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PRESIDENTE. Chiedo scusa per la procedura anomala: ha chiamato l'onorevole Sgarbi, che desiderava essere presente, ma è in ritardo per ragioni indipendenti dalla sua volontà (si tratta di ragioni di traffico, sta arrivando dall'aeroporto)...
ELIO VITO. Passiamo agli altri documenti.
PRESIDENTE. Chiedo al presidente della Giunta se possiamo posticipare l'esame dei documenti relativi all'onorevole Sgarbi. Vi sono obiezioni da questo punto di vista?
VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Signor Presidente, di documenti concernenti l'onorevole Sgarbi ve ne sono tre...
PRESIDENTE. Se c'è qualche altro documento per il quale non sussistono problemi...
VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Possiamo passare al documento relativo all'onorevole Maiolo.
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta relativa all'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti di Tiziana Maiolo, deputato nella XIII legislatura (Doc. IV-quater, n. 91), pendente presso la procura della Repubblica presso il tribunale di Monza per il reato di diffamazione aggravata.
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da Tiziana Maiolo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il presidente Siniscalchi, in sostituzione della relatrice, onorevole Erminia Mazzoni
VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Signor Presidente, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente Tiziana Maiolo, deputato nella XIII legislatura, che si riferisce ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti davanti alla procura della Repubblica presso il tribunale di Monza per il reato di diffamazione aggravata.
Il procedimento penale trae origine da un articolo, a firma dell'onorevole Tiziana Maiolo, pubblicato il 5 maggio 2001 sul quotidiano Libero con il titolo «Castelli bastonato. Assolto Contrada». Nell'articolo, per come risulta dal capo di imputazione (che pure lo riferisce al quotidiano Il Giornale) si afferma tra l'altro: «Le assoluzioni fioccano... Una valanga ha travolto l'antimafia del dottor Caselli, con i
suoi pentiti, con le vendette politiche costruite a tavolino, le versioni concordate.
Tutto quel che è successo in Sicilia dopo gli assassini dei magistrati Falcone e Borsellino (...) puzza più di una ritorsione politica che di lotta alla mafia (...) l'ufficio era presieduto dal procuratore Caselli che tra viaggi per conferenze e dibattiti (un centinaio l'anno) e una cospicua attività pubblicistica trovava anche il tempo per condurre le indagini (...)».
La Giunta ha esaminato il caso nelle sedute del 2 e dell'8 ottobre 2003. In particolare, nella seduta del 2 ottobre ha proceduto all'audizione dell'onorevole Maiolo, la quale ha rivendicato la centralità che nella sua attività politica e parlamentare, anche nella sua veste di componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia, ha sempre conferito alla questione dei collaboratori di giustizia numerose sono dunque le iniziative assunte dall'onorevole Maiolo nella XIII legislatura in ordine all'operato della magistratura in genere e dalle problematiche connesse all'utilizzo dei collaboratori di giustizia.
Numerose sono dunque le iniziative assunte dall'onorevole Maiolo nella XIII legislatura in ordine all'operato della magistratura in genere e alle problematiche connesse all'utilizzo dei collaboratori di giustizia da parte della magistratura in specie. Trascurando in questa sede la copiosa produzione di atti di sindacato ispettivo in materia, tra gli atti di indirizzo presentati si segnala in particolare una mozione che reca, oltre alla prima firma dell'onorevole Maiolo, anche quella di decine di deputati appartenenti a tutti gruppi della sua posizione parlamentare e che fu discussa dall'Assemblea nelle sedute del 24 giugno e del 9 luglio 1998, con l'intervento di molti parlamentari, risultando infine respinta così come la sua risoluzione presentata il 30 giugno.
La consolidata giurisprudenza costituzionale, come è noto, postula come requisito per l'applicabilità della prerogativa di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione la sussistenza di un nesso tra le opinioni espresse dal deputato in sedi e mediante mezzi non tipici e lo svolgimento della funzione parlamentare. La recente legge n. 140 del 2003 recepisce sul punto questo indirizzo, prescrivendo l'applicazione dell'articolo 68, prima comma, della Costituzione per ogni attività «di divulgazione, di critica e di denuncia politica connessa alla funzione del parlamentare, espletata anche fuori del Parlamento».
Evidente è apparso, pertanto, alla maggioranza degli interventi nel caso al nostro esame il nesso che lega il contenuto dell'articolo richiamato nel capo di imputazione e la funzione parlamentare svolta all'epoca dall'onorevole Maiolo. In questo senso, la Giunta si è determinata a proporre - come si è detto, a maggioranza - che l'Assemblea deliberi nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento penale a carico dell'onorevole Tiziana Maiolo concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, chiedo la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ruzzante.
Per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.
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