Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 403 del 17/12/2003
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Discussione del disegno di legge: S. 2606 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 novembre 2003, n. 337, recante disposizioni urgenti in favore delle vittime militari e civili di attentati terroristici all'estero (approvato dal Senato) (4553) (ore 16,07).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 novembre 2003, n. 337, recante disposizioni urgenti in favore delle vittime militari e civili di attentati terroristici all'estero.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 4553)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il presidente della Commissione affari costituzionali, onorevole Bruno, ha facoltà di svolgere la relazione in sostituzione del relatore, onorevole Mongiello.

DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, si tratta di un provvedimento di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 novembre 2003, n. 337, recante disposizioni urgenti in favore delle vittime militari e civili di attentati terroristici all'estero. Il provvedimento ci è stato trasmesso dal Senato della Repubblica l'11 dicembre 2003 e nell'esaminarlo la Commissione ha provveduto ad apportare talune modifiche, che in particolare si concentrano sulla aggiunta degli articoli 1-bis e 1-ter. Il primo estende ai civili cittadini italiani, che per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di eventi di cui al primo comma dell'articolo1, abbiano riportato una invalidità permanente, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1 della legge n. 302 del 1990. Allo stesso modo, per gli eventi indicati al comma 1-bis, la misura di ogni punto percentuale di invalidità riscontrata ai sensi del citato articolo 1 della legge n. 302 del 1990, in relazione alla diminuita capacità lavorativa, è elevata a 2.000 euro, per un importo massimo erogato di 200 mila euro.
Per effetto di questa modifica si è anche provveduto al comma 4 dell'articolo 1 a modificare la spesa, che è aumentata da 603.200 euro a 1.004.088 euro per l'anno 2003 e da 42 mila a 54 mila euro per il 2004.
Per il resto, si tratta di modifiche di natura formale. In particolare, da ultimo, all'articolo 4 è intervenuta un'ulteriore


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modifica, sempre in riferimento agli oneri derivanti dal presente decreto-legge, che sono stati valutati ora dal Senato in 3.970.588 euro per l'anno 2003 e in 2.855.000 euro a decorrere dall'anno 2004, e sostituiscono delle somme sensibilmente più basse che invece erano state valutate precedentemente.
Sul decreto-legge credo di aver registrato, anche tra i colleghi dell'opposizione, una convergenza positiva, anche se va detto che sono state presentate delle proposte emendative che prevedevano di estendere questi benefici anche ad altre vittime che, purtroppo, ci sono state - per esempio in Somalia, nel Kosovo -, ma l'atteggiamento del relatore e del Governo, su questo punto, al di là di un impegno serio che è stato assunto, è nel senso di non modificare il presente provvedimento. Riteniamo pertanto di aver registrato un voto favorevole da parte dei componenti della Commissione, con la speranza che in un prossimo futuro il Governo si faccia carico di rispettare gli impegni che sono stati assunti in Commissione per bocca del sottosegretario Mantovano, ripeto, sempre per quanto riguarda la possibilità di estendere questi benefici alle stesse vittime di altri fatti terroristici che si sono verificati da un po' di tempo a questa parte.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. La ringrazio, signor Presidente. Io mi richiamo alla relazione del presidente della I Commissione e poi, quando si tratterà di esprimere il parere sulle proposte emendative, farò certe considerazioni, se lei me lo consentirà.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Angioni. Ne ha facoltà.

FRANCO ANGIONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che oggi esaminiamo per la conversione in legge - recante disposizioni urgenti in favore delle vittime militari e civili di attentati terroristici all'estero - è stato predisposto in un momento molto doloroso per il paese e probabilmente risente della profonda emozione e della volontà di esprimere con urgenza solidarietà e generosità alle vittime. Considerando questi sentimenti doverosi, non possiamo sottrarci, qui in Parlamento, alla necessità di predisporre una legge che abbia valore generale, che sia astratta e non particolare. Il decreto-legge in esame ha lo scopo di estendere ai cittadini italiani, militari e non, vittime di azioni terroristiche all'estero, le stesse tutele amministrative previste per il territorio nazionale. Premetto che il gruppo dei democratici di sinistra voterà a favore di questo disposto legislativo, tuttavia ritengo doveroso fare alcune precisazioni.
Mi sia consentito esporre rapidamente l'evoluzione che nel nostro paese ha caratterizzato la tutela delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata - inizialmente i due fenomeni sono legati -, al fine di comprendere la ratio che il legislatore ha voluto adottare nel tempo sull'argomento. A partire dal 1980, una serie di disposti legislativi ha provveduto a tutelare prima gli appartenenti alle forze di polizia, alle Forze armate, ai vigili del fuoco, ai vigili urbani e ai magistrati - definendo tutti costoro «vittime del dovere» - e, successivamente, anche ai comuni cittadini, mediante l'elargizione di somme una tantum e, nel 1998, anche di un vitalizio, oltre ad altri benefici complementari.
Nel tempo, quindi, oltre all'adeguamento delle somme, si è consolidato il principio che nel territorio dello Stato, sia gli operatori della difesa e della sicurezza sia i normali cittadini, debbano essere tutti protetti e tutelati.
Con il decreto-legge in esame, si intende estendere i benefici anche ai cittadini italiani civili vittime degli attentati avvenuti a Nassiriya, il 12 novembre scorso (rammento due deceduti e un ferito), e a Istanbul, il 15 novembre (un deceduto).
Considerata la triste probabilità che avvenimenti di questo genere possano ancora verificarsi, anche al fine di non creare precedenti pericolosi, si è ritenuto


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opportuno, nell'esame del decreto-legge, cercare di mettere ordine nella materia.
Le proposte di maggior rilievo sono le seguenti. In primo luogo, prevedere la retroattività degli interventi, per conferire equità di trattamento nei riguardi di coloro che hanno subito, a causa del terrorismo, negli anni precedenti al presente decreto-legge, gravi menomazioni o, addirittura, hanno sacrificato la vita. In secondo luogo, vorrei segnalare che traslare, senza precisazione alcuna, come dispone il decreto-legge, le tutele le previste (limitatamente agli attentati terroristici, ovviamente, non alla criminalità organizzata) dal territorio nazionale all'estero - cioè a tutto il mondo - e a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal motivo per cui si trovano fuori dal territorio nazionale, potrebbe risultare pericoloso, e forse non pertinente per lo Stato.
Le previdenze previste in patria onorano il principio che, su tutto il proprio territorio, lo Stato ha il dovere del controllo, e dunque della protezione del cittadino stesso. Ma nel resto del mondo? È per dare risposta a tale quesito che si è tentato di individuare, attraverso un ordine del giorno, quali potrebbero essere i cittadini nei riguardi dei quali, benché all'estero, lo Stato deve poter assicurare delle tutele. Tali persone, a nostro avviso, possono essere quelle che, pur non essendo dipendenti dello Stato, svolgono attività che definisco di rilevanza pubblica (membri di organizzazioni non governative autorizzate, operatori dell'informazione, personale interessato a fornire assistenza sanitaria e via dicendo), da elencare nel regolamento applicativo della legge.
In definitiva, si avverte la necessità di un disposto legislativo organico su tutta la materia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Vi sono stati colleghi che hanno chiesto di parlare, ma, come voi sapete, le iscrizioni sono chiuse, per cui devo usare lo stesso metro per tutti.
Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

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