ripristinato il ruolo della comunità internazionale. Bisogna ridare voce e spazio all'ONU e favorire la transizione senza pensare agli affari di una parte per aprire, invece, una fase nuova e diversa in cui la comunità internazionale tutta possa dare il proprio contributo. Solamente in tale contesto la missione potrà definirsi umanitaria.
Il terrorismo internazionale è un pericolo serio e ne avvertiamo tutta la pericolosità. Il terrorismo va sempre combattuto, ma la guerra non sembra essere lo strumento atto a sconfiggerlo.
Oggi avvertiamo ancora pericoli gravi e riteniamo che debba essere ampia la solidarietà ai caduti e alle famiglie delle vittime dei barbari attentati. Onorevole sottosegretario, lei ha accettato degli ordini del giorno significativi; ne prendo atto, ma le dico che il suo Governo poteva fare anche qualcosa di più. Per coloro che sono stati colpiti da attentati all'estero, sarebbe stato possibile già oggi, introdurre nella conversione di questo decreto-legge, la possibilità di concedere loro un giusto risarcimento. Invece, si è risposto di no e la sua risposta, sottosegretario, è stata che c'è un problema di spesa. La spesa -
anche per un Governo che non è pratico di finanza (e lo ha dimostrato anche sulla finanziaria) - sarebbe stata estremamente limitata e si sarebbe potuto, così, dare oggi stesso una risposta.
Il terrorismo pesa ed ha pesato, come un macigno, anche sulla storia del nostro paese. Esiste in Parlamento un provvedimento di legge unificato, che è stato votato da tutte le forze politiche in I Commissione, che cerca di dare una risposta a coloro che sono stati colpiti da fenomeni di terrorismo e di stragismo. Quando in I Commissione si chiese che tale provvedimento fosse trasferito alla sede legislativa, trattandosi di un atto che trovava tutti d'accordo, il Governo ci rispose che aveva bisogno di conoscere la quantificazione. Sono passati, signor sottosegretario, cinque mesi. In questi cinque mesi voi siete stati in grado di sapere quanto quel provvedimento costa e, dunque, oggi, se ne aveste avuto la volontà vera, sareste stati in grado di dare una risposta, facendo in modo che quel provvedimento avesse una corsia privilegiata. Non lo avete permesso e questo, onorevoli colleghi, è un fatto sbagliato per tutto il Parlamento, perché tutto il Parlamento si era espresso a favore di quel provvedimento. Da questo punto di vista, è stata, quindi, persa un'occasione, che invece sarebbe stato opportuno non sacrificare per altre finalità.
Oggi dobbiamo esprimere solidarietà alle vittime di Nassiriya e di Istanbul. Si tratta di una solidarietà per un atto dovuto, anche se credo che avreste potuto fare di più. Considero, quindi, che avete perso un'occasione, che avrebbe potuto essere sfruttata meglio. Onorevole sottosegretario, mi aspetto da questo Governo che si dia una risposta complessiva e generale a coloro che sono stati colpiti da fatti così gravi, ma non per questo faremo mancare il nostro voto favorevole a questo provvedimento. È un atto doveroso che chiama in causa anche il fatto che, in assenza di una svolta rispetto all'attuale situazione in Iraq, i nostri ragazzi possano e debbano ritornare a casa. Ma intanto oggi il nostro gruppo dice «sì» a questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Sarò rapido, signor Presidente, onorevoli colleghi. Ho già ricordato - ma ciò riguarda tutta l'opposizione - che, a suo tempo, abbiamo espresso un voto contrario sulla richiesta di intervento in Iraq. Tuttavia, questo non ci esime oggi dall'esprimere un voto favorevole sul provvedimento di conversione di questo decreto-legge, perché ritengo sia giusto, ripeto, qualunque siano le posizioni politiche, che lo Stato italiano intervenga a favore delle vittime di Nassiriya e di Instanbul.
Mi associo anche alla richiesta, che è già stata avanzata, di un chiarimento tempestivo e trasparente, da parte del Governo, sulle segnalazioni che hanno (o avrebbero) preceduto la strage del 12 novembre scorso, perché sarebbe terribile verificare che quella strage avrebbe potuto eventualmente essere evitata. Non proclamo verità al riguardo e mi associo alla richiesta che vi possa essere in Parlamento un chiarimento tempestivo e trasparente, qualunque ne sia l'esito.
Sottolineo, in conclusione, l'importanza dell'ordine del giorno, da tutti sottoscritto (è stato sollecitato dopo il ritiro di alcuni emendamenti ed ordini del giorno presentati dalle forze dell'opposizione) ed approvato pressoché all'unanimità, con il quale abbiamo impegnato, con il suo consenso, il Governo a definire tempestivamente una disciplina organica per rimuovere ingiuste sperequazioni.
Mi auguro che il voto espresso poco fa su quell'ordine del giorno, che l'impegno rivolto al Governo in tal senso, assunto consapevolmente dallo stesso, trovi tempestiva attuazione per evitare, dopo la conversione in legge del suddetto decreto-legge che consentirà di intervenire tempestivamente nei confronti delle vittime di Nassiriya e di Istanbul, quella dolorosa via crucis durata, a volte, anni e decenni, che ha riguardato altre vittime del terrorismo,
come ho ricordato nel corso dell'esame degli emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno che impegna il Governo a predisporre un provvedimento organico al fine di prevedere iniziative paritarie per quanto riguarda le altre vittime del terrorismo, decedute a causa di attentati terroristici o per missioni all'estero, preannuncio l'espressione del voto favorevole da parte del gruppo di Rifondazione comunista sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mattarella. Ne ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, non occorrono molte parole per esprimere il consenso convinto alla conversione in legge del decreto-legge in esame da parte del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo.
Naturalmente, sappiamo tutti che non vi è elargizione di denaro, né vitalizio che possa risarcire davvero o compensare la perdita di un congiunto, di un genitore, di un figlio, di un fratello o l'invalidità permanente. Vi è il dovere da parte dello Stato e della comunità internazionale di esprimere riconoscenza in modo tangibile e concreto, di manifestare concretamente solidarietà ai familiari, a coloro che sono invalidi in maniera permanente, a coloro che sono stati colpiti gravemente. Occorre - lo ripeto - manifestare solidarietà, riconoscenza e vicinanza. Non bisogna dare l'impressione, dopo i primi giorni di grande vicinanza, di abbandonarli.
Il provvedimento si inquadra in tale contesto e, pertanto, noi esprimeremo sul medesimo un convinto voto favorevole, auspicando che l'ordine del giorno, con il quale si chiede di estendere lo stesso trattamento a tutti coloro che si trovano in queste condizioni, venga sollecitamente rispettato dal Governo.
Il provvedimento è doveroso e, pertanto, speriamo che sul medesimo verrà espresso un voto favorevole. Anche il nostro sarà un convinto voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, preannuncio, a nome di tutti i colleghi del gruppo di Alleanza nazionale, il convinto voto favorevole sulla conversione in legge del decreto-legge in esame. Trovo sia poco serio ed elegante aprire in questa sede una discussione sul nostro intervento militare in Iraq (avremo tempo per approfondire tali tematiche).
Oggi penso che, con il minimo di parole possibili, il Parlamento debba approvare questo atto giusto e doveroso e prendo atto che l'intero Parlamento sia favorevole a ciò.
Per quanto riguarda la discussione che si è aperta un può impropriamente, vorrei fare riferimento all'ordine del giorno approvato pochi minuti fa e sul quale è stato espresso un voto favorevole: penso che sia un modo serio e, soprattutto, sobrio, anche in questi giorni di dolore per le famiglie dei caduti, per affrontare questo discorso.
Preannuncio, pertanto, il convinto voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale sulla conversione in legge del decreto-legge in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Minniti. Ne ha facoltà.
MARCO MINNITI. Signor Presidente, interverrò brevemente perché per il mio
gruppo sono state spiegate con dovizia di particolari dall'onorevole Bielli le ragioni del nostro voto favorevole sulla conversione in legge del decreto-legge in esame.
Esprimeremo un voto favorevole perché si tratta di un provvedimento giusto e doveroso nei confronti di famiglie profondamente colpite per la perdita di congiunti, siano essi militari siano essi civili.
Come è noto, ci siamo uniti al dolore delle famiglie di fronte ad una tragedia nazionale, pur avendo avuto opinioni differenti sia sull'iniziativa militare nella guerra in Iraq sia sull'invio delle nostre truppe.
Abbiamo pensato fosse giusto far prevalere un senso di vicinanza e di concordia nell'atteggiamento di dolore che il paese ha profondamente vissuto. È con questo spirito che, oggi, esprimiamo il nostro voto su questo provvedimento, sapendo che, nel momento in cui lo votiamo, il Parlamento ha assunto formalmente un impegno e chiediamo che il Governo sia attento protagonista di tale impegno affinché a breve ci possa essere un provvedimento legislativo che consenta di guardare complessivamente ai problemi relativi ad eventuali vittime del terrorismo, siano esse civili o militari. E ciò sia estendendo i limiti soggettivi sia guardando con più attenzione ai limiti temporali. Rispetto a questo importante impegno saremo vigili sentinelle affinché il Governo lo rispetti.
Vorrei concludere questo breve intervento con due richiami; infatti, votando questo provvedimento legislativo dobbiamo ricordare due doveri morali per questo Parlamento, due doveri morali per un grande paese.
Il primo - lo dico senza nessuna strumentalizzazione - è quello di verificare - e il Parlamento deve impegnarsi su questo - se sia stato fatto tutto il necessario per garantire la sicurezza dei nostri ragazzi. Ritengo che questo sia l'atteggiamento più giusto per una grande democrazia, nel momento in cui è stato pagato un prezzo drammatico di sangue rispetto ad un tragico attentato terroristico.
Il secondo dovere morale - e su questo chiedo un forte impegno anche da parte del Governo - è fare di tutto, in quanto così si rispettano anche coloro che sono caduti sul campo, per evitare, in base alle nostre possibilità, che quanto accaduto a Nassiriya non abbia più a ripetersi.
Per quanto ci riguarda, ciò costituisce un impegno che assumiamo in Parlamento e che, con molta forza, sollecitiamo venga assunto dal Governo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia ed esprimo apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal Governo nell'accogliere l'ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ceremigna. Ne ha facoltà.
ENZO CEREMIGNA. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole dei Socialisti democratici italiani su questo provvedimento, che consideriamo necessario ed utile a far sentire, a tutti coloro che all'estero difendono i valori che il Parlamento sostiene, la nostra vicinanza e la nostra fraterna solidarietà.
Naturalmente, avremo tempo per valutare e discutere effetti e cause della nostra presenza in territorio straniero per operazioni di pace e di guerra ma, in questa fase, vogliamo far pervenire un messaggio chiaro di solidarietà e fraternità con le vittime del terrorismo.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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