Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 392 del 20/11/2003
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Svolgimento di interpellanze urgenti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Presunte illegittimità della concessione edilizia riguardante un cantiere nel comune di Caserta - n. 2-00979)

PRESIDENTE. L'onorevole De Franciscis ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00979 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, vorrei, in primo luogo, spiegare doverosamente la ragione (costituisce il merito della questione) per la quale ho presentato la suddetta interpellanza urgente.
Il 12 marzo 2003 avevo presentato al ministro delle infrastrutture e dei trasporti un'interrogazione (immagino che il Governo, rispondendo, entrerà nel merito della questione dei tempi) perché nel comune di Caserta, dove vivo e sono stato eletto (credo di avere una qualche conoscenza del territorio), si stava determinando una situazione che, al di là del merito e del contenzioso burocratico, amministrativo, rappresentava e rappresenta una condizione che giudicavo di qualche preoccupazione e di pericolo per i cittadini, per coloro che si fossero trovati vicino al cantiere in oggetto o, eventualmente, per coloro che fossero andati ad abitare in due edifici di cui si iniziava la costruzione.
Ho sollecitato, signor sottosegretario Pescante, sia a maggio sia a settembre di quest'anno, una risposta alla mia interrogazione e l'ultima volta, la scorsa settimana, ho avuto certezza che non era ancora in corso di preparazione alcun tipo di risposta. Intanto, gli edifici che erano e sono oggetto della mia preoccupazione e della mia interpellanza sono ormai quasi ultimati.
La storia dei due edifici che sorgono nel lotto intercluso della zona adiacente il parco della grande reggia di Caserta va indietro negli anni (è trascritta, tra l'altro, nell'atto in svolgimento); inizia dieci anni fa, quando nel 1993 a Caserta venne aperto un cantiere su un fondo intercluso, con accesso da via Amendola. Fin da allora si evidenzia, signor sottosegretario, qualche problema nell'accertamento della legittimità delle concessioni edilizie.
Tuttavia, più o meno contemporaneamente, ciò che poteva costituire solo un problema di diritto civile o amministrativo si è trasformato in un problema riguardante l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Gli stessi confinanti della zona in oggetto, del lotto intercluso, infatti, nello stesso 1993, hanno cominciato a segnalare, con un comitato spontaneo, la violazione dei diritti per la realizzazione di nuovi edifici, in una zona che, tra l'altro, risultava protetta dalla legislazione in materia di beni architettonici (vorrei ricordare che si tratta di un lotto adiacente il parco della grande reggia di Caserta).
Il merito del problema risulta trattato nell'atto in discussione. La questione che mi sembrava di qualche interesse, ed è la ragione per la quale mi sono dispiaciuto della mancata risposta ad una mia interrogazione (la presentazione di atti di sindacato ispettivo è una delle poche prerogative


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che ormai resta al parlamentare), in questi lunghi otto mesi nei quali i fabbricati sono sorti, è la seguente.
Secondo me, questo rappresenta un tipico caso, alla luce anche del novellato titolo V della Costituzione, in cui appaiono chiarissimi i limiti e le distinzioni tra lo Stato e gli altri livelli della Repubblica: in tal senso, io non chiedevo e non chiedo un intervento circa la legittimità delle procedure sulle quali peraltro la magistratura, nei vari gradi ed ordini, si è espressa o sta per esprimersi (faccio riferimento al Tribunale amministrativo regionale e alla stessa procura della Repubblica presso il tribunale competente che è quello di santa Maria Capua Vetere).
Ponevo invece ai ministri interpellati un quesito circa l'esistenza o meno (la mia personale opinione è nel senso che vi siano) delle circostanze di cui all'articolo 120 della Costituzione; ovvero se alla luce di questo novellato e sottolineato principio di sussidiarietà fra i diversi livelli della Repubblica, non sia possibile intervenire per porre rimedio a quella che a me appare ancora oggi una questione legata da una parte al rispetto del nostro territorio, e dirò una parola su questo citando l'organismo del Ministero dei beni culturali sul luogo (la Sovrintendenza) e dall'altro alla questione della sicurezza, e dirò una parola anche su questo aspetto.
Per questa ragione, mi sembrava che già nel mese di marzo avremmo potuto avere qualche tipo di risposta. Vorrei aggiungere qualche ulteriore elemento al testo che il Governo ha sicuramente avuto modo di osservare: le opere sul lotto intercluso, signor rappresentante del Governo, sono ormai ultimati e sono stati iniziati senza il preventivo parere dei vigili del fuoco, che si è poi avuto tardivamente.
Tuttavia, è stato un parere che si è avuto quando, essendo stato probabilmente immaginato come negativo, sono stati ridotti i posti auto nel garage scoperto, che doveva servire queste due palazzine, da 22 a 15 posti.
La prego di credere, - adopero sempre toni miti e moderati, perché tale sono anche in politica - , che, avendo avuto la possibilità di visitare, perché tra l'altro la zona è adiacente ad una grande e popolosa parrocchia nella nostra città di Caserta, la situazione è tale per cui due nuovi palazzi verranno abitati da oltre 20 famiglie e non c'è la possibilità di fare manovre con le auto.
Le lascio immaginare cosa accadrà quando la prima volta, - a Napoli noi diciamo «ai cani dicendo» - , dovesse arrivare un'ambulanza, un centro mobile di rianimazione o un automezzo dei Vigili del fuoco.
Di fatto, riducendo i posti auto da 22 a 15, si è avuto finalmente questo parere. Tuttavia, nella nuova formulazione, dei 15 posti auto, non sono stati rispettati i parametri urbanistici essenziali che la legge impone per i parcheggi relativi a nuove costruzioni. Vi è poi tutta una situazione molto incerta sul piano delle relazioni fra gli enti locali, in particolare tra comune e provincia, e la Sovrintendenza ai beni architettonici per quanto riguarda i progetti.
Non mi dilungherò sul tema perché vedo che il Governo ha con sé il carteggio. In sostanza, è stato presentato un primo progetto; successivamente il parere è stato dato su un progetto che era difforme dal primo e sono stati modificati e alterati i numeri della licenza, per cui vi è un contenzioso sul punto; inoltre, e questa era una delle due questioni che intendevo sottolineare, resta su un lotto adiacente il parco della grande reggia di Caserta, e ancora non risolta la questione relativa alla Sovrintendenza ai beni architettonici.
Ho partecipato in questa prima parte della legislatura a tutto il lavoro legislativo che abbiamo svolto e so bene quanto sta a cuore al Governo il rispetto del patrimonio architettonico e ambientale nel nostro paese. Domando come sia possibile che ancora oggi la Sovrintendenza non possa fare a meno di mettere per iscritto che la situazione perlomeno è dubbia, come ricordo nella mia interpellanza, sia rispetto ai parametri urbanistici sia rispetto alla zona di rispetto, mi scuso per la ripetizione, adiacente il parco della reggia.


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Mi sembra che le questioni, eliminata quella dei tempi, che purtroppo hanno consentito indipendentemente dalla risposta del Governo la quasi ultimazione degli edificati, sulle quali il Governo mi auguro vorrà dare spiegazione e soddisfazione siano almeno di tre tipi: in primo luogo, cosa rispondiamo alla domanda di sicurezza dei cittadini della nostra città di Caserta rispetto ai parametri, alla questione del parcheggio, a quella dei vigili del fuoco, e all'accesso dei mezzi di emergenza?
Secondo: come mai la sovrintendenza ai beni architettonici della nostra città, nonostante vi sia un contenzioso così evidente e probabilmente anche delle pressioni abbastanza forti per portare a termine dopo dieci anni questi edifici, nell'interesse dei costruttori, non ha espresso una parola di chiarezza a tutela del nostro patrimonio? Terzo: ella, signor sottosegretario, non se ne avrà male - sapendo che è lei che deve rispondere e che tra l'altro autorevolmente si impegna proprio per il Ministero dei beni ambientali - ma per quale motivo la risposta a questa domanda, che è anche un po' tecnica, non mi giunge questo pomeriggio invece dal dicastero alle infrastrutture o da quello dell'ambiente e della tutela del territorio? Era questa, infatti, come ben detto sia nell'interrogazione degli otto mesi non risposti, sia nell'interpellanza di questo pomeriggio, la cosa che più mi preoccupava.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, onorevole Pescante, ha facoltà di rispondere.

MARIO PESCANTE, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, onorevole De Franciscis, rispondo in merito alla questione concernente l'intervento edilizio nel comune di Caserta che, come ha fatto rilevare l'interpellante, prevede la costruzione di un fabbricato su un fondo intercluso con accesso da via Amendola in Caserta. In proposito, mi dispiace per la lagnanza dell'interpellante, ma devo anch'io completare la sua lagnanza facendo presente che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ai quali l'interpellanza era inizialmente rivolta, hanno rappresentato - leggo testualmente - di non disporre di significativi elementi al riguardo. Siccome non posso replicare, trattandosi di attività che riguarda altri ministeri, non posso che aggiungere questa mia considerazione alla sua.
Per quanto riguarda, invece, il Ministero per i beni e le attività culturali, nell'atto di sindacato ispettivo viene precisato che il comune di Caserta, in qualità di ente subdelegato dalla regione Campania, ha rilasciato autorizzazioni paesaggistiche per una prima versione del progetto e per una variante successiva. Come è stato dettagliatamente esposto nell'atto di sindacato ispettivo, il comune di Caserta, attraverso questa autorizzazione, in pratica si è espresso in due momenti: una prima versione del progetto e una successiva variante. Da parte nostra, il Ministero per i beni e le attività culturali è intervenuto presso la sovrintendenza territorialmente competente per esaminare l'intervento edilizio, però - tengo a precisarlo - sotto l'esclusivo profilo della sua compatibilità con il regime di vincolo paesaggistico, in applicazione dell'articolo 151 - che lei ben conosce - del decreto legislativo n. 490 del 1999.
La sovrintendenza locale ha ritenuto che l'edificazione di un lotto intercluso all'interno di un tessuto urbano di recente edificazione e le caratteristiche altimetriche del fabbricato progettato, affini a quelle degli edifici circostanti, non avrebbero comportato alterazioni rilevanti dell'assetto paesaggistico della zona che, all'epoca dei fatti - è bene ricordarlo -, non era ancora tutelato dalla previsione di inedificabilità contenuta successivamente nel piano territoriale paesistico che, come precisavo, è entrato in vigore solo in tempi successivi.
Pertanto, la stessa sovrintendenza non ha ravvisato l'esistenza di elementi per


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procedere all'annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal comune di Caserta.
Per quanto riguarda, invece, l'aspetto del controllo di legittimità urbanistica delle concessioni edilizie rilasciate dal comune e, quindi, anche dalle lamentele sulle difformità nella costruzione, che, a suo giudizio e degli altri onorevoli interroganti, determinerebbero grave pericolo per incolumità e sicurezza pubblica (quindi, come lei ha ricordato, questi aspetti legittimerebbero l'intervento sostitutivo dello Stato), si riferisce che questo ministero non ha competenza ad intervenire nella cura di interessi pubblici che non sono attribuiti in via istituzionale, ma si è peritato di rivolgersi al dipartimento per gli affari regionali, all'ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei ministri, che, con nota del 19 novembre 2003 (è recente, quindi), ha dichiarato, con chiarezza, quanto segue: quanto alla possibilità di ricorrere all'articolo 120 della Costituzione (che lei ha citato), si osserva che, nella specie, non sembrano sussistere i presupposti previsti dalla norma costituzionale e dalla norma applicativa, articolo 8 della legge n. 131 del 2003, trattandosi di dedotte illegittimità di specifiche concessioni edilizie che, come tale, non possono incidere sulla unità giuridica dell'ordinamento.
Si segnala, infine (lo ha rilevato anche lei), che la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, a seguito dell'esposto presentato dai condomini dell'edificio confinante ed in merito all'affermata diversità tra le tavole di progetto trasmesse dal comune di Caserta in allegato all'autorizzazione paesaggistica relativa alla variante e le tavole allegate, invece, alla precedente concessione edilizia n. 209 del 2000, ha acquisito la documentazione agli atti della soprintendenza competente ed ha avviato opportune indagini che sono tuttora in corso.

PRESIDENTE. L'onorevole De Franciscis ha facoltà di replicare.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, pur apprezzando lo sforzo che lei ha dovuto compiere in questi pochi giorni, va da sé che non posso dichiararmi soddisfatto.
Lei, giustamente, solleva la questione non ben chiarita dei pareri della soprintendenza in un'area che, invece, è sotto tutela ambientale perché fa riferimento a questioni che provengono da prima che tale tutela fosse definita. Tuttavia, deve consentirmi di ricordare, anche se questo vale solo per questi atti parlamentari, che effettivamente i lavori sono iniziati meno di un anno fa e che, nel lotto intercluso di cui in oggetto, avevamo la possibilità, evidentemente se fossimo intervenuti (se si tratta solo di una questione di tempi), di preservare un pezzetto di zona verde nell'area adiacente il parco della grande Reggia di Caserta.
D'altra parte, la questione, oggetto, tra l'altro, di contenzioso legale e che non attiene al rapporto tra il Parlamento e il Governo (lo so bene), attiene assolutamente ed esattamente allo ius aedificandi, ossia al riconoscimento ai titolari della concessione edilizia della possibilità di edificare in quel giardino due fabbricati.
Mi dispiace che lei non possa far altro che affermare che ho ragione, ma, ancora una volta devo rilevare che, purtroppo, non abbiamo ricevuto alcuna risposta da chi in primis doveva fornire qualche risposta, in generale, sulla questione della sicurezza - questione da me sollevata articolatamente - e delle responsabilità anche dei vigili del fuoco e delle altre autorità che, in qualche modo, dovevano occuparsi di questo.
Ha solo una residua speranza, signor sottosegretario. Mentre l'iter dei contenziosi legali va avanti, devo purtroppo prendere atto che nell'Italia che si affanna a voler funzionare con Internet, ossia in tempi reali, tra i giochi burocratici che vanno indietro da dieci anni e il sindacato ispettivo durante il quale si può anche ricevere una risposta di tipo negativo (come lei, con molto garbo, mi porge questo pomeriggio; a tal riguardo, vorrei citare un proverbio napoletano: mentre il medico studia, il malato muore), in questi ritardi e in questi intrecci burocratici, la


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verità è che a Caserta (oso sperare ancora di no), in un lotto al quale non si potrà accedere con i mezzi di soccorso, mezzi che in tutte le città e capoluogo del nostro paese hanno la possibilità di accedere alle case dei cittadini in difficoltà (mezzi dei vigili del fuoco e mezzi sanitari), stanno per sorgere due palazzine nelle quali finanche i posti di parcheggio previsti dal progetto sono stati ridotti altrimenti era patente che, forse, eravamo di fronte ad un pasticcio.
A me non interessa il dato scandalistico né mi interessa entrare in competenze diverse, ma vorrei pregarla, anche perché conosco la sua sensibilità culturale, di valente collega parlamentare, di uomo di Governo ed anche di sportivo, di capire che noi dobbiamo fare uno sforzo affinché, nell'ingorgo istituzionale che può determinarsi tra i diversi livelli della Repubblica, non si verifichino più sconci di questo genere.
Qui, purtroppo, anche alla luce della mia modesta esperienza in Commissione bilancio, debbo effettivamente notare che, alla fine, si preferisce, per comodità, procedere con una serie di una tantum e/o di condoni anziché cominciare a fare rispettare la legge, gli ordinamenti, i regolamenti e, soprattutto - ciò che a noi più preme - quei beni comuni che sono rappresentati dal verde e dall'ambiente nel quale viviamo.
Se è nelle sua potestà, o se lei volesse adottare, per così dire, questo problema (non mi è sfuggita la sua garbata sottolineatura, che c'è un pezzo di verità che sfugge alla risposta che lei, oggi, ha portato in quest'aula), ci assicuri almeno che nei prossimi giorni vi sarà un'attenzione da parte del ministero per il quale è così autorevolmente impegnato nell'attività di Governo affinché, sul nostro territorio - sia in questo lotto intercluso di via Amendola sia nella restante parte che ancora può essere preservata dalle aggressioni urbanistiche -, quello che è un patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato non venga assalito dal cemento e, là dove necessario, anche dalle automobili.

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