Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 395 del 3/12/2003
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(Tempi per la definizione dei criteri e delle procedure di accreditamento dei corsi universitari a distanza - n. 3-02877)

PRESIDENTE. L'onorevole Marinello ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02877 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, signor ministro, la legge n. 289 del 27 dicembre 2002 (legge finanziaria per il 2003) introduce nel nostro ordinamento il modello dell'università aperta a distanza senza alcun onere per lo Stato, che guarda con particolare attenzione all'utenza disagiata, ai disabili, ai residenti in località lontane dalle sedi didattiche, agli italiani all'estero, ma che, soprattutto, stimola e attiva l'innovazione tecnologica nel nostro paese, coerentemente con quanto evidenziato dalla prima conferenza europea dedicata dalla presidenza italiana alle tecnologie per l'istruzione.
Il ministro ha emanato, in data 17 aprile 2003, il decreto che fissava i termini per la formulazione del parere consultivo richiesto al Consiglio universitario nazionale e al comitato di esperti, ma, ad oggi, le scadenze non sono state rispettate. Temiamo fortemente che alcune lobby universitarie interessate possano, con metodiche dilatorie, vanificare una legge del Parlamento, con grave danno per il paese e per gli utenti.
Chiediamo con l'interrogazione in esame che il Governo dia attuazione a quanto contenuto nella legge n. 289 del 27 dicembre 2002.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo risponde volentieri nel merito a tutte le interrogazioni, ma non posso certo accettare questa demagogia da quattro soldi che addebita l'assenza di ministri come Alemanno, impegnato nella conferenza internazionale della FAO, un impegno dunque di grande livello per il Governo italiano. Tale comportamento è anche scortese nei confronti del ministro, perché chi presenta l'interrogazione sa benissimo che aspettando la prossima settimana il ministro sarebbe stato presente. Quindi, siamo sempre disponibili al confronto nel merito ma non accogliamo queste osservazioni, perché se il ministro non è presente è ampiamente giustificato


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da impegni internazionali (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
Per quanto riguarda questo atto di sindacato ispettivo, si tratta di un problema molto complesso, perché il modello dell'università telematica a distanza è assolutamente innovativo. In applicazione di quanto previsto dal regolamento attuativo, è stato costituito un comitato di esperti che deve esprimersi sulle istanze di riconoscimento presentate dai promotori di questo tipo di università. Tale parere, unitamente a quello espresso dal Consiglio universitario nazionale, dovrà costituire il presupposto per l'adozione da parte del ministero del decreto di accreditamento degli enti riconosciuti idonei a svolgere questo tipo di attività.
Per entrare nel merito, sia il comitato sia il Consiglio universitario nazionale hanno già esaminato l'unica istanza finora pervenuta e, dopo l'audizione dei rappresentanti dell'istituenda università, hanno richiesto l'integrazione della documentazione già presentata, che il 4 dicembre prossimo - domani, se non erro - verrà esaminata dal comitato. I termini previsti dal provvedimento, pertanto, decorreranno a partire dal momento in cui la documentazione presentata sarà ritenuta completa dal comitato e dal Consiglio universitario nazionale. Va anche rammentato che l'introduzione del sistema delle università finalizzate esclusivamente alla teledidattica rappresenta un'assoluta novità che impone agli organi consultivi una particolare attenzione nella valutazione delle proposte di istituzione e della documentazione presentata a supporto delle richieste. Ciò può richiedere di superare i tempi fissati per la formulazione del parere che, peraltro, sono non perentori ma ordinatori.
Va, inoltre, fatto presente che la funzione del comitato medesimo viene ad assumere una particolare rilevanza in quanto l'istituzione delle università telematiche, pur rientrando fra gli obiettivi della formazione universitaria con riferimento ai contenuti della legge n. 289 del 2002 e del relativo regolamento di attuazione - che già stabilisce una procedura specifica per l'accertamento delle qualità delle predette istituzioni -, non sarà sottoposta ai comitati regionali di coordinamento, considerato che il bacino di utenza, anche quello prevalente, dei predetti atenei, essendo telematico, non può essere riferito ai tradizionali criteri territoriali.
In conclusione, si deve sottolineare che il ministero è impegnato ad attuare la richiamata legge n. 289 del 2002 nel rispetto degli obiettivi da essa perseguiti e delle determinazioni votate dal Parlamento ma con la prudenza necessaria, trattandosi in questo caso di una novità assoluta che, naturalmente, potrà servire anche come esempio e come parametro per le prossime esperienze, quando verranno presentate altre domande.

PRESIDENTE. L'onorevole Marinello ha facoltà di replicare. Onorevole Marinello, le ricordo che ha due minuti di tempo a sua disposizione.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto per l'attenzione dimostrata dal ministro e dal Governo. La nostra attenzione sul merito è notevolmente elevata. Infatti, a nostro avviso, il ritardo nella formulazione del parere consultivo richiesto al Consiglio universitario nazionale e al comitato degli esperti - quest'ultimo, in verità, insediato sin dal 16 luglio scorso - sta sostanzialmente impedendo l'iter procedurale che dovrebbe portare al riconoscimento formale dei progetti - fosse anche uno - già presentati, penalizzando chi, di fatto, è già pronto a dare risposta alle esigenze interpretate dal legislatore, con l'inserimento di una norma specifica nella finanziaria per il 2003.
A nostro dire, si ha l'impressione che le riunioni a cadenza mensile del comitato degli esperti, incuranti forse delle scadenze attuative, stabilite diligentemente nel decreto ministeriale, abbiano l'unico scopo di dilazionare i tempi, con il risultato - probabilmente - di impedire al ministro di decretare nel merito entro il


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2003. Tutto ciò, forse, avviene ad opera di alcune ristrette lobby accademiche autoreferenziate. Forte è la preoccupazione degli innumerevoli potenziali utenti, di tutti coloro a cui stanno a cuore l'evoluzione e l'adeguamento dei nostri sistemi formativi e di quei parlamentari - sono veramente numerosi; ne cito uno per tutti: l'amico e onorevole Antonio Palmieri - che si sono fortemente spesi perché convinti della necessità di rilanciare i sistemi educativi del nostro paese.
Pertanto, è opportuno che chi guida la politica dell'istruzione, dell'università e della ricerca assuma una posizione forte e decisa, con la consapevolezza che il nostro avvenire è fortemente minato da un'arretratezza culturale e tecnologica, frutto delle gravi carenze derivate dalle politiche post sessantottine e da un sistema universitario obsoleto e ancora sotto l'egemonia di poche ristrette baronie. Signor ministro, è quindi necessario che l'intero Governo e, in particolare, il ministro Moratti adottino politiche forti, affinché la necessaria energica spinta verso l'innovazione e il cambiamento - cosa di cui il nostro paese ha estremamente bisogno - assuma una concretezza che diventa cogente. Speriamo che la data di domani possa rappresentare non una delle tappe, ma la tappa conclusiva di questo lungo percorso (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

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