A)
fine del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, al fine di promuovere l'azione dell'Unione europea di appoggio al patto;
il 1o dicembre 2003, su impulso di personalità non governative israeliane e palestinesi, è stato sottoscritto a Ginevra il «Patto per la pace» in una cerimonia ufficiale, coordinata dall'ex Presidente americano Carter e caratterizzata da una sedia lasciata vuota in memoria di Rabin;
il progetto del patto è stato avviato nel gennaio 2001, al momento dell'ultimo incontro di negoziato governativo ufficiale tra israeliani e palestinesi a Taba in Egitto;
la firma del patto è stata annunciata in Giordania il 12 ottobre 2003, dieci anni dopo gli accordi di Oslo;
il patto si fonda sul principio dei due Stati, definisce i loro nuovi possibili confini, prevede una co-sovranità sulla città santa (per più religioni) di Gerusalemme, indica una soluzione praticabile e progressiva alla delicata questione dei profughi palestinesi, contiene minuziose proposte e indicazioni sui termini dello status finale per tutte le questioni controverse;
il patto richiama tutte le risoluzioni dell'Onu su Israele e Palestina, ha già ricevuto apprezzamento pubblico del Segretario generale dell'Onu e sarà successivamente presentato anche al Consiglio di sicurezza dell'Onu;
il Patto è frutto del lavoro di politici, intellettuali, militari, esponenti della società civile, sia israeliani che palestinesi, ed è sostenuto da Svizzera, Giappone, Regno Unito, Norvegia, Svezia;
il patto è un'opzione di accordo permanente e mostra che è possibile un futuro di pace basato sul reciproco riconoscimento;
il patto può essere lo strumento per riaprire un dialogo e riprendere il negoziato governativo, impegnandosi a dire insieme: basta con lo sterminio dei civili, basta con l'occupazione, basta con le colonie;
finora vari Governi europei hanno espresso pubblico apprezzamento per il patto: simile apprezzamento vi è stato da parte del Segretario di Stato Usa Powell, con una lettera a Beilin e Rabbo;
vi sono evidenti difficoltà di progresso dell'ipotesi di Road map e il patto potrebbe contribuire anche alla riapertura del negoziato, anche perché dopo il 1o dicembre 2003 sarà affidato anche alla supervisione e all'attuazione del «quartetto» (Stati Uniti, Russia, Unione europea, Nazioni Unite) -:
se il Governo condivida il pubblico apprezzamento e sostegno per il «Patto per la pace»;
in quali sedi sia possibile promuovere una presentazione ufficiale del patto a tutti i Governi europei in Italia entro la
se non ritenga urgente verificare al più presto, in sede Onu, la coerenza dei contenuti del patto con le risoluzioni dell'Onu, favorendo la convocazione del Consiglio di sicurezza sul patto.
(2-00994)
«Violante, Calzolaio, Agostini, Bogi, Innocenti, Magnolfi, Montecchi, Nicola Rossi, Ruzzante, Cabras, Crucianelli, Fassino, Folena, Fumagalli, Melandri, Ranieri, Sereni, Spini, D'Alema».
(2 dicembre 2003)
il 1o dicembre 2003 a Ginevra circa quattrocento delegati israeliani e palestinesi, guidati rispettivamente dall'ex Ministro della giustizia israeliano Yossi Beilin e dall'ex Ministro per l'informazione dell'Autorità nazionale palestinese Yasser Abed Rabbo, hanno firmato l'iniziativa di Ginevra, un accordo di pace non ufficiale per il Medio Oriente;
la proposta prevede: a) la creazione di uno Stato palestinese indipendente in Cisgiordania e Gaza; b) il ritiro di Israele sulla vecchia linea armistiziale antecedente il conflitto del 1967, ad eccezione di alcune aree dove risiedono la maggioranza dei coloni ebrei, che saranno inglobate in Israele, che a sua volta cederà ai palestinesi altre aree; c) la spartizione di Gerusalemme, che diverrà capitale dei due Stati, in quartieri ebrei sotto sovranità israeliana e arabi sotto sovranità palestinese;
il progetto dà ai profughi palestinesi la facoltà di scegliere il loro trasferimento nello Stato palestinese, l'assorbimento negli Stati ove già risiedono in cambio di indennizzi finanziari o la loro emigrazione in altri Paesi disposti ad accoglierli: Israele contribuirà agli sforzi internazionali a favore dei profughi, ma sarà sua esclusiva prerogativa decidere se e quanti palestinesi assorbire nel suo territorio;
i firmatari hanno affermato che l'iniziativa contribuirà a dare attuazione alla Road map e che, quindi, non si pone in contrapposizione;
cinquantotto tra ex presidenti ed ex primi ministri di tutto il mondo hanno sottoscritto un appello in sostegno dell'iniziativa di Ginevra;
messaggi di sostegno e di apprezzamento all'iniziativa sono giunti dal Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, dall'Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell'Unione europea Javier Solana e dal Presidente del Parlamento europeo Pat Cox;
il Presidente della Commissione europea Romano Prodi ha invitato a Bruxelles i firmatari dell'accordo, che nei prossimi giorni si recheranno a Washington per incontrare il Segretario di Stato Usa Colin Powell, che vuole conoscere i dettagli del progetto -:
quale sia il giudizio del Governo su quanto sopra esposto e se il Governo intenda di sostenere gli accordi di pace sottoscritti il 1o dicembre 2003 a Ginevra.
(2-00999)
«Cima, Pecoraro Scanio, Boato, Bulgarelli, Cento, Lion, Zanella».
(2 dicembre 2003)