Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 395 del 3/12/2003
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(Iniziative per risolvere il problema dell'abbattimento dei costi relativi al trasporto delle merci dalla Sardegna - n. 3-02853)

PRESIDENTE. L'onorevole Cossa ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02853 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

MICHELE COSSA. Signor Presidente, signor ministro, lo Stato ha messo a disposizione per gli anni 2001, 2002 e 2003 15 milioni di euro all'anno per l'abbattimento dei costi relativi al trasporto delle merci dalla Sardegna. Si tratta di una questione di fondamentale importanza per l'economia dell'isola, perché le aziende sarde, gravemente penalizzate dagli ingenti oneri di trasporto, arrancano nel cercare di essere competitive, sia in campo nazionale che europeo.
Sino ad oggi, non è stato possibile spendere un solo centesimo per l'abbattimento delle tariffe, in quanto devono essere ancora chiariti con l'Unione europea alcuni aspetti applicativi. In conseguenza di questo stallo, le risorse stanziate per il 2001 e il 2002 risulterebbero essere state riprogrammate, ed altrettanto il Governo si accingerebbe a fare per quelle relative all'anno in corso, il 2003.
La regione Sardegna ha formulato, circa un anno, fa delle proposte sulle modalità di abbattimento delle tariffe, che sono state sottoposte al vaglio della Commissione europea, ed ancora prima, due anni fa, il collega onorevole Marras aveva chiesto al Governo di porre all'attenzione della Commissione europea tale questione, risolta la quale sarebbe possibile partire già nel 2004 con un nuovo regime tariffario.
Per questi motivi, vorremmo sapere dal Governo quale sia lo stato di questa complessa vicenda, la posizione del Governo in merito alle proposte formulate dalla regione Sardegna, se la Commissione europea si sia espressa, e se sì, con quali valutazioni.


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PRESIDENTE. Il ministro per le politiche comunitarie, onorevole Buttiglione, ha facoltà di rispondere.

ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, l'oggetto della presente interrogazione è un problema complesso, ma per noi riveste grande importanza: si tratta, in fondo, del diritto al trasporto.
Abbiamo lottato per ottenere che il Libro bianco sui trasporti includesse il diritto al trasporto come diritto di cittadinanza, vale a dire che una ragionevole disponibilità di mezzi di trasporto fa parte di quei diritti di cittadinanza che devono essere garantiti dallo Stato, di modo che l'impegno dello stesso Stato per garantire tali diritti non può essere qualificato come aiuto di Stato indebito. Si tratta, sì, di un aiuto di Stato, ma esso è giustificato dalle funzioni fondamentali che lo Stato stesso è chiamato ad espletare per la tutela dei diritti.
Tale tema, recepito nel Libro bianco, si sposa con un altro tema, in discussione presso la Convenzione, che riguarda l'insularità: essa, infatti, presuppone quantomeno una specifica difficoltà o restrizione del diritto al trasporto, che legittima l'intervento dello Stato.
Queste sono le posizioni che sosteniamo dinanzi alla Commissione europea, e nutriamo la ragionevole speranza che tali posizioni vengano accolte; anzi, in linea di principio la Commissione le ha già accolte nel Libro bianco e adesso ci attendiamo che le accolga anche a livello dell'abbandono di procedure di infrazione nei casi che corrispondono rigorosamente a quanto previsto dallo stesso Libro bianco.
Esiste il problema della modalità di erogazione, sul quale è in atto anche una discussione con le categorie interessate, nella quale sembra prevalere una metodologia volta a sostenere l'impresa di autotrasporto. Forse si tratta del modo più corretto, ma lo affermo con un caveat, vale a dire con un margine di dubbio, perché è in corso una discussione sia a livello interno, con le categorie, sia nel rapporto con la Commissione europea proprio per verificare se tale modalità sia accettabile. Credo che riusciremo presto a risolvere il problema con la Commissione europea e che, conseguentemente, sarà possibile dare corso anche alla normativa interna volta a realizzare il diritto al trasporto.
Andando per un attimo fuori tema, vorrei dire all'onorevole Motta che questa notte abbiamo approvato la direttiva sugli appalti pubblici, la quale contiene la possibilità di inserimento di quelle clausole di salvaguardia sociale che lei giustamente richiedeva. La legislazione europea ci dà adesso più spazio ed anche un incitamento in questa direzione.

PRESIDENTE. L'onorevole Cossa ha facoltà di replicare. Ricordo all'onorevole Cossa che ha due minuti di tempo a disposizione.

MICHELE COSSA. Signor Presidente, signor ministro, grazie per la puntuale risposta: è un segno evidente che vi è sensibilità da parte del Governo su questo tema sul quale abbiamo voluto richiamare l'attenzione. Si tratta, infatti, di un elemento strategico per il futuro dell'economia della Sardegna ed il motivo è semplice: mentre nel continente un semplice viaggiatore o un operatore economico possono tranquillamente scegliere quale mezzo di trasporto utilizzare, in Sardegna non vi è alcuna possibilità di scelta. I sardi non possono nemmeno decidere se bloccare un'autostrada o una linea ferroviaria, se vogliono protestare per qualcosa.
L'insularità è un grave handicap e la ringrazio molto, signor ministro, per aver voluto richiamare questo tema così importante; è un handicap strutturale destinato a diventare ancora più evidente se verrà realizzato il ponte sullo stretto di Messina, che farà della Sardegna l'unica vera grande isola italiana.
L'economia sarda è pesantemente condizionata dallo squilibrio tra importazioni ed esportazioni (il rapporto è di circa 60 a 40), a cui si aggiunge un costo marittimo aggiuntivo che fa perdere competitività alle merci, incidendo in modo significativo sul loro prezzo.


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Per questo motivo, ci aspettiamo, intanto, di poter utilizzare le somme disponibili, ma anche un maggiore impegno finanziario. Abbiamo già predisposto un apposito emendamento riferito a questa legge finanziaria, perché il problema non è soltanto intervenire sulle merci in uscita ma anche su quelle in entrata; occorre intervenire, soprattutto, sulle materie prime (e non solo su esse) che in Sardegna costano assai più che nel resto del paese.
Signor ministro, vorrei svolgere un'ultima considerazione: un sostegno di questo genere diventerebbe una leva importante per incentivare la modalità di trasporto marittimo. Abbiamo appreso con soddisfazione dell'inserimento dell'autostrada del mare, uno dei grandi progetti di sviluppo dell'Europa di domani, nella quick list approvata l'11 novembre scorso dalla Commissione europea. Non nego, tuttavia, una certa preoccupazione per la sua non ancora compiuta definizione alla quale i parlamentari sardi presteranno una particolare attenzione, perché non potrà non prevedere una piena valorizzazione della Sardegna con la sua posizione baricentrica nel mare Mediterraneo, con il suo attrezzato sistema portuale, con la sua naturale vocazione di regione porto.

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