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per il venditore finale, di agire - se lo ritiene opportuno - nei confronti del produttore;
gli andamenti non entusiasmanti né particolarmente raccomandabili delle Borse e la condizione di stallo delle altre forme tradizionali di investimento del risparmio hanno ridato spazio significativo al mercato dell'arte;
l'acquisto di un'opera d'arte può indubbiamente costituire un investimento con rendimenti interessanti e, nel contempo, consente di avvicinare il mondo dei risparmiatori all'arte ed al gusto;
questa particolarissima condizione economica si coniuga con la volontà di incentivare l'investimento privato in cultura attraverso lo strumento dell'esenzione fiscale;
in Italia l'investimento in cultura è pur sempre irrigidito da un'aliquota IVA del 20 per cento, mentre in Francia l'aliquota è del 5,5 per cento, in Gran Bretagna del 6 per cento ed in Germania del 7 per cento;
fra l'altro, la differenza di aliquota non soltanto impedisce uno sviluppo ancor più soddisfacente del mercato dell'arte, ma stimola inevitabilmente un giro d'affari «sommerso» o comunque un giro d'affari preferenziale con il mercato estero;
è dunque necessario tentare di armonizzare le aliquote IVA con le aliquote degli altri Paesi dell'Unione Europea per liberare le energie e le potenzialità del nostro mercato dell'arte e della cultura;
quali iniziative normative intenda assumere il governo italiano per armonizzare l'aliquota IVA sui trasferimenti delle opere d'arte e sugli investimenti in cultura con le aliquote dei principali paesi dell'Unione Europea, al fine di consentire al mercato interno di esprimersi in tutta la sua potenzialità ed al fine di prevenire ogni tentazione di accedere al mercato del «sommerso» o al mercato estero.
(3-02907)
la normativa vigente stabilisce la responsabilità del venditore finale nei confronti del consumatore in ordine alle qualità promesse del prodotto oggetto del trasferimento, ferma restando la possibilità,
la normativa, stranamente, sembra non ricomprendere, in questa sorta di «responsabilità oggettiva», gli istituti di credito per i prodotti che vendono al pubblico dei consumatori;
in particolare, dopo le strane vicende «Cirio» e «Parmalat», si è accentuata la protesta nei confronti degli istituti di credito che, in molte circostanze, con troppa superficiale facilità «consigliano» i risparmiatori contribuendo a creare disastri finanziari di proporzioni gigantesche -:
quali iniziative normative il Governo intenda assumere per individuare in modo preciso una responsabilità giuridica degli istituti di credito nella collocazione dei prodotti finanziari al fine di attribuire un contenuto positivo e normativamente disciplinato al principio, di rilevanza costituzionale, della tutela del risparmio.
(3-02908)
il 25 novembre scorso, a Palazzo Chigi, si è svolta la presentazione dei programmi dell'agenzia governativa «Sviluppo Italia» per rilanciare il turismo nel Mezzogiorno del nostro Paese, con un piano di investimenti pari a 770 milioni di euro;
l'investimento maggiore di tale piano è stato localizzato a Sciacca, in provincia di Agrigento;
come riportato dal settimanale «L'Espresso» del 18 dicembre 2003, tale investimento porterà in tasca alla famiglia della moglie del sottosegretario al Ministero dell'economia e Finanze Gianfranco Micciché, 4 milioni e 400 mila euro, poiché una parte dei terreni su cui sorgerà un grande golf resort, infatti, è di sua proprietà;
da notizie in possesso dell'interrogante risulta che sui terreni suddetti è in corso un'inchiesta penale per estorsione;
tutta la città di Sciacca nei giorni subito appresso la suddetta assegnazione fu tappezzata da manifesti con il simbolo di Forza Italia dove era riportata la seguente frase: «ritornano a Sciacca i grandi investimenti con Gianfranco Micciché» -:
se non si ravveda nell'assegnazione di cui sopra un imbarazzante quanto grave conflitto di interessi;
se non ritenga, di doversi adoperare presso i soggetti interessati, al fine di far conoscere, nei dettagli, all'opinione pubblica italiana, la modalità e la formale dinamica di tale assegnazione;
quali erano gli altri ed eventuali programmi di intervento concorrenti.
(4-08388)