l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (disciplinato dalla legge 12 giugno 1990, n. 146) ha pari dignità quanto il diritto alla mobilità dei cittadini;
lo sciopero indetto dai sindacati contro il mancato rinnovo dell'accordo contrattuale con i vertici delle aziende si è svolto nella giornata di lunedì 1o dicembre 2003 con modalità diverse da città a città;
nella città di Milano lo sciopero lecito (che doveva iniziare alle ore 8.00 e finire alle ore 15.00) si è trasformato, fin dalle prime ore del mattino, in uno sciopero selvaggio, che ha visto migliaia di cittadini allo sbando, sotto una pioggia battente e alla disperata ricerca di un passaggio;
il caso di Milano crea un pericoloso precedente, che giustamente va severamente condannato, anche in considerazione del fatto che la «rivolta» dei lavoratori era stata premeditata già tempo prima;
non vi è alcun dubbio che quanto accaduto nella giornata di lunedì 1o dicembre 2003 sia da leggere in chiave politica, visto che la città è amministrata a tutti i livelli dal centrodestra;
tali atteggiamenti, in un momento di particolare tensione, ledono la sicurezza di tutti i cittadini -:
se intenda adottare tutte le iniziative idonee affinché sia rapidamente accertata da parte dell'autorità competente la responsabilità, sia degli autori materiali sia dei sindacati, i quali non potevano non sapere, visto che già da una settimana si era a conoscenza di 23 mila volantini, dove si minacciava appunto lo sciopero selvaggio, e affinché episodi analoghi non abbiano a ripetersi.(3-02875)
(2 dicembre 2003)