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PRESIDENTE. L'onorevole Motta ha facoltà di
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, signor ministro, nel mese di novembre, nel giro di pochi giorni, si sono susseguite le notizie quasi quotidiane di infortuni mortali nei luoghi di lavoro. Due operai a Guidonia, l'operaio albanese al museo del mare a Genova, l'operaio rumeno alla fiera di Bologna, due operai in provincia di Parma, infine ancora morti a Pistoia pochi giorni fa. Nel settore edilizio il numero più alto di infortuni e soprattutto di infortuni mortali. Dall'inizio del 2003, nei cantieri italiani, i casi di infortuni mortali aumentano: 187 le vittime dall'inizio dell'anno.
PRESIDENTE. Onorevole...
CARMEN MOTTA. ...di produttività, a cui vanno aggiunti - ho finito, Presidente - la deregolamentazione nel settore degli appalti e gli effetti di una libertà ad organizzare unilateralmente il cantiere. Ecco, signor ministro, anche una frammentazione del lavoro, una grande diffusione del lavoro irregolare, in nero, come si usa dire.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole.
CARMEN MOTTA. Ho finito, Presidente. Quali iniziative, quindi, intende prendere il Governo per affrontare il drammatico problema degli incidenti sul lavoro e garantire condizioni certe di sicurezza, soprattutto nel comparto edile e più in generale?
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, il problema della sicurezza sul lavoro è sicuramente una delle priorità di questo Governo. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nell'ambito delle sue competenze ha già incrementato l'azione di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro, utilizzando tutte le risorse attualmente disponibili, anche attraverso la riconversione del personale ispettivo.
ministero, una nuova e specifica direzione generale che avrà il compito di coordinare solo l'attività ispettiva. Voglio inoltre ricordare l'attivazione della delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori; a questo riguardo faccio presente che è quasi pronto il decreto legislativo.
PRESIDENTE. L'onorevole Motta, cofirmataria dell'interrogazione, ha facoltà di replicare. Onorevole Motta, lei ha a disposizione due minuti.
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, signor ministro, non posso dichiararmi soddisfatta perché le priorità sono importanti, ma lo sono se danno risultati. Lei ha elencato una serie di cose che il Governo sta mettendo in atto; alla fine vedremo se tutto corrisponderà a quanto lei dice, comunque i dati che lei ha citato non tengono conto dell'enorme fenomeno del lavoro in nero. Credo comunque che non basti convocare tavoli straordinari a seguito di troppe vittime del lavoro. È necessaria una riflessione seria sulle possibili aggravanti che possono amplificare il fenomeno degli infortuni. La sicurezza è e dev'essere un obiettivo condiviso da tutti: imprese, istituzioni, organi ispettivi oltre che il sindacato. Efficienza non può voler dire abbassare il livello di attenzione, e soprattutto non può essere contrapposta alla sicurezza. Un valore, non un vincolo, quello della sicurezza, da diffondere capillarmente perché è proprio la cultura della prevenzione e della sicurezza stessa che stenta ad affermarsi. Ad esempio, nella legge di semplificazione amministrativa, approvata recentemente, che lei ha citato, si prevede un sensibile alleggerimento del decreto legislativo n. 626 del 1994 (la legge in materia di sicurezza). Questo non va nella direzione giusta, cioè in quella di una diffusa cultura e consapevolezza
del valore, anche economico per la collettività, della sicurezza.
PRESIDENTE. Onorevole Motta, la invito a concludere.
CARMEN MOTTA. ...e per estendere la formazione a chi è già nel mondo del lavoro e ai giovani che vi accedono.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Motta, ma il tempo a sua disposizione è esaurito.
CARMEN MOTTA. ...ma che non riesce a garantire la sicurezza e la dignità della vita di chi vi lavora (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
La tragicità delle cifre parla da sola. Su scala nazionale il dato complessivo degli infortuni - fonte INAIL - , nell'industria e nei servizi, è per il 2002 di 450.865 casi; ad oggi, per il 2003, di 449.840 casi. Dati a dir poco allarmanti. Le cause indicate dall'INAIL, signor ministro, sono sempre le stesse: mancato rispetto delle norme di sicurezza, aumenti incontrollati...
Nell'ultimo anno l'incremento dell'attività ispettiva del ministero è valutabile in circa il 10 per cento. La brevità del tempo a disposizione non mi consente di riferire su tutte le iniziative in atto. Cercherò pertanto di fare il punto su quelle più recenti.
In primo luogo mi riferisco all'attuazione del decreto legislativo di cui all'articolo 8 della legge Biagi, che prevede il riordino e la razionalizzazione dei servizi ispettivi di tutti gli organi di vigilanza, con l'attribuzione della direzione del coordinamento operativo alle direzioni regionali e provinciali del lavoro.
In secondo luogo, ho attivato le procedure per l'assunzione di 870 nuovi ispettori del lavoro per coprire gli organici. In terzo luogo, ho istituito, all'interno del
Nello specifico di uno dei settori più a rischio, quale è quello edile, voglio ricordare che, nella prima e seconda settimana del mese di giugno e nella seconda e terza settimana del mese di settembre, è stata avviata la campagna europea sulla sicurezza nel settore delle costruzioni decisa per attuare una serie di iniziative di natura ispettiva e promozionale in sinergia con gli organi di vigilanza a livello territoriale e delle parti sociali. Nei due periodi di riferimento sono stati ispezionati circa 5.500 cantieri da parte delle direzioni provinciali del lavoro e contestate circa 12 mila violazioni inerenti alla sicurezza sul lavoro.
Da ultimo, voglio riferire che sul tragico evento occorso a Genova sono state avviate varie indagini e si è tenuto un incontro presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali e imprenditoriali firmatarie del contratto nazionale del settore edile e i responsabili dei servizi ispettivi dell'INPS e dell'Inail. Dall'incontro è scaturito un avviso comune che pone le basi per un rinnovato impegno nei controlli sia della sicurezza sia del sommerso. Il punto saliente dell'avviso comune consiste nella definizione del cosiddetto DURC, ovvero il documento unico per la regolarità contributiva, che consentirà la certificazione incrociata delle pratiche Inail, INPS e casse edili accertando così eventuali differenze e consentendo di escludere dalle attività lavorative le imprese che non risultano in regola.
Sul tema della sicurezza nel settore dell'edilizia, infine, ho deciso, d'accordo con i sindacati, di organizzare nei primi mesi del prossimo anno una conferenza nazionale.
Infine, le cifre. Faccio riferimento all'anno 2002 rispetto al 2001: nonostante un incremento degli occupati dell'1,5 per cento gli infortuni denunciati all'Inail, al netto di quelli occorsi sulla strada per recarsi sul posto di lavoro, mostrano una diminuzione del 4,5 per cento; i casi mortali mostrano una diminuzione ancora maggiore del 6,9 per cento. Questi sono dati incoraggianti che derivano dalle azioni che il Governo ha intrapreso; certamente, la strada è ancora lunga e l'impegno del Governo su questo punto è assai determinato.
Sul fare, signor ministro, anche lei oggi, secondo me, ha un po' glissato; allora, proviamo a vedere se riusciamo a dare un contributo. Occorre concretizzare le azioni che contribuiscano alla regolarità e alla trasparenza delle imprese e del mercato. Occorre rendere operativo il documento unico di regolarità contributiva. Occorre introdurre il rispetto della clausola sociale nei capitolati d'appalto. Occorre estendere il cartellino d'identificazione dei lavoratori nei cantieri. Occorre coordinare e ben individuare i controlli degli organi ispettivi.
Ci fa piacere sapere che verranno fatte nuove assunzioni; occorre introdurre sanzioni efficaci, come la revoca dell'appalto e dei finanziamenti ad imprese irregolari.
Occorre infine, signor ministro, che sulla sicurezza il Governo investa maggiori risorse, al fine di ottenere efficienza ed efficacia nelle attività degli organi ispettivi...
Quindi, c'è bisogno di fatti, c'è il bisogno urgente di procedere ad aggredire le cause di tante tragiche morti, se non le si vuole abbandonare al caso, alla fatalità, alla distrazione o all'inefficienza. Si tratta di motivi francamente - ed ho concluso - inaccettabili per un paese che non può considerarsi moderno solo se realizza grandi opere infrastrutturali...


