Allegato A
Seduta n. 389 del 13/11/2003


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(Sezione 3 - Posizione del Governo sul documento dell'Ecofin relativo al dibattito sulla Costituzione europea)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
in occasione del vertice tra i Ministri degli affari esteri dell'Unione europea, lunedì 27 ottobre 2003, è stato presentato un documento, elaborato dal Ministro Tremonti, quale «contributo» dell'Ecofin al dibattito sulla Costituzione europea, nel quale si propone una sostanziale riduzione dei poteri di controllo e di indirizzo del Parlamento europeo, rispetto all'attuale testo approvato dalla Convenzione europea, nella definizione delle «Prospettive finanziarie dell'Unione europea», vale a dire della programmazione di bilancio settennale;
sempre nel medesimo documento vengono richieste modifiche rilevanti anche per quanto attiene ai poteri della Commissione europea nella procedura di controllo e vigilanza prevista nel caso di eccessivi scostamenti dei deficit nazionali dai parametri di Maastricht;
le proposte contenute nel documento Tremonti sono state giudicate da esponenti politici europei di rilievo, quali Mendez de Vigo e Michel Barnier, come «una dichiarazione di guerra», «un errore» e un «ritorno indietro rispetto al testo della Convenzione»;
la sortita di Tremonti ha colto alla sprovvista anche gli altri membri dell'Ecofin, che si sono affrettati a smentire che il «contributo» potesse essere presentato a nome del comitato;
l'assoluta irritualità della presentazione di proposte emendative da parte di un consiglio ministeriale di settore, quale l'Ecofin, è stata stigmatizzata da tutti, compreso dallo stesso Ministro interpellato, che ha dovuto definirla una «anomalia»;
il 3 novembre 2003 il Vicepresidente italiano del Parlamento europeo, onorevole Guido Podestà, collega di partito del Ministro Tremonti, affidava a un intervento su Il Corriere della Sera le sue riflessioni severamente critiche sulla proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, affermando che le richieste avanzate da «alcuni Ministri finanziari sembrano ignorare non solo la storia europea, ma anche i principi basilari della democrazia parlamentare»;
in ogni caso, ancora una volta, questo episodio dimostra l'antieuropeismo militante di una parte del Governo, che dà


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voce e sponda a quanti, in questa fase finale e decisiva della trattativa, patrocinano le chiusure degli Stati nazione e il metodo intergovernativo nell'architettura istituzionale, che dovrà essere definita nel testo in discussione nella conferenza intergovernativa;
l'assenza di una strategia univoca e omogenea, le dissonanze all'interno della maggioranza, la compresenza di diverse sensibilità sui temi europei conducono l'Italia a brutte figure internazionali, come quella registrata lunedì 27 ottobre 2003, con il Ministro interpellato costretto a ridimensionare e prendere le distanze dall'iniziativa di un collega di Governo, con il risultato finale di indebolire la credibilità della presidenza italiana;
il fatto di aver presentato un documento di questo tipo, avversato soprattutto dal gruppo di Paesi più impegnati nella prospettiva europea di cui l'Italia ha fatto storicamente parte, in un momento delicato per il negoziato che si sta svolgendo in sede di conferenza intergovernativa, rappresenta un attentato politico anche alla riuscita della conferenza, perché rischia di aprire nuovi contenziosi e, addirittura, di introdurre nuove modalità di presentazione di modifiche ed emendamenti -:
quale sia il parere del Governo italiano circa il ridimensionamento dei poteri del Parlamento europeo e della Commissione europea in materia di bilancio e di politica economica;
se si riconoscano nelle proposte presentate dal Ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giulio Tremonti, e quale sarà la linea politica e di negoziato che il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di presidente di turno dell'Unione europea, assumerà rispetto ai temi sollevati e alle proposte avanzate nel documento del Ministro dell'economia e delle finanze.
(2-00968) «Monaco, Castagnetti».
(5 novembre 2003)