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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato dei progetti di legge d'iniziativa dei deputati: Burani Procaccini; Turco ed altri; Valpiana; Mussolini ed altri; Briguglio; d'iniziativa del Governo: Nuove norme in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato votato, da ultimo, l'articolo 2.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 172 sezione 1).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanotti. Ne ha facoltà.
KATIA ZANOTTI. Signor Presidente, l'articolo 3 del provvedimento al nostro esame parla in specifico degli asili nido. Noi, dopo trent'anni d'esperienza degli asili nido, sappiamo che il nido territoriale, a tempo pieno, ha costituito un importantissimo luogo in cui è stato sancito e garantito il diritto alla formazione e alla socializzazione dei bambini. Avremmo voluto che una legge quadro sobria, soprattutto in ragione delle competenze attribuite in modo netto alle regioni in tema di organizzazione dei servizi per l'infanzia, parlasse esplicitamente di asili nido come servizi essenziali a garanzia, appunto, della formazione dei bambini. Purtroppo, a nostro parere, quello al nostro esame è un articolo che inevitabilmente non può non fare riferimento all'asilo nido quale componente del sistema integrato dei servizi per l'infanzia; tuttavia, questo articolo 3, per come tratta l'asilo nido, rischia di dimenticare l'esperienza di questi trent'anni; rischia di dimenticare che il nido territoriale, a tempo pieno, è il punto di riferimento imprescindibile per l'organizzazione dei servizi per l'infanzia; rischia di dimenticare che il successo dei nidi è proprio dovuto all'offerta di qualità formativa per i bambini; rischia di dimenticare che oggi, dopo l'esperienza degli asili nido, i genitori sono sempre più competenti e chiedono per i loro bambini dei servizi qualificati. Sia chiaro, noi capiamo benissimo che cosa significa per tutti quei genitori che, soprattutto nelle grandi città ma non solo, sono in lista d'attesa e chiedono disperatamente una possibilità d'accesso agli asili nido. Sappiamo, altresì, comprendendo queste esigenze, che a quei genitori non è possibile proporre luoghi che abbiano le caratteristiche della pura custodia e del parcheggio. Sappiamo, inoltre, che è possibile offrire dei servizi alternativi in termini di flessibilità, ma sappiamo anche che i genitori chiedono innanzitutto la possibilità d'accesso all'asilo nido territoriale, e le loro proteste, rivolte ai comuni, quando le
liste di attesa si rimpinguano sempre di più, sono richieste volte, in particolare, ad ottenere un investimento forte sul servizio territoriale.
Che cos'è che non ci convince dentro il sistema integrato di servizi, così come è posto in questo provvedimento, e che cosa non ci convince rispetto all'asilo nido? Non ci convince il fatto che non è chiaro dove é collocato questo servizio, che per noi è centrale, nel sistema integrato dei servizi. Sembra tutto fungibile, sembra tutto intercambiabile: se non c'è posto lì, si può andare nel nido condominiale, nel nido di caseggiato oppure nel nido aziendale. La nostra idea di sistema integrato di servizi, ripeto, vede al centro l'asilo nido a tempo pieno, tutto il resto - che va bene, che serve, che risponde alle esigenze di flessibilità e di articolazione della risposta ad un'utenza che chiede anche una diversificazione nella risposta - ruota attorno al punto centrale del sistema integrato dei servizi, e cioè il nido territoriale. Su questo, questo provvedimento non fa nessun investimento chiaro ed esplicito.
Al contrario, non solo non investe - come si dice - in termini di definizione chiara del sistema, ma non investe neanche nella misura in cui - colleghi della maggioranza e del Governo, ditemi se sbaglio - la stessa riforma Moratti, con l'anticipo a due anni mezzo dell'iscrizione alla scuola materna, di fatto determina un disinvestimento nei nidi territoriali, poiché se i bambini stanno bene, se sono in salute, se la mamma decide di portarli all'asilo nido a sei-otto mesi, frequenteranno l'asilo nido al massimo un anno e mezzo-due anni. Questo comporta disinvestimento. Così come comporta disinvestimento anche il fatto che voi nelle vostre proposte in sede di finanziaria e di decretone non avete stanziato nulla e, per quanto riguarda gli interventi economici a sostegno di questo servizio per le regioni e i comuni, sottraete e non aggiungete nulla.
Tutto questo è un segnale molto chiaro di dismissione dell'asilo nido territoriale o, comunque, di disinvestimento. Io offrivo questi dati per una discussione o una interlocuzione, ma credo che ciò non sia possibile. Se ci fosse una interlocuzione, questi sarebbero i segnali del disinvestimento. Questo articolo lo conferma.
Pertanto, noi naturalmente non siamo d'accordo su questo sistema così ideato e abbiamo proposto degli emendamenti, in particolare, per quanto riguarda i micronidi aziendali quali componenti dell'articolazione dell'asilo nido territoriale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Anche io vorrei intervenire brevemente sul complesso degli emendamenti all'articolo 3, perché questo articolo - sul quale invito a prestare un po' di attenzione soprattutto i colleghi che non hanno seguito presso la Commissione Affari sociali questo tema - è di fatto l'articolo centrale, o almeno avrebbe dovuto esserlo proprio perché tratta dei nidi territoriali.
Chi lo guarda resterà colpito ed esterrefatto dalla pochezza e dalla povertà di questo articolo, che in due semplici commi definisce ciò di cui si occupa il nido, ma non ci dice altro. Non ci parla dei criteri di qualità che verranno seguiti per gli asili nido e di come staranno i bambini all'interno di questi asili: i bambini dovrebbero essere i soggetti. Non ci dice chi gestirà, chi programmerà e chi, soprattutto, controllerà a posteriori quanto avviene nei nidi e come vengono diretti.
Io credo che tutto questo diventi ancora più tragico se lo vediamo alla luce di quella che è stata l'esperienza degli ultimi trent'anni dei nidi italiani. Credo che tutti conoscano l'esperienza dei nidi di Reggio Emilia, che sono a livello europeo, ma vorrei dire mondiale, visto che anche negli Stati Uniti si sono tenuti convegni sul modello dei nidi di Reggio Emilia. L'esperienza italiana degli asili nido costituisce un esempio di qualità in tutto il mondo, un'esperienza che ha fatto scuola.
Oggi con questo articolo noi destrutturiamo completamente questa esperienza e diamo un messaggio molto chiaro ai genitori italiani e, in particolare, ai bambini, di disinvestimento e di disinteresse per
questo servizio fondamentale, in cui i bambini non vengono più visti come portatori di diritti in quanto tali, ma come figli da collocare da qualche parte purchessia.
Questi nidi vengono definiti al comma 2, il quale afferma che, tenuto conto dei bisogni dei bambini - questo elemento è stato introdotto da noi in Commissione con un emendamento, perché non era previsto - , dei tempi di lavoro dei genitori e delle esigenze locali, potranno essere previste modalità di funzionamento diversificate per tempi di apertura, modalità di iscrizione, orari di frequenza e progetti pedagogici. Ancora una volta le esigenze del bambino sono all'ultimo posto. Ancora una volta viene definita primariamente l'esigenza di trovare un luogo dove custodire i bambini per permettere ai genitori intanto di andare a lavorare.
Non si parla del progetto pedagogico e non si parla del progetto educativo.
Credo, invece, che ciò avrebbe dovuto verificarsi, proprio a partire da un'esperienza ormai fondante, da un'esperienza che i genitori in Italia hanno valutato molto positivamente e sulla quale si è costruita la cultura dell'infanzia. Mi riferisco a quella cultura dell'infanzia che, così come si sono costituiti comitati in tutta Italia per rivendicare la permanenza e la qualità degli asili nido, credo farà sì che i genitori, quando questo provvedimento verrà approvato (e spero che ciò non accadrà), si rendano conto di come questo Governo attui un completo disinvestimento su questo tema, prima di tutto dal punto di vista economico, ma soprattutto anche da un punto di vista pedagogico, di qualità e di cultura dell'infanzia.
Un altro aspetto che credo sia fondamentale - al riguardo vi saranno i nostri emendamenti a testimoniarlo - è che di fatto questa legge prevede un sistema di servizi dell'asilo nido - i cosiddetti servizi innovativi e integrativi - di chiara marca classista: il bambino rimarrà rinchiuso nel suo nido condominiale, rimarrà rinchiuso nel nido aziendale e rimarrà comunque nell'assoluta impossibilità di collegamento e di relazione con bambini che provengano da classi sociali diverse, da quartieri diversi, da situazioni economico-sociali diverse. Credo che questa sia la principale pecca dell'articolato in esame e credo che proprio in merito a ciò si dovrebbe ridiscutere. In questa sede, si dovrebbe poter ridiscutere la centralità del nido (ma mi sembra che non ve ne sia l'intenzione) e la complementarietà dei servizi integrativi.
Invece, ci troviamo in una situazione completamente ribaltata, in cui i servizi integrativi la fanno da padrone, anche da un punto di vista economico, perché solo con riferimento ad essi vengono definiti standard economici e soprattutto la deducibilità fiscale, mentre l'asilo nido, la struttura che dovrebbe essere il cardine, viene dequalificata, impoverita ed abbandonata.
PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 3 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
FRANCESCA MARTINI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Zanotti 3.2, Valpiana 3.5, Maura Cossutta 3.6, Mosella 3.1, Zanotti 3.9 e 3.10, Maura Cossutta 3.11 e Zanotti 3.12.
PRESIDENTE. Il Governo?
STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro per le pari opportunità. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanotti 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 425
Astenuti 3
Maggioranza 213
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 231).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanotti 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 444
Astenuti 4
Maggioranza 223
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 245).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Maura Cossutta 3.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 453
Astenuti 6
Maggioranza 227
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 247).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mosella 3.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 446
Astenuti 9
Maggioranza 224
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 245).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Zanotti 3.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, intervengo per sollecitare la relatrice ed il ministro a rivedere le proprie posizioni contrarie all'accoglimento dell'emendamento Zanotti 3.9, così come hanno fatto con altri emendamenti finalizzati a sostituire il termine «bambino» con la dizione «bambini e bambine». Si tratta di fare giustizia di un linguaggio sessista inaccettabile in un testo ufficiale.
Tale questione, peraltro, sembrava superata già nel lontano 1992, con l'emanazione di orientamenti per la scuola dell'infanzia (allora si chiamava scuola materna) molto curati nel linguaggio, che si prendevano la cura di esprimersi parlando sempre di «bambini e bambine» e di far presente a un mondo che ha bisogno di introiettare questo concetto che anche il linguaggio ha un'importanza decisiva nel far assumere determinati atteggiamenti nei confronti dei bambini e delle bambine.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanotti 3.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 449
Astenuti 6
Maggioranza 225
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 242).
Prendo atto che gli onorevoli Garagnani e Strano non sono riusciti a votare e che quest'ultimo avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanotti 3.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 448
Astenuti 5
Maggioranza 225
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 247).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Maura Cossutta 3.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 456
Astenuti 4
Maggioranza 229
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 251).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Zanotti 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.
LUIGI GIACCO. Signor Presidente, con questo emendamento, a cui penso che la relatrice debba fare attenzione, i DS dimostrano di non essere contrari di principio ai nidi aziendali. Tuttavia, questi ultimi devono avere gli stessi standard di prestazioni e di qualità (un progetto pedagogico, la formazione del personale insegnante) in modo che al centro sia messo il bambino con tutti i suoi sviluppi dal punto di vista relazionale, emotivo e cognitivo. Tali nidi non devono trasformarsi, per così dire, in un'area di parcheggio e di custodia che risponda più alle esigenze dell'azienda e degli adulti che non a quelle del bambino.
Questo è il senso dell'emendamento in esame che vuole, soprattutto, focalizzare la centralità nei confronti di un progetto pedagogico al servizio dei bambini (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento in esame. In Piemonte, l'università di Torino sta realizzando un bellissimo asilo aziendale aperto al territorio della città di Grugliasco, dove insiste l'università. Credo che la ministra dovrebbe conoscere tali aspetti di eccellenza e le chiedo di tenere conto che proprio l'apertura al territorio, personalmente, mi farebbe decidere positivamente per i nidi aziendali, su cui sono assolutamente d'accordo. Non lo sarei, al contrario, se vi fosse una segregazione: in tal caso i nidi aziendali sarebbero qualcosa di diverso da quello che dovrebbero essere.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanotti 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 433
Astenuti 3
Maggioranza 217
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 233).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 461
Astenuti 2
Maggioranza 231
Hanno votato sì 253
Hanno votato no 208).
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