Allegato B
Seduta n. 390 del 17/11/2003

TESTO AGGIORNATO AL 19 NOVEMBRE 2003


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POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Interrogazione a risposta in Commissione:

OLIVIERI e SANDI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
la normativa comunitaria dovrebbe imporre nel 2005 la produzione di mele con calibro inferiore a 50 millimetri, con l'obiettivo dichiarato di adeguarsi agli standard qualitativi della produzione mondiale;
in questo caso, il Trentino Alto Adige-Südtirol, Regione che produce il 50 per cento della produzione nazionale, vedrebbe penalizzato il grande lavoro di selezione varietale operata negli anni scorsi dagli agricoltori che ha portato ad ottenere mele d'ottima qualità con un diametro minimo di 65 millimetri;
questa normativa, qualora entrasse in vigore, vedrebbe penalizzati proprio i produttori di mele italiani ed in particolare i coltivatori di montagna che, attraverso alcune pratiche colturali tra cui quella del diradamento dei frutti si prefiggono di produrre mele d'ottima qualità, perfettamente rispettanti i limiti segnati dal Regolamento CEE 920/89 e 487/90 che prevede un calibro minimo di 70 millimetri per le mele di categoria extra, di 65 millimetri per la prima e seconda categoria e di 50 millimetri per quelle di terza;
inoltre si deve considerare che, le mele con diametro inferiore a 50 millimetri, sono frutti più piccoli del 20-25 per cento rispetto all'attuale e, generalmente, sono avviati, all'industria di trasformazione e non al commercio al dettaglio, questo andrebbe a generare un'immagine di scadimento della qualità delle mele nei consumatori;
a questo si aggiunge l'appello lanciato dall'organismo di tutela dei consumatori che evidenzia come, in presenza di frutti più piccoli, il consumatore si trova ad acquistare una maggior quantità di torsoli e di bucce rispetto a mele con calibro maggiore -:
se sia innanzitutto a conoscenza della situazione e dei problemi reali che l'armonizzazione degli standard qualitativi delle mele potrebbero creare ai produttori di mele italiani e del Trentino Alto Adige-Südtirol in particolare, la cui produzione è stimata in 12.000.000 quintali, il 50 per cento di quella nazionale;
quali provvedimenti intenda assumere per fare in modo che a Bruxelles si mantengano gli attuali standard qualitativi e non si giunga ad approvare una norma che penalizzerebbe pesantemente i nostri produttori di mele a favore di quelli dell'Est (Polonia) e del Nord dell'Europa.
(5-02623)