Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 391 del 19/11/2003
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO SERGIO ROSSI SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 4447

SERGIO ROSSI. Il gruppo della Lega nord Padania esprime parere favorevole alla conversione in legge del decreto-legge n. 269.
Questo provvedimento collegato alla legge finanziaria 2004 viene votato da questo ramo del Parlamento senza alcuna possibilità di emendarlo. Possiamo, pertanto, solo esporre le nostre valutazioni rimandando la fase emendativa al disegno di legge n. 4489, legge finanziaria per il 2004.
Il gruppo della Lega nord Padania da diversi mesi aveva già evidenziato il problema della concorrenza dei paesi asiatici, in parte anche concorrenza sleale proveniente dalla Cina, ma tutti avevano sottovalutato i primi segnali negativi.
Adesso finalmente si adottano quei provvedimenti che si sarebbero potuti introdurre in anticipo ed evitare la crisi di alcuni settori produttivi nazionali.
Poiché i mercati dei paesi emergenti possono offrire notevoli opportunità anche ai nostri prodotti di alta qualità ed ai prodotti ad alta tecnologia, condividiamo i contenuti di questo provvedimento volti a dare nuovo impulso allo sviluppo del paese puntando: sulla concessione di contributi, di finanziamenti e sulla detassazione per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica; sugli incentivi per il rientro di ricercatori residenti all'estero; sui premi per la quotazione in borsa delle società, volti ad incentivare la crescita delle piccole e medie imprese.
Sono condivisibili anche le misure a sostegno della internazionalizzazione delle imprese e le norme volte a tutelare in maniera più adeguata i marchi, i brevetti, il made in Italy (questi interventi sono previsti nella legge finanziaria 2004).
Per completare il quadro delle misure volte a favorire lo sviluppo suggeriamo l'abolizione dell'IRAP anche sui costi del personale della ricerca già presente nel nostro paese, e non solo sui costi dei ricercatori che rientreranno dall'estero.
Prosegue la politica a sostegno della famiglia con la concessione di un assegno anche per ogni ulteriore figlio oltre al primogenito.
L'avvio, per il momento solo in via sperimentale, della de-tax e le ulteriori agevolazioni fiscali in favore delle ONLUS introducono una politica fiscale basata sul principio della sussidiarietà (più attività gestite dal privato e meno attività gestite dal pubblico).
Sono, invece, prettamente spese di tipo assistenzialistico i trasferimenti aggiuntivi concessi al comune di Roma e alla regione Sicilia.
Neppure un euro, invece, è stato stanziato in favore dei soggetti colpiti dalla tremenda alluvione del novembre 2002.
Qualcuno ha già rimosso dalla sua memoria quelle drammatiche immagini, apparse su tutti i quotidiani nazionali e su tutte le reti televisive: immagini che mostravano le case che crollavano e le strade che venivano inghiottite dalle frane.
Pochissimi sono stati i soldi sinora stanziati in favore degli alluvionati: meno del 13 per cento dell'ammontare dei danni accertati dalla protezione civile.
Il Governo si era impegnato a stanziare ulteriori fondi, utilizzando le maggiori entrate che sarebbero derivate dal gettito dei condoni fiscali rispetto agli importi inizialmente stanziati in bilancio.
Il maggior gettito da condono fiscale c'è stato ed è stato anche consistente: allora noi chiediamo al Governo di ricordarsi anche delle persone bisognose e non solo


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dei furbi (vedi beneficiari dei condoni) e dei ricchi (vedi acquirenti degli immobili di pregio).
Per quanto riguarda il condono edilizio presenteremo alcuni emendamenti volti a ridurre la volumetria condonabile, ad incrementare le sanzioni da applicare e soprattutto a garantire che le somme dovute dai soggetti che fanno domanda di condono vengano effettivamente versate interamente.
Non condividiamo il condono previsto per i concessionari delle scommesse sportive, avente le stesse caratteristiche del precedente condono che riguardò i concessionari delle scommesse ippiche, su cui manifestammo la nostra contrarietà.
Va precisato che questi concessionari, con i dovuti distinguo, non sono dei comuni evasori fiscali, bensì sono soggetti colpevoli del reato di indebita appropriazione di somme di proprietà dello Stato.
Siamo contrari anche alla svendita del patrimonio immobiliare pubblico con la concessione dello sconto del 30 per cento sugli immobili di pregio perché la classificazione di immobili di pregio deriva dalla collocazione degli immobili (generalmente situati nei centri storici) e dalla tipologia degli immobili (generalmente si tratta di palazzi d'epoca), ma non deriva affatto dallo stato di conservazione dell'immobile.
Il Governo farebbe bene a guardare la dichiarazione dei redditi degli inquilini aspiranti acquirenti, prima di concedere loro con leggerezza lo sconto del 30 per cento su un prezzo di vendita già basso perché alcuni sono inquilini di lusso.
Presenteremo emendamenti per ottenere la riduzione delle accise sul metano da riscaldamento e per usi industriali nelle aree del nord al fine di eliminare l'ingiusta differenziazione con le aree del sud.
Con la finanziaria 2002 si era avviato il progressivo allineamento delle accise su scala nazionale stanziando circa 300 miliardi di vecchie lire.
Questo processo non deve interrompersi, anche perché dopo il 2006 non sarà più possibile concedere questi aiuti di Stato.
Non può esserci una politica di tassazione equa se non viene accompagnata anche dall'applicazione dell'indicatore socio-economico delle famiglie (redditometro) differenziato per area geografica in funzione del costo della vita.
Infatti è stato evidenziato che il maggior reddito percepito in alcune aree non è indicativo di maggior potere di acquisto e di migliore livello di vita, ma serve solo a compensare il maggior costo della vita: per esempio nelle aree climaticamente svantaggiate le famiglie spendono in media circa due-tre milioni in più all'anno per fronteggiare il freddo.
Se non si provvederà ad introdurre un calcolo differenziato del redditometro per aree geografiche, si finirà per escludere molte famiglie, soprattutto del nord, dalla possibilità di accedere ai servizi pubblici con tariffe agevolate (tasse universitarie, trasporti, asili nido, assistenza sanitaria, telefono, luce, assicurazioni sugli immobili per le calamità naturali, eccetera).

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